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L'assordante ronzio dei Calabroni torna per il terzo anno consecutivo a rombare nella NBA.

L’assordante ronzio dei Calabroni torna per il terzo anno consecutivo a rombare nella NBA.

 
Utilitarismo contro fantasia… fatti crudi e analisi spietate contro adrenaliniche scosse elettriche a fior di esoscheletro dei giocatori, che, dovranno generare tempeste magnetiche per mandare in tilt gli avversari e spazzare le loro atmosfere con azioni fulminee di squadra o invenzioni di Kemba per vincere le partite, anche se i Calabroni faranno molto affidamento sulla propria atmosferica difesa, con Hibbert e MKG a frizionare l’attrito degli attacchi avversari e generare aurore boreali da battaglie cosmiche.
 
Volare ad alta quota con entusiasmo e fiducia che sono le due parole chiave per gli Charlotte Hornets questa stagione.
 
L’entusiasmo porta a lavorare sentendo meno la fatica, con piacere e da frutti, la fiducia quando si esegue un tiro, una giocata, ma anche nella vita, è un aspetto mentale imprescindibile che non si può trascurare per vivere bene e arrivare al risultato.
Non è tutto così semplice però perché nella vita, come nella NBA, fattori esterni concorrono a ostacolare la buona riuscita delle nostre intenzioni.
A Est alcune squadre si sono mosse bene e paiono essersi rafforzate, ad esempio Atlanta, Boston e Indiana, mentre anche Chicago e New York se troveranno la chimica e non avranno infortuni importanti, potrebbero dar del filo da torcere.
Gli Hornets prima di sconfiggere gli avversari dovranno battere se stessi superandosi, la stagione da 48 vittorie è già soltanto un piacevole ricordo che sfuma quando la pressante attualità ci costringe a occuparci dell’oggi, dell’immediato.
Paradossalmente il fulcro del meccanismo sarà Steve Clifford, perché il duo Cho/Jordan non ha portato in estate nomi di grido in North Carolina, quindi si cercherà ancora una volta di sorprendere passando attraverso il gioco, grazie ad un gruppo che ha mantenuto un nucleo ma perso almeno tre pezzi importanti (Jefferson, Lee e Lin).
I dubbi si assiepano nella mente dei tifosi proprio per la contraddizione estiva.
Jordan dichiarò di voler far grande questa squadra sostanzialmente, di portarla tra le prime a est ma nessun colpo stratosferico è stato messo a segno dalla dirigenza.
Ci si chiede quindi cosa vorrà e potrà fare MJ da grande, anche perché in una delle culle del basket, con tifosi appassionati che non hanno mai gioito per un titolo NBA, l’attesa è molta, specialmente dopo che gli Hornets tornarono redivivi tre anni orsono.
Clifford quindi cercherà trame, schemi e rotazioni equilibrate per ottimizzare le caratteristiche dei nuovi giocatori, ovviando a qualche mancanza ma esaltando caratteristiche del singolo e gioco di squadra.
Un team che cercherà ancora una volta l’accesso ai playoffs pur affrontando probabilmente ostacoli superiori alla scorsa stagione.
La lineup attuale sembra essere composta da 3/5 dei titolari della scorsa stagione: Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Hibbert.
Kaminsky, Belinelli, Sessions e Lamb saranno riserve chiave per i Calabroni durante le rotazioni, si spera in loro per avvantaggiarsi mentre i titolari riposano. Senza il loro apporto potremmo fallire la stagione clamorosamente senz’appello.
MKG è al rientro dopo sole sette gare giocate nella scorsa stagione e, come altri compagni, in preseason (chiusa 3-4), ha dimostrato notevoli progressi nella settimana intercorsa tra il primo e il secondo grappolo di partite.
Il calendario per alcuni versi ricalca quello dello scorso anno, con un febbraio prettamente esterno e un marzo molto più casalingo, dove l’anno scorso gli Hornets trovarono lo slancio, presero velocità per un rush finale che li fece chiudere con un 48-34 al sesto posto, sfortunatamente ultimi in un gruppo di quattro squadre a pari record.
Molte squadre a Est si equivalgono quest’anno sulla carta, ci sarà da lottare e tener duro probabilmente, tutto può succedere in un anno incerto e impronosticabile che dovrebbe portare gli Hornets ad avere una certa stabilità e dimestichezza con le zone alte della classifica nelle intenzioni di Jordan.
L’assortimento, per caratteristiche, è buono, basterà per arrivare ai playoffs e magari passare finalmente il primo turno?
 
Arrivi:
 
Marco Belinelli (dai Sacramento Kings)
Treveon Graham (dagli Idaho Stampede)
Roy Hibbert (dai L.A. Lakers)
Brian Roberts (dai Portland Trail Blazers)
Ramon Sessions (dai Washington Wizards)
Christian Wood (Philadelphia 76ers/Delaware 87ers)
 
Partenze:
 
Troy Daniels (Memphis Grizzlies)
Jorge Gutierrez (Brooklyn Nets ma già rilasciato)
Tyler Hansbrough
Al Jefferson (Indiana Pacers)
Courtney Lee (New York Knicks)
Jeremy Lin (Brooklyn Nets)
 
Movimenti:
 
Jeremy Lin è tornato nella Grande Mela ma sulla sponda opposta a quella che lo aveva lanciato, preferendo il profumo dei “verdoni” a ragionamenti di altro tipo, Courtney Lee invece è volato a New York, poiché gli Hornets in estate per convincere Marvin Williams ma soprattutto Nicolas Batum a rimanere, hanno deciso di alzare le cifre degli stipendi.
Così è stato fatto (175 milioni spalmati su vari anni), purtroppo per le possibilità e le regole salariali agli Hornets non rimaneva moltissimo da spendere, anche se da un’idea di Clifford, ecco saltar fuori in uno scambio con Sacramentto per la nostra ventiduesima scelta al Draft, il connazionale Marco Belinelli, che, interrotta l’esperienza negativa ai Kings (“non eravamo squadra”, parole sue), cerca rilancio nella città regina, così come Hibbert, stagione pessima in maglia gialloviola.
Proprio per questo preso a basso prezzo da Cho e ora con Marco rappresentano due scommesse su cui puntare per il buon esito della nuova Regular Season.
Lin, l’anno scorso giocava anche contemporaneamente a Kemba, il nuovo sostituto, Sessions, è partito male in preseason ma ha fatto vedere qualche miglioramento nelle ultime gare.
Se Lin disputò una stagione buona, ci auguriamo che Sessions vada almeno su discreti livelli.
Giocherà in velocità, pick and roll, incursioni, un po’ alla Lin, anche se le armi sono inferiori.
In questo cambio perdiamo leggermente, così come nella sostituzione tra Al Jeffeson e Roy Hibbert.
Roy è un centro prettamente difensivo.
Non porta molti punti, però di lui si dicono convinti Clifford e altri addetti ai lavori losangelini, a livello offensivo come passatore e questo per una squadra come la nostra che passa principalmente attraverso il gioco, non è cosa da poco.
In difesa dovrà ritrovare voglia e condizione.
Lo svantaggio è non avere un giocatore di post basso e di movimenti sopraffini come Jefferson, che tuttavia peccava in difesa negli ultimi anni, anche a causa di problemi al ginocchio, proprio per questo il rapporto si è interrotto e gli Hornets hanno risparmiato una decina o forse più (in prospettiva di nuovo contratto) di milioni.
 
Reparti:
Le point guard di Charlotte 2016/17.

Le point guard di Charlotte 2016/17.

Guardie tiratrici e ali piccole.

Guardie tiratrici e ali piccole.

Ali grandi e centri.

Ali grandi e centri.

 
Il reparto guardie vedrà Kemba Walker prendere ancora in mano le chiavi della regia, anche se non è un uomo assist di primo piano e preferisce più spesso essere un finalizzatore che un playmaker alla Nash o alla CP3.
E’ il suo anno per dimostrare di essere sottostimato e magari meritarsi una convocazione all’All-Star Game di New Orleans. Sessions sarà il playmaker di riserva come già detto, mentre torna in North Carolina come terza PG, Brian Roberts, altro giocatore sfuggente che se in serata potrebbe far cambiar passo alla squadra e aiutarla a recuperare punti velocemente.
La SG titolare sarà ancora Batum, più di una semplice guardia tiratrice, ma un divoratore di zeri nel tabellino.
Uomo assist, rimbalzista e scorer, ma soprattutto un collante per la squadra.
Per questo le cifre alle quali è stato rifirmato sono alte, anche se nei prossimi anni, complici i contratti della NBA con le televisioni, potrebbero rivelarsi eque per Charlotte.
Al momento però è pagato come una stella e si spera renda altrettanto, in termini di prestazioni e continuità.
Dietro di lui il nostro Marco Belinelli, swingman, in cerca di rivincite e ancora affamato di vittorie, fiducioso ed entusiasta di giocare per Jordan.
Da lui ci si aspetta una pioggia di fuoco dall’arco (giocherà come avatar di Daniels ma presumibilmente starà in campo molti più minuti), ma i compagni dovranno saperlo mettere in condizione.
Harrison sarà la terza SG, ma difficilmente metterà piede sul parquet.
Giocatore che, a mio giudizio, attualmente vive a un livello superiore rispetto a dove sta.
Come ali titolari troviamo Michael Kidd-Gilchrist e Marvin Williams.
Il primo rientra da una ricaduta da un infortunio alla spalla che l’ha tenuto fermo più di metà stagione e ora si spera essere integro e pronto a riprendere il suo posto titolare in quintetto.
Energia, rimbalzi, transizioni e difesa dovrebbero più che compensare la perdita di Lee, in un certo qual modo sua copia la scorsa stagione.
Stopper della squadra cercherà di fermare molti top player avversari.
Marvin Williams darà una mano a rimbalzo, nelle stoppate e soprattutto si spera, aiutando a mettere punti, che sia di tripla o altro.
Gli Hornets ne hanno bisogno avendo perso due scorer come Lin e Jefferson.
Lamb potrebbe trovare minuti importanti, anche perché i Calabroni hanno perso realizzatori e Jeremy in questo potrebbe aiutare Clifford, a patto diventi affidabile.
Sperando non siano troppo pochi i minuti per le sue caratteristiche (a volte ha bisogno di scaldarsi un po’), nel ruolo di ala, che può ricoprire con giocate.
Sull’esterno, anche grazie all’intesa con Hawes, spesso riceve buoni palloni.
Starà a lui sfruttarli per dimostrare il talento attribuitogli ai tempi di OKC, scemato da troppa panchina.
Kaminsky sarà un’ottima scelta dalla panchina.
Sembra migliorato e più veloce in alcuni movimenti, se userà meglio i suoi cm in attacco, potrebbero esser dolori per gli avversari di turno.
Variegato arsenale, dovrà migliorare il suo tiro da fuori se vuole utilizzarlo con costanza.
Ha visione di gioco ma talvolta preferisce fare da solo, sia un jumper o un’entrata.
Ci aspettiamo una difesa migliorata, sua vera sfida personale per rimanere a buoni livelli in NBA.
Graham si è visto poco nella preseason e sarà probabilmente ai margini delle rotazioni, ma da ala piccola o guardia, ha fatto intravedere doti di agilità.
Wood invece è un’ala grande cui piace giocare di potenza se può, ma anche lui sarà limitato dalla presenza degli altri lunghi.
Hibbert per ora è partito come centro titolare ma le dichiarazioni di Clifford fanno intendere che il ruolo di centro titolare non è assegnato.
Zeller è l’altro indiziato per quel ruolo ma ha avuto un infortunio al ginocchio ed è rimasto out per tutta la prestagione.
Dalle ultime news pare possa giocare la prima gara di Regular Season.
Hawes è sostanzialmente il vecchio McRoberts, assist deliziosi, buon tiratore da tre punti, un po’orso (non troppo preciso) a volte negli interventi difensivi.
Diverse di queste rotazioni potrebbero essere però interscambiabili, anche a livello di ruoli ovviamente.
 
Roster:

2016/17 Roster

Il roster2016/17.

Il calendario:
http://hornets.playitusa.com/category/cr15-15/

Incurante dei giudizi positivi o negativi lo spettacolo va avanti, le quotazioni dei Calabroni 2016/17 sono valutazioni cartacee ancora per poche ore.

Gli Hornets scenderanno sul parquet dei Bucks per un’interessante sfida tra squadre che ambiscono ai playoffs per raccontarci la prima di 82 verità in questa stagione.

La Regular Season è lunga da svoltolare, ma i Calabroni devono cercare di sfruttare tutte le occasioni possibili, ogni gara per noi sarà più preziosa di altri team.

Entusiasmo, fiducia e tenacia da portare sempre con se.

Let’s go Hornets!

 

Questo articolo è stato pubblicato in Inside The Hornets da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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