A Cavaliers donato non si guarda in bocca…

Siamo giunti ormai alla vigilia del Draft NBA che in Italia sarà trasmesso da Sky Sport 2 a partire dalla una di questa notte.

21 giugno in America, 22 qui.

Facendo un passo indietro, come avrete letto, un po’ a sorpresa, la prima testa a cadere nel roster degli Hornets è stata quella di Dwight Howard, il quale ha insidiato Kemba Walker come miglior Hornet nella scorsa stagione, ma la strategia di Kupchak nel liberare spazio salariale non ha guardato in faccia a nessuno, sebbene poi, ci sia bisogno assolutamente di rimarcare il contratto di Mozgov (arrivato dai Nets per Dwight) non esattamente a buon mercato e più lungo di un anno…

E qui siamo al bivio perché, se si pensava a un rebuild totale in queste ore stanno, stanno “fermentando” rumors secondo i quali la coppia Walker/Batum sarebbe destinata a Cleveland alla corte del Re, mentre nella Queen City arriverebbero non specificati giocatori. Ovvio che la coppia sacrificando Walker, farebbe da traino per il contrattone pluriennale di Batum, indigesto alla maggior parte, se non proprio a tutti gli altri team.

Thomas, possibile merce di scambio è finito a febbraio ai Lakers (mai ambientatosi veramente a Cleveland dal suo arrivo da Boston), J.R. Smith e Tristan Thompson erano già stati segnalati nel mese del Carnevale come possibili partenti verso Charlotte come si parla oggi di Rodney Hood, ma tutto è possibile.

Quindi, storpiando il proverbio, replicando il titolo, direi che a Cavaliers donato non si guarda in bocca.

Va bene tutto, l’importante sembrerebbe “rifilare” il francese.

Si farebbe più interessante la situazione se Cleveland cedesse la propria scelta al Draft (la n° 8 via Nets).

I Calabroni quindi potrebbero scegliere due discreti prospetti, però Jordan smentirebbe ancora sé stesso visto che lo scorso febbraio disse che Walker non si sarebbe mosso se non per un’altra All-Star, e se non Thomas persosi in un labirinto dedalico, allora chi da Cleveland?

Nella Buzz City l’entusiasmo non è al massimo anche se parliamo di rumors e le soluzioni potrebbero essere aperte in ogni direzione.


Se, ipotizzando, al Draft avessimo due scelte si potrebbe puntare su un giovane per farlo crescere insieme a Monk, riportato nella sua posizione originale di SG, dopo l’equivoco PG osato da Clifford…

Tra le PG che dovrebbero girare intorno alla decima posizione troviamo Shai Gilgeous-Alexander e Collin Sexton.

Per alcuni gli Hornets punterebbero sul primo, per altri sul secondo.

Io propenderei più per il “Toro” Sexton (buon fisico), il quale ha tendenza a perder palloni ma è un giocatore che attacca bene il ferro a testa bassa e ciliegina sulla torta, ci sono da ricordare i 40 punti contro Minnesota, come scritto sulla pagina principale di Playit.usa in un articolo sul Draft, giocando in 3 contro 5 per ben 10 minuti, con la squadra falcidiata da una raffica di espulsioni e incredibilmente, la sua squadra (Alabama) ha portato a casa un parziale a favore di 30-22…

 

 

 

 

Collin Sexton.
Grinta ne abbiamo?
Qui pare stia diventando verde in procinto di trasformarsi nell’Incredibile Hulk…

 

Ancora poche ore per svelare il fascino misterioso del futuro, anche se passato il Draft, questa NBA pare ai fan degli Hornets come tenere tra le dita scivolosa e sfuggente sabbia in una lunga notte senza stelle…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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