Fantasie…

Tutto tace o quasi dal punto di vista del parquet in casa Hornets.

Mentre l’unica fievole possibilità di rumors, creata artificiosamente, alla quale peraltro non credo molto renderebbe Kupchak GM of the year (in sintesi sarebbe uno scambio, forse con qualche aggiunta) tra Nicolas Batum (il quale a Charlotte ha intasato il cap con il suo rendimento non eccelso) e Ryan Anderson degli Houston Rockets.

Fantascienza?

Fantasie?

Probabile, (l‘idea è stata inizialmente suggerita dal collaboratore di Bourbon Street Shots, Mason Ginsberg), ripresa e menzionata da Brian Windhorst di ESPN, i Rockets sarebbero pronti ad accollarsi un contratto a lungo termine cedendo l’ex New Orleans Hornets polifunzionale giocatore.

 

 

Ryan Anderson raffigurato in card ai tempi dei New Orleans Hornets.
Lo sfortunato giocatore perse la fidanzata Gia Allemand, pare per suicidio nel 2013, quando lei aveva solamente 29 anni.

 

 

Anderson, contratto che andrà in scadenza, avrà 30 anni il prossimo anno e percepirà 20,4 milioni (qualche milione in meno dei 24 che percepirebbe il transalpino) utile su ambo i lati del campo, sia come difensore che come specialista da grandissime distanze da tre, gli Hornets acquisirebbero un vero talento che permetterebbe di allargare il campo anche in caso di attacchi rapidi come vorrebbe giocare il nuovo coach Borrego.

Batum, potrebbe incastrarsi perfettamente come gregario in una squadra già ricca di talento con la coppia di guardie Harden/Paul a fagocitare un buon numero di palloni.

Fosse per me, lo scambio, oltre a sponsorizzarlo, lo farei subito, per Charlotte si tratterebbe di un chiaro guadagno, per i Rockets forse non molto, a meno che l’uomo di Lisieux nor arrivi in Texas motivato come il primo anno agli Hornets e riesca a calare la sua mente in una dimensione da gregario…

In Africa invece il 4 agosto si svolgerà ancora un NBA Game il 4 agosto.

Il terzo evento sarà giocato a Pretoria, in Sud Africa e vedrà per gli Hornets protagonisti Marvin Williams (nel team internazionale) e il rientrante Biyombo, co-captain del team africano.

Andando sul concreto, Charlotte festeggia i 30 anni dalla propria nascita nel 1988, anche se vissuti in maniera travagliata, tra vicissitudini, spostamenti, rinascite e personalmente aggiungerei “Record Storici” non condivisi.

Settimana scorsa Charlotte ha presentato la Classic Uniform, un’edizione leggermente rivisitata della canottiera originale con le righine usata da Charlotte dal 1988 al 1997.

Lo scorso anno fu prodotta la versione color “foglia di tè”, quest’anno, come ha ricordato il presidente Fred Whitfield, la società “ha cercato di replicare l’esperienza e l’eccitazione dei primi giorni degli Hornets, indossare l’uniforme bianca che il team originale indossava ogni sera al Charlotte Coliseum porta un altro livello di autenticità per i nostri fan.”

La maglia dovrebbe essere indossata nelle classic night, presumibilmente saranno circa almeno sei gli eventi del genere.

 

La nuova divisa.

 

 

 

Lascio anche il link della pagina contenente un video ben realizzato sui momenti trascorsi dall’alba della Charlotte del basket a oggi:

https://www.nba.com/hornets/press-releases/hornets-unveil-new-white-classic-uniform-2018-19-season

Sulla pagina ufficiale c’è poi anche la possibilità di votare per i propri 10 giocatori preferiti di sempre scegliendo tra quelli proposti in foto nelle tre pagine dedicate ai giocatori o la possibilità alla fine del percorso di segnalarne uno non presente e magari vincere un pacchetto di premi offerti dalla società per il trentesimo anniversario.

Io ho provato, ma dato che la mia fortuna si ferma a livelli commisti tra Paperino, Fantozzi e Kenny McCormich di South Park (l’omino intabarrato in arancio che ogni puntata muore ma poi fortunatamente rivive puntualmente nella puntata seguente), se volete almeno tentare, previa veloce iscrizione o collegamento da social, buona fortuna…

https://www.hornets30vote.com/

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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