Calendario Charlotte Hornets 2019/20 season.

Diramato il calendario degli Charlotte Hornets per la nuova stagione che va ad affacciarsi sul nuovo decennio.

Si partirà contro Chicago il 23 ottobre (data americana) per proseguire sempre in casa contro Minnesota, due partite tutto sommato abbordabili (non per questo facili) nonostante il ramo degli Hornets non sia carico di frutti di qualità.

Poi via alle trasferte, ben 4 di seguito (succederà tre volte in stagione, in questo caso sulla costa pacifica,) mentre dal 2 al 10 dicembre avremo la striscia più lunga di partite casalinghe, da Phoenix a Washington.

Facendo un passo indietro, sempre da giocarsi a Charlotte, il primo derby con i Pelicans dei quali fa ormai parte anche Melli, arriverà il 9 novembre.

A fine anno (2019) le partite giocate saranno 36, equamente suddivise tra casa e trasferta (18-18) nonostante una “rincorsa” da parte delle “Home”…

Una particolarità si registra però; lo Spectrum Center vedrà soltanto 40 partite giocate dai Calabroni perché quella in programma a Parigi il 24 gennaio contro i Milwaukee Bucks sarà considerata casalinga.

A onorare la “legione straniera” nella capitale francese, per gli Hornets ci sarà Batum dopo la perdita di Parker e anche l’arruolabile congolese Biyombo.

I pesanti back to back saranno 12, 3 in meno rispetto lo scorso anno.

Tre, invece di quattro saranno le gare contro Boston, Cleveland, Milwaukee e Philadelphia, rivali delle altre Division nella Eastern Conference.

Il 13 aprile avremo il saluto casalingo mentre il 15 probabilmente, salvo impensabili miracoli, a Philadelphia si chiuderà la stagione di Charlotte.

Ecco il calendario completo con date e orari originali oltremare:

https://www.nba.com/resources/static/team/v2/hornets/PDFs/1920_Schedule-Calendar.pdf

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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