Game 14: Charlotte Hornets @ Toronto Raptors 96-132

Intro

Il lavoro paga.

Come però non se l’è mai chiesto nessuno nel caso di uno sportivo perché i frutti del lavoro svolto, come particelle che si scompongono in iride dopo aver attraversato un prisma, si riflettono evidenti nell’ambito di quello specifico sport.

E’ così che Devonte’ Graham da simpatico Signor Nessuno è passato, almeno per gli appassionati, a esser considerato un buon giocatore.

Il lavoro in estate, come ha detto anche lui recentemente, è ciò che lo sta facendo emergere in questo inizio di Regular Season all’interno di questa forma d’arte che è il basket, anche se sta scombinando i piani di Charlotte per il momento, partita, se non con l’intento, con la convinzione di arrivare tra le ultime squadre e pescare bene al prossimo Draft.

Non che non si faccia in tempo, in fondo 6 vittorie a fronte di 13 partite giocate con altre 69 in ballo, sono poca cosa e sarà bene rimanere con i piedi per terra ma tornando al lavoro, potremmo scomporlo in altre sezioni, laddove l’iride verrebbe sostituito dal nero.

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai nemmeno un giorno per tutta la tua vita” è un ottimo consiglio non fosse che l’aforisma è di Confucio che nacque 5 secoli prima di Cristo in una società differente.

Quanto poco sia attuabile per la massa impiegata e impegnata nell’alienante lavoro quotidiano (se “va bene, nel senso che c’è) è facile a dirsi nell’epoca del precariato, dell’”uomo” formato solamente in funzione di ingranaggio della macchina della produttività, spirito del tempo sospinto da un orizzonte di non senso che non sia il profitto/regresso, poiché la parte utile del progresso è stata messa al servizio della economia/tecnica che brandendo l’utilitarismo e premendo sul sofismo della ragione mette al bando altri modi d’esser uomini.

Sarà anche per questo che Charlotte quest’anno mi piace, anche se dovesse deragliare adagiandosi sull’asfalto antracite stagliandosi però come vivace puntino color teal nel conformismo dei nomi e dei campioni.

Pur rimanendo nel privilegiato mondo dorato del capitale, va detto che questi non ha un’etica e la Queen City, pur essendo divenuta anche sede di grandi banche, soffre alcune dinamiche economiche intrinseche alla lega e al disinteresse dei giocatori, oltre ad e/orrori gestionali passati.

A Charlotte non c’è nessuno… solo ragazzi emergenti, rookie (P.J. Washington e Cody Martin), sophemore (Bridges e Graham) o al terzo anno (Monk) che insieme a qualche veterano (Marvin Williams, Biyombo) cercano di fare della squadra l’arma per combattere i propri limiti e la potenza dei big market oltre a un allenatore che, passato da San Antonio come assistente coach, sta riuscendo a dare un taglio meno prevedibile alla squadra rispetto a quando Kemba portava la croce o Lamb contro i Raptors vinceva due partite allo scadere in maniera assurda con tiri impossibili o da non sbagliare.

Gli stessi tiri difficili e da non sbagliare che mi hanno riportato in mente l’ex numero 3.

Stasera si va proprio a Toronto con Monk, Graham, ma sarà dura in Canada arrivare a un finale punto a punto.

Analisi

Charlotte cede di schianto nel secondo tempo, eppure…

Avevamo visto, dopo il solito inizio travagliato sotto la pressione difensiva avversaria, una buona Charlotte nel primo tempo, abile a colpire da tre e a procurarsi i vantaggi stressando, tirando e allargando le maglie difensive della squadra di Nurse grazie a anche a un buon Williams sebbene le second chance dei locali, arrivate in transizione ma non solo, fossero un grave problema poiché i canadesi attingevano a piene man da queste situazioni soprattutto con Hollis-Jefferson ma non solo…

Sul 56-55 i Raptors piazzavano un 5-0 che chiudeva i giochi a loro favore 56-60 nel primo tempo ma la gara sembrava ancora giocabile.

La variabile impazzita era Anunoby che sganciando tre triple, aiutato da VanVleet con altre due, nel giro di 5:20 piazzavano un allungo che portava i Raptors sul 64-80 riuscendo a giocare un buon basket fatto di passaggi rapidi come avevano fatto i ragazzi di Borrego precedentemente tanto da arrivare alla fine a un record di franchigia con 40 assist smistati.

Gli Hornets provavano a resistere ma nei 6:40 finali Toronto guadagnava alti due punti chiudendo sul +18 il quarto.

Nell’ultima frazione Borrego manteneva per poco i giocatori che avrebbero potuto accorciare il divario ma poi arrendendosi all’evidenza lanciava in campo prima Willy, poi gli altri giocatori in panca come Bacon, Martin e perfino MKG.

Con due triple di Davis i locali si portavano sul +30 (80-110) con degli Hornets poco convinti sul parquet ad attender la fine di una gara che non si sarebbe più potuta vincere.

5 pt. di Davis consecutivi ed era -38 (82-120) prima che gli Hornets chiudessero sul -36 alla fine con un 96-132.

Direi troppo forti i Raptors in serata che hanno chiuso con il 51,5% dal campo (solito problema di Charlotte le percentuali concesse) ma con un altissimo 46,5% da tre e un 72-40 nel secondo tempo… 53 rimbalzi e 40 assist con soli 10 TO indicano un’ottima prestazione. Gli Hornets si accontentano di un 42,3% dal campo e di un 33,3% da fuori con soli (rispetto ai Raptors) 37 rimbalzi e 26 assist. Male nei TO (19) che hanno generato canestri in transizione anche da second chance dopo esser riusciti a difender bene sulla penetrazione primaria… 15/24 dalla linea, continua il momento struggle di Charlotte dalla lunetta anche se molti FT mancati sono arrivati nel finale.

Il lavoro paga anche a Toronto dove con Lowry out e Leonard ai Clippers, sono emersi nuovi protagonisti.

Anunoby ha chiuso con 24 punti seguito da Siakam con 20, Powell ne ha aggiunti 17 mentre dalla panchina Terence Davis (career high) ne ha messi 16, uno in più del compagno Hollis-Jefferson che ha catturato 8 rimbalzi.

VanVleet ha terminato con 11 punti così come Boucher che ha recuperato anche altrettanti rimbalzi.

La partita

Starting five

Charlotte riproponeva la recente formazione con: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

Toronto schierava: VanVleet, Powell, Siakam, Anunoby, M. Gasol.

1° quarto:

Lancio della palla a due a favore di Charlotte che ci provava due volte da fuori con Zeller (probabilmente toccato dopo il tiro) e Rozier ma senza risultati apprezzabili, Powell invece tirando da oltre l’arco batteva Bridges per lo 0-3.

P.J. ci provava con l’hook in corsa ma andava corto e sull’altro fronte, uscio alto Zeller, il pass sotto per Gasol era buono per lo spagnolo che con una finta si liberava del difensore e metteva dentro.

24 secondi scaduti per Charlotte, penetrazione/appoggio per Powell che a 9:40 determinava il time-out di Charlotte sullo 0-7.

Il pessimo inizio era mitigato dalla tripla di Graham in uscita dal blocco a 9:21 mentre il canestro successivo degli Hornets era opera di P.J. Washington che variava il gioco andando in corsa a depositare sul lato sinistro del canestro oltre Gasol in corsa con lui.

Siakam segnava da tre proprio su P.J. ma a 7:28 rispondeva Zeller da oltre l’arco mandando la gara sull’8-10 prima che i Raptors portassero un parziale di 2-8 chiuso da un jump shot frontale di Anunoby per il 10-18.

Miles era stoppato da Siakam e Monk andando a perder palla era salvato dal ripiegamento di Marvin bravo a far scudo sotto canestro nell’uno contro uno.

Gli Hornets ripartivano a 3:50 quando Batum fintando dalla sinistra faceva passare il difensore per esploder la tripla del 13-18, Powell segnava il floater mentre Rozier rispondeva con il tiro frontale.

Un fallo contro in nostro numero 3 (blocking) e VanVleet si trovava in lunetta a splittare a 3:11, dopo 14 secondi tuttavia era Graham dalla diagonale destra ad accorciare di tre punti il divario.

L’imprevisto arrivava quando Siakam dalla sinistra tirando storto oltre Williams colpiva bassa la tabella che allungava la palla dentro la retina bizzarramente.

Charlotte cominciava a patire le second chance: Hollis Jefferson in particolare tormentava il pitturato mettendo dentro da rimbalzo il +8 Raptors (18-26) prima che un floater di Graham a un minuto esatto dalla fine del primo quarto cominciasse la riscossa con 2 FT di Monk a .46.9 e un 2+1 di Biz a :29.9 (assist di Graham, fallo di Boucher) che chiudeva il quarto sul 25-26 dopo una corsa di 7-0 pro Hornets.

Siakam contro P.J..

2° quarto:

Parziale che Toronto interrompeva dopo 16 secondi con un 2+1 di Siakam al quale rispondeva al terzo tentativo sulla stessa azione Bridges in reverse (suoi gli errori da tre e in alley-oop ma il passaggio di Graham si dimostrava altissimo anche per lui che comunque riusciva a mantener la sfera).

Proprio Miles andando a perder un pallone cercando l’entrata in palleggio favoriva un tap-in di Boucher in transizione mentre a 10:19 Graham andava sul sicuro trovando Biz che segnava ancora toccato da Boucher ma mancava il libero lasciando staccati i calabroni di due unità (29-31).

Bridges si rifaceva con un altruistico passaggio verso sinistra da dove P.J. esplodendo il suo tiro ben costruito piedi a terra da tre ci portava in vantaggio prima che Hollis-Jefferson in mischia facesse avanzare i canadesi.

Gasol era beneficiario di due liberi per un fallo dato contro P.J. così sul +3 Toronto cominciava a pensare di poter staccarsi ma Miles sul fronte offensivo si inventava una penetrazione passando sotto le due colonne difensive: un & under in discesa dal salto.

Numero perché la palla entrava e si otteneva anche il libero per il pari a quota 35.

Biyombo stoppava Boucher e Rozier aprendo nel corner sinistro con passaggio volante dalla linea di fondo innescava l’open letale di Williams per il 38-35.

Hollis-Jefferson dava problemi e l’entrata era premiata con un fallo contro Biyombo per una giocata complessiva da tre punti.

Hollis-Jefferson guadagnava altri due punti ancora da seconda possibilità mentre Williams dalla diagonale destra a 6:02 pescava un’altra tripla per il 41-40.

Charlotte dimostrava di aver problemi a rimbalzo e trovandosi sotto 41-44 a 5:29 dichiarava time-out.

Al rientro Monk splittava in lunetta, VanVleet scappava a Rozier che rilassandosi un attimo su una finta del play avversario concedeva la penetrazione rifacendosi battendolo con il crossover e magnifico reverse.

Hollis-Jefferson però con altri due punti da sotto portava sul 42-48 il game.

Un fallo dell’onnipresente Hollis-Jefferson su rimbalzo offensivo mandava in bonus Williams che dalla lunetta accorciava prima che Siakam trovasse il fondo del secchiello dall’angolo destro e Powell con un fing and roll elegante in transizione mandasse Charlotte sul -9 (44-53).

Gli Hornets rientravano rapidamente e imprevedibilmente con le saette di Williams a 2:34 e di Graham a 2:11 per il 50-53, mentre Anunoby buttando giù con la spinta nel semicerchio Batum si faceva chiamar sfondamento.

Dirompente dunk appesa per l’ex Biyombo, Marvin contrastando Anunoby da te lo faceva sbagliare mentre sul fronte opposto il nostro numero 2 a 1:12 serviva a Biz un pallone che lo portava in lunetta a splittare per il pari.

Siakam da tre falliva ma Gasol portando giù il rimbalzo faceva anche da schermo sul suo pass arretrato per Anunoby che andava a schiacciar comodamente.

Marvin in entrata era spinto da Anunoby, tuttavia non rinunciava al tiro in fade-away facendo bene: two and one che a :36.1 mandava ancora sopra Charlotte (56-55) prima che i Raptors chiudessero avanti grazie alle conclusioni di Gasol da tre e di Anunoby da due per il 56-60.

OG Anunoby al tiro contro Monk.

3° quarto:

Ciò che faceva degenerare una partita sembrata piuttosto equilibrata sino a quel momento era il rientro in campo di Charlotte che stentava sotto la pressione dei Raptors abili comunque sempre a chiuder in transizione con Siakam alla seconda azione (lo stesso Pascal falliva contro P.J. la prima) per un 5-8 nei fast break.

Anunoby, assoluto protagonista del quarto, arrivava a depositare oltre il ferro anche se chiuso da due Hornets stretti per la stoppata.

Rozier rischiarava il cielo del nord con l’ultimo bagliore di teal da aurora boreale: tripla per il 59-64 ma Anunoby da tre colpiva due volte di seguito con effetti letali.

A 8:56 la sua seconda bomba valeva il 59-70.

Powell splittava e Cody con un pick and roll al secondo tentativo metteva dentro in floater ma poca cosa perché Anunoby cambiava zona per la tripla ma non fallendola ancora una volta faceva il vuoto con il suo undicesimo punto nel quarto…

Cody rispondeva con una tripla frontale per la serie “Tiratori inaspettati” ma VanVleet come Anunoby indovinava triple in serie infilandone due a 7:08 e a 6:40 per un pesante 64-80.

Rozier andava a chiudersi in penetrazione contro il muro dei Raptors che recuperava palla e lanciava Siakam in alley-oop…

Per Charlotte, piombata anche sul -20, a 5:15 ci pensava a Rozier a diminuire lo svantaggio come una tripla ma il giro palla e le micidiali triple dei rossi non davano tregua.

A 3:54 quella di Powell riportava a 20 il divario (67-87) per un 6/8 da tre per i Raptors nel quarto…

Anunoby da tre era quasi surreale per un altro colpo da sinistra, Biz in gancio rispondeva andando a quota 10.

Una dunk di Anunoby in back-door e una di Bacon con Anunoby a terra per un contatto su una drive di Batum allungavano il brodo.

Il quarto finiva 74-92.

4° quarto:

Borrego forse ci credeva ancora lasciando elementi che potessero tentare di riportarli in gara ma la meteora senza parabola di Thomas da tre inceneriva l’atmosfera di Charlotte per il -21 e anche se Biyombo in reverse appoggiava sopra il ferro il divario diveniva presto incontenibile tanto che Borrego mandava dentro un Hernangomez in naftalina che tuttavia dal post basso destro partiva bene girandosi velocemente per alzar la sfera oltre il difensore con morbido tocco (78-1012).

Davis per i Raptors colpiva due volte (nel mezzo una tripla di Bridges) con il tiro pesante che a 7:12 mandava dei poco convinti Hornets sul -30 (80-110).

Si arrivava alla fine con fatica per Charlotte mentre i Raptors a risultato acquisito avevano buoni momenti e cali con la panchina.

Lanciati anche Bacon e MKG oltre a Martin, gli Hornets chiudevano sul 96-132, un punteggio molto pesante, più larga sconfitta della stagione, anche oltre i demeriti del team che comunque non pregiudica nulla per il futuro.

Le pagelle

Terry Rozier: 6

10 pt. (4/11), 3 rimbalzi, 3 assist. Sufficiente. Si fa batter da VanVleet poi con moto d’orgoglio restituisce subito in penetrazione bruciandolo per andare in reverse. Piazza un paio di triple che cercando di tenerci a galla ma ne sbaglia altrettante e perde un paio di palloni in palleggio tentando l’entrata sulla difesa che si chiude. 2/6 da 3, -24 di plus/minus.

Devonte’ Graham: 6

11 pt., 2 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. 4/9 al tiro e molta pressione su di lui, ci finisce anche Siakam all’occorrenza. 4 TO, da migliorare un po’ in qualche scelta stasera. E’ sembrato un po’ fuori misura con dei passaggi troppo alti per Monk e Bridges e un troppo rischioso per Biz nel mezzo ma fa 3/7 da fuori giocando un’onesta partita. Se deve andare a chiudere Anunoby non ha i cm per farlo. Male non fa ma non facendo cose eccezionali gli Hornets ne soffrono.

Miles Bridges: 6

13 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Non se la cava malaccio tutto sommato eccetto su qualche azione difensiva rivedibile. Il tiro da fuori non c’è quando serve ma anche da lui mi aspetto di più anche se sebbene non fosse la serata giusta, si è visto qualcosa di meglio rispetto alle ultime uscite.

P.J. Washington: 5

5 pt., 2 assist. Ha problemi di falli e gioca poco faticando a contenere salvo alcune buone difese. Un bel piazzato da tre e poco altro. Lontano parente del P.J. visto a New York. Tipico calo da rookie ma deve svegliarsi un po’ su palloni che gli capitan tra le mani o vaganti…

Cody Zeller: 5,5

8 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca ancor meno di P.J. ma mi piace poco dal punto di vista tattico. In attacco gioca in punta o oltre la linea smistando hand-off oppure tenta di piazzare triple se capita e il 2/3 da fuori testimonia un tiro migliorato anche se su piccolo campione. Bella invece la rollata con Graham che lo porterà a segnare in floater al secondo tentativo. In difesa un paio di volte mostra che è troppo facile batterlo e spende solo un fallo in serata.

Malik Monk: 5

7 pt., 3 rimbalzi, 3 assist. Incide poco tirando male da fuori (0/5) con un in & out beffardo. Bel canestro dal mid-range ai 24 ma troppi TO (4) che incidono negativamente e una difesa a guardarsi intorno.

Nicolas Batum: 5,5

3 pt., 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata in 24:54. 2 TO e ¼ al tiro. Unico canestro da tre proprio come a New York, bella la finta altrettanto la preparazione ma poi a parte i passaggi un po’ svanisce…

Marvin Williams: 6,5

14 pt.(4/5), 4 rimbalzi, 1 assist. Nel marasma dei cambi difensivi e di marcature larghe, potrebbe far meglio su Anunoby anche se nel primo tempo su di lui va a farlo sbagliar da tre compiendo alcune buone difese. Il promo tempo è perfetto con un 3/3 da fuori e un 3/3 dalla lunetta. Nel secondo sbaglia una tripla scomparendo anche in attacco.

Bismack Biyombo: 6

13 pt. (5/7), 2 rimbalzi, 2 stoppate. Chiude con un +2 in plus/minus. Diverse buone difese anche se su second chance non può arrivare. Protegge il ferro sull’azione primaria e va anche a segnar 13 punti. Sapesse tirare i liberi (3/8 in serata)…

Cody Martin: 5,5

0 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 0/3 in 10:01, 2 falli e 2 TO. -13 di plus minus. Bastano le cifre a far capire che non incide se non con qualche servizio per i compagni…

Willy Hernangomez: 5,5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Garbage time per lui con 10:01. Parte bene con un giro rapido sul piede perno dal post basso destro ad alzare un hook morbido sopra la testa del difensore, poi fatica a mantenere palloni in mano, sembra un morbo per i centri di Charlotte, piuttosto impacciati, guadagna la lunetta tre volte ma va un po’ svogliato e fa 3/6… non è facile giocare quando non conta ma con prestazioni scarse come questa non convinci il coach a darti minuti veri…

Michael Kidd-Gilchrist: 5,5

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 8:21 in campo a partita in ghiaccio, affonda due FT ma fa 0/3 dal campo commettendo due falli e sembra aver il fiatone dopo poco.

Dwayne Bacon: 6

5 pt. (2/4). Nel resto del tabellino ha 0 ma mette qualche punto rientrando dopo l’infortunio. Non fa nulla di eccezionale anche lui non pare abbia troppa voglia di entrare a giudicare dalla faccia quando si alza dalla panchina. Fa il suo.

Coach James Borrego: 5

Buon primo tempo giocando un basket fatto di passaggi per piazzati o vantaggi. Imbarcata totale nel terzo quarto. Troppo rapida. Avrebbe dovuto usare prima un time-out e comunque la squadra non ci capisce molto dietro, colpita più volte da tre ma anche da seconde possibilità. Alla prossima cercando di sistemarsi meglio avendo appreso la lezione.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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