Game 15* – Charlotte Hornets Vs Washington Wizards 119-97

Intro

Facciamo un balzo indietro.

Va in scena nel matinée nordamericano il recupero della gara saltata a causa Covid-19 tra Hornets e Wizards.

Torniamo a gara 15 e lasciamo da parte i Trail Blazers che avremmo dovuto affrontare oggi se la NBA non avesse propeso per il recupero cercando di far rientrare i Maghi in un alveo di partite simile alle altre squadre.

Vincere è d’obbligo per alimentare i desideri.

Recuperare e desiderare, due verbi fantastici dall’etimo da sviscerare, sorprendente.

Recuperare significa prendere indietro (re-indietro, càpere-prendere).
Sebbene il gesto del prendere sia fisicamente fondamentale, alla base della nostra esistenza e vari in sfumature come il ricevere, l’afferrare, ecc., questa parola dovrebbe far riflettere.

Pensare di ritrovare una cosa che si desiderava o una persona amata (ritrovamento di qualcosa andato perduto o rubato o qualcuno disperso o in disarmonia con noi fino alla rottura del rapporto) lascia rivivere sensazioni ed emozioni perdute a volte nel tempo.

Riacquisire ciò che avevamo smarrito e perso è un fondamentale desiderio.

Gli Hornets dovranno anche ridurre lo scarto dall’ottava piazza (recuperare posizioni) per osservare le stelle da vicino.

Desiderare significa, invece, distogliere (de) lo sguardo dalle stelle.

Qualcuno ha aperto la controversia sui desiderantes, soldati romani, dice il Professor Umberto Galimberti (citando il De bello gallico di Giulio Cesare), che osservando le stelle speravano che i commilitoni tornassero dalla battaglia.

Desiderio e volontà, due parole sovrapponibili che vanno a braccetto confondendosi talvolta.

Il desiderio è un’anticamera, può essere una trappola, un’utopia o una splendida anticipazione di qualcosa che vorremmo ma di cui non disponiamo.

Nel buddismo lo si rifugge a livello filosofico, ne diventiamo schiavi, tuttavia se state tifando per gli Hornets, tutti starete desiderando di vincere la sfida contro i Wizards, i fan di tutte le squadre, in generale, desiderano, sognano di vincere un anello e lo sforzo prodotto dagli atleti che non si accontentano va in direzione di un desiderio che brucia, arrivare al massimo traguardo possibile in ciò che si fa.

Gli Hornets avranno la necessaria determinazione per rompere la serie negativa da due sconfitte e ripartire?

Lo scopriremo presto…

Analisi

Una partita da vincere partiva male: 0-7 e nessuno sbocco offensivo per Charlotte che trovava tuttavia un super Zeller con mantello incorporato per sbloccare i Calabroni.

La squadra di Borrego si scioglieva, Miles faceva la voce grossa in difesa, Rozier, Ball e Hayward colpivano, Washington, nonostante Beal, si squagliava velocemente: +17 all’intervallo, +29 a fine terzo quarto (102-73).

Linguaggio del corpo pessimo per gli arrendevoli uomini di Brooks che spesso non costruivano ma sparavano oppure si affidavano alle iniziative personali del duo Bela/Westbrook.

Il primo è andato bene con 31 punti, il secondo si è fermato a 12 (4/9) fornendo paradossalmente più rimbalzi (11).

Nella penuria di uomini in doppia cifra dei Wizards troviamo Robin Lopez con 14 punti e Neto con 10.

Male i titolari Len (uscito prestissimo), Hachimura e Avdija, su tutto il fronte.

Hornets superiori quasi in tutto, ecco qui le statistiche:

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Brutta partenza per gli Hornets che oltre a lasciare la solita palla a due agli avversari sui facevano colpire da Beal due volte (la seconda era una tripla) e da Avdija per uno 0-7 non ben augurante.

La reazione era affidata solo a Zeller che in entrata batteva Len, poi, esplodendo la sua prima tripla stagionale ci portava sul -2 riuscendo a pareggiare anche con un tocco alto ravvicinato con Beal come un cinghiale sullo stomaco senza che gli arbitri fischiassero un clamoroso fallo.

I Wizards ripassavano avanti con Len, il quale dopo esser stato stoppato, riprendeva palla e realizzava da sotto.

Altro fallo non fischiato a favore degli Hornets ma arrivava in aiuto ancora la buona mano di Zeller che portava a casa altri due punti e anche una pala in difesa, recuperata fortunosamente.

Fallo di Avdija su Rozier (il meno netto dei tre) e Hornets avanti di due fino al nuovo pari di Westbrook.

Hayward da tre punti spareggiava la partita così, anche se Hachimura entrava in lunetta a 7:24 per realizzare due liberi, gli Hornets continuavano a conservare il vantaggio (14-13).

P.J. mancava il tiro ma Zeller “zompava” alto sulla palla regalando a Hayward altri tre punti per direttissima.

Sulla deep 3 di Ball dalla diagonale sinistra a 6:33, Brooks chiamava il time-out (20-13).

Zeller portava a casa altri due punti dalla lunetta grazie al fallo di Robin Lopez a 5:59.

Battaglia tra centri: multi-spin hook di Lopez e teardrop di Zeller su bell’imbeccata di Rozier per il 24-15.

Monk da tre rompeva le offensive tra titani realizzando il 27-15 con gli Hornets a viaggiare con la fibra più veloce ma i Wizards si attaccavano al collegamento iniziando a segnare con molta più continuità: da R. Lopez e il suo hook ai due liberi a segno di Westbrook, i Wizards tornavano sul -5, 29-24.

Passaggio di Ball per Bridges che si districava bene tra un paio di difensori appoggiando il trentunesimo punto Hornets.

A :55.7 arrivava anche la tripla di P.J. Washington per il +8 (34-26) ma i Maghi chiudevano il quarto con la tripla di Bertans e il reverse layup al vetro di I. Smith stoppato tardivamente da Bridges (34-31).

Il netto fallo di Beal su Zeller a inizio partita non fischiato. Nonostante ciò, Cody riuscirà a segnare a “occhi chiusi”… Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Bella partenza, invece, per i Calabroni nel secondo quarto: reverse mancato da LaMelo ma nell’aria a seguire c’era Miles che schiantando una boom nel cesto avversario faceva esplodere i tifosi Hornets nel raggio terrestre…

Hayward con una finta si liberava dell’accorrente avversario e andando dentro ad appoggiare in banker andava sul sicuro.

Westbrook da tre cacciava un sibilo strano: air-ball ma si rifaceva poco più avanti conquistando un rimbalzo offensivo e segnando dalla media oltre Hayward (38-34).

Una palla toccata di piede salvava l’attacco degli Hornets impaludatosi a tre secondi dai 24…

Sul nuovo cronometro a 14 LaMelo aveva tempo per l’entrata vincente mentre Neto non funzionava al tiro per i grigi…

Rozier, sfruttando il blocco in area di Zeller, l’oltrepassava andando a realizzare il pull-up.

I Wizards tornavano forte con una schiacciona di Beal infilatosi nella zona degli Hornets e con una tripla della stessa scatenata guardia che comprendeva nel pacchetto il fallo di Rozier sul bloccante Lopez che entrando in lunetta (8:29) mancava tuttavia l’occasione da 4 punti.

Quisquilie l’1/2 di Zeller dalla lunetta e il fallo gratuito di I. Smith su Bridges che non avrebbe mai raggiunto un pallone indirizzato altissimo verso di lui ma a far ripartire decisamente Charlotte era una bomba di “Scary”.

Smith segnava nel suo stile rapido mentre Hachimura, più lento, era bloccato prima da Bridges e poi stoppato nettamente da dietro da Rozier, lestissimo così gli Hornets riuscivano a portarsi sulla doppia cifra di vantaggio con Malik che mancava da sotto il tiro, riprendeva il rimbalzo e sparava da due lungo su Len per il 51-41.

Rozier con l’appoggio arrivava con i tempi giusti dopo essersi avvantaggiato dal cambio improvviso di velocità.

Il rookie dei Wizards ne infilava due ma Ball abbandonava in tutta velocità un pigro Westbrook per depositare due easy point.

A 4:22 LaMelo faceva secco anche l’israeliano da oltre l’arco e Monk mancando un reverse layup faceva felice il condor Bridges che come un avvoltoio si fiondava sulla palla in aria per una put-back dunk dallo stile inconfondibile.

A 3:33 Rozier segnava ancora da fuori e le frecce a bersaglio degli Hornets sul corpo del povero Brooks erano ormai 10 su 20 scagliate per il 63-44…

A 3:01 fallo chiamato contro Bertans, LaMelo aggiungeva altri due punti per il +21…

Bridges faceva buonissima guardia su Westbrook intenzionato alla penetrazione e si sacrificava in close-out su Bertans che mancava la tripla tuttavia Washington, dopo una tripla mancata da Beal, riuscirà con lo stesso a realizzare da sinistra su una timida difesa di Rozier.

Poco male se Wagner abboccava alle irresistibili finte di Hayward che al plexiglass affidava altri due punti mandando al tappeto la squadra dalla divisa a stelle e strisce.

Peccato per il FT addizionale errato ma gli Hornets andavano comunque a riposo avanti nettamente grazie anche alla stoppata di Biz su Westbrook per vendicare un Rozier mezzo travolto sulla rimessa dal fondo precedente da Beal (niente fischio ancora una volta incredibilmente) e a due FT di Hayward a :20.9 per il 69-52.

3° quarto:

Per vedere sbloccare il risultato nella ripresa occorrevano 59 secondi: fallo di Bertans e 2/2 di Hayward ai liberi.

Era il refrain del quarto…gli Hornets giochicchiavano e i Wizards guadagnavano FT per Beal e Westbrook.

Ad alimentare un po’ la vivacità della partita ci pensava Rozier che a 9:41 raccoglieva un passaggio a livello parquet catapultando un catch n’shoot da tre per il 74-55 quindi dal corner sinistro per l’82-60 completando con un tecnico battuto a 6:16 (dopo due punti acrobatici di Monk oltre Avdija) e due punti creatisi da solo colpendo in preciso pull-up pur toccato basso.

Se si attivava anche Hayward erano dolori per gli arrendevoli Maghi: appoggio volante ritardato per eliminare la presenza di Mathews, entrata twisting che faceva venir il mal di testa ancora una volta al malcapitato Mathews (94-69)…

Brooks, già sulla graticola, iniziava a friggere ma tra i problemi di salute avuti dai suoi e senza reali protettori dell’anello, la squadra cedeva ancora anche sul perimetro.

La tripla di Miles mandava sul +28 gli Hornets quella di Monk (:28.7) faceva superare ai Calabroni la barriera dei 100 (102-73).

Robin Lopez si arrende al bandito dal paradenti a sigaro, tal Miles Bridges. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Garbage time inaspettato per Borrego che inizialmente sceglieva una formazione mista con Ball e Zeller sul parquet tra i titolari ed era proprio da una drive del primo con assist per il secondo a portare due punti a Charlotte a 9:06 con il Cody nazionale a fintare e schiacciare il 106-78.

Un left scoop nel traffico di Ball valeva il 110-84, Charlotte con i due gemelli Martin in campo e Richards sul parquet poco più tardi, concedeva un leggero rientro agli ospiti ma non c’era partita.

A 2:22 un tecnico a nostro favore battuto da Monk fissava il 117-93, punteggio smosso per i nostri color da due FT di Cody Martin, colpito dopo l’assist del fratello Caleb.

Finiva 119-97, ora gli Hornets avranno test importanti alla portata per dirci se questa squadra oltre che desiderare e sognare, potrà riportarci ai playoff già quest’anno dopo troppi anni d’assenza.

LaMelo Ball: 7,5

19 pt. (7/17), 7 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, +14 in +/-. 1 TO in 30:30. L’attacco bilanciato di Charlotte gli “impedisce” d’esplodere a livello di punti ma vince spesso il duello con il suo avversario. A tratti trascina la squadra, attacca il canestro anche se prende qualche stoppata ma recupera anche liberi e da tre sa tirare da lontano con perfetta rotazione come un novello Trae Young.

Terry Rozier: 8,5

26 pt. (9/14), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, +29 in +/-. 1 TO. Il mattatore della partita pur in un attacco equilibrato con 5/9 da tre punti. Colpisce ripetutamente con tiri dalla parabola perfetta trasformando in oro anche palloni gettati un po’ così dai compagni come quello raccattato per terra nel primo tempo e spedito in retina da oltre l’arco. Buonissima meccanica di tiro, morbido e fluido, segna anche da due in pull-up sbagliando poco in serata. Quando riesce a tenere alte le statistiche al tiro abbiamo molte più possibilità di vittoria. Un terminale offensivo importante che in serata si aggiunge come uomo assist e rifila da dietro anche una netta stoppata ad Hachimura dando un discreto contributo difensivo.

Gordon Hayward: 8

27 pt. (8/16), 5 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, +27 in +/-. 2 TO in 30:15. Solito skill set da paura con finte più da mimo che da giocatore di basket ma il Pierrot lo fa Brooks che piange ogni volta che Gordon decide seriamente di mettersi in azione. Guadagna 10 FT, manca due and one, ma termina con un discreto 7/10 in lunetta. Se la difesa avversaria non è eccezionale o è allentata, sa colpire in entrata come gli accade in serata. Aggiunge due triple su sei tentativi.

P.J. Washington: 6

3 pt. (1/7), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +17 in +/-. 2 TO in 28:07. 5 falli. Rientra con qualche difficoltà. Nello shootaround pare non concentratissimo, sembra più divertirsi e tentare tanto per… in partita continua così. Evidenti problemi al tiro, peggiorato molto dallo scorso anno, tripla sul finire di primo quarto a parte, finisce con un misero 1/7 facendo valere poco il suo fisico sotto le plance dove avrebbe avuto la serata per attaccare i non fenomenali dirimpettai. Troppo falloso, almeno entra nel vivo del gioco della squadra fornendo assist ma è una risicata sufficienza con la condizionale per l’infortunio.

Cody Zeller: 7,5

16 pt. (6/9), 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +14 in +/-. 4 PF. Gran partenza. Sembra Zeller contro Washington, segna tutti i primi punti Hornets fino a pareggiare da solo. Lottando, subisce un paio di colpi (manata di Lopez) recuperando palloni per falli offensivi. Per il resto fa ordinaria amministrazione quando anche i suoi compagni si decidono nell’entrare in azione.

Bismack Biyombo: 6,5

0 pt. (0/1), 2 rimbalzi, 2 stoppate, +5 in +/-. Zero punti in 10:39, ci prova una volta in schiacciata, viene fermato, lui lamenta un fallo che forse c’era. Comunque sia da di più in difesa dove si fa notare con una stoppata da antologia sul povero Hachimura che in serata ne aveva già subite un altro paio clamorose.

Miles Bridges: 8

11 pt. (5/10), 14 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, +12 in +/-. 2 TO. Avvoltoio in attacco mina il canestro dei Wizards con due put-back dunk notevoli ma a parte lo spettacolo, è in difesa dove intimidisce gli avversari. Limita molto bene Westbrook o l’avversario di turno. Lo si vede anche in generosa uscita su Bertans, farlo sbagliare da fuori. Duella anche con Beal a fortune alterne mentre i 14 rimbalzi gli garantiscono una solida doppia doppia. Dopo la bruta prestazione con Utah era il tonico che ci voleva.

Caleb Martin: 5,5

4 pt. (2/9), 6 rimbalzi, -11 in +/-. 1 TO. Come al mercato fate voi il prezzo. Alterna cose orribili come quando si schianta nel primo tempo a uno all’ora contro il grigio muro e serve all’indietro Lopez favorendo il fast break avversario, manca due liberi ma poi in entrata mette un appoggio non semplice e un circus shot in reverse nel quarto finale. Vanno bene i 6 rimbalzi ma non ci siamo con la poca concretezza sotto canestro. In difesa pressa anche ma è facilmente valicabile.

Malik Monk: 6,5

11pt. (4/11), 7 rimbalzi, 1 assist, +13 in +/-. 31:41 sul parquet. Iniziative per proprio conto talvolta poco armoniche ma in qualche caso redditizie come il lungo due oltre Len e l’acrobatico tocco sotto Avdija nel secondo tempo. Un 2/5 da tre, non malvagio… Energia e rimbalzi, anche uno offensivo proprio, dopo l’errore.

Cody Martin: 5,5

2 pt. (0/3), 1 rimbalzo, -6 in +/-. 1 TO in 8:28. Il tiro è impreciso, la grinta difensiva c’è ma anche lui, se Washington accelera, non è un muro. Indovina nel finale due liberi dopo aver subito un fallo su assist del fratello.

Nick Richards: 6

2 pt. (0/2), 2 rimbalzi, -4 in +/-. 1 TO in 6:30. Un po’ nervoso per il duello giamaicano-tedesco con Wagner, ne esce senza simpatia da parte della terna che gli fischia due falli contro ma sul secondo è il tedesco che in tagliafuori si appende alla sua maglietta andando per terra e ottenendo due liberi sporchi. Un paio di conclusioni da sotto non a buon fine ma due liberi a segno. Avrebbe dovuto partecipare di più alla manovra ma quando entra serve un possibile assist a Martin con un bound pass diagonale sul taglio diagonale opposto in back-door di Caleb.

Coach James Borrego: 7

Squadra fluida, vittoria facile contro i capitolini prima della fine. Bene così con un attacco bilanciato e una difesa più solida e attenta ma non tutte le squadre saranno arrendevoli come la Washington vista stasera.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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