Game 2 – Charlotte Hornets Vs Oklahoma City Thunder 107-109

“Si Accettano Miracoli” è il titolo di una commedia leggera con protagonisti Fabio De Luigi, Alessandro Siani e Ana Caterina Morariu.

Fulvio, manager scorretto, viene licenziato con le stesse modalità alle quali sottoponeva i suoi collaboratori.

Finisce affidato al parroco di un paesino del sud Italia.

Il prete è anche suo fratello e qui le vicende si intrecciano ma in quella comunità povera servirebbe un miracolo e il fratello del parroco non si fa scrupoli a studiare a tavolino l’evento che farà risollevare il paese.

Dalla statua dedicata a San Tommaso, il patrono della chiesa, sgorgheranno delle lacrime che renderanno il paese meta di turismo e pellegrinaggio trasformandolo in poco tempo da miserevole a fastoso.

I problemi della comunità sembrano essere risolti ma quando il parroco viene a scoprire che il miracolo è falso decide di comunicarlo al paese che si ribella alla decisione di rivelarlo al mondo, anche perché, oltre a risolvere i loro problemi economici, sulle tracce del “miracle” ci sono anche gli osservatori e i rilevatori del Vaticano che dovrebbero giungere in paese a breve per verificarne l’attendibilità…

Il finale è spassoso ed essendo una commedia finisce “bianca” ma a leggere questa storia potremmo metaforicamente ritrovarci la nostra Charlotte che, alla prima uscita, contro un avversario rimaneggiato dalle indisponibilità di Exum, Love e Dellavedova ha finito per subire una giostra ingiustificabile.

La prima uscita al completo è stata così preoccupante che servirebbe un miracolo a “quegli” Hornets per battere chiunque, l’inconsistenza e la povertà di una difesa scalcinata hanno lasciato il segno ma ogni partita ha una storia a sé anche se trascina sempre alla successiva quei germi della qualità non eccessivamente e velocemente mutabili.

Alla squadra di Borrego servirà allora un imbroglio per intorbidire le acque ai Thunder e nel frattempo cercare di mettersi a punto nelle due fasi di gioco, specialmente quella difensiva poiché in attacco, nonostante la mancanza di un gioco variegato che coinvolga di più i lunghi, Rozier e Hayward ci sono e hanno finito per segnare 70 punti in due nella prima ai Cavs…

Si gioca a Charlotte, chissà che possa avvenire un miracolo?

Analisi

Mancano poco meno di 9 secondi quando il finto miracolo di Bridges si avvera…

Con gli Hornets sotto di 13 punti (89-102) a 2:12 dal termine, la terza tripla consecutiva di Miles pareva davvero un miraggio, acqua nel deserto ma purtroppo per gli Hornets le leggi della fisica non imponevano un lieto fine.

Gilgeous-Alexander in uno contro uno vs Cody Martin decideva la partita con un crossover pull-up che non consentiva a Charlotte in :01.4 di trovare una giocata decente per l’ultimo tiro.

Gli Hornets hanno mascherato più o meno bene le proprie lacune per tutto il primo tempo ma almeno tre black-out con parziali a salire (l’ultimo da 0-11) e una Charlotte andata in panne nel terzo quarto con una percentuale scesa anche sotto il 13% al tiro, hanno consentito ai Thunder di portare a casa la partita.

Già… perché OKC, dopo essersi trovata sul 2/17 da oltre l’arco ha chiuso con un 10/36 dal campo oltre la linea per i tre punti, basso 27,8% ma che è bastato per vincer la partita comprese le fortunose triple nel finale di Muscala e di G. Hill al vetro.

Non bastano le triple magiche di Bridges nel finale a mascherare i numerosi problemi in attacco e soprattutto in difesa di Charlotte, già, perché come hanno dimostrato i Thunder in un parziale, una buona difesa può far partire anche un buon attacco e noi ne abbiamo subito le conseguenze su quelle transizioni…

A condannare Charlotte anche un impietoso 20/32 dalla lunetta (OKC sul 19/24), “grandi piccolezze” che alla fine possono fare la differenza.

Il tardivo risveglio di Charlotte ha rischiato di far vincere alla squadra di Borrego una partita che, giocando in casa, contro un’avversaria più che alla portata, sarebbe stata da vincere e a questo punto, anche se qualcuno mi dirà che sono troppo frettoloso nei giudizi, non so se valga nemmeno la pena di continuare con Borrego che propone una small-ball a tratti che ci espone maggiormente ai già noti problemi di protezione dell’anello e a rimbalzo.

Charlotte ha chiuso con 59 rimbalzi ma OKC ne ha messi insieme 62, alcuni dei quali (troppi) catturati offensivamente dagli stessi giocatori che avevano appena fallito un tiro…

Gli Hornets non hanno sfruttato il vantaggio in assist (27-25) né le minor palle perse (13-16), i Thunder si sono accontentati di tirare più spesso da due punti portando a casa un 45,5% complessivo contro il 39,8% di Charlotte che paradossalmente ha tirato meglio da fuori con il 40,6% da tre grazie alle triple piovute nel finale.

Delusione con la seconda sconfitta consecutiva contro due squadre che avremmo dovuto battere per avere ambizioni playoff, domani arrivano i Brooklyn Nets…

La partita

I quintetti:

Gli ospiti scendevano allo Spectrum Center con: G. Hill (21 pt.), Gilgeous-Alexander (24 pt.), Dort (15 pt.), Bazley (15 pt.) e la vecchia volpe Al Horford (3 pt.). Dalla panchina finiranno con 14 pt. Muscala e con 8 Diallo.

Charlotte presentava:

1° quarto:

La palla a due era vinta dai Thunder che non sfruttavano la doppia occasione difensiva, tuttavia, dopo la tripla a vuoto di Graham gli ospiti passavano in vantaggio con Bazley, recuperati da un no look pass di Hayward che in corsa gelava la difesa con un passaggio corto teso per la slam di Biyombo.

Inizio equilibrato con il post basso di P.J. Washington avvantaggiatosi per stazza su Hill per il 4-2 ma Gilgeous-Alexander pareggiava in entrata.

Un fade-away di Rozier splendido ci riportava avanti ma un jumper dalla FT line di Bazley era buono per il nuovo recupero degli ospiti.

Hayward, in penetrazione dalla sinistra, segnava l’8-6 a 7:43 ma un fing and roll di Gilgeous-Alexander che evidenziava la poca difesa e attenzione al ferro, serviva nuovamente agli ospiti per riequilibrare il match.

Ci pensava Rozier a spareggiare la partita con una finta vicino all’angolo sinistro che faceva saltar per aria Gilgeous-Alexander, il quale non vedeva nemmeno lo spostamento e il perfetto tiro di Scary per l’11-8.

Floater di Hill a segno poi accelerazione di Ball che a 6:05 andava in lunetta segnando il primo libero e anche il suo primo punto nella NBA.

LaMelo si scaldava a a 5:37 in coast to coast appoggiava anche i suoi primi due punti su azione, Bazley ne metteva due dalla corta baseline destra ma a 5:13 LaMelo pareva aver preso gusto tirando da ben oltre l’arco con una perfetta parabola per la sua prima tripla NBA…

Gli Hornets sul +5 spegnevano l’interruttore consentendo agli avversari un parziale di 0-8 che li portava prima sul pari e poi sul 17-20 grazie alla tripla di G. Hill a 3:55.

A 3:32 Rozier andava a procurarsi il contatto e il fallo con Gilgeous-Alexander: 2 FT per il -1 che venivano rintuzzati da Dort in second chance.

Sul -5 gli Hornets pescavano il jolly di una seconda tripla per mano di Ball e il pari a quota 24 con una dunk frontale di P.J. ben innescato in corsa.

P.J. metteva un libero poi in pressione difensiva recuperava un pallone speditogli sulla coscia sinistra ma gli arbitri toglievano due punti certi alla transizione della nostra ala grande asserendo un kick ball.

A una manciata di secondi dalla prima sirena, con i Thunder avanti di uno, la terna prendeva un altro abbaglio quando Graham mancava la tripla ma l’uscita di Pokusevski induceva i fischietti alla chiamata per tre FT che il nostro numero 4 infilava per bloccare il punteggio sul 28-26.

Biyombo cerca di fermare in qualche maniera Gilgeous-Alexander.

2° quarto:

Non una buona partenza per Charlotte che consentiva anche a Diallo di correggere sé stesso da sotto per il 28 pari ma almeno si vedeva un Graham meno imballato prender d’infilata la difesa avversaria e segnare nel traffico il 30-28 in reverse layup.

Palla persa da OKC recuperata da Graham che assisteva in transizione Hayward in schiacciata e splittati di McDaniels per fallo di Pokusevski: gli Hornets salivano ancora sul +7 quando Graham si illuminava nuovamente all’assist per Biyombo ma su un passaggio lungo Diallo appoggiava al vetro aspettando il contatto con Caleb Martin per un two and one (9:38).

Devonte’, accesosi, calava anche la sua prima tripla di serata con l’arresto e tiro seguita da un catch n’shoot dalla profonda diagonale destra che aveva lo stesso effetto benefico per gli Hornets che tentavano lo strappo sul +10 (41-31).

Le distanze rimanevano per un po’ quelle; P.J. metteva dentro in second chance da sotto il 46-37 ma Muscala batteva facilmente da sotto la small ball di Charlotte.

Facile il crossover di Dort su Martin con canestro consequenziale così come il time-out di Borrego a 5:44 che non risolveva tuttavia i problemi degli Hornets i quali accusando un altro colpo alla bussata di Dort, rimanevano con soli 3 pt. di vantaggio (46-43).

Ci pensava Ball a 5:05 con un runner dalla media sinistra a mettere fieno in cascina sfruttando anche una rimessa dal fondo della nostra metà campo non trattenuta da Dort per involarsi e regalarsi la prima schiacciata in NBA.

Dort e Muscala non costituivano un problema per Hayward che lanciandosi dentro appoggiava il 52-43.

Rozier a 3:19 in uno contro uno sfruttava la sua abilità in entrata per depositare oltre il ferro ma Charlotte accusava un secondo prolungato black-out nelle due metà campo trovandosi a più riprese colpita da G. Hill che dimostrava le proprie abilità al tiro e in palleggio per arrivare in entrata a depositare oltre ai troppo lenti difensori di Charlotte.

Il coperchio del parziale da 10-0 pro Thunder era messo da Bazley da sotto per il sorpasso (54-55).

A :54.4 Rozier si buttava dentro sul blocco alto di Biz sfruttando il vantaggio per lanciarsi al ferro proteso in fing and roll.

Fallo di Biz dall’altra parte sull’accorrente Dort e 57 pari dopo i FT del n° 5 avversario.

Era Hayward a chiudere il quarto con due punti mentre Gilgeous-Alexander, sull’alzata di braccio di Rozier sparava contro il circolare metallo arancio lasciando il punteggio sul 59-57.

3° quarto:

La partenza del quarto era buona per P.J. che a 11:43 segnava nel pitturato mentre i Thunder con l’ennesimo errore al tiro giungevano sul 2/17 complessivo da oltre l’arco…

P.J. in coast to coast con un crossover dribble puntava e realizzava ancora (63-57) ma ancora una volta Charlotte soffriva dello stacco mentale: parziale di 0-11 vedendo una tripla di Hill lasciato solissimo per il 63-66 e l’entrata di Gilgeous-Alexander per il 63-68 che lasciava scetticismo sulla consistenza difensiva complessiva di questa squadra.

I due liberi a segno a 7:20 di Hayward interrompevano il parziale ma il divario si ampliava con un two and one di Horford, piuttosto cheto sino a quel momento.

Charlotte attaccava confusionariamente prendendo tanti tiri affrettati non giungendo a nulla, anzi, esponendosi a letali contropiedi ospiti che ne approfittavano diverse volte con Bazley e soci per salire sul 67-76.

Mentre i Thunder tiravano con il 50% nel quarto, dopo l’ennesimo air-ball (questa volta a opera di Caleb Martin), la percentuale della frazione di Charlotte scendeva al 13%.

Caleb era nuovamente stoppato poi P.J. sul proseguo spediva la palla lateralmente oltre la linea per un malinteso con Bridges…

Finalmente a 3:14 sull’assist di Cody arrivava la tripla di Caleb che, dopo la stoppata di P.J. (da centro) su Williams, vedeva i Thunder gettare via la rimessa così il suo anticipo su Williams stesso lo portava a involarsi e ad appoggiare il two and one tra il barbuto giocatore e Pokusevski per il -3 (73-76) ma i Thunder chiudevano sul +5 il quarto (75-80).

4° quarto:

Brutto ingresso di Charlotte nel periodo finale; colpiti da Williams dal corner sinistro gli Hornets perdevano anche Maledon dietro le linee (80-87) per essere anche beffati da un’assurda tripla ai 24 secondi lanciata in qualche maniera da Muscala.

L’open 3 di P.J. a 5:55 restituiva qualche speranza (83-90) ma Bazley segnava da tre e Rozier mancava un paio di liberi prima di realizzare a 4:31 la sua liberatoria tripla (ancora a secco nel secondo tempo) per l’86-93.

Gli Hornets però pagavano dazio per loro colpa: aveva tempo di prendere anche un caffè al banco a 4:07 Dort che, dall’angolo destro infilava facilmente la granata esplosiva del nuovo -10.

Dopo una palla persa da Hayward, indeciso in entrata, la tripla al vetro di G. Hill a 2:12 sembrava spegnere ogni luce, almeno in una partita normale anche perché Graham dalla lunetta svirgolava i liberi seguenti mentre Rozier su un clear path li mandava a segno.

Rozier, intercettando in salto, un passaggio ancora fuori misura da una rimessa realizzava il 95-102.

Il tempo scorreva impietosamente ma succedeva di tutto; Hill splittava i liberi, Graham infilava immediatamente in corsa la bomba su una buona difesa di Dort (:33.0), Gilgeous-Alexander cominciava a litigare con il ferro splittando i liberi mentre Miles a :24.2 rilasciava la sua prima tripla da fronte a canestro per il 101-104.

La storia si ripeteva: ½ del play avversario e tripla siderale di Bridges a :16.1 e così andava avanti il refrain con Gilgeous-Alexander questa volta a mettere i due liberi per il 104-107 mentre dalla parte opposta i Thunder dimenticavano nell’angolo destro Bridges, il quale esplodeva incredibilmente la terza tripla consecutiva a :09.7 agganciando assurdamente i Thunder.

Peccato che Gilgeous-Alexander con un minimo crossover facesse ballare Cody Martin che si staccava da lui perdendo equilibrio, a quel punto con un piede dentro l’arco il tiratore avversario mandava a segno il tiro decisivo del match poiché con un secondo e quattro decimi sul cronometro, nonostante il time-out, Charlotte riusciva solamente a servire Rozier che da lontanissimo non arrivava nemmeno vicino al ferro con pressione addosso.

Devonte’ Graham: 5,5

14 pt. (4/16), 3 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata. Arriva la seconda doppia doppia di Graham che litiga sì con il ferro nella prima parte di gara ma nel secondo quarto si illumina con una serie di passaggi e in fiducia sgancia due triple. Ne mette una nel finale davvero preziosa staccandosi da Dort ma nel mezzo scompare troppo e con una regia incerta Charlotte stenta a creare buoni tiri.

Terry Rozier: 6

19 pt. (5/15), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Non è sempre domenica e Terry si spegne per gran parte del secondo tempo lasciando in panne l’attacco di Charlotte. Si riprende un po’ nel finale. Buon primo tempo con un paio di canestri magistrali dalla sinistra poi si riprende negli ultimi minuti e a parte una bella steal e un paio di tiri liberi mancati in pochi secondi, chiude con un 7/9 ai FT. Curioso -18 in plus/minus da verificare nel prossimo match poiché a volte non vogliono dire molto… Comunque abbastanza attivo e porta a casa 19 punti nonostante qualche errore di troppo.

Gordon Hayward: 6

12 pt. (5/13 con 0/5 da 3), 4 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate. Mi aspettavo di più da Hayward che comunque smista 7 passaggi buoni ma litiga tutta la sera con il tiro da fuori e va a perdere una palla in entrata arrestandosi nel pitturato in stato confusionale nel finale. Scrolla la testa anche lui non spiegandosi del perché gli Hornets fossero sotto di così tanto. Sembra un po’ rallentato ma se trova un piccolo corridoio per il primo passo e punta deciso a canestro sa come segnare, ha un buon fade-away da due, dovrebbe usarlo di più rispetto alla tripla.

P.J. Washington: 6,5

18 pt. (7/15), 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Vale il discorso dei primi tre titolari elencati: parte molto bene poi si lascia un po’ andare. Sembra possa fare quello che vuole per larghi tratti del match sfruttando i mismatch o mostrando di essere tornato quello dello scorso anno. Si è tagliato i capelli, chissà che non lo “appesantissero” prima. Da centro piazza anche buone stoppate ma, non per sua colpa, la squadra è ancora meno equilibrata in quei momenti e la presenza eventuale di McDaniels in PF non aiuta.

Bismack Biyombo: 5

5 pt. (2/7), 9 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate. Lento, si fa battere da Hill e cattura 9 rimbalzi ma dovrebbero essere di più con quel fisico non riuscendo spesso a mettere in sicurezza nemmeno i palloni che cattura. Lento anche al tiro si prende un paio di stoppate e non garantisce profondità a Charlotte per un gioco sotto canestro o dentro-fuori anche se gli capita di dialogare bene un paio di volte con gli esterni (vedi Ball in scambio).

Cody Martin: 5

0 pt., 2 rimbalzi, 1 assist in 16:11. Se non l’aiutano sotto canestro fatica. Lo trovo meno brillante dello scorso anno. Fatica di più a tenere gli avversari e la sua perdita d’equilibrio sull’ultimo tiro di Gilgeous-Alexander costa caro.

Miles Bridges: 8

14 pt. (5/8), 6 rimbalzi, 1 rubata, 2 stoppate. 4/4 da oltre la linea con lo 0/5 della prima partita e i miei consigli a non forzare in serata sono rotti dalla necessità di recuperare la partita.

Segna tre incredibili triple nel finale dimostrando di avere “palle cubiche” e concentrazione massima. Peccato perché anche in virtù della sua attività sul parquet avrebbe meritato di più. Fallo generoso su Horford a parte in 23:07 tira giù 6 rimbalzi e piazza due stoppate.

LaMelo Ball: 6,5

13 pt. (5/10), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Di fiducia per due quarti contrastanti. Ottimo primo tempo, disperso nelle nebbie il secondo. Segna il suo primo libero poi il suo primo canestro quindi la sua first 3 pt. e infine va di schiacciata ma nel secondo tempo, lui che entra per far cambiar musica a una squadra in stand by, si unisce al ritmo triste di Charlotte aumentando la confusione.

Jalen McDaniels: 5

2 pt. (0/1), 5 rimbalzi, 1 assist, 3 PF. Rimbalzi a parte mi pare un giocatore limitatissimo. 10:43 in campo, 3 falli e 2/4 dalla lunetta…

Caleb Martin: 6

10 pt. (4/8), 1 rimbalzo, 2 rubate. Sbaglia alcuni tiri lamentando un paio di falli subiti sul tocco in entrata. Ha un buon momento nel quale suoi 6 punti producono velocemente un dimezzamento del divario.

Coach James Borrego: 5

Avrebbe dovuto vincer la partita contro i Thunder in casa, invece, ancora una volta regaliamo… Monk in panchina, small-ball estesa per troppi minuti e una squadra con blackout attacco e difesa multipli. Non c’è uno straccio d’idea valida nemmeno sulla rimessa finale. Domani ci sono i nuovi Nets, una corazzata, si salvi chi può…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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