Game 21 – Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 126-114

Analisi

I Calabroni volano altissimi: dopo aver battuto i buoni Indiana Pacers riescono nell’impresa – non semplice – di vincere anche contro i Bucks dopo aver perso lo scorso anno tre volte senza giocare una partita casalinga (fu considerata “Home” la gara parigina).

Partiamo subito dalla nota negativa sperando non si tratti di nulla di grave: Terry Rozier sulla sirena del secondo quarto, calpestando un piede di DiVincenzo ha subito una distorsione alla caviglia e ha privato Charlotte di un buon scorer ma paradossalmente alcuni minuti sono stati presi da Ball, vero trascinatore degli Hornets in questa importante W.

LaMelo si è preso la scena nel finale contornato da tanti buoni giocatori che gli hanno dato una mano con il solito Graham che diventa clutch solo quando serve: due pugnalate da tre ad abbattere le ultime sacche di resistenza dei cervi già ampiamente indebolite da Ball.

Antetokounmpo ha finito con 34 punti e 18 rimbalzi, Jrue Holiday con 21 ma si è progressivamente spento, 18 i pt. di Middleton quindi Connaughton ha messo 15 pt. ma in difesa ha palesato parecchi limiti.

Per finire, Bobby Portis con 11 pt. completa lo specchietto tra i giocatori avversari in doppia cifra.

Gli Hornets hanno imitato i New Orleans Pelicans, ben 21 triple si sono abbattute oltre le maglie bianco-verdi e il 47,7% da tre contro il 40,0% dei Bucks è stato dato importante.

Sul totale gli Hornets hanno tirato con il 47,8% contro il 48,8% dei Bucks a dimostrazione che la zona di Milwaukee funziona bene dentro l’area a volte ma non fuori…

Charlotte ha chiuso con un 17/20 ai liberi mentre Milwaukee dovrebbe mangiarsi le mani con il 16/24 (66,7%) causato dal 10/18 di Giannis.

Charlotte nel primo tempo ha concesso troppe seconde chance ma a rimbalzo ha chiuso sul -5 (48-53) quindi siamo andati sotto nelle stoppate 5-6 ma sopra nelle rubate 8-6 e cosa più importante abbiamo perso pochi palloni (9-15) riuscendo a dare solidità alla manovra in attacco che ha beneficiato di 32 assist contro i 22 avversari.

Avremmo meritato di vincere prima ma se gli altri hanno un Giannis ornato dello status di superstar (gli consente anche qualche fischio a favore) si fa sempre dura.

I Calabroni sono stati ancora clutch pungendo nel finale i Cervi con un gioco veloce e avvolgente, per coach Budenholzer ci sarà da lavorare per sfruttare meglio le possibilità del suo team.

La “sorpresa” potrebbe essere riassunta dall’espressione di Gerald Henderson (osservando la bella Shahahmadi) a inizio gara che richiama un Film di Aldo, Giovanni e Giacomo: “Chiedimi se sono Felice”…

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Charlotte non teneva molta fede alle parole di Graham sul difendere forte contro i Bucks a inizio partita: Jrue Holiday iniziava con due punti facili in area per replicare dall’angolo sinistro da tre, Antetokounmpo depositava otre P.J. dal post basso dopo una finta quindi ancora Holiday, mettendo dentro l’ottavo punto, portava gli ospiti su 0-10.

Il primo punto degli Hornets arrivava grazie a un tecnico affibbiato ad Antetokounmpo che protestando per un possibile contatto con P.J. regalava a Rozier a 9:46 il primo punto di serata.

I primi punti dal campo li otteneva 10 secondi più tardi Hayward a mezzo tripla ma Antetokounmpo puntando il canestro trovava due punti e due liberi portando sul 4-13 il match.

Graham con un rapido catch n’shoot frontale dietro un blocco metteva il settimo punto Hornets con la bomba a 8:28 ma una drive di Middleton era chiusa da vicino per il 7-17 con uno 0-10 nel pitturato che al momento faceva la differenza.

Gli Hornets continuavano ad affidarsi alle triple: Rozier a 7:05 infilava la bomba ma anche Holiday dal corner sinistro lo faceva contro Bridges.

Miles tirava dall’altra parte segnando dallo stesso angolo, gli venivano assegnati te punti ma al controllo più tardi gli veniva tolto un punto per aver pestato la linea comunque Hayward aggiungeva due punti in jumper per il 14-20.

Gli Hornets intensificavano la difesa continuando il buon momento: steal di Terry, apertura di Miles, scoop in transizione di LaMelo che poi rubando un pallone andava in fast break, passaggio naturale dietro la schiena dunk a rimorchio di Hayward per il 18-20 con un 8-0 di parziale…

Il comeback era interrotto dalla terna che assegnava due liberi battuti e realizzati da Middleton ma i viola a 4:52 con una bomba di Hayward si portavano sino al -1.

Charlotte lasciava però un rimbalzo offensivo che era sfruttato dai Bucks ancora con Middleton che trovava la mano per colpire da oltre l’arco.

A 4:15 Zeller serviva Rozier che metteva dentro un altro tiro da fuori (24-25) poi Rozier e Holiday si alternavano in due soluzioni a testa ma nessuno riusciva a segnare, a farlo era Connaughton con una tripla che portava a +4 gli ospiti.

LaMelo innescava ad alte quote Miles che come un aquila volava per un plastico e gorgeous alley-oop a una mano per tagliare il divario e preparare il sorpasso per P.J. che grazie ai rimbalzi amici tra ferro e vetro vedeva la palla scendere in retina (29-28).

Passi di Craig, fallo di D.J. Augustin sul tiro di Ball, due FT a bersaglio…

La corsa non si fermava perché Bridges metteva in piedi una buona difesa su Antetokounmpo e Monk con lo step-back infilava anche il 33-28.

Altro travel di Craig e altri punti per Ball che questa volta si affidava al suo particolare tiro da tre per accarezzare solo la retina.

Tripla frontale di Forbes per spezzare la run degli Hornets ma un buzzer beater di Monk spediva i Calabroni a fine quarto sul 39-31…

Bridges in palleggio osserva la situazione. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Hornets in un “in the zone collettivo” con P.J. che apriva il secondo quarto con un’altro colpo da tre poi rubando palla a Lopez innervosiva il centro che beccava il tecnico per proteste.

Graham lo realizzava e gli Hornets sulle ali dell’entusiasmo giocavano dentro con un taglio diagonale di ball che correndo verso canestro veniva chiuso ma la visione di gioco gli consentiva di servire sull’altro lato l’accorrente Bridges liberatosi per una facile dunk.

Monk passava un blocco per andare a colpire da tre con semplicità dalla top of the key prima di calare la seconda tripla che spediva Charlotte sull’incredibile +20 (51-31).

Antetokounmpo si arrabbiava provando come un treno in corsa a portare qualcosa ai suoi, piuttosto storditi.

Dunk e 2+1 dopo lo spin dal giro lungo su Hayward, Zeller era stoppato da Lopez ed Antetokounmpo andando a metterne altri due dal pitturato realizzava il 51-38.

Charlotte interrompeva lo 0-7 con una tripla di Hayward con finta a far saltar via Connaughton quindi seguivano il greco in modalità intercity e due pt. in area di Hayward che, arrestandosi in area con velocità, dimostrava di avere una colla speciale sul piede perno per colpire oltre un Lopez staccatosi in ripiegamento al ferro.

LaMelo dava ancora ritmo al match spingendo un veloce assist per la dunk dell’appostato Zeller (58-40).

I Cervi tornavano di corsa in partita cercando il pari: tripla di Connaughton, due FT per Antetokounmpo che gravava Ball del terzo fallo, Portis da sotto per il 60-49…

Per fortuna il tiro da tre di T.-Ro Terry Rozier ci dava ossigeno, almeno sino alla terza tripla di Holiday, sempre dallo stesso angolo sinistro…

Con un gancio il greco faceva registrare il -6 (63-57) prima di veder i suoi giungere al -4 ma ancora Rozier (spinto ma senza aver avuto il fallo a favore) toccava al vetro per il 65-59.

Forbes con finta, ricollocazione e tiro dopo aver fatto saltar via P.J. in ritardo dava pepe alla partita con i Bucks tornati a un solo possesso.

Due FT per Zeller splittati ci riportavano a distanza di sicurezza a 1:08 ma dall’ennesimo rimbalzo offensivo Portis metteva dentro i -2.

Bridges non metteva il suo tiro ma sul rimbalzo Zeller con un piccolo spiraglio riusciva ad alzarsi e ad appoggiare il 68-64.

La brutta notizia però arrivava sulla sirena quando Rozier mettendo il piede su DiVincenzo finiva a terra con un dolore alla caviglia che non gli permetterà di rientrare nel secondo tempo lasciando la squadra priva di un importante tiratore.

3° quarto:

Dentro Ball che provava subito da tre contro Lopez ma non in ritmo andava corto.

Un fallo di Graham inesistente sul greco faceva consegnare una rimessa ai Bucks che avrebbero perso invece palla: sulla seconda azione P.J. abboccava alla finta di Antetokounmpo invadendo il cilindro: 3 FT dei quali solo uno attraversava il cotone.

Una tripla non semplicissima di Hayward dava slancio ai purple che tuttavia erano colpiti dalla jam di Antetokounmpo.

Poco male se Hayward metteva l’elbow jumper oltre il raddoppio (73-67) e LaMelo, dopo aver rischiato due volte di perder palla andava avanti ostinatamente per mettere da sotto altri due punti.

Antetokounmpo commetteva passi ma si rifaceva più tardi mettendo un’altra schiacciata.

Altro elbow money per Gordon (77-69) che era però stoppato da Antetokounmpo sull’azione successiva, quindi dopo qualche errore Holiday andava infilare la tripla con gli Hornets che tornavano a concedere troppo spazio sul perimetro.

LaMelo dal corner destro realizzava a 7:13 il siluro dell’80-74 ma sull’ennesimo scarico in angolo i disattenti Hornets incassavano la tripla di Connaughton.

Si andava avanti per triple a anche Miles a 6:01 dava il suo contributo, Middleton replicava, Hayward tornava indietro per prendersi spazio su Portis e caricare l’ennesima bomba esplosa a bersaglio ma Middleton tagliava il divario e dopo un off-balance a vuoto di Monk arrivava il pari di Portis (4:13 dal corner dx) con un altro lungo tre (86-86).

Un bel passaggio di Bridges costringeva i Bucks a spendere un fallo su Hayward che in lunetta ci riportava sopra ma un passaggio pregevole di Antetokounmpo per Portis era buono per ritrovare il pareggio come il reverse del greco era utile al vantaggio ospite, nonostante il passaggio fosse stato sporcato e avesse il marcatore addosso…

Altro fallo fischiato sul greco e Hornets a -4 dopo i liberi a 2:03.

Sembrava prendere una brutta piega la partita ma dopo uno scambio ai liberi Monk attaccava il ferro due volte segnando 5 punti grazie al two and one sulla seconda minaccia portata contro Middleton a :0.32.

95-94 che diveniva +3 quando Bridges regalava il cioccolatino a LaMelo per gustare due cremosi punti in transizione.

Jrue Holiday cerca di fermare LaMelo Ball con un colpo da arte marziale o quasi… Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Rimanere attaccati era la missione e parevamo esserci anche se colpiti subito da Lopez ma un non consigliabile gancio vecchia scuola di Miles che in corsa apriva il compasso sopra le teste di Antetokounmpo e Lopez era difficile quanto esaltante nonché fortunato con la palla sul secondo ferro tirata dentro con le unghie.

I lunghi di MIL provavano a far la voce grossa. 2 di Lopez e fallo sul greco, il quinto di P.J., speso bene a sua insaputa poiché Giannis andava a vuoto in lunetta.

Ball prendeva le misure in entrata depositando di sinistro oltre Lopez, Connaughton pareggiava a 10:03 con la solita tripla della casa ma Caleb che sino a quel momento era stato pessimo inventava una tripla.

Ancora emozioni quando un Lopez chetissimo da oltre l’arco trovava solo il cotone ma gli Hornets riuscivano a segnare su una second chance dopo una palla strappata (Connaughton si addormentava un po’ su quel rimbalzo) sotto il canestro avversario da Caleb che sul proseguo dell’azione infilava un altro triplone (107-104).

Nessuno fermava Antetokounmpo a 8:31 (jam) ma Graham puntando un Connaughton in difficoltà lo costringeva al fallo in chiusura: ½ ai liberi a 7:50.

Lopez faceva ciò che voleva di Zeller pareggiando poi Bridges perdeva palla e spendeva un altro fallo sul greco sperando sbagliasse nuovamente ma Giannis non tremava riportando sul +2 i bianco-verdi a 6:57.

Dopo aver subito una miriade di dunk dal greco finalmente arrivava la “vendetta sportiva” di Zeller che servito da Graham andava in corsa a posterizzare proprio Giannis per sue punti vitali.

La terna chiamava fallo (sfondamento) ad Antetokounmpo ma Budenholzer con il challenge faceva cambiare idea ai giudici e il greco dal superpotere magnetico (mai uno sfondamento pur essendo un treno in corsa) splittava i liberi per il 110-111.

LaMelo mostrava personalità partendo dall’angolo destro e trovando il contatto con Portis sull’appoggio a 6:09, la scena si ripeteva a 5:39 con altre angolazioni ma il risultato era lo stesso: fallo di Portis e due FT a segno per il 114-111.

Si aggiungeva Malik in coast to coast a depositare al plexiglass per il +5 e Budenholzer era costretto a spendere il time-out finale prima del tempo.

A mettere peperoncino di Cayenna sul match questa volta erano Lopez (stoppata su Malik) e Connaughton che rimediava agli errori difensivi con la granata del 116-114 a 3:26 (116-114).

Time-out con gli Hornets a perder palla con Graham ma anche Antetokounmpo, cercando il cambio lato, tirava fuori dal cilindro solo un passaggio moscio intercettato da Hayward che lanciava il contropiede sul quale Ball andava chiudere con uno spin in aria: due punti, fallo di Middleton, libero a segno e Hornets sul +5 (119-114) grazie al ragazzo terribile.

A chiudere la partita, mentre i Bucks non andavano a segno, erano due triple consecutive di un Graham che pugnalava la squadra del Wisconsin così gravemente che a 1:56 si andava sul 125-114 e Budenholzer pochi secondi più tardi sceglierà di richiamare in panchina Antetokounmpo capendo che per il finale non ce ne sarebbe più stata…

Finiva 126-114 per gli Hornets che vincendo in back to back contro un’altra squadra prestigiosa davano credito alle proprie chance di PO.

Monk e Ball, due protagonisti dalla panchina.

Devonte’ Graham: 6,5

12 pt. (3/10), 3 assist, +5 in +/-. 2 TO e 3 PF. Che dire di un giocatore che in difesa va così così e in attacco sbaglia praticamente tutto prima di chiudere la partita nel finale con due triple dopo aver sparacchiato 1/7 da oltre l’arco sino a quel momento? Si vede che gli piace vincere nei finali dove ad esempio recupera due FT costringendo Connaughton al fallo in chiusura. Poca incisività per il resto una palla persa nell’ultimo quarto che poteva esser gestita meglio. Orna alla dimensione perimetrale provando a sparar tutto da fuori. Da 4,5 prima delle triple, da 8,5 nel finale (splitta anche due liberi a partita vinta per ritoccare i punteggio finale) considerando anche il bel passaggio per i poster di Zeller.

Terry Rozier: 7

12 pt. (4/9), 2 rimbalzi, 1 assist, rubate, -18 in +/-. 2 TO in 17:55. Buon 3/6 da oltre l’arco. Nonostante l’ingeneroso plus/minus che è addebitabile più alla squadra nel suo insieme (sui movimenti in close-out mancanti rimane invischiato anche lui ma nel secondo tempo, in particolare nel terzo quarto la squadra fa peggio concedendo tanti open e lui non c’è) che a lui giacché sono suoi un paio di canestri che fanno resistenza nel rimo tempo. Finisce lì lui a causa della distorsione alla caviglia dopo aver messo il piede su DiVincenzo, sperando di ritrovarlo presto, buona guarigione Scary.

Gordon Hayward: 7

27 pt. (10/22), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata, -11 in +/-. 1 TO. Un po’ come la tortura cinese, goccia a goccia Hayward scava nella difesa ospite tra triple, elbow jumper e un paio d’assist anche se non è serata per recuperare liberi (un po’ in difficoltà nel pitturato). Per lui bisognerebbe inventare la “Fiera delle Finte”, allestirebbe lo stand dal campionario più completo. Mette una tripla spettando Connaughton che in rientro salta e scivola via. Dal replay si vede che con la coda dell’occhio lo guarda, lo aspetta e poi prende il tempo per il canestro. Nel finale mantiene una buona posizione sulla zona, intercetta il cambio lato di Antetokounmpo e da il via all’azione di transizione per tre punti di LaMelo.

P.J. Washington: 6

6 pt. (2/3), 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 3 stoppate, +15 in +/-. 5 PF. Subito in difficoltà, deve spender due falli veloci e poi un terzo per contenere Antetokounmpo che quando comincia a giocare lo batte sempre sul passo. Almeno realizza due triple e cattura 7 rimbalzi. Arriva al limite dei falli riuscendo anche a dare tre stoppate.

Cody Zeller: 6,5

7 pt. (3/9), 15 rimbalzi, 7 assist, 1 stoppata, -4 in +/-. 1 TO. Sbaglia tanto in attacco e Lopez nell’ultimo quarto lo mangia. Prende no sfondamento da Giannis ma gli arbitri ribaltano la sentenza dopo il challenge. Importante a livello di rimbalzi e di assist dove partecipa con la squadra. Poster coraggioso su Antetokounmpo e un discreto finale gli conferiscono almeno un 6,5.

Miles Bridges: 7,5

11 pt. (5/9), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, +25 in +/-. 2 TO. Poco visibile forse ma mette fisico e pressione in difesa tanto da mettere in difficoltà e riuscire a fermare anche il greco talvolta. Meglio di P.J. in difesa. Buoni passaggi salvo uno nel finale, personalità per giocare con la squadra che lo premia con il solito Ball che gli offre l’alley-oop plastico divenuto una costante. Si sdebiterà più tardi con il passaggio per LaMelo in transizione.

LaMelo Ball: 9

27 pt. (8/10), 5 rimbalzi, 9 assist, 4 rubate, +37 in +/-. 1 TO. Detto che il primo TO arriva a partita vinta è impressionante la maturità del rookie. Non perde un pallone quando serve, fornisce assist dietro la schiena o per gli alley-oop, sa tagliare e soprattutto diviene l’apriscatole degli Hornets: attacca il ferro mettendo canestri importanti o andando in lunetta trovando il contatto su veloci incursioni che sfrutta anche a campo aperto per arrivare al suo career-high di punti non sbagliando quasi nulla. Mani veloci, basti rivedere la steal in pressione su Middleton disintegrato da lui (come Portis) nel finale. Il ragazzo terribile riesce a stare in campo 31:01 e fa danni irreparabili agli avversari che colano a picco sulle sue planate incendiarie.

Caleb Martin: 6,5

6 pt. (2/4), 1 assist, +6 in +/- in 6:34. Inizia male e si vede platealmente anche la spinta che rifila a Middleton ma il suo ingresso per far rifiatare Hayward e soci prende forma e validità quando scarica due triple a bersaglio rubando anche palla a Connaughton per metter sulla second chance la propria seconda.

Cody Martin: s.v.

0 pt. (0/0), 2 rimbalzi, +2 in +/- in 1:12. Due buoni rimbalzi ma rimane troppo poco in campo per un voto reale.

Malik Monk: 7

18 pt. (7/16), 2 rimbalzi, 2 assist, +3 in +/-. Partenza spettacolare con un paio di triple fatte sembrare semplici poi perde la mano, attacca anche nel pitturato ma con scarsa fortuna tuttavia si rivede a buoni livelli nel finale con importanti azioni e canestri che aiutano a dare la spinta decisiva per la vittoria. L’uomo giusto dalla panchina per ottenere punti “extra”. 22:44 in campo “grazie” all’infortunio di Rozier probabilmente gioca 8/9 minuti in più.

Nick Richards: s.v.

0 pt. (0/0), in 21 secondi non ha il tempo di fare niente di niente, dolo e solo per le eventuali foto ricordo.

Coach James Borrego: 7

Altra vittoria e senza Rozier. Soffriamo da tre soprattutto nel terzo quarto e ci rimettiamo in carreggiata dopo uno 0-10 iniziale andiamo anche sul +20. Non riusciamo a mantenere il vantaggio ma siamo clutch come ha detto lo stesso coach ieri dopo la W con Indy. Va a nozze nel primo tempo contro la zona dei Bucks finché non calano le percentuali nel secondo tempo ma c’è l’apriscatole LaMelo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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