Game 24 – Charlotte Hornets Vs Utah Jazz 121-138

Intro

Una caratteristica di questi Hornets (a oggi sul 10-12 in attesa della partita con i Jazz e del recupero con i Wizards) è che, nonostante il risultato, siano stati spesso emozionanti da vedere.

A parte qualche match senza storia, abbiamo assistito a diverse rimonte e finali in tensione, se il risultato non sempre ci ha arriso, hanno avuto il non piccolo merito di aver creato spettacolo.

La partita di stanotte si presume altra sfida impossibile in un calendario denso e difficile ultimamente ma per superare le difficoltà di vogliono determinazione e spirito.

A volte serve leggerezza, ciò che dovrà fare Charlotte per cercare di silurare la corazzata Utah.

Questa volta le pagelle verteranno su personaggi comici passati dal programma “Mai Dire Goal”.

Come andrà a finire la partita non posso saperlo ma speriamo di abbinare i giocatori a questi personaggi nella loro veste migliore.

Analisi

La classica partita nella quale si affronta una squadra nettamente fuori portata iniziava bene per gli Hornets che, vista l’assenza di P.J. Washington e il rientro di Rozier, schieravano tre guardie nel backcourt cercando di contrastare così con un movimento rapido sul perimetro le giocate dei Jazz atte a favorire i loro ottimi tiratori.

Le statistiche dei Jazz prima della partita che mostrano come siano spesso in cima alle classifiche di squadra.

Sul 24-12 però cominciavano i cambi e Utah rimontava sino al 32-30.

I Jazz passavano anche avanti – complice l’ennesimo infortunio occorso a Graham per uno stiramento inguinale – mantenendo il vantaggio grazie alla loro buona vena offensiva.

Ball rispondeva per un po’ ma le veloci triple dei jazz portavano la squadra di Snyder avanti all’intervallo di 15 punti (54-69).

Nel terzo quarto Hayward metteva 8 punti e un assist tenendo un po’ botta ai canestri dei Jazz che nel finale di periodo vedevano infervorarsi Bogdanovic a suon di triple: ben 4 che trascinavano la squadra di Salt Lake City sul +25.

Nell’ultima frazione tornava in scena Ball, gli Hornets mettevano pressione e tra un 10-0 di parziale e una ritrovata fiducia rientravano sul -9 ma i Jazz avevano sempre l’arma giusta per conservare il vantaggio.

Bogdanovic infilava altre due triple come se tirasse in una vasca da bagno e i gialli con 26/50 (massimo di realizzate per i Jazz) respingevano gli ultimi assalti della squadra del North Carolina che, nonostante il buon tentativo, rimaneva distante.

Troppi errori per una Charlotte che per sperare avrebbe dovuto esser quasi perfetta anche mettendoci il cuore come ha fatto.

Poco male vista la disparità tra i due team, sebbene ora (10-13) si sia persa la testa della divisione a favore di Atlanta ma Charlotte domenica alle 19:00 avrà il recupero contro i Wizards.

Partita da non sbagliare per continuare a legittimare le ambizioni di playoff.

Gli Hornets hanno tirato con un 11/35 da oltre l’arco perdendo presto un Graham in serata (3/3).

Charlotte è riuscita a spuntarla numericamente a rimbalzo 51-49 ma Gobert, limitato dai problemi di falli, ha comunque garantito difesa ai Jazz con 4 stoppate e 15 rimbalzi in 26:40.

26-32 negli assist con un Ingles sugli scudi (11 per lui) giocando semplicemente mentre Ball ne ha smistati 8.

2-9 nelle stoppate, 9-5 nelle rubate, dati contrastanti, meno da leggere è il dato al tiro, chiave del match: 46,2% per Charlotte, 55,2% per i Jazz che con i piedi a terra hanno, come già scritto, scardinato da fuori la difesa degli Hornets aiutati da un Mitchell in versione diesel che alla fine ha dato una buonissima mano ai suoi.

A poco è servito vincere nel pitturato di 20 punti con i Jazz abilissimi a colpire da oltre l’arco (7/10 Bogdanovic e 5/9 di Mitchell in materia).

31 pt. per Bogdanovic, 30 per Mitchell, 16 per Conley (uscito per infortunio), 15 per Clarkson, 12 per Gobert e 10 per Ingles a completare il quadro dei giocatori dei Jazz in doppia cifra.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Palla a due vinta dai Jazz ma l’inizio era tutto di marca Hornets che passavano avanti con una drive di LaMelo, il quale attraendo su di sé la chiusura sotto l’anello, smistava l’assist corto per la dunk del libero Zeller.

Dopo il pari in dunk di Gobert, Rozier – sfruttando un blocco – si infilava nel pitturato tirando velocemente oltre Gobert per il 4-2.

Mitchell tirava da tre senza ritmo non colpendo e Hayward in area imitava Terry ma con un fade-away più accennato.

Graham deviava un lob diretto a Gobert: ripartenza Hornets e due FT affondati dall’ex Jazz Hayward quindi, dal palleggio, Graham tirava su la spicchiata rapidamente per colpire con perfetta rotazione da oltre l’arco: 11-2 e Snyder in time-out a 9:27.

I Jazz iniziavano a suonare la loro musica con la tripla open frontale di Conley e un tiro da due di Bogdanovic che sfruttava i cm su Rozier ma a 8:14, Graham – uscendo da un blocco alto di Zeller – trovava sull’arco Gobert ai 24 ma il nostro play sparava incredibilmente sopra il centro per una grande tripla.

Dunk di Gobert e stoppata su Zeller ma il centro di Utah in attacco andava a spingere alle spalle Zeller perdendo un giro.

Hayward a molla, in mezzo turnaround, al bordo destro del pitturato colpiva per il 16-9 mentre il centro francese si perdeva sulla linea di fondo della nostra area perdendo palla su pressione di Hayward che a 6:34 infilava la tripla del +10 (19-9).

LaMelo stoppava Bogdanovic e recuperava l’offensivo dopo l’errore di Rozier che reiterava lo sbaglio in layup così O’Neale realizzava da tre.

LaMelo non badava troppo alla cosa insaccando una lunga conclusione in uno contro uno a 5:23 e i due FT di Hayward a 4:52 ci portavano a doppiare gli ospiti: 24-12.I Jazz cominciavano a macinare il loro gioco: Bogdanovic da due oltre Ball, rimbalzo e due punti di Favors in tap-in.

L’entrata con contatto di Caleb per separarsi dal difensore funzionava ma la tripla di Ingles da dx valeva per il 26-19 e il time-out di Charlotte a 3:12.

Monk mancava un paio di tiri con il secondo davvero sfortunato a girare sul ferro ma i Calabroni smarrivano la mano con le triple di Bridges e quella orrenda di Zeller che schiantandosi contro il vetro faceva storcere il naso ma meno del fallo di Zeller (pessimo tagliafuori) su Gobert che portando a casa un giro di tre punti portava il gap a un possesso (26-23).

Due liberi per Zeller a 1:06 nonostante il challenge chiamato da Snyder (secondo fallo di Gobert) ma l’ingresso sul parquet di Clarkson spostava l’inerzia: 5 punti intervallati da un canestro di Devonte’ (mancava il fallo) per il 30-28.

Chiudevano Monk e Conley per un ottimo 32-30.

Graham, insieme all’altro infortunato del match, offre un pallone a Zeller. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Brutta partenza di Charlotte che soffriva moltissimo con i rincalzi sul parquet: Cody Martin era disastroso…

Palla persa e due punti regalati a Clarkson per il pari.

Tripla aperta sull’anello per Cody Martin e molta più precisione sull’altro lato: passaggio verticale per il back-door di Niang che in corsa alzava perfettamente in retina per il sorpasso.

Tripla di Hayward che rimbalzava via mentre la simpatia dei canestri andava a Utah con la bomba di Niang che rimbalzava ovunque prima di entrare…

Graham a 10:12 non si affidava ai bordi dell’anello trovando la tripla solo cotone per il 35-37 ma Favors in area era toccato da Cody Martin a 9:55.

Tre punti e -5 Hornets.

Charlotte perdeva anche Graham che stava giocando molto bene: left groin strain mentre al centro del parquet portava palla.

Smorfia di dolore e time-out per Charlotte.

Clarkson e Conley mettevano una tripla a testa, Rozier a 7:48 rispondeva da fuori e intromettendosi da una rimessa dal fondo compiva una steal rapida finendo con l’appoggio in retina per il 40-46.

Mitchell in entrata, risposta di Zeller stoppato dall’aiuto di Clarkson ma la resilienza di Cody lo portava a usare i suoi cm per farci tornare al -6.

Un gorgeous coast to coast di Ball valeva il -4 (44-48) e nonostante uno zig zag floater di Clarkson arrivava una tripla in caduta di LaMelo per il 47-50.

Si potrebbe pareggiare dopo la stoppata di Caleb su Clarkson e la palla a due vinta dal primo (decisione arbitrale un po’ strana) ma il doppio errore offensivo lasciava la difesa leggermente scoperta e i Jazz – letali da fuori – infilavano con O’Neale.

Tripla corta di Monk e bomba di Mitchell a segno dall’altra parte uscendo dal blocco con Martin a guardare.

Un uno-due micidiale al quale rispondeva LaMelo di sx in allungo (49-56) ma Mitchell da tre oltre LaMelo faceva registrare un +10 Jazz che andava oltre il reale valore espresso dal match.

Malik mancava un layup e su un cambio lato da angolo ad angolo (con palla che sorvolava Gobert nel mezzo) arrivava anche la tripla di Bogdanovic a ricordare la pluralità delle minacce avversarie.

Il terzo fallo offensivo e il rientro in panchina del centro francese, combinato con l’ingresso in campo di Biyombo non cambiava le cose: i Jazz segnavano da tre e poi da due da sotto con Favors proprio su Biz…

49-67 prima che LaMelo uscisse vittorioso da una spartana mischia e segnasse da due.

Rozier regalava due punti a Biz per poi segnarne uno in lunetta ma Mitchell chiudeva il quarto passando Caleb e andando in appoggio oltre Biz per il 54-69.

3° quarto:

Hornets con 15 punti da recuperare ma purtroppo i primi due tiri di Rozier andavano a vuoto mentre Mitchell la buttava dentro da tre nonostante il close-out di Bridges aggravando il gap a 20 punti.

LaMelo in sottomano andava per il 56-74 e la pressione di Rozier su Mitchell portava a una steal più canestro facile in contropiede dello stesso Scary.

Mentre i Jazz contavano su una squadra, a metter la palla nel cesto per gli Hornets in questo frangente ci pensava solo Hayward per gli Hornets che trovava 8 punti più l’assist per far segnare finalmente i primi due punti a un impreciso Miles.

Il risultato però era a favore dei gialli (68-85) che nel finale si infervoravano con Bogdanovic da oltre l’arco: quattro triple di fila in svariate maniere per portare i Jazz a 3:38 sul +25 (74-99).

Charlotte cominciava a trovare anche altri marcatori portando a casa due punti da Caleb, Monk e LaMelo per l’80-101 quindi Mitchell e Caleb Martin infilavano una tripla a testa prima di vedere due punti di Biyombo dopo aver catturato il rimbalzo offensivo.

Tripla di Ball a :38.8 per l’88-104 e fing and roll di sx per Biz su assist del nostro miglior rookie per un 10-0 run interrotto solamente da Ingles a 2:00 dalla terza luce rossa (fallo di LaMelo, troppo aggressivo sulla palla).

Biyombo ha giocato bene offensivamente sotto il ferro avversario. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

L’ultima frazione vedeva Caleb mancare una tripla ma Biyombo a schiacciare su un delizioso pocket pass di LaMelo che in salto si allungava facendo sfilare in area la palla oltre il copro e sotto le braccia di un difensore.

Un crossover jumper i Monk su Niang valeva il 94-107, Mitchell commetteva due falli arrivando a 5 quindi toccava ancora al nostro numero 2 esaltare i riflessi di Biyombo per un thunder alley-oop.

16-3 di parziale, Hornets a -11…Gli Hornets arrivavano sul -9 ma Clarkson in step-back segnava da tre oltre Biyombo.

LaMelo recuperava quei punti sganciando la granata da oltre l’arco e recuperava anche i due di Bogdanovic in entrata con un preciso teardrop dalla media (103-112).

Caleb segnava in entrata ma la terna rilevava a partenza dell’azione un’accompagnata e si passava dall’ipotetico -7 al -12 quando O’Neale dall’angolo sinistro metteva dentro il tiro pesante sullo scarico.

Una dunk di Biz (solito LaMelo a smistare) e una tripla di Rozier valevano soltanto il 110-120 e se Mitchell andava a prendersi le proprie responsabilità portando a casa 5 punti su sue azioni era finita nonostante LaMelo segnasse ancora il 112-125 e poi su uno scambio con Hayward recuperasse un two and one per il nuovo -10 a 3:38 dal termine.

Un libero (su due) di Biyombo e si tornava sul -9 ma Mitchell batteva Rozier da tre.

Rozier si vendicava rubando una palla alla star dei Jazz tornando a segnare il -9 (119-128) ma Ingles e Bogdanovic sigillavano la partita con una bomba a testa.

I due punti di Richards nel finale chiudevano la sfida sul 121-138.

Devonte’ Graham: 7,5

11 pt. (4/5), 2 rimbalzi, 1 rubata, -5 in +/-. 1 TO in 10:56. Caccamo: iconico personaggio napoletano che svaria, spazia su argomenti a caso tirando in piedi trame assurde. La stessa cosa la fa Graham con tiri al limite che entrano tutti… “Stiamo a pazzià”…”Queste sono le squadre dei playoff e questo è il posto in cui vogliamo essere”, ha detto Graham prima della partita. “Stiamo cercando di misurarci contro di loro giocando al meglio delle nostre capacità”. Purtroppo, forse, il caricarsi eccessivamente di lavoro e le brevi interruzioni da partita a partita hanno prodotto l’infortunio all’inguine che ha costretto Graham a uscire dal parquet. Un peccato poiché stava giocando bene ed era riuscito a segnare tre triple con grande bravura (oltre che un canestro da due e lì manca il fallo a favore), una dal palleggio in uno vs uno e una con un arcobaleno uscendo dal blocco oltre Gobert ad aspettarlo sull’arco.

Terry Rozier: 6

15 pt. (6/16), 4 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate, -11 in +/-. 2 TO. La vecchina: nei collegamenti di Lello Putignani non manca mai questa vecchina che ha “millemila miliardi di anni” ma soprattutto ha vitalità da vendere. Mitiche le sue scorribande a tutta velocità in moto come quelle di Terry un po’ sconclusionate a volte. “Scary” rientra dopo l’infortunio, porta con sé energia (andrebbe incanalata meglio) ma anche un po’ di disordine con qualche tiro fuori ritmo, infatti, chiude con un 2/8 da fuori. Qualche errore di troppo in momenti delicati ma si fa perdonare parzialmente con tre palle rubate e 5 assist.

LaMelo Ball: 7,5

34 pt. (14/27), 4 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate, 1 stoppata, -1 in +/-. Nessun TO. Flanagan: il professore d’inglese che la spiega a tutti riuscendo anche a “stupire” contravvenendo a convinzioni “erronee”. Ball gioca un buon secondo quarto (partendo titolare) e un ottimo ultimo periodo realizzando il suo career-high. Buone intuizioni come regista con un pocket pass per Biyombo delizioso o un passaggio in salto a liberare l’uomo ma in più va dentro con la capacità di trovare il terminale lungo o chiudere in appoggio/sottomano con cambio mano a volte oppure lasciando partire dal runner un teardrop preciso dalla media. 4/9 da tre, uno dei migliori da oltre l’arco.

Gordon Hayward: 7

25 pt. (9/20), 10 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, -12 in +/-. Bastillani: l’artigiano che batte il ferro (finché è caldo) e che “è venuto su di lì” anche se non si capisce bene da quale direzione si arrivato. Sa creare anche oggetti con il sughero. Se abbina queste caratteristiche al tempo giusto diventa un fattore. Ha una fase nella quale non segna, probabilmente non stando simpatico all’anello ma nel secondo tempo, cambiato ferro, eccolo tornare con 8 punti e un passaggi per Miles a realizzare due punti. Bene a rimbalzo, bene nelle iniziative a canestro con relativo 6/6 ai liberi e va leggermente anche oltre la propria media punti di stagione. Una doppia doppia condita da 5 assist.

Cody Zeller: 5

6 pt. (2/7), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -14 in +/-. 1 TO in 22:34. Tafazzi: il supereoe che molti si meritano. Vestito di nero, indossa una conchiglia bianca battuta ritmicamente dai colpi di una bottiglia a scudo e sbeffeggiamento della fragilità. Il problema è che Cody toglie la conchiglia lasciando scoperte la “zona erogena” intorno al ferro. Gioca meno di Biyombo poiché i Jazz hanno vita facile con lui a rimbalzo. Male un tagliafuori su Gobert il quale affonderà anche l’and one dopo il fallo del nostro centro. Buono un canestro dopo la stoppata presa da Clarkson ma anche una tripla a rompere il plexiglass e un eurostep con stoppata presa da Gobert. Borrego lo vede in difficoltà e lo toglie. Non male negli assist.

Miles Bridges: 5

2 pt. (1/7), 1 rimbalzo, 2 assist, -19 in +/-. TO in 15:31. Rolando: l’uomo in mimetica con le maniche arrotolate e i pacchetti di sigarette sulle spalle talvolta “non ci può credere!” Il suo slogan è: “Non ci posso credere!” Entusiasmo contagioso, mezzi meno esuberanti ma dal caratteristico carattere. Nemmeno noi potevamo credere a diversi errori da sotto, facili appoggi o open 3 ciccati malamente. Bridges ha detto che si assume la responsabilità di fornire una scintilla indipendentemente dal suo ruolo. “Ho sentito che avrei potuto portare più energia”, ha detto prima del match. “Pensiamo sempre di avere una possibilità di vincere. Combatteremo sempre per tutta la partita”. Borrego lo limita nel minutaggio ma lui non era in serata. Disconnesso da Ball non trova il tiro realizzando solo su invito facile di Hayward. Chiude con due punti e on riesce a dare nemmeno un prezioso stop difensivo.

Caleb Martin: 5

7 pt. (3/7), 7 rimbalzi, 1 stoppata, -18 in +/-. 1 TO in 26.23. Johnny Glamour: il DJ vestito sgargiante ma balbuziente, un ossimoro vivente. Non riconosce la materia del suo lavoro (cantanti)… E’ anche simpatico, sembra fare buone cose ma poi con per rimettersi in sesto serve una mano a dare quel colpo sul naso altrimenti deraglia. Qualcosa di buono la combina: stoppata e palla a due seguente vinta, un buona tripla e diversi rimbalzi ma difensivamente per cm e modo di giocare è un buco sul quale i Jazz colpiscono da fuori.

Malik Monk: 5,5

6 pt. (3/8), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata, +3 in +/-. 2 TO in 26.57. Mago Silvano da Milano: personaggio sopra le righe che pretende di fare esperimenti di “prestidirigirizzazione” con confusione e fascinazione sul pubblico. Se l’esperimento riesce vi è un trucco. OK Malik, tira fuori la bacchetta magica usata a Miami e inventa qualcosa, Charlotte ne ha bisogno perché le ultime due prestazioni medie non hanno stupito non essendo state magiche. Seconda uscita a un livello medio-basso per il numero 1 che non è riuscito a replicare come contro Miami, quella sua buona prestazione. Un bel canestro da due dalla media contro Niang, da tre v due volte corto facendo sbatter la palla sul bordo del primo ferro e gli salta via un altro tiro. Se vuole fare il salto di qualità deve migliorare le percentuali anche se ha tanta gente con cui dividere i tiri e non sempre può trovare il ritmo.

Cody Martin: 4,5

0 pt. (0/1), -11 in +/-. Rezzonico: protagonista ne: “Gli Svizzeri” che si ficca nei guai, sempre salvato all’ultimo secondo dalla provvidenza che nella fattispecie si chiama Hüber. L’angelo custode del Rezzonico in serata però non si fa vedere e lui finisce gambe all’aria. In 4:48 spende un pessimo fallo regalando un punto supplementare, non tiene bene in difesa e si fa portar via in palleggio la palla da Clarkson concedendogli i punti in transizione. Subito dopo sbaglia una tripla, più danni della grandine in breve tempo. Danno.

Bismack Biyombo: 6,5

13 pt. (6/6), 4 rimbalzi, 1 assist, +1 in +/-. Medioman: il supereroe che non ha poteri ne incarna l’uomo medio, anzi, a livello fisico e mentale ricalca anche qualcosa in meno rimanendo al passo con i nostri tempi. La cosa positiva è che ha buona volontà anche se non è spesso molto convinto d’iniziare uno sforzo. In 19:14 è perfetto dal campo grazie ai buoni assist serviti dai vari penetratori di turno. Mette dentro un thunder alley-oop su assist di Ball e si lancia in fing and roll di sinistra. Sbaglia un libero nel finale ma poco importante nonostante gli faccia perdere la perfezione, piuttosto è in difesa dove non sempre convince.

Nick Richards: s.v.

2 pt. (0/0), +2 in +/-. :48.1 sul parquet, nel finale recupera due liberi e li segna dopo aver tentato una schiacciata. Pagliaccio Baraldi, riesce a dire solo: “Ciao Bambini!” portando a casa due punti, poi la partita si chiude.

Coach James Borrego: 5,5

Carcarlo Pravettoni: A capo della Carter & Carter, azienda distruttrice del pianeta, malefica e senza scrupoli (produce anche panettoni mortali da dare al“bambino povero”), quando sembra avere un barlume di sensatezza si perde a causa della sua non brillantezza e avarizia. Ha detto che vede bene la connessione LaMelo/Miles, non importa per lui se i due partono titolari o escono dalla panchina, l’importante è che siano connessi. Si dimentica di farlo e prendiamo anche una caterva di triple ma non sempre sono open, i Jazz sfruttano cm, il buon movimento palla e la mano. Qualche cambio lo prova, alcuni intelligenti come quello di Biyombo ma far entrare Cody Martin e dare eccessivo spazio a Caleb sono mosse suicide che tutto sommato hanno cambiato di poco la partite rispetto ad altre eventuali scelte.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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