Game 30: Charlotte Hornets Vs Cleveland Cavaliers 110-99


Intro

Non è facile spiegare i risultati di una squadra incomprensibile.

Se contassi solamente le partite di regular season e post season (non quelle di preseason), da quando gli Hornets sono tornati a Charlotte (non contando nemmeno quindi quelledescritte all’epoca dei New Orleans Hornets), con questa sfida chiuderei un anno solare scrivendo ogni giorno, essendo arrivato a quota 365.

Una sfida ancor maggiore è spiegareciò che siamo, dalle teorie religiose a quelle darwiniane a quelle meno note e in contrasto con il moderno modus pensandicapitalistico/competitivo.

Affascinante è pensare che se prendessimo in esame la base di una teoria evoluzionistica chiamata di endosimbiosi, Lynn Alexander lavorò nell’ottica di una possibilità nella quale due organismi unicellulari si potessero fondere per formare un nuovo organismo più complesso.

Sostanzialmente due organismi semplici che si aiutano in mutuo beneficio fondendosi (non parassitariamente) che andranno a dar vita a forme più complesse.
La teoria di Lynn, inizialmente osteggiata, oggi è riconosciuta, specialmente per quanto riguarda i mitocondri e i cloroplasti, della cellula procariota che migrò in altro organismo dando vita vita al nostro regno eucariota.

E se il basket è anche competizione tra due o più squadre, scindendolo, è anche mutuo aiuto reciproco in campo tra compagni come gioco di squadra e difesa (aspetto assolutamente da ritrovare dopo due brutte serate) e in un’interpretazione più ampia, anche aldilà del rettangolo di gioco, lo sport che crea possibilità d’occasioni d’amicizia per la vita tracompagni ed ex.

Dopo tre vittorie consecutive sono arrivate due botte tremende: un +21 sprecato contro i Knicks in casa con sconfitta all’OT e quella in back to back con LAL che avrà materiale per gli highlights di fine stagione per formare una top 10 solo contro di noi nella precedente partita.

Urgeva quindi un regroup (riorganizzarsi), come spesso sento dai telecronisti NBA, dopo averpreso un paio di mazzate perché quest’anno abbiamo elargito a piene mani contro squadre di bassa classifica regalando partite con le quali dovremo fare i conti a fine stagione perché, anche se abbiamo fatto qualche colpaccio contro squadre molto più quotate, queste gare sono quelle che andranno a far la differenza tra una partecipazione playoffs e guardarseli alla TV, tra un piazzamento playoffs migliore o uno soltanto accennato per finir fuori al primo turno con lo svantaggio del campo.

Cleveland quindi da non sottovalutare contingenze e non casualità dopo due partite, alla vigilia di quella della notte eravamo sull’1-1…

La partita in breve

Bruttissima partenza di Charlotte che nel primo quarto faticava a trovare individualità e gioco di squadra.

I Cavaliers tenevano sugli uno contro uno mentre Walker fuori ritmo falliva tiri in serie da fuori.

Sul 16-25 si chiudeva il primo quarto e sul 18-31 con giro di Burks su Frank in area Borrego chiamava un time-out che dava pian piano i suoi frutti con la squadra a salire di tono difensivamente.

Kemba nel finale trascinava la squadra segnando anche da tre e Lamb imitando il compagno a 50 secondi dall’intervallo lungo chiudeva sul 41-46 i primi 24 minuti.

Nel secondo tempo Lamb metteva un altro siluro subito e Kemba pareggiava, la gara rimaneva in equilibrio ma non per molto perché dopo una tripla di Blossomgame per il -3, Charlotte portava a casa un parziale di 7-0 che concludeva Batum a 2:18 con la tripla da destra su assist di MKG.

77-67 che diveniva 82-75 a fine quarto.

Nell’ultima parte gli Hornets salivano ancora di tono difensivo facendo quell’ulteriore passo in più per andare ad artigliare la gara.

Kemba segava da tre punti il 100-86 poi a pochi secondi in più dai 5:00 dalla fine da dietro stoppava Sexton, Williams in transizione affondava la schiacciata e Drew dalla panchina di Cleveland per proteste sulla stoppata finiva negli spogliatoi espulso.

Charlotte vinceva in scioltezza quindi nel finale con Jordan Clarkson a 20 punti e Jaron BlossomGame con 15 e un 6/7 dal campo.

24 per parte gli assist ma 51-35 a rimbalzo per gli Hornets, fondamentali anche alcuni offensivi (ben 13) mentre il 51,1% di Charlotte ha superato il 48,2% dal campo di Cleveland che ha commesso solo 8 TO contro i comunque pochi 12 di Charlotte che aveva iniziato male con 7 in poco tempo…

Partita con pochissimi liberi abbastanza veloce.

6/9 per Charlotte e 7/12 per gli ospiti.



Le formazioni:

La partita

Kemba Walke finirà con 30 punti dopo un pessimo avvio.

1° quarto:

Partiva con energia Cleveland per sorprendere una Charlotte parsa troppo fragile in difesa.

Hood e Osman dal mid range segnando i loro tiri rispettivamente contro Batum e Zeller portavano sullo 0-4 la partita.

Charlotte segnava con una drive chusa da un appoggio di Batum ma Cleveland non sbagliando niente metteva dentro due punti con Sexton e tre con Hood dal corner sinistro.

Charlotte attaccando con continuità il ferro otteneva il 4-9 firmato Lamb ma a 9:24 Sexton in avvicinamento segnava ancora anticipando Batum che sulla sinistra si allungava per il sottomano schiacciato dal difensore sulla linea di fondo.

Un alley-oop di Nance Jr. era ossimoro di rimonta Hornets; MKG da sotto e Lamb in allungo non variavano la modalità d’attacco rotta solo da Kemba con triple imprecise.

Charlotte che a 4:39 tornava a -1 grazie alla stoppata di MKG su Sexton e alla vittoria del nostro n° 14 in viola nel duello in post basso destro dall’altra parte.

Il canestro era buono ma il libero dell’aggancio era mancato così dall’altra parte Blossomgame e Zizic, voltando il piede perno in virata oltre il difensore, da pochi passi rispedivano a -5 gli Hornets che incassavano anche due punti da Burks che imitando MKG dalla lunetta graziava Charlotte.

Lamb sbagliava una conclusione facendo scendere Charlotte al 29% mentre dall’altra parte Burks in area portava a 8-0 il parziale e il punteggio sul 12-21…

Lamb con un passaggio schiacciato per Willy rompeva la difesa dei Cavaliers, abile a tenere inizialmente gli uno contro uno.

Clarkson in entrata contro due difensori appoggiava stretto ma dall’altra parte anche Bridges riusciva a trovare uno spiraglio per appoggiare in corsa al vetro (a :03.1) il 16-25, finale di primo quarto.

Williams e MKG chiudono Clarkson. Foto: Asociated Press.


2° quarto:

La panchina partiva male perché Parker buttava via un pallone in attacco, Willy teneva dietro una prima volta ma poi commetteva fallo su Nance a 11:07 regalando un 2/2 al lungo bianco.

Bad screen di Kaminsky e fast pull-up di Clarkson, gran marcatore, poi Parker in infilata centrale a chiudere il ricciolo con l’alzata per il 18-29.

Burks andava oltre Frank con lo svitamento in area e dopo il time-out di Borrego Williams riusciva a infilare tre punti dalla sinistra.

Un FT jumper di Hood e i passi di Parker in attacco (7-1 i Turnover…) davano qualche problema a Charlotte che tuttavia trovava ancora in Williams il terminale giusto per realizzare da sotto con il taglio in baseline.

Un fing and roll di Nance Jr. era pareggiato da Williams che riceveva da Walker il passaggio in salto, Charlotte iniziava a intensificare la difesa e ai Cavs scadevano per la seconda volta i 24 secondi d’attacco.

Clarkson da destra metteva dentro comunque tre punti ma Kemba, dopo esser arrivato a 0/7 al tiro si accendeva improvvisamente dopo la transizione a 5:46 di Lamb favorita da un tocco di Kemba su Sexton.

A 4:53 il crossover su Sexton con fiondata nel carpet viola con reverse layup valeva i primi due punti per il capitano che a 4:15 in uno contro uno con un pull-up da sinistra batteva il proprio marcatore, ma non era finita perché con lo step-back frontale riusciva a segnare anche il 33-41.

A 2:22 Lamb in terzo tempo allungato segnava il 35-42 prima che Clarkson da sinistra battesse due difensori in area con un piccolo arcobaleno ma a 1:42 nessuno fermava Kemba che autoproduceva tre punti in ritmo per il 38-44.

Due tiri liberi di Burks contro a 1:19 per fallo di Zeller aggravavano il passivo di due unità ma Lamb a :50.9 chiudeva il quarto realizzando da tre il 41-46.

Charlotte Hornets’ Kemba Walker (15) drives against Cleveland Cavaliers’ Alec Burks (10) during the second half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Wednesday, Dec. 19, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)


3° quarto:

Dopo l’intervallo passavano 16 secondi perché Lamb potesse ribadire da fuori con un’altra tripla, Jeremy poi teneva anche sul jumper di Sexton così Kemba in uno contro uno da destra in esitazione mandava fuori tempo sulla ripartenza il difensore di quel tanto che bastava per appoggiare al vetro il pari a quota 46.

Nance Jr. con un jumper da fermo oltre Williams riportava gli ospiti sopra ma Walker a 10:06 pareggiava con jumper frontale prima di rivedere la squadra dell’Ohio tornare avanti con Osman che in entrata batteva di forza Williams.

Charlotte “spareggiava” la gara con la tripla di Walker dopo un gioco a due con Zeller portando sopra i Calabroni dopo una partita e mezza ma una dunk di Nwaba oltre Lamb ci rimandava sotto di uno momentaneamente, inoltre arrivava anche un tecnico contro Walker che lamentava un fallo sul suo tiro da tre precedente.

Sul -2 era un motivato Walker a pareggiare dalla destra con uno stop & pops mentre dall’altra parte Osman segnava da due ma Batum faceva rimetter avanti ancora il capo agli Hornets con la tripla dalla baseline sinistra.

Dopo un errore da fuori di Osman, Nance Jr., al secondo tap-in ravvicinato segnava il 56-57 ma Charlotte esplodeva con il ritmo di Walker che portava il capitano a sfoderare un’altra sciabolata da tre punti a 7:16 per il 59-57.

Un terrificante incontro/scontro tra Kemba in corsa e Sexton era chiuso dal nostro capitano dalla destra con la sinistra  sulla continuazione.

Charge per il rookie ospite e libero del +5 (62-57) a segno.

Charlotte difendeva bene e in attacco si vedeva un pick and roll old time tra Batum e Zeller con il primo a schiacciare il passaggio a terra e il secondo nel cesto a due mani.

Hood interrompeva l’avanzata Hornets ma Kemba spinto da Burks guadagnava a realizzava due liberi che a 5:29 issavano Charlotte sul 66-59 prima che i Cavs rientrassero con una tripla di Osman dalla diagonale su MKG e con un’entrata prima a ricciolo e poi frontale di Clarkson che faceva leva con la spalla per distanziarsi in corsa sul difensore e metter dentro da pochi passi.

A 4:23 Lamb con un’entrata circolare di sinistra alzava al vetro per un appoggio alto ma efficace contro un difensore tenace faceva ripartire Charlotte che si avvaleva della difesa di MKG per far sbagliare Clarkson, quindi i due protagonisti in viola combinavano per il canestro di MKG su assist breve di Lamb.

Tre punti di Blossomgame riportavano a -3 i Cavalieri che tuttavia incassavano un 7-0 prodotto da Williams, seguito da Batum che chiudeva da sinistra una transizione 3 vs 1 con Osman tagliato fuori dal passaggio di Walker e dalla tripla del francese n° 5 che servito da MKG (dopo l’errore di Michael con relativo rimbalzo e palla quasi persa su un secondo tentativo) sparava a 2:18 dalla destra per il 77-67.

Clarkson mandava a bersaglio una bomba, Kemba mancava due tentativi artistici al rallenty ma MKG da sotto con senso della posizione recuperava il rimbalzo e segnava concretamente.

Blossomgame insospettabilmente trovava mano letale colpendo ancora da fuori mentre a Kemba eran annullati tre punti perché il fallo di Burks era dato in anticipo rispetto al tiro sebbene di molto poco…

Poco male se un leggiadro pull-up di Parker in area segnava quota 81 sebbene in difesa un salvataggio di MKG sulla linea di fondo  non servisse a molto perché Bridges a metà campo perdeva palla regalando a Osman una flash dunk.

Parker a :02.8 ritoccava splittando dalla lunetta per l’82-75.

Charlotte Hornets’ Cody Zeller, back, fouls Cleveland Cavaliers’ Jordan Clarkson (8) during the second half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Wednesday, Dec. 19, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)


4° quarto:

Con Cleveland ancora in corsa ma  battuta di 12 punti nel terzo quarto si cercava di capire chi avesse più voglia.

Parker era stoppato da Burks ma dopo un errore di Williams al tiro MKG tagliava sotto canestro lasciando il lento difensore alle spalle e incapace di bloccare la correzione del nostro n° 14.

Blossomgame schiacciava, Bridges, non i serata sbagliava da sotto a destra ma poi passava sul lungolinea a MKG che percorrendo il campo in senso inverso oltrepassava il ferro per girarsi ed appoggiare di destro.

Un runner con appoggio al plexiglass di Marvin era buono per il +11 anche se Zizic in area subendo la spanciata volante di Williams infilava il cesto non trovando però conforto nel FT mancato.

A 8:51 un’altra open tre di Blossomgame era vista da Borrego in maniera preoccupante, urgeva il time-out.

Parker attaccando Clarkson in area, caracollando era toccato ma riuscendo a far sbatter la palla al vetro otteneva canestro e libero poi realizzato.

Parker in entrata a 7:36 e Kemba in transizione con un no look bound pass schiacciato e pompato, lanciavano Charlotte e Marvin Williams in schiacciata sul velluto.

L’esplosiva dunk a 7:16 dava il 95-84 che si espandeva con Zeller a 6:41 a raccogliere i frutti dell’errore di Walker poi Cleveland provando a rientrare segnava con Sexton ma Nance Jr. tenuto in post basso destro da Lamb in mismatch, dava fuori a Blossomgame che questa volta sbagliando la conclusione diceva addio vittoria poiché Walker dal corner destro bombardava per il 100-86, inoltre Sexton alzando la palla per il tiro frontale si faceva stoppare alla grandissima da Walker, il quale da dietro in salto entrava pulito sulla palla ma nel movimento sembrava poi toccare in seguito con l’altra mano il volto del tiratore.

Le proteste del coach Larry Drew iniziavano sui due punti di Williams sul rimbalzo offensivo semplice da transizione e si chiudevano negli spogliatoi dopo l’espulsione a 5:00 dalla fine.

Con un tecnico Walker a 5:00 dalla fine, appunto, mandava la gara sul 103-86, ormai in ghiaccio.

C’era tempo per altri buoni canestri ma ormai inutili, Charlotte aveva girato una gara iniziata male a suo favore nel secondo tempo.

Finiva 110-99 con gli Hornets bravi a tornare in testa alla Division a quota .500 dopo la pesane sconfitta notturna dei Magic (90-129) contro San Antonio.



Pagelle

Kemba Walker: 7,5

30 pt., 3 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 11/26 al tiro. Inizia bene più in difesa che in attacco dove il suo 0/7 al tiro iniziale con qualche tripla ormai miraggio è forzatura quasi pura ma poi trova il ritmo già nel primo tempo guidando Charlotte alla rimonta. Segna ben 4 triple su 12 tentate e fornisce un numero discreto di assist. Tenace, favorisce anche un recupero di Lamb che andrà in fast break a guadagnar punti.

Jeremy Lamb: 7,5

18 pt., 12 rimbalzi, 5 assist. 8/16 dal campo (2/4 da fuori) con un +22 di +/-. Ottimo secondo violino che trova con soluzioni in entrata, spesso di mancina il plexiglass e il canestro, infila due triple a cavallo dei due quarti che valgono tanto e tiene in difesa in varie occasioni contro fisici differenti, ad esempio su Sexton e Nance Jr..Una sorgente di punti preziosa in doppia doppia.

Nicolas Batum: 6,5

12 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Scordatevi il contratto, quello non lo pareggerà mai in termini di qualità. Fa il comprimario ma lo fa bene sbagliando poco anche se un paio di conclusioni le esagera ma con un 5/8 non fa perdere il passo a Charlotte che beneficia di un sufficiente numero di punti e vince in rimonta. 

Marvin Williams: 7,5

18 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 8/13 al tiro con buona propensione al rimbalzo e alla difesa anche se in alcun momenti fa fatica a tenere. 2/4 da fuori e tante soluzioni per segnare con runner, tripla, tagli sotto che iniziano a scardinare la difesa ospite nel primo tempo. Doppia doppia per lui.

Cody Zeller: 6,5

4 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Prende rimbalzi e ricorre a falli, in attacco si ritaglia tre conclusioni segnandone due. Il solito Cody che questa sera gioca quasi 28 minuti.

Michael Kidd-Gilchrist: 7,5

12 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Grande e provvidenziale energia per MKG che inizia a cambiare prospettive del match con una stoppata al vetro su Sexton per poi passare in attacco e in virata oraria, dal post basso destro attacca e batte Sexton. Si rende utile anche nel secondo rempo contro Clarkson e non ha un uno nelle statistiche principali.

Miles Bridges: 5

2 pt., 4 rimbalzi,1 assist, rubata, stoppate. Due palle perse. Su quella a centrocampo scippatagli Borrego ne discute ma è indubbio che sia una serata no, anche con l’errore da sotto il tabellone. A volte sembra fuori dal gioco completamente e anche in difesa s’impegna facendo muro ma singolarmente manca qualcosa.

Tony Parker: 6,5

12 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. Non parte benissimo e anche in avvio di ultimo quarto Burks lo ferma in stoppata. Rischia sui passaggi a volte che portano a tre palle perse comunque  anche lui segna qualche canestro importante con un 5/10 dal campo senza ma tentar da fuori.

Frank Kaminsky: 5,5

0 pt. in 3:39. Gioca pochissimo tempo e non sembra poter esser utile in difesa. Ha un +1 di plus/minus ma non mi è piaciuto.

Guillermo Hernangomez: 6

2 pt., 2 rimbalzi. Gioca anche lui pochissimo ma con più redditività.

Coach James Borrego:6,5

Approccio dei suoi quasi da gente fuori forma. Poi time-out e aggressività. Funziona tutto come previsto anche se spero vi sia il tempo per migliorare gli avvii, poi buona partita dopo il time-out che produce più aggressività in difesa e il cambio di passo aiutato dalla panchina.


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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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