Game 32: Charlotte Hornets Vs Utah Jazz 107-114

Intro

Atmosfera natalizia allo Spectrum Center per l’ultima uscita casalinga degli Hornets prima di Natale.

Tempo di condividere, di stare insieme e di gioia sperando la squadra la regali ai propri fan nell’occasione.

Partita non semplice contro i Jazz ma i ragazzi di Borrego cercheranno di essere nella miglior versione possibile dopo esser riusciti a riposare finalmente due giorni e riscattare la partita controversa a Cleveland.

Analisi

Problemi fin da subito per gli Hornets che non riuscendo a contener Gobert (già in doppia doppia nel primo quarto) andavano sotto nel primo quarto, anche perché Mudiay si aggiungeva con due triple consecutive (20-26) all’offesa ospite.

Hornets che calibravano l’attacco e riprendevano il controllo della partita grazie anche al pressing finendo all’intervallo avanti 64-56.

Charlotte diveniva irriconoscibile nella ripresa concedendo il rientro ai Jazz che finivano sul -2 il terzo quarto andando a vincer la partita nel finale.

Forza fisica e un Bogdanovic capace di sfruttare i mismatch sui marcatori a turno su di lui (Martin se l’è cavata discretamente) riportavano nell’ordine delle cose la gara.

Gli arbitri hanno, dal mio punto di vista, sbagliato molto, scontentando le due squadre, Snyder è stato espulso per feroci proteste ma da ambo le parti la terna con le loro scelte hanno finito per minare una partita tranquilla.

Hornets troppo individualisti nel finale, alla ricerca di un’identità, di gioco migliore.

36-42 a rimbalzo, 20-27 negli assist, 45,9% contro il 52,0% nel FH con Utah al 50,0% da tre.

17/22 CHA ai liberi contro il 19/20 di UTA.

Niente regalo quindi, carbone della Befana in anticipo per i fan Hornets che sperano magari di fare lo scherzetto ai Celtics domani a Boston benché sarà durissima…

Starting five

I Jazz, guidati da coach Snyder si presentavano allo Spectrum Center con il seguente quintetto: Mitchell (20 pt.), Ingles (14 pt.), Boj. Bogdanovic (26 pt.), O’Neale (11 pt.), Gobert (17 pt. +19 rimbalzi).

Dalla panchina 12 pt. per Mudiay e 9 per Niang.

Charlotte rispondeva con: Rozier, Graham, Batum, Bridges e Biyombo.

1° quarto:

Partenza botta e risposta tra le due squadra anche se Utah sembrerebbe poter prendere il sopravvento, la pressione degli Hornets da buoni risultati e dopo il canestro di Ingles arrivato da un suo scatto su rimessa naturale più finta e reverse comodo in uno contro uno, gli Hornets rispondevano con un short floater di Biyombo a 11:27e dopo due buone difese di Batum, Rozier inventava in uno contro uno il pull-up stretto per il 4-2.

Pareggiava Utah con Gobert ma Miles intercettando un passaggio orizzontale andava in coast to coast ad appoggiare al plexiglass oltre Gobert.

Mitchell appoggiava facilmente il 6-6, Rozier con un little step-back nel pitturato batteva Gobert a 8:41 quindi toccava a Gobert andare in correzione per riportare la partita in equilibrio.

Colpo grosso a 8:09 per Graham con la tripla ma a 7:53 immediato pari di Bojan Bogdanovic, diretto, da oltre l’arco.

Gobert stoppava Graham che sull’azione successiva ci riprovava lontano dai tentacoli del centro scartando tre punti regalo…

Bogdanovic da tre non funzionava ma Gobert saliva sopra Martin per tapinare con Biz troppo arretrato per intervenire.

Martin da tre punti realizzava dalla destra ma i Jazz scavalcavano con un gioco da tre punti di Gobert che nel mezzo del sandwich Batum-Martin metteva dentro tiro e libero per il 17-18 a 5:16.

Grandi problemi per contenere i cm e i movimenti di Gobert che , infatti, segnava anche il 17-20.

A 4:21, al secondo tentativo sulla stessa azione, Rozier segnava da tre punti riequilibrando il match ma gli Hornets concedevano una tripla aperta e una schermata a Mudiay che trascinava i suoi sul +6 (20-26).

Crossover del rientrante Graham con arresto nel pitturato, da dietro Niang lo toccava mentre il nostro play appoggiava trovando il libero supplementare per il 23-26.

Niang si faceva perdonare con la bomba dall’angolo destro ma Monk a 1:55 da sinistra continuava ad alimentare le alte percentuali da oltre l’arco con un rim/glass vincente e un pochino fortunato.

Quando Martin stoppava Mitchell e l’azione si portava rapidamente sul fronte opposto era sempre l’accanito difensore pronto a trasformarsi in dunker per chiudere l’azione che portava al 28-29.

Mudiay segnava tirando su Martin dal pitturato ma Graham a 1:05 rischiava scagliando un profondo deep 3 che rosicchiava la retina.

Sul 31-31 Graham ritentava ma questa volta era solo air-ball, occasione buona per recuperar palla al volo sotto canestro per Zeller che affrontato fallosamente sul reverse da Ed Davis ci portava sopra a :01.7 con il 2/2 per il 33-31 dopo i primi 12 minuti.

Raddoppio Zeller/Williams su Gobert per tagliarlo fuori. Foto tratta dalla pagina ufficiale dei Charlotte Hornets.

2° quarto:

Partiva bene Monk in entrata segnando nonostante il fallo prolungato di Ed Davis, peccato l’aggiuntivo finisse lungo e che due successivi FT di Zeller (bravo ad attaccare in mismatch Mudiay in post basso destro) finissero sui ferri.

Cody però recuperava una palla in difesa facendo muro su un Ingles che indirizzando il dribbling in quella direzione finiva per schiantarsi e favorire la dunk appesa di Martin.

Ingles si rifaceva accorciando da tre punti ma a 9:11 un Williams in formato tre punti realizzava il 40-34.

A 8:42 il giro di palla veloce e sopraffino di Charlotte portava Monk a scagliare dalla diagonale destra con spazio a realizzare il +9.

Niang dal corner riduceva a 6 lo scarto con la granata triplice e poi Bogdanovic dal pitturato centrava il bersaglio.

Batum stoppando Mudiay innescava l’azione che chiudeva Bridges a canestro e il francese tornava a farsi vedere in difesa subendo uno sfondamento di Gobert a 7:04 (2-6 i TO).

L’open del vecchio J. Green valeva il 45-42 ma Charlotte reagiva segnando in pull-up con Rozier dalla FT line e Batum aggiungendosi alla pattuglia degli arcieri hornettiani a 5:55 mandava Charlotte sul 9/12 da tre contro il 7/14 avversario.

Mudiay metteva dentro due punti ma anche Martin arrivando dalla baseline destra, bravo in salto ad appoggiare sul lob del transalpino di Charlotte.

Martin interrompeva al volo deviando al vetro un passaggio per Gobert e Bridges andava a segnare il +10 (54-44).

Nel finale numerosi tiri per Bogdanovic tenevano in corsa gli ospiti che subivano invece un tap-in di Zeller, un’entrata in diagonale di Martin dal passo lungo con appoggio al vetro e palla che si fermava sul primo ferro prima di entrare, una bella steal di Rozier su Bogdanovic che lo portava ad appoggiare artisticamente proteggendo palla per il 60-50.

Era sempre Bogdanovic però a terminare il quarto infilando due FT (11/11 per i Jazz) un po’ generosi questa volta per uno sfioramento di Rozier con il croato a buttarsi classicamente sul difensore.

64-56 era il punteggio del primo tempo.

Cody Martin cerca il gioco di squadra. Foto tratta dalla pagina ufficiale dei Charlotte Hornets.

3° quarto:

Graham mancava il primo tiro della ripresa, Biz il tap-in ma la palla conservata da Charlotte era spedita dentro dall’angolo sinistro da Rozier con la tripla in step back.

L’entrata di Mitchell valeva il -9 (67-589 ma un Rozier in ritmo con il floater dal pitturato ci riportava al vantaggio in doppia cifra sebbene Utah cominciasse a ingranare e si portasse con tre liberi sul 70-61 prima e con una tripla di Bogdanovic a 8:33 sul 70-64 poi…

Per un fallo di Bogdanovic su Rozier il nostro numero tre ne metteva tre su altrettanti tentativi a 7:35 Graham dopo il crossover appoggiava ma le triple in fila di Bogdanovic,e Mitchell (6:29) diminuivano il gap a 5 punti (75-70).

Rozier con finta e jumper incrementava il suo bottino a 6:09 ma a 5:21 Ingles da tre segnava il -4 ritoccato poi da un libero di O’Neale a 4:49.

Lo stesso O’Neale da tre riavvicinava i Jazz sul 79-77 ma una tripla di Graham rispediva indietro gli avversari capaci però di rientrare in gara con Niang a 1:34 per il pari a quota 82.

Finiva 86-84 la penultima frazione.

4° quarto:

Subito 2+1 di Utah e sorpasso a 11:48.

Charlotte a 11:09 però tornava sul +3 con i punti di Monk ma un tecnico al numero 1 serviva ai Jazz per trovar la scia del pari.

Si giungeva sul 92 pari quando Marvin recuperava la sfera andando dentro per agganciare e appoggiare in un unico fluido doppio movimento e Mudiay pareggiava.

Ingles a 9:15 la open 3 di Ingles valeva il sorpasso, due jumper di Bogdanovic dalla baseline destra aggravavano la situazione (92-99) con Rozier che per cm non riuscendo a contener lo slavo a 6:44 su una transizione convulsa in avvio, andava dentro a metter il tiro in appoggio dopo aver toccato una palla oltre due difensori dei Jazz che si andavano a scontrare.

Un Snyder in versione Hulk protestava per il fallo che non c’era e andava fuori dal campo per il secondo tecnico…

Quando Ingles dal corner destro metteva il 97-105 c’era poco da fare anche se negli ultimi minuti la pressione di Charlotte portava alla rimonta nonostante troppo individualismo dovuto alla frenata delle giocate, a una difesa più aggressiva e uno Zeller da 0/2 in lunetta ritardava il rientro che avveniva (sino all’unico possesso di distanza) quando a poco più di 21 secondi Graham metteva dentro la tripla del 107-110.

Poco tempo e i Jazz ne approfittavano per chiuderla fino al 107-114 finale.

Un classico purtroppo condito anche da un fallo offensivo di Graham abbastanza opinabile per il metro di giudizio tenuto da una terna piuttosto scapestrata.

Le pagelle

Terry Rozier: 5,5

29 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 11/24 al tiro. 5/5 FT, -18 in plus/minus.

Segna spessissimo nel primo tempo, ne mette poche nel terzo quarto po si spegne sbagliando diversi tiri chiudendo a 29 punti con troppe triple o tiri fuori equilibrio presi nell’ultimo quarto. Non riesce più a segnare e gli avversari passano avanti. Incassa un paio di tiri dalla media di Bogdanovic non avendo l’altezza.

Devonte’ Graham: 6,5

22 pt., 3 rimbalzi, 4 assist. 7/22 dal campo (5/13 da 3). +5.

Prova a risolver con soluzioni personali trovando 5 triple anche in serata, un paio molto profonde compresa l’ultima del -3 prima del riallungo definitivo avversario. In attacco però tiene troppo palla passeggiando e i secondi sul cronometro si assottigliano.

Nicolas Batum: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 2/4 dal campo. -21. Buona partenza difensivamente parlando tra stoppata, sfondamento, ecc. L’emblema del team che si scioglie nel secondo tempo. Titolare come SF non credo che abbia lo stesso atteggiamento aggressivo nel secondo tempo, troppo lento e impacciato rispetto al primo dove si era visto un Nic vecchio stampo.

Miles Bridges: 6

8 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 4 rubate. 3/5 dal campo. -11. Qualche chiusura non è degna di Miles che compensa con 4 rubate e una fiammata da 4 punti ravvicinati nel primo tempo.

Bismack Biyombo: 4,5

2 pt., 4 rimbalzi. ¼ dal campo. 3 falli, -4. Brutta partita. Sovrastato da Gobert ne viene influenzato e in attacco prende pessimi tiri, buoni come idea ma pessimi come esecuzione. 22:20 in campo, non funziona la manovra con lui e Borrego lo toglie.

Marvin Williams: 6,5

7 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 2/5 dal campo. 3 TO, +3. Prende uno sfondamento nel finale e cerca in tutte le maniere di difender per recuperare come quando si allunga in tuffo e recupera palla (contesa) riuscendo a servire indietro il compagno.

Cody Zeller: 6

13 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 4/5 dal campo, 5/9 FT. 4 falli. +3.Si difende discretamente nel secondo tempo su Gobert, molto meglio di Biz e riesce anche a segnare canestri preziosi in tap-in, in entrata con l’appoggio più libero nel finale. Peccato che proprio a gioco fermo inanelli due volte in partita degli zero su due, uno ottenuto nel finale che finiva per tagliar ulteriormente le gambe alla squadra di Borrego. Discreto a rimbalzo.

Cody Martin: 6,5

11 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/7 dal campo. 4 falli, -1. Attivo, il migliore su Bogdanovic, stoppa e va a proporsi per schiacciare nel primo quarto. Parte con un 5/5 poi si spegne ma è utile a frenare gli attacchi dei Jazz. La tripla decisiva e letale che pende da Bogdanovic dall’angolo è episodi anche se rientra forse tardivamente ma il close-out c’è.

Malik Monk: 6

10 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 4/9 dal campo, +9. Buon attacco iniziale poi si perde nella schiera degli attaccanti a vuoto. Bello il rim-glass 3 del primo tempo sparato da sinistra, di pari passo, buon impegno difensivo. Brutto passaggio volante ravvicinato per Biyombo e conseguente palla persa.

Coach James Borrego: 6

Primo tempo buono, secondo tempo fuori ritmo e senza tanti schemi.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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