Game 35 – Charlotte Hornets @ Minnesota Timberwolves 135-102

Intro

Gli Hornets si avventuranonelle foreste del nord dove brancolano nel buio i Lupi del Minnesota.

Charlotte sta vivendo un momento altalenante: alterna una vittoria a una sconfitta da nove partite, a regola dovrebbe arrivare una vittoria per tenere fede a questo strano trend e per mantenere accese le speranze di playoff.

Vincere a Minneapolis non pare l’impresa della vita poiché i simpatici Wolves hanno appena cambiato allenatore e non se la passano bene ma gli Hornets hanno qualche infortunato che sperano di recuperare per questa partita e soprattutto passano da finali corpo a corpo nei quali riescono a battere miracolosamente chiunque a partite dove la difesa scompare e tra sé e gli altri team si fa il vuoto, in senso negativo.

Mi viene in mente (sarà un po’ pop culture) – essendo il più naturalistico logo della NBA quello dei T.Wolves – una scena di Street Fighter quando Ryu, in allenamento sotto una cascata, cercando di migliorare il proprio hadoken esclama: “Riporta tutto al niente”…

Gli Hornets dovranno cercare di dimenticare gli errori difensivi individuali (per quelli imputabili al sistema di gioco dovrà pensarci il coach), concentrarsi perché non accadano più e cercare una vittoria che non porti a un finale nel quale i nostri debbano consumare il “satsui no hado”, il diabolico potere che riemerge nel Ryu che vuole vincere a ogni costo.

Una vittoria senza heartbreak non arriva dall’otto febbraio contro Houston.

Sarà l’ultima uscita prima dell’All-Star Game e i Calabroni cercano un 3-3 nel loro viaggio a Ovest per mantener buona la vittoria strappata a Phoenix.

Analisi

Da Saunders a Finch la situazione – per ora – a Minneapolis sembra esser soltanto peggiorata.

I Timberwolves reggono due quarti poi non c’è partita.

Già il primo tempo era stato ricco di errori banali individuali da ambo le parti come palle perse e tocchi mancati da sotto piuttosto facili per dei giocatori NBA.

I Lupi hanno perseverato nel terzo quarto a sbagliar molto, Rozier, invece, si è messo a far sul serio trovando la precisione così in un lampo gli Hornets, guidati dal loro numero 3 in versione bomber, si sono allontanati e hanno chiuso una partita in scioltezza per una volta.

Molto bene gli Hornets in difesa e in attacco guidati a inizio partita dal rientrante Hayward, dispiace sinceramente vedere una squadra NBA piuttosto malmessa anche storicamente sebbene sia il presente ciò che conta.

Towns è stato incartato e la squadra non può vivere appoggiandosi solo sul rookie Edwards e sulle sporadiche giocate di Rubio.

Tanti gli errori da sotto dei Lupi poi colpiti sul perimetro.

Lo spagnolo ha chiuso con 20 punti seguito da Edwards con 19 e Towns con 16 pt. e 15 rimbalzi.

14 i punti per Layman ma il bianco si è fermato nel primo tempo e il resto del team si è dimostrato mediocre.

Gli Hornets hanno tirato con il 52,6% dal campo contro il 40,6% avversario, percentuali più nette osservando solo la fetta da tre. 43,6% (17/39) contro il 22,5 dei T.Wolves con 40 tiri tentati…

17-19 i TO, 8-2 le stoppate, meglio anche negli assist con un 33-26 e nelle rubate con un 14-11.

60-51 a rimbalzo, i Lupi vincono nella percentuale ai liberi (76,2% contro l’83,3% ma realizzando un libero in meno).

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Grazie alla classica palla vinta dagli avversari i locali si portavano in vantaggio con Towns che percorrendo la linea di fondo sinistra schiacciava violentemente con Biz colpevole per aver scelto un brutto angolo di copertura.

Charlotte beneficiava del rientro di Hayward in questo inizio match: erano suoi il 2-2, il 4-4, il 6-6 (tiri differenti ma da media distanza) e anche l’8-11 dalla lunetta a 9:10.

Quando Layman in entrata realizzava un two and one per colpa di un timido intervento di Rozier gli Hornets lasciavano la presa difensiva anche se Ball in floater mandava i Calabroni sul -4 (10-14).

Drive facile di Rubio senza difensori che andassero a chiudere, tripla di Rubio sul cambio con Biz in marcatura non eccessiva e a 8:19 era 10-18 con Borrego in time-out.

Al rientro si vedevano solo i Lupi che con una tripla di Edwards si portavano sul +11 (10-21) prima che i calabroni riuscissero a scuotersi dalla loro ibernazione.

Rozier rubava una palla lasciata nell’etere ed Hayward finalizzava rallentando l’appoggio in transizione quindi arrivavano un’entrata di Rozier a ricciolo con appoggio senza opponenti e una bomba di P.J. per il 17-23.

Charlotte riassorbiva completamente lo svantaggio con un floater di Rozier, due FT di Biyombo e un cambio mano di Bridges a 3:35 prima dello scambio di McLaughlin/Rozier in fade-away da due punti a testa.

L’allungo dei Lupi sul 26-30 pareva resistere sulla stoppata di McLaughlin a Ball ma sul proseguimento lo stesso play spingendo Monk oltre la linea di fondo decretava due FT per il 28-30.

Tripla di Nowell, risposta di Ball con l’entrata atletica quindi Cover mancava un facilissimo layup correggendo con palla sul ferro per un’interferenza vistosa che era rilevata dalla terna.

Nel finale Malik inventava dal palleggio dietro la schiena un pull-up 3 e quasi sulla prima sirena batteva anche la marcatura stretta di Nowell con un tiro che andava a sbattere sulla luce gialla per altri tre punti e 36-33, finale di primo quarto con sorpasso in extremis.

Gordon Hayward trascina Charlotte a inizio partita. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

L’inizio del secondo quarto era denso di errori e su un errore di Miles che fuori equilibrio su una transizione cercava il passaggio vantaggioso per l’alley-oop (la palla arrivava a sbattere sul ferro) arrivava il primo canestro: open 3 di Reid frontale per il pari.

Gli Hornets si salvavano dalla pressione avversaria con un passaggio in salto di ball a metà campo fino ad arrivare ad imbastire velocemente un’azione che Bridges chiudeva ai 24 dall’angolo sinistro per il 39-36.

La coppia Reid – McLaughlin trascinava sopra Minnesota di uno, un lungo due dell’altro McDaniels a destra valeva il 39-42 ma Hayward con l’arresto e il giro sul piede perno trovava lo spazio per battere Nowell e Reid perdeva il duello tra numeri 11 con Cody Martin abile a frapporsi tra la corsa del lungo blu e il canestro pescando il jolly dello sfondamento.

Un fallo al limite dei 24 di Towns su Biz regalava al congolese due punti (il tiro sarebbe partito dopo la luce gialla) e un libero (mancato) ma tanto bastava per il sorpasso.

Biyombo si esaltava andando a stoppare nettamente – ai 24 offensivi di Minnesota – Edwards in angolo destro quindi un catch n’shoot di Rozier da tre punti metteva più di un possesso tra le due squadre.

A 5:34 Biyombo si faceva amico il ferro che con i suoi rimbalzi trascinava dentro la palla prima che Biz bloccasse molto bene anche Vanderbilt sulla sinistra del canestro e P.J. in transizione segnasse il suo primo mezzo circus di serata in reverse layup per l’11-0 run interrotto solo da Edwards con l’appoggio nel traffico per il 50-44 a 4:46.

Elbow dalla media di Rozier, risposta da tre di Rubio poi a 3:04 su un tentativo di ripartenza del play spagnolo con palla pompata a metà campo sulla caviglia di P.J., i Lupi prendevano la contro-transizione con lo scontro nel pitturato tra P.J. e Towns che era punito con il terzo fallo del centro di Minneapolis mentre la palla compiva una parabola tesa ed entrava mentre Washington finiva giù.

Circus completato con l’and one prima che Layman dalla destra in entrata mettesse dentro il 55-49.

Cody Martin flottava tra Rubio e i suoi interlocutori mentre il primo provava ad avvantaggiarsi con due tentativi di tiro ma tropo lenti così il numero 11 faceva un figurone stoppando per due volte l’iberico mentre all’attacco ci pensava Hayward che subiva un flagrant one da Vanderbilt: ½ in lunetta, assist per la dunk di P.J. e 58-49.

Layman in infilata segnava da due mancando l’addizionale, Hayward sull’altro fronte arrivava nel pitturato, finta e appoggio oltre tre difensori fuori tempo…

Layman continuava il suo buon primo tempo offensivo con la tripla del 60-54 giungendo a 12 punti ma sull’errore di Rozier, Hayward emergeva su tutti sotto canestro correggendo e i due FT di Edwards a un decimo chiudevano sul 62-56 il primo tempo.

3° quarto:

Il terzo quarto iniziava in maniera ambigua: Rozier zoppicava dopo un TO sotto canestro (chiuso da due uomini) ma Towns andava a commettere il quarto fallo su Hayward.

L’avvicinamento in reverse di Vanderbilt su passaggio di Towns era solo un inganno: i Calabroni volavano imprendibili da tutte le parti provocando confusione nella difesa di Minnesota: Rozier, Rubio e Ball segnavano da tre (73-65), poi ancora Rozier dalla diagonale destra in transizione catapultava l’ennesima bomba e dopo un Rubio fermato da Ball in penetrazione e un miss 3 di Terry, ecco il recupero d P.J. e l’open 3 di Scary che non falliva a 7:41 aumentando il divario a 14 punti (79-65).

Era ancora il nostro numero 3 ad attaccare a tutta velocità il canestro: Nowell nel pitturato non trovava di meglio che il fallo ma Terry alzando in fade-away un difficile tiro aggiungeva tre punti con l’aggiuntivo a 6:49.

Il parzialone Hornets aumentava con l’alley-oop di Bridges e l’alzata di Monk che dalla panchina non facevano rimpiangere i titolari: un 15-0 a cui partecipava anche Biz con stoppata su Edwards.

Rozier dall’angolo chiudeva il 18-0 di parziale Hornets che ormai quasi certi della W si rilassavano concedendo 4 punti agli avversari.

Monk realizzava in floater a 4:07 ma arrivavano altri 5 punti per i blu (93-74) e Borrego non essendo dello stesso avviso del team chiamava un time-out e alle proprie responsabilità difensive i ragazzi facendo ripartir la macchina.

Un alley-oop di Bridges e l’ennesima buona giocata da giocoliere di P.J. chiudevano il quarto sul 98-76.

Rozier attacca. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Minnesota segnava i due punti iniziali con Cover, corto al primo tiro spingendo P.J. che andava fuori a chieder fallo ma sul secondo vedeva l’avversario correggere tutto solo e non arrivar la chiamata.

Washington allora dall’altra parte riusciva ad appoggiare leggermente con la schiena all’indietro in salto e poi calando una tripla diceva che era lui il più forte, non così forte tuttavia in difesa quando cercando di marcare Culver veniva a contatto con la gamba.

I due finivano giù.

Difficile capire se si sia trattato di un problema al ginocchio o alla caviglia per il nostro numero 25 costretto a uscire dal campo (sperando sia cosa non grave).

Gli Hornets senza briglie si scioglievano con la schiacciata di Hayward i due punti di Biz, un paio di triple di Ball.

Agli attacchi vincenti degli Hornets non sempre gli avversari riuscivano a rispondere con la stessa efficacia: tiri mancati anche da sotto e tanto lavoro da fare per il nuovo coach Finch.

Cody martin nel finale saltava Edwards in crossover appoggiando poi stoppava in rimonta Nowell per la gioia del fratello che sull’azione seguente arrivava a colpire da tre punti per il 132-98.

Finiva 135-102 (Monk da tre e Reid da due gli ultimi canestri) con una larga vittoria senza soffrire nel finale contro dei Timberwolves che dovranno migliorare parecchio per agguantare qualche vittoria.

LaMelo Ball: 6,5

19 pt. (7/13), 7 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, +25 in +/-. 4 TO. Il fresco rookie del mese e direi dell’anno se continua così, gioca una partita di contorno arricchita nel finale. Lascia spazio agli altri accendendosi a intermittenza ma arriva a 19 punti senza faticare eccessivamente. Sulla difesa del primo tempo qualcosa da dire ci sarebbe ma prende diversi rimbalzi (6) e migliora progressivamente accendendosi a lampi in attacco. Nel finale pare entrargli quasi tutto con un paio di bombe rapide (una dall’angolo sinistro e una dalla diagonale destra in uno vs uno) notevoli per velocità ed esecuzione. Peccato per le 4 palle perse, un po’ in difficoltà con Rubio all’inizio del match.

Terry Rozier: 8,5

31 pt. (12/21), 3 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate, +23 in +/-. 3 TO. Come la grande onda di Hokusai, dopo un primo tempo discreto, si alza nel terzo quarto e travolge le barche dei poveri pescatori dei Timberwolves sconquassandole a riva. Non so se conoscano Kanagawa a Minneapolis ma nonostante non ci sia il mare, la mareggiata lacustre di “Scary” Terry si abbatte tra triple (6/12 alla fine) e incursioni, inarrestabile trascina i compagni alla vittoria.

Gordon Hayward: 8

23 pt. (10/18), 5 rimbalzi, 9 assist, 5 rubate, +30 in +/-. 2 TO. Percorrendo le autostrade del Minnesota potreste trovarci anche un Hayward Chevrolet a viaggiarvici sopra. Le sue scorribande con sgommata di partenza e i perfetti arresti determinano tutti i primi punti degli Hornets che si avvantaggiano (vero P.J.?) anche sui suoi assist. Recupera e ruba… unico neo: le triple mancate fuori dal suo range (0/6). Non è la prima volta che gli capita. Va un po’ in striscia ed è interessante notare come il dato da due dica 10/12… Da fuori è negativa ma tutto il resto è positivo, dalle imprendibili (o quasi) incursioni alla regia è un rientro che pesa.

P.J. Washington: 7,5

16 pt. (6/12), 9 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +21 in +/-. 1 TO. Sfiora la doppia doppia ma la sua uscita prematura non la consente. Non c resta che sperare che l’infortunio (caviglia o ginocchio mi sembrano le ipotesi più plausibili) non sia grave e attendere il suo rientro dopo l’All-Star Game, pausa provvidenziale vista la lista di TO dei Calabroni nell’ultimo periodo. Per ciò che concerne la partita pare in stato di grazia con un reverse layup, un mezzo circus shot più and one sbattendo su Edwards ma anche altre due incursioni al ferro gli garantiscono un appoggio acrobatico e una schiacciata aggressiva. Nelle partite con squadre dalle difese non forti riesce a far la differenza ultimamente se gioca anche andando sotto canestro.

Bismack Biyombo: 7

8 pt. (3/3), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 2 stoppate, +23 in +/-. 1 TO in 29:13. Inizio preoccupante quando concede la linea di fondo a Towns per la schiacciata facile e poi nell’uno contro uno soffre ma pian piano prende quota fermando Vanderbilt ed Edwards in pulitissime stoppate ma anche sul fronte offensivo riesce a essere quasi perfetto mancando solo un libero dei tre (pare esser migliorato recentemente). Garantisce quella tenuta difensiva che serviva agli Hornets. A inizio gara il preoccupante schema offensivo è: Palla in mano a Biz che alto gira su sé stesso cercando il passaggio o il compagno per l’hand-off e blocco contemporaneo. In qualche caso funziona grazie alla bravura degli interpreti.

Miles Bridges: 7

13 pt. (5/7), 10 rimbalzi, 5 assist, 2 stoppate, +26 in +/-. 1 TO. Doppia doppia per Miles in 29:12. Prezioso a rimbalzo e in costruzione di gioco come in difesa dove spende tre falli e chiude con due stoppate, se lo vediamo volare alto per i suoi alley-oop che contribuiscono a creare il divario, magari, nonostante l’energia posta su parquet la parte difensiva rimane più oscura ma altrettanto preziosa. Tanti punti di rottura sbagliando poco. Arrivano da fuori i suoi errori (1/3 oltre l’arco).

Malik Monk: 6,5

18 pt. (5/13), 2 rimbalzi, 2 assist, +13 in +/-. 5 TO. In 25:33 tenta 7 volte la tripla mandandola a bersaglio 3 volte (una proprio ai titoli di coda). E’ quello che si definisce un professional scorer. Indubbiamente importanti i suoi punti ma sul piano della manovra c’è meno. Discrete rifiniture nella notte con un paio di belle alzate andando a sporcarsi nel “paint” ma le imprecisioni da TO (troppe) gli costano mezzo voto in meno.

Caleb Martin: 6

3 pt. (1/3), 4 rimbalzi, -4 in +/- in 5:59. Una bomba dalla diagonale sinistra sul proseguimento dell’azione che ha visto il fratello stoppare Nowell. Un paio di errori e tanti rimbalzi nel garbage time.

Jalen McDaniels: 6

2 pt. (1/3), 1 rimbalzo, -4 in +/- in 5:43. Solo garbage time per lui che sbaglia un paio di tiri ma sulla stessa azione riprende da un errore e segna con una parabola dolce da distanza non proibitiva. Sufficienza politica.

Cody Martin: 7

2 pt. (1/4), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 3 stoppate +12 in +/- in 25:48. Come il fratello è abile a flotttare nel pitturato chiudendo davanti al semicerchio così prende uno sfondamento da Reid, poi rifila due stoppate sulla stessa azione a Rubio confermandosi specialista difensivo in serata prezioso con la terza di serata nel finale in rimonta su Nowell. In attacco chiude con soli due punti ma “prestigiosi”ma ciò che conta è stato l’apporto difensivo.

Coach James Borrego: 7

Finalmente la difesa pare più mobile e rapida. Ringraziamo anche le mani un po’ quadrate di qualche interprete dei Timberwolves (Nowell, McDaniels e Culver sugli altri) che da sotto hanno sbagliato tiri facili anche se a volte i nostri hanno messo lo zampino. Doveva vincere, lo fa e con ampio margine. Con i rifiuti di Ball e Bridges per alcune specialità dell’All-Star Game la squadra adesso può riposare una settimana in attesa di riprendere il ciclo composto – finalmente – da tre gare casalinghe da vincere.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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