Game 35: Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 123-99

Intro

Mentre il Covid-19 si ripresenta con la nuova variante Omicron

minacciando di influire nuovamente sulla salute e la qualità della vita delle persone, dall’altra parte genera paradossi con la cifra del nostro tempo ovvero l’illimitatezza del guadagno (vaccinare anche i paesi poveri senza forme di speculazione sulla salute per cercare di uscire realmente dal problema sembra un’utopia), anche la NBA prova a non chiudere benché colpi più o meno duri alle varie squadre vengano assestati dal virus sempre più frequentemente.

A Charlotte P.J. Washington e Miles Bridges sono andati a unirsi a Cody Martin nella lista assenti per Covid-19 (Cody recuperato oggi) nonostante la NBA abbia cambiato il protocollo di recente rendendolo più severo.

Le criticità delle varie squadre ormai sembrano essere parte integrante della NBA degli ultimi anni che deve sopportare oltre la perdita dei soliti infortunati anche chi si ammala per il problema mondiale del momento.

La flessibilità in questo campo quindi sembra essere un’arma importante e Charlotte nell’ultima sfida ha mostrato di poter essere una squadra che, se supportata con tali scelte, dal suo allenatore, sa adattarsi con diversi elementi che possano rendere nonostante la mancanza di pezzi unici (per noi Martin a livello difensivo).

Gli Hornets cercheranno di tornare sopra quota .500 in una partita casalinga che mancava da troppo tempo, in tempi dove l’indifferenza regna, all’Alveare, il calore del pubblico amico forse potrà creare una piccola oasi di felicità momentanea, almeno per noi teal & purple.

Andamento della partita

I quintetti con qualche defezione da ambo le parti.

Partenza a razzo di Charlotte che segnava da tre con Hayward, stoppava Nwaba grazie a Plumlee e replicava da fuori con McDaniels sulla destra per il 6-0.

A 10:14 arrivavano i primi tre punti di Houston con Wood da fuori ma McDaniels con un’entrata ritmata uno contro uno alzava al vetro per l’8-3 e da fuori giungeva a 9:34 per mano di uno step-back di Rozier.

Il promettente avvio di Charlotte si arrestava di fronte alle triple avversarie: Gordon segnava la prima e nonostante Plumlee strappasse un rimbalzo offensivo e Ball agevolasse il mumbo al vetro di McDaniels, ecco il deep 3 di Brooks e la bomba dalla diagonale sinistra di Nwaba per il 13-12.

Steal e transizione di Rozier con servizio per appoggio elegante di Plumlee passaggio di McDaniels per il semi-gancio verticale di Mason (17-13) ma Wood in schiacciata e Nwaba portavano al pari i texani (17-17).

Gordon a 5.45 portava sopra gli ospiti con un 2+1 (Ball foul) ma LaMelo stesso dal corner destro catapultava il macigno del nuovo equilibrio sulla doppia decina.

Ancora Gordon dalla lunetta per il 20-22 ripreso da un funky dribble di Rozier a elastico che depistava un paio di difensori per arrivare al vetro indisturbato,gli Hornets continuavano il trend all’inseguimento ravvicinato dopo un ½ di martin dalla lunetta finché Oubre Jr. andava prima da solo in sottomano destro per pescare il pari a quota 27 per poi (sulla palla murata da Hayward a Christopher) segnare il 29-27.

Schiacciata di Richards nell’ultimo minuto, risposta di Nix in fast break tutto so ma Oubre Jr. con una steal su Christopher batteva la luce rossa sulla sirena per il 33-29 di primo quarto.

Le basse percentuali di Charlotte in avvio secondo quarto invitavano i Razzi a recuperare nonostante un dai e vai tra Hayward e Plumlee funzionasse bene con la finta in corsa di Gordon che invece di andare verso l’esterno tagliava verso il centro finendo per schiacciare.

La panchina Rockets, Sengun e due volte Garba, portava al ari la squadra di Silas e anche se Plumlee a 9:40 splittando due FT restituiva il vantaggio (36-35), dopo Oubre al vetro ecco Queen che sfruttava un blocking di Ish davanti al semicerchio per pareggiare dalla linea con l’addizionale (38-38).

Catch n’shoot frontale di Hayward servito da Smith e due punti da rimbalzo per Theis a 7:37.

Dopo il time-out gli Hornets volgevano il finale di tempo a proprio favore con un parziale da 23-10 nel quale spiccavano – intervallate- tre diverse reverse dunk di Plumlee (la prima in alley-ooop servita da LaMelo), 5 punti consecutivi di Ball (entrata e deep 3 per il 48-40) seguiti uno scambio di Rozier veloce sulla sinistra con blocco di Mason per la tripla di T-Ro e su passaggio teso di Gordon deviato ecco il nostro centro completare il suo ottimo primo tempo con l’appoggio da sotto volante sulla sirena: 64-50 al termine dei primi 24 minuti.

Mason Plumlee. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

13 punti (6/6), 7 rimbalzi, 3 stoppate, 2 rubate e 3 assist per un Mason raggiunto nei punti da Ball.

Hornets al 53,1% al tiro contro il 43,2% avversario con un 19-10 negli assist, un 7-3 nelle rubate e 8 palle perse contro le 12 del team di Silas che rimaneva sopra a rimbalzo 25-28 ma non era abbastanza.

Ripresa con partenza buona per Wood in appoggio al vetro ma Charlotte replicava con 5 punti consecutivi di Rozier quindi a 9:40 Ball segnava da tre approfittando della difesa avversaria troppo rilassata e Rozier alzava per Plumlee l’alley-oop facile da fast break per il 74-54 a 9:17.

Cinque punti consecutivi di Gordon mandavano Borrego in time-out a 6:55 sul 76-61 ma già dal retropassaggio liftato di Ball partivano tre punti frontali dai polpastrelli di McDaniels aiutato da Ball stesso con un’altra granata mentre Rozier completava con ben altri tre dardi la saga delle triple dei Calabroni (una anche di Oubre nel mezzo) per arrivare a 12 dalla fine sul 96-70.

Per portare in porto il match bastava poco anche se Queen infilava qualche tripla, Ish a 6:30 segnava da fuori e McDaniels produceva qualche punto fino all’ennesima dime arrivata in velocità da Smith per la jam facile del giamaicano Richards.

Con al bench sul parquet arrivavano punti anche da Bouknight e due nel finale di Jones con la difesa dei Rockets ormai inesistente.

123-99 e pubblico dello Spectrum Center (pieno) felice.

Terry Rozier al tiro. Ottima serata per lui. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Vittoria facile.

I Rockets che hanno qualche assenza come noi, tengono un quarto e mezzo poi a Charlotte basta stringere un po’ le maglie così quando il tiro della squadra di Silas cala in percentuale i ragazzi di Borrego cominciano a scavare un divario che sotto la pioggia di bombe del terzo quarto si fa irrecuperabile per i Razzi.

53,4% contro 41,4,% finale nel FG% (43,9% Vs 32,6% da 3), 33-20 negli assist, 13-8 nelle steal e 15-21 nei TO i capisaldi del match sui quali fare affidamento nonostante il 47-54 a rimbalzo.

Buon gioco di passaggi, interni ed esterni per Charlotte che switcha bene e vede ritrovarsi anche un Plumlee bravo in attacco e difesa a tenere a bada anche Wood (16 punti e 9 rimbalzi), gli stessi pt. di Gordon.

A seguire Brooks e Nix con 11 a testa ma il miglior marcatore dei Rockets – sfruttando il finale e la sua mano da fuori (4/10) è stato Queen con 17 punti.

Niente passi falsi degli Hornets quindi che tornano sopra quota .500 a .514, ottava piazza a un passo da Washington.

LaMelo Ball: 7

16 pt. (6/12), 5 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate. 4/7 da fuori buono anche se con errori larghi ma è sugli assist di qualità che offre il meglio come ad esempio una drive sula linea di fondo con scarico rapido in angolo per Rozier, l’alzata per Plumlee o il retropassaggio per McDaniels da tre in open. Ha un piccolo momento di difficoltà nel primo tempo quando si fa soffiare anche un pallone ma si riprende bene.

Terry Rozier: 8

27 pt. (10/17), 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, +23 in plus/minus. 7/12 da tre punti che fa la differenza costruendo da solo, assistito (ricambia con 5 dime) in catch n’shoot o andando a giocare negli angoli per soluzioni ibride. Cerca di dar fastidio anche in difesa.

Gordon Hayward: 6,5

10 pt. (4/7), 3 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate, 3 TO. Qualche TO, uno per fallo offensivo non inficiano sulla sua discreta prestazione composta da steal, assist e qualche punto, belli i due in chiacciata dopo il dai e vai con Plumlee grazie al cambio direzione senza palla. Inaugura la partita con una tripla poi ci riprova e sbaglia. Si acquieta un po’ lasciando ai compagni la finalizzazione.

Jalen McDaniels: 6,5

16 pt. (6/12), 3 rimbalzi, 3 assist, 3 TO. Anche per lui qualche palla persa ma buoni punti nelle mani (tripla servita da Ball da posizione frontale scagliata anch’essa senza remore) e punti nel finale per lui che in serata parte titolare per l’assenza di Bridges. Ultimamente risulta più convincente.

Mason Plumlee: 8,5

15 pt. (7/7), 9 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 3 stoppate, +14 in +/-. Perfetto dal campo con un primo tempo superlativo chiuso da ben tre reverse dunk (una in alley-oop), tre stoppate (partendo con Nwaba per finir con Theis) e un canestro volante allo scadere, “l’uomo con una pettinatura sulla quale affidamento”, come lo chiama mio fratello, vive una buonissima serata dando fastidio sotto le plance, limitando Wood e facendo di tutto un po’. Non gioca il finale o sarebbe arrivato in doppia doppia lui che è arrivato al season high.

Kelly Oubre Jr.: 6,5

18 pt. (6/12), 3 rimbalzi, 2 rubate. Meglio quando gioca da esterno che si porta all’interno in penetrazione. Da lì è valido mostrando soluzioni, da fuori l’1/7 dice che non è molto preciso ma piace la personalità per l’entrata.

Ish Smith: 6,5

3 pt. (1/5), 3 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. Male nel fai da te al tiro, bene quando distribuisce assist veloci dei quali Richards è spesso beneficiario. Tripla nell’ultimo quarto per evitare sorprese.

Cody Martin: 6

1 pt. (0/5), 4 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, +19 in 22:20. Recuperato, rientra dal protocollo di sicurezza con poca mano finendo a un solo punto frutto di un paio di liberi mentre dal campo è solamente errore. Meglio in difesa.

James Bouknight: 6,5

5 pt. (2/4), 1 rimbalzo, 1 assist in 5:10. Pochi minuti per lui ma ha confidenza e prende sue ottime iniziative che lo portano a realizzare un paio di canestri nel finale staccandosi da un Theis demoralizzato.

Kai Jones: 6

2 pt. (1/1), 1 rimbalzo, 1 TO in 2:52. Canestro facilissimo, rimbalzo in mano nel garbage time.

J.T. Thor: 6

2 pt. (0/1), 1 rimbalzo in 3:45. Manca una tripla ma guadagna due FT andando a sfruttare il suo fisico in entrata. Li segna, al prossimo scampolo.

Nick Richards: 6,5

8 pt. (4/5), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata in 16:16. Destinatario delle letterine di Smith con il quale forma un buon tandem, schiaccia tutto ciò che può e blocca Garuba ne finale. Peccato per i rimbalzi mancanti.

Coach James Borrego: 6,5

Fila tutto liscio dopo il sui time-out nel secondo quarto che scava la differenza con un po’ di difesa in più, triple con il suo stile che ammazzano la partita ma non solo, anche un miglior gioco interno consente a Charlotte di allungare il campo. Diventa facile anche con le due assenze con buoni collegamenti.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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