Game 38: Charlotte Hornets @ Denver Nuggets 111-123

Intro

Diversi miti hanno in passato hanno messo in connessione la Terra e il cielo tramite una montagna, spesso inaccessibile e impervia dove spesso vivevano gli Dei come nel caso dell’Olimpo greco oppure come nel caso del Monte Tabor per gli ebrei che in realtà è una semplice collina di 588 mt. Mentre in taluni casi per elevarsi dal suolo costruivano strutture e piramidi come gli egizi e i Maya.

In vetta all’Ovest, abbastanza inaspettatamente c’è proprio Denver che è anche la città con il maggior dislivello sul mare.

Con i suoi 1609 metri la Miles High City non ha paragoni, segue Salt Lake City con i suoi 188 metri mentre Charlotte è settima con i suoi 229 metri sul livello del mare.

Stranamente, per pura coincidenza è anche la posizione in classifica di partenza prima del match a Est dei Calabroni, una posizione traballante perché s’inaugurava una serie di sei trasferte a Ovest in uno scontro tra Dei e mortali, due dei quali risultavano infortunati (Lamb e Zeller).

Ecco il road tour di Charlotte a Ovest.

Domani saremo a Phoenix una tappa fondamentale dopo l’improba sfida della notte.

La partita in breve

Charlotte resiste tra alti e bassi per tre quarti nonostante nel primo quarto si concedano troppi rimbalzi offensivi a Denver che li usa con Jokic in particolare per avvantaggiarsi in punti da seconde possibilità in quel che sarà un fattore per Denver.

Sul 26 pari Millsap segnando gli ultimi 5 punti di quarto portava sul 26-31 la gara.

Charlotte però controllava meglio i tabelloni nel secondo quarto e rimontava sino al -2 (56-58) che portava le squadre all’intervallo.

Nella ripresa dopo 15 secondi Charlotte sorpassava con Williams da tre punti e Biz in stoppata su Murray conservava ma lo stesso attaccante con una tripla innescava una serie di saliscendi nel punteggio fino al finale nel quale Charlotte prendeva ancora 5 punti di distacco con una piccola recriminazione per un fallo di Millsap (furbo a infilare la mano sotto il braccio di Monk in entrata favorendo la palla persa) prima del proprio canestro.

A inizio ultimo quarto Denver risolveva la partita grazie alle triple di Morris (2) e all’inframezzo di Plumlee in schiacciata.

La pressione difensiva portava spesso di uomini di Michael Malone recuperar palla o a render difficile la vita di Charlotte che aveva un sussulto dopo esser piombata sul -10 con un paio di canestri ma due triple (Lyles e Millsap) davano il vantaggio definitivo alla squadra del Pepsi Center che conservava quei punti sino a fine gara con Jokic sopra le righe nel finale ad aumentare il proprio bottino in uno scontro dove gli uomini mortali hanno ben figurato ma hanno dovuto arrendersi per mancanza di mezzi.

17-7 i TO, troppe le palle perse da Charlotte che ha regalato fast break semplici agli avversari, 12-17 per Denver a rimbalzo offensivo, regno di Jokic che finirà con 39 pt. (season-high, come il solito riusciamo nell’impresa di regalarlo a qualcuno anche se nel caso non è uno sconosciuto o semisconosciuto uscito dalla panchina), 12 rimbalzi e 6 assist (16/29 al tiro) aiutato dalla coppia Millsap/Harris con 18 e 17 punti rispettivamente.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Biz lanciato tra i titolari perdeva la palla a due con Plumlee ma Denver, pur liberando con due passaggi veloci il fratello di Hernangomez, sbagliava il tiro da fuori ma in attacco Biz, servito dentro da Kemba, era stoppato e scippato della palla al contempo da Plumelle così dall’altra parte Craig dall’angolo destro spediva dentro i primi te punti della partita.

Walker, memore del risultato precedente fintava su un blocco per tornare sui suoi passi a sparare da tre per pareggiare poi Biz veleggiava oltre il difensore in area appoggiando il 5-3 mentre dopo una palla rubata da Williams sul tentativo d’anticipo a Jokic riuscito, la nostra PF sotto canestro tutta sola mandava fuori la sfera non controllandola a 10:08.

Craig pareggiava da sotto ma Biz rollando sul passaggio verticale di Graham segnava comodamente il 7-5.

Plumlee puniva il raddoppio di Biz su Craig che passava corto dentro per il centro bianco e Plumlee con un open 3 sull’inutile uscita di Marvin portava sul +3 i locali.

Kemba era velocissimo a presentarsi sulla linea dei tre punti e a metter dentro grazie a una flipperata tra ferri ma con un piede sulla linea il tiro valeva solamente due punti.

A 7:46 il tiro di Murray con altra uscita inutile di Williams, invece, valeva tre punti tuttavia Charlotte reagendo con due FT a segno di Walker e un altro passaggio lob di Graham per il taglio dentro di Williams (buco continuo della difesa di Denver intorno a canestro) ritrovava la parità a quota 13.

Denver ripartiva con 4 punti di Jokic dopo il time-out, Charlotte si arrangiava con il secondo tentativo di Batum da tre che si rifaceva dopo l’open precedentemente fallito e a 4:50 l’energico coast to coast chiuso in sottomano da MKG portava avanti Charlotte che allungava con lo scarico di MKG per Biz che dal mid range destro dalle parti della linea di fondo metteva dentro il jumper del 20-17.

A 4:06 l’uscita dal parquet di Biz per Willy e l’ingresso di Monk erano una sciagura annunciata poiché Monk perdeva palla con un brutto passaggio, Jokic segnava e ancora Monk cercando di liberarsi in palleggio sulla linea di fondo finiva per pestare la linea commettendo il secondo TO.

Willy si intrometteva in un rimbalzo difensivo comodo a due mandando fuori la palla e sulla rimessa Harris segnava facilmente per andare poi a rubar palla allo spagnolo e segnare da tre punti il 20-24…

Su un potenziale assist fornito da Parker Willy recuperava due liberi che metteva dentro ma Millsap con una driving fing and roll un po’ fortunata oltre MKG riportava il margine a 4 punti tuttavia l’ingresso positivo a livello di prestazione di MKG continuava con un hook in area a battere i difensori in divisa blu.

Millsap mancava il tiro contro MKG che pareggiava successivamente dalla lunetta (26-26).

A fare la differenza nel primo quarto però era un parziale di 5-0 Nuggets tutto firmato Millsap con un gioco da tre punti e altri due punti che chiudevano il quarto sul 26-31.

Malik Monk dopo il leggero problema alla caviglia contro Dallas è rientrato a Denver con un pessimo inizio per poi salire di tono e regalare alcune perle durante la partita. Photo: David Zalubowski, AP

2° quarto:

Willy in area dopo 13 secondi scavalcava con un tocco il proprio difensore di quel tanto che bastava per mandare dentro faticosamente la sfera, Bridges in campo prendeva subito il primo rimbalzo difensivo in maniera energica e Williams cercando il passaggio sul lato destro era murato da due difensori Nuggets che tuttavia gli restituivano involontariamente un pallone solo da spinger dentro visto che non rimaneva nessuno tra lui e il canestro.

Dopo due pt. Nuggets il floater di Parker tagliato finiva dentro per il 32-33, Denver mancava due occasioni nonostante l’ottimo salvataggio sulla linea di fondo di Millsap e Charlotte passava avanti con lo scarico arretrato di Parker per Monk il quale sorprendeva in partenza il numero 11 troppo arretrato e decentrato in uscita per andare a decollare a schiacciare a una mano (9:23) laddove nessuno più si azzardava a provare a intercettarlo.

Plumlee metteva dentro una schiacciata morbida oltre Willy ma a 8:44 era ancora Monk in area a procurarsi il contatto per il contro-sorpasso (36-35) prima che un reverse layup di Lyles facesse cambiare ancora squadra leader.

Willy sbagliava un tiro e sull’azione seguente mancava un appoggio abbastanza semplice conquistando il pallone sul proprio rimbalzo ma non otteneva i due tiri sul fallo chiaro del difensore sull’alzata.

Denver ne approfittava per portare un break sul rientro in campo di Kemba che freddo si faceva murare un passaggio sulk quale Williams spendeva un fallo all’ultimo su Craig valutato come flagrant 1.

Craig ne metteva solamente uno ma Jokic sull’extra possesso ne aggiungeva due portando sul +6 le Pepite (36-42) che a 6:22 incassavano due FT da Graham applaudito da Borrego in panca per aver attaccato senza paura il ferro.

Harris da tre dalla diagonale sinistra faceva piombare Charlotte sul -7 ma due falli di Craig in sequenza su Kemba portavano il capitano in bonus per due FT dei quali solo uno finiva dentro.

Sulla pressione difensiva Charlotte riguadagnava palla per il fast break con lancio di Graham per Bridges che indisturbato si esibiva in una windmill.

Harris segnava due punti ma mancava il libero addizionale così a 4:59 su un air-ball di Kemba Biz recuperava palla subendo il goaltending del 43-47.

Vantaggio Nuggets che oscillava intorno ai 5 punti raggiunti e scavalcati da due liberi di Lyles a 4:55 (fallo di Biz), Charlotte si impegnava di più in difesa riequilibrando i rimbalzi ma perdeva di lucidità in lunetta: era il caso di Williams che splittava a 4:46 mentre Kemba in entrata staccava senza ascensore ma altissimo per cercare di colmare il gap ottenendo il 46-49.

Jokic ne metteva dentro due e Charlotte a 4:03 andava in time-out.

A 3:46, su un errore al tiro di Walker era ancora Biz a prodursi in una prodezza dopo aver recuperato il rimbalzo oltre Jokic con una reverse jam bimane su due difensori che otteneva anche il premio bonus FT poi realizzato per il -2…

Batum stoppava Jokic ma sull’azione successiva il duello si concludeva con il fallo del transalpino e due FT splitati dallo slavo.

Biz su passaggio di Graham segnava lo stop and pop e Williams in difesa si lanciava in tuffo sulla metà campo per scivolare sul parquet riuscendo in hip hop style a servire Kemba bravo a forzare la difesa ottenendo a 2:28 i liberi e la parità con l’1/2 (52 pari).

Un fallo contro Graham valeva due punti per Jokic a gioco fermo, Millsap trovato da Jokic schiacciava su MKG il 53-56 ma Batum con il bound pass verticale serviva Graham in taglio per l’appoggio comodo al plexiglass.

Nell’ultimo minuto 2-1 ai liberi per Denver che chiudeva avanti sul 56-58.

3° quarto:

Dopo 15 secondi nella ripresa ecco Charlotte scavalcare nuovamente Denver: assist di Graham per Williams e 59-58 conservato dall’artiglio di Biz in decollo sull’entrata appoggio di Murray ma in attacco Williams si lasciava sfuggire un’altra volta la sfera vedendola finire in rimessa laterale.

Murray si rifaceva segnando da tre punti e Jokic in transizione su un brutto passaggio orizzontale di Kemba segnava dopo aver intercettato palla.

Un altro brutto passaggio (di Biyombo questa volta) non era sfruttato da Denver ma Murray trovava un buco centrale ricevendo un passaggio laterale sul quale l’affiancato Graham non arrivava.

Batum a 9:45 mandava a bersaglio una tripla per dimezzare il -6 (62-65), scarto non riassorbito dal ferro sul tiro da tre di Williams, classico beffardo in & out…

Kemba segnava andando a trovare spazio contro un rognoso Plumlee con un tiro a una mano non sul manuale del perfetto cestista.

Un turnaround di Jokic in area fissava il 64-67 ma dopo l’ennesimo rischio di palla persa Graham in crossover sulla baseline destra percorreva la strada irta di ostacoli oltre il ferro scaricando al volo per Marvin che con una perfetta tripla riagguantava il pareggio a quota 67.

Jokic grazie al rimbalzo offensivo metteva dentro due punti poi toccava a Jokic passare a Plumlee sull’ultimo pass di una triangolazione verticale offensiva che mandava a canestro in schiacciata Plumlee proveniente dalla linea di fondo destra.

A 6:29 la dunk di Biz opponeva ostinata resistenza e a 5:05 Kemba, sull’allargamento di Graham sulla diagonale destra restituendo palla al rookie metteva in banca tre punti che portavano Charlotte sul 72-71.

A 4:50 Craig con l’1/2 a gioco fermo impattava a quota 72, Kemba sparava lungo da tre mentre Jokic con una finta da fermo mandava il difensore in un’altra dimensione segnando poi comodamente.

L’allungo Nuggets arrivava con il quinto assist di Murray per la picconata di Harris da tre punti ma Kemba ancora con un in & out dribble al quale seguiva il rapido pull-up scartava un cioccolatino da due punti per il -3.

Una correzione in transizione di Harris restituiva una manciata di punti di vantaggio alla squadra del Colorado poi la tripla di Batum era replicata da quella dalla top of the key di Jokic a stetto giro di posta a 2:16 (77-82).

Un fallo di Millsap su Monk che in corsa saltando si vedeva rimbalzar addosso la palla (poi oltre la linea di fondo) non era rilevato mentre quello dall’altra parte sull’ex Hawks era visto a 1:31.

Canestro ma libero mancato e se gli arbitri a discrezionalità usavano l’occhio, Monk usava il ginocchio, nella fattispecie quello di Willy che servito dal n°1 respingeva palla proprio sulla linea di corsa di Monk che oltrepassando il ferro dopo aver brillantemente raccolto l’inaspettato involontario passaggio di ritorno si svitava in un bel reverse layup non comodo.

Millsap da due, Willy in area su scarico di Parker, Craig da tre dal lato sinistro nonostante Monk in corsa tentasse il massimo per il close-out e un buzzer beater di Monk da oltre l’arco chiudevano il quarto sull’84-89 ripristinando il -5 del primo quarto.

Denver Nuggets center Nikola Jokic, right, looks to pass the ball as Charlotte Hornets center Bismack Biyombo defends in the second half of an NBA basketball game Saturday, Jan. 5, 2019, in Denver. The Nuggets won 123-110. (AP Photo/David Zalubowski)

4° quarto:

Qualche avvisaglia di difesa non estremamente brillante in alcune situazioni però c’era stata nella seconda parte di quarto ma Charlotte crollava velocemente come ogni tanto le capita, questa volta a inizio ultimo quarto subendo dopo 15 secondi la tripla di Morris aggravata dall’alley-oop di Plumlee a 11:05 e da un’altra bomba di Morris a 10:39… A 10:23 Monk, autore della tripla nel mezzo del marasma iniziale di quarto, replicava in entrata con il salto e il rilascio a una mano svitando l’anca per il perfetto meteorite da eruzione che inceneriva la retina con parabola perfetta ma ai liberi con un 2/2 Morris ristabiliva il divario alla decina di punti (89-99)

Un divario che Charlotte tentava di riportare a una cifra con due FT di Hernangomez e il fade-away dalla baseline destra di Monk in uno contro uno.

A 8:36 la tripla di Lyles gelava Charlotte che sbagliava da fuori con Monk e frastornata incassando anche la bomba di Millsap a 8:08 piombava su un -12 ormai irrecuperabile.

A poco servivano un buon recupero di Marvin e un killer crossover di Kemba che andando in area chiudeva con il tocco perfetto in mezzo a due difensori.

Denver arrivava sul 14-28 nelle second chance con Jokic che esaltatosi nel finale segnava anche punti ormai non più necessari come la tripla del 97-112.

Nel finale per Charlotte una tripla di Williams dalla propria mattonella diagonale sinistra, un 3/3 d i Walker (fallo di Craig in uscita) e un elegante turnaround di Batum a 1:38valevano come fini a sé stessi.

Finiva 111-123 per i Nuggets che pareggiavano così la serie stagionale.

Pagelle

Kemba Walker: 4,5

20 pt., 4 rimbalzi, 3 assist. 6/17 al tiro con un 1/6 da tre dove in serata inizia bene segnando subito poi spara costruendo male e fa cilecca. Potrei sembrar pazzo ad assegnare 4,5 a uno che segna 20 punti ma 7 arrivano dalla lunetta con due errori anche ma la parte grave sono i palloni persi, ben 5 TO che producono punti pesanti per i Nuggets, inoltre sbaglia diversi tiri in situazioni di parità o quasi, eccedento troppo… TO elementari come un passaggio volante bloccato o un passaggio orizzontale lento intercettato da Jokic per la transizione. Segna nel finale con un killer crossover più appoggio in mezzo a due difensori con una delle entrate più atletiche della sua stagione ma è lui a tradire stanotte. Con il miglior Kemba forse avremmo vinto e credo sappia meglio di me che non si può ritener soddisfatto per questa prestazione. Domani c’é Phoenix e come la Fenice forse risorgerà…

Devonte’ Graham: 6

10 pt., 3 rimbalzi, 8 assist. 3/9 al tiro, da migliorare assolutamente anche se nel finale indovina una tripla ma ormai è tardi. Schierato di fianco a Walker è lui il vero playmaker tanto che in poco tempo colleziona tre assist con passaggi verticali per i lunghi che ringraziano per le facili occasioni. Zero TO per uno che porta palla sono da far notare.

Nicolas Batum: 6

11 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 4/6 al tiro. Un solo TO, piuttosto preciso al tiro sugli scarichi mostra una buona meccanica se ha la possibilità di non velocizzare il tiro. Un -9 che indica una difesa non sempre adeguata ma mi piace di più dell’ultima gara, favorisce qualche recupero e in area va a far densità opponendosi agli avversari.

Marvin Williams: 6,5

16 pt., 6 rimbalzi, 3 rubate. 6/15 al tiro con 3/8 da fuori. S’impegna indubbiamente, a 7:42 dell’ultimo quarto gli capita in mano un pallone rimbalzatogli da Parker e lo infila con un miracle shot dalla parabola alta anticipando il cronometro aggressivo sui 24… Poco dopo recupera una palla in difesa e mette ancora una tripla. All’inizio non fa un figurone uscendo sempre lui sui tiratori, generosamente nel finale si spende anche su Jokic ma la differenza di stazza è notevole e da sinistra lo slavo lo batte facilmente. L’emblema dell’impegno però è il recupero in tuffo con scivolata e passaggio a Kemba dopo il rotolamento hip-hop per difender palla. Anche lui incappa in qualche TO (3) ma in campo di plus/minus prende solo un -1…

Bismack Biyombo: 6,5

16 pt., 12 rimbalzi, 2 rubate, 2 stoppate. 7/10 al tiro e 2/3 ai liberi. Non male in attacco per uno che sino a ieri non riusciva a tener in mano la sfera. Messo dentro tra i titolari sulla fiducia per contrastare Jokic non sempre riesce a prender il rimbalzo difensivo, specialmente se deve andare a contrastare anche l’esterno in entrata gli capita di lasciar tempo all’avversario. Finché c’è lui nel primo quarto si ava abbastanza bene nonostante qualche rimbalzo Denver di troppo. Bellissima la schiacciata reverse su due avversari con fallo e libero segnato dopo aver raccattato su palla da un errore di Walker.

Malik Monk: 6,5

16 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Parte male perdendo due palloni poi si fa notare per diverse pregevoli giocate come la dunk stratosferica con partenza da fuori area da zero a 100 in un secondo, il fade-away arrestandosi sulla baseline destra, la tripla buzzer beater sul finire del terzo quarto, la tripla e l’entrata d’anca a inizio ultimo quarto quando tiene per un attimo in partita ancora Charlotte e ci prova anche quando Craig con mt. di vantaggio mette la bomba ma lui salta più in alto che può sul close-out. Con un 6/11 al tiro va riprendendosi dopo il brutto avvio partita.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

7 pt., 5 rimbalzi, 2 rimbalzi. Un po’ al contrario di Monk. Bella partenza con difesa efficace, un bel gancetto oltre la difesa, un coast to coast energico che completa il 2/4 al tiro e i due liberi del momentaneo pareggio ma poi fatica un po’ commettendo un fallo nel finale un po’ gratuito simbolo della fatica che lo porta al -10 di plus/minus in 16:03 per lui.

Miles Bridges: 6

2 pt., 1 rimbalzo. 12 minuti prendendo un -6. Bella la schiacciata windmill in solitaria ma poi più nulla se non un rimbalzo atletico ma comodo poco dopo il suo ingresso in campo.

Tony Parker: 5

2 pt., 1 rimbalzi, 3 assist. Anche lui sui 16 minuti trova un certo feeling con Hernangomez per lo scambio. Prova qualche entrata ma a volte deve scaricare, per il resto tre palle perse sono troppe. Non cambia il ritmo e in difesa non è tra i migliori in chiusura.

Willy Hernangomez: 4,5

10 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 3/7 al tiro ma anche lui come Kemba è disastroso. Va a buttar fuori un pallone nelle nostre mani, prende il canestro in faccia subito dopo e arriva in doppia cifra con i liberi (4/4) che segna tutti. La presenza difensiva però latita nei 15 in campo.

Coach James Borrego: 6

Squadra che gioca una partita intensa ma viste le sproporzioni di forza deve cedere facendo ammenda di qualche passaggio di troppo esagerato dei singoli anche se questo rivela il lato oscuro del tentativo di costruire un gioco attraverso una rete di passaggi, aspetto che si era perso in qualche partita. Prova con Biz a limitare il fisico di Jokic ed è la miglior idea che possa avere perché non abbiamo altro a disposizione poiché Zeller operatosi al metacarpo ne avrà dalle 4 alle 6 settimane.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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