Game 41 – Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 98-125

Intro

Gli Charlotte Hornets rimangono a Los Angeles, sponda Clippers.

Se per tradizione e storia le W degli Hornets con i gialloviola sono sempre state avare, con i Clippers si è vinto parecchio, tanto che la prima vittoria ufficiale della franchigia fu ottenuta proprio contro i Velieri.

Quei Clippers anni ’90 furono una squadra spesso in disarmo, indicata come atavicamente incapace di uscire dalle proprie secche e invece negli ultimi anni la tendenza si è invertita tanto che nostro malgrado la squadra di MJ sta facendo da cartina tornasole al buon momento avversario che da quando è risorta l’identità Hornets a Charlotte ci hanno battuto dieci volte su undici partite.

Quale debba essere il mantra (parola sacra adattata agli usi e costumi occidentali con altri significati dall’etimo in sanscrito come “lo strumento del pensiero”, influenza mens in latino, mind in inglese e αὐτόματος/autòmatos in greco che significa anche ‘volontario, di proprio impulso’, “quindi un qualcosa che agisce per azione del suo stesso pensiero”) degli Hornets è facile dirsi.

Contro squadre superiori tutti dovranno aiutarsi, girare a 1.000 in difesa e in attacco dove mi permetterei umilmente di consigliare sicure (senza eccedere in eccentrici passaggi) drive and kick per muovere la difesa avversaria.

Se il mantra in antichità era la classica invocazione per ottenere qualcosa dagli dei, gli Hornets, senza ipocrisie, oggi avrebbero bisogno di recitarne uno poiché dai tempi nei quali battevamo con regolarità i Clippers oggi accade il contrario.

10-1 pro Clippers nelle ultime 11 partite, la squadra più ostica da quando siamo riaffiorati come Calabroni a Charlotte, per spezzare l’incubo servirà una gran prestazione.

Analisi

Nella partita che non c’è, nonostante le dichiarazioni sulla possibilità di competere, gli Hornets dimostrano sul parquet che non possono ancora farlo.

I Clippers si sono subitaneamente involati con la squadra del North Carolina incapace di mantenere il passo.

Se Edoardo Bennato cercava l’impossibile nel suo toccante pezzo (“L’isola che non c’è), gli Hornets dovrebbero prendere per buona l’ultima parte di una sua strofa, ovvero non rinunciare anche di fronte all’impossibile perché arrendersi adesso sarebbe ancora più pazzo.

Per tornare con qualcosa di buono in mano bisognerebbe vincere le prossime due partite in Texas con il minimo sindacale fissato con un’eventuale W a Houston.

Nella notte c’è poco da dire: oltre la beffa di vedere gli Hawks passare sul cadavere dei Lakers con LeBron a terra e fuori dai giochi dopo una decina di minuti per una distorsione alla caviglia che lo terrà fuori a un tempo indefinito al momento, ecco Charlotte perdere Zeller per una borsite alla spalla prima della palla a due, P.J. Washington subire una leggera distorsione alla caviglia (rimarrà comunque in campo), Ball subire un colpo alla mano che lo porterà a giocare dolorante per il resto della partita e Rozier uscire per un problema all’anca sinistra.

Oltre la quasi scontata L a preoccupare ora sono le condizioni di ben quattro titolari che non paiono gravissime ma saranno comunque fastidiose dovessero perdere qualche partita con la situazione di Ball che personalmente mi preoccupa di più.

Ciliegina sulla torta, Batum si è rimesso a giocare a basket per dispetto.

Certo, non fa grandissime cose ma prende qualche iniziativa, difende e da fastidio.

Tra le piaghe dei Calabroni Batum è sicuramente quella che negli anni ha causato più danni e ancora ne sta creando visto il suo ultimo anno di contratto con Charlotte pagato da MJ per i prossimi tre anni.

Prestazione deludente da parte di quasi ogni singolo finché la partita ha contato con passi indietro nella costruzione del gioco, negli automatismi, mentre la nostra difesa tieni su bassi livelli standard.

Clippers perfetti dalla lunetta con un 23/23 a testimoniare come le percentuali al tiro abbiano inciso enormemente sulla partita (ovviamente i LAC hanno disputato una partita molto buona difensivamente costringendo Charlotte a qualche tiro non semplice).

21 pt. e 10 assist per George, 17 pt. per Leonard, 16 per Mann, 15 per L. Williams, 13 per Marcus Morris, 11 per l’ex dormiente Batum, 10 per Zubac.

Affido alla grafica i restanti dati:

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Lo scambio delle prime due azioni avveniva con l’artiglieria a distanza ma Rozier era impreciso mentre George ai 24 faceva centro.

Ball intercettava un passaggio di Zubac in difesa e Biyombo, su passaggio di Hayward, faceva cesto in schiacciata per i primi due punti Hornets.

I Clippers segnavano a ripetizione: turnaround di Morris nel pitturato su Hayward e nonostante George fosse stoppato alto dall’aiuto di P.J: dalla rimessa dal fondo arrivava la jam dello stesso giocatore per il 2-7 mentre per Jackson era buono il tiro da oltre l’arco.

Sul 2-10 i Calabroni mettevano la bomba con Rozier dalla sinistra prima di non riuscire a contenere una veloce penetrazione di Jackson.

Rozier trovava il modo in penetrazione di distribuire palla a Biyombo per l’appoggio e dopo due punti di Zubac ravvicinati ecco arrivare il -4 (10-14) grazie alla bomba di Hayward che usava bene le gambe.

Gli Hornets però non riuscivano a contenere gli attacchi dei Clippers, specificatamente da oltre l’arco, laddove il miscuglio tra la buona mano del team losangelino e l’incapacità difensiva del team di Borrego si combinavano così George da tre realizzava il 10-19 e anche se Ball realizzava i primi due pt. in floater (12-21), Marcus Morris dalla diagonale sx infilava un’altra tripla a 5:05, George da fermo batteva Hayward con l’ennesima granata a 4:38 e i Velieri con il vento in poppa si involavano continuando con George bravo a battere nel pitturato anche il neo-entrato Cody Martin quindi entrava Batum ma non aveva fortuna da tre mentre Graham con la bomba in catch n’shoot da sinistra finalmente spezzava l’avanzata locale (17-28).

Non c’era molta storia: Batum sbagliava ancora ma Leonard con il rimbalzo offensivo portava a casa altri due punti e Lou Williams con la finta trovava Miles in close-out falloso.

Tre liberi a segno prima che Monk restituisse tre punti a mezzo tripla ma Batum con un tiro timido al primo ferro vedeva la palla scavalcare la barriera arancio per infilarsi.

Messaggio che gli dei dei basket non erano con la squadra più debole che soffriva di un 71,4% al tiro di LAC nel primo quarto chiuso sul -16 (21-37).

Biyombo a inizio partita schiaccia su Zubac. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlote Hornets.

2° quarto:

Il secondo quarto, con la panchina in campo, andava leggermente meglio: Patterson la metteva dentro subito senza problemi ma Graham rispondeva da tre a 11:00 quindi a Patterson rispondeva P.J. in autocorrezione prima che Lou Williams facesse la medesima cosa sul fronte opposto per il 26-45 a 9:17.

A 9:17 si entrava in time-out con P.J. zoppicante per una leggera “distorsione”alla caviglia.

Lou Williams a 8:39 con un’altra finta faceva cascare nella trappola dell’attrazione gravitazionale anche Ball per poi cercare il contatto e battere tre perfetti FT.

L’alley-oop di Leonard da passaggio arrivato per mano di P. George dalle profondità del parquet arrotondava il punteggio sul 30-50.

La risposta Hornets arrivava con un parziale di 7-2 con canestro di LaMelo in entrata, tripla di Bridges e due FT di Ball per il 37-52 passando così dal -20 al -15.

Agli Hornets mancava anche il rimbalzo difensivo e così su una second chance, George non falliva la seconda tripla tentata (38-57).

Buon gancio in salto per Biyombo sul pick and roll con Graham per il 40-59 ma il divario si aggirava sempre sulla ventina di punti risultando piuttosto deprimente anche per la partita stessa, se poi gli arbitri ignoravano il fallo di Jackson su P.J., raddoppiato in entrata (anche Borrego se ne lamentava vistosamente) allora si andava a far morire una partita già decisa dopo 12 minuti.

Il quarto si chiudeva con la tripla di George a :01.4 a fotografare il divario tra i due team divisi da 22 punti (44-66) prima di entrare negli spogliatoi.

Qualche TO di troppo per Charlotte irretita dalla difesa ospite con Hayward unico Calabrone sopra i 10 pt. (11).

3° quarto:

Inizio quarto con tripla di Morris da sinistra, palla persa di Hayward sulla pressione di Leonard che i involava facilmente in coast to coast per la dunk a un mano.

44-71…

Ball, con un dolore alla mano destra trovava comunque il modo in entrata con lo spin di appoggiare subendo il contatto con Jackson: two and one e 47-71.

Rozier mancava due triple consecutive ma recuperava i rimbalzi offensivi servendo sul lato opposto Hayward che al contrario infilava da oltre l’arco il 50-71.

Morris e Rozier incrementavano il punteggio con il tiro da fuori ma dal -21 si giungeva al -26 con due FT di Zubac seguiti dalla dunk dello stesso centro (57-83).

Notte fonda quando Rozier tirava storto da tre e mancava un tiro dal pitturato con nel mezzo un two and one di Leonard.

Sul 57-86 Graham trovava Miles abile a realizzare da tre, tiro replicato poco più tardi per il 63-86 prima che Zubac fosse stoppato da P.J.

La terna assegnava un fallo contro P.J. Washington ma Borrego con il challenge ribaltava la situazione ripristinando la verità per dare morale alla squadra oltre che un minimo di “giustizia” al gesto atletico del nostro centro adattato.

Bridges infilava ancora un paio di bombe (a 2:07 valeva il 69-92) prima di esaltarsi in altissimo alley-oop a una mano a 1:45.

Williams e Hayward andavano da soli a realizzare il tiro da due quindi da un palleggio troppo confidente di Hayward, Leonard portava a casa palla e Mann realizzava ma lo stesso tricotico player si impastava sconsigliatissimamente su Graham impegnato in una tripla da casa sua.

3/3 a :10.3 e quarto chiuso sul 76-98.

4° quarto:

Nell’ultimo quarto si registravano la schiacciata morbida con fallo di Monk sull’odioso Batum che si impegnava anche successivamente in un recupero offensivo per favorire la schiacciata di Mann per mostrare come a Charlotte ormai stesse rubando lo stipendio (e lo fa ancora visti i più di 9 milioni all’anno che MJ gli foraggia).

I Clippers salivano con Mann anche sul +30 con la nostra panchina in campo (87-117) che vedeva McDaniels fare buone cose e nel finale, nonostante un paio di colpi di cannone sparati da Kennard appena entrato si chiudeva sul 98-125.

LaMelo Ball: 6

13 pt. (4/12), 5 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, -18 in +/-. 1 TO, 4 PF in 21:47. A inizio partita intercetta tre palloni con perfetto posizionamento tra le linee ma è un po’ egoista in attacco tanto da tentare un’entrata impossibile dopo aver ignorato Rozier sulla sinistra gli esce in salto un cambio mano a metà tra il tiro completamente fuori bersaglio e l’assist per Biyombo che tuttavia sulla palla vagante commette fallo mandando in lunetta (bonus) Clippers. Qualche buona iniziativa l’ha. Sente forse che la squadra non è al suo livello ma come gli disse Biz a NOLA, deve fidarsi più della squadra. Va bene risolvere ogni tanto in solitaria ma non va bene snaturare le sue doti da passatore tanto che la squadra gira meno e lui commette solo un TO, nel bene e nel male. Gioca comunque in non perfette condizioni dopo aver subito un colpo alla mano destra che lo rende dolorante.

Terry Rozier: 4,5

8 pt. (2/10), 3 rimbalzi, 5 assist, -17 in +/-. 2 TO. Anche lui esce per un problema fisico ma all’anca. Tira male con un 2/9 da tre punti. Catch n’shoot da tre che non entrano se non un paio di volte, di buono c’è che su un’azione dove manca due triple va a prendersi i rimbalzi e offre un assist sull’altro lato a Hayward e non è l’unico pass buono in serata ma manca completamente l’appuntamento. Se i Clippers volevano acquistarlo è stato il miglior depistaggio possibile…

Gordon Hayward: 5,5

17 pt. (5/12), 8 rimbalzi, 4 assist, -27 in +/-. 4 TO. Trita il suo gioco nel primo tempo arrivando a 11 punti ma alla fine è un’altra prova sottotono di Gordon che aggiunge solo altri 6 pt. nel secondo tempo. Si ritrova al tiro andando a mettere più forza sulle gambe quando tenta la tripla (3/6) ma perde 4 palloni, un paio irritanti con quel palleggio sincopato un po’ troppo alto per Leonard che gli porta via due palloni mentre lui sta troppo a guardare sulla steal e arrivano le transizioni a farci male.

P.J. Washington: 5,5

6 pt. (3/10), 3 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate, -21 in +/-. 3 TO. Parte bene con una stoppata epica su George arrivando in aiuto poi si fa male a una caviglia, subisce nel secondo tempo un netto fallo da parte di Jackson mentre era impegnato al tiro, si lamenta anche Borrego che però aveva speso già il challenge per ribaltare la stoppata netta e buonissima di P.J. su Zubac. Troppi errori al tiro però per P.J. che recupera anche pochi rimbalzi.

Bismack Biyombo: 6

6 pt. (3/4), 7 rimbalzi, 1 assist, -19 in +/-. 3 TO, 4 PF in 26:01. Non che sia quel super difensore ma almeno prende qualche rimbalzo e abbozza una difesa che a volte non gli riesce ma almeno si impegna in un contesto dove qualcuno dovrebbe prendere esempio. Un paio di schiacciate all’inizio poi tira pochissimo mettendo un jump hook frontale e sbagliando un’alzata troppo veloce da poco oltre il post basso dx.

Miles Bridges: 6,5

21 pt. (7/11), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, -13 in +/-, 1 TO, 4 PF. Parte con un fallo su Williams in angolo e una tripla mancata poi nel secondo quarto prende un open 3 e lo trasforma, antipasto del 5/9 finale da oltre l’arco. Certamente segna quando ormai non è più necessario ma sale di tono e si toglie qualche soddisfazione rendendo di più anche in difesa. Speriamo mantenga questa mano e questo format in partite più tirate.

Devonte’ Graham: 6

11 pt. (2/6), 1 rimbalzo, 3 assist, 1 stoppata, -4 in +/-. 2/4 nel primo tempo con due bombe a segno su tre tentativi poi ne sbaglia un paio nel secondo ma termina con un 5/5 dalla lunetta migliorando in difesa dove trova anche una stoppata. Tre assist in 18:21. Avrebbe meritato più spazio.

Cody Martin: 6

5 pt. (2/7), 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 0 in +/-. Cosa possiamo chiedere a questo ragazzo? Non moltissimo per cambiare l’inerzia in partite come questa. Borrego lo spedisce sul parquet per tentare di fermare George ma non ce n’è. Incrementa nel finale i suoi numeri rimanendo attivo, da tre non prende ma sfoga la sua rabbia con una schiacciata a una mano.

Malik Monk: 4,5

3 pt. (1/4), 1 rimbalzo, 1 assist, -13 in +/-, 2 PF in 15:24. Una tripla dalla sinistra e un altro tentativo di turnaround andato a male, nel finale tripla come tiro al piccione senza ritmo che fa “stong” sul ferro. Tornato inspiegabilmente da qualche game ai livelli preoccupanti, il nostro tiratore da striscia non è in un periodo buono ma aggrava il tutto con una difesa inesistente se non per il fatto che riesca a concedere il canestro a Batum commettendo anche il fallo. Aggravante…

Jalen McDaniels: 6,5

7 pt. (2/2), 1 rimbalzo, +1 in +/-. Gioca solo 3:50 ma bene: va a prendersi due liberi poi realizza in fade-away e infine mette dentro la tripla da destra che gli consente di arrivare a quota 7 e anche in difesa chiude bene.

Caleb Martin: 4

1 pt. (0/2), -5 in +/- in 7:52. Impresentabile. Nessun senso per questo giocatore. Frustrante al tiro, anche dalla lunetta (½) dove non è una garanzia. Non mi piace nemmeno in difesa. Sicuramente può fare meglio di così ma una volta si usava dire: “va più veloce della palla”. Frenetico, porta scompiglio tra le nostre fila.

Vernon Carey Jr.: 6

0 pt. (0/0), 2 rimbalzi, +1 in +/- in 3:50. Altro scampolo di partita concessogli da Borrego. Lo si nota per una buona difesa in contenimento oltre che per due rimbalzi. Con ciò che possiamo mettere sotto canestro non vedo perché questo ragazzo non debba essere in rampa di lancio, peggio si Zeller e Biz non può fare, il fisico l’ha, l’esperienza può maturarla solo giocando e chissà che Charlotte “scopra” un elemento utile. Era stato preso per questo ma se deve fare il pastore nel presepe…

Coach James Borrego: 5

Passi indietro nella costruzione del gioco, usa bene il challenge ma è una goccia nel mare dei problemi difensivi degli Hornets. Di questo blocco esterno composto da tre partite questa è peggiore rispetto anche a quella a Denver. Usciti subito dalla partita non ci sono risposte. Forse non gli compete esattamente ma se fossi in lui, per ottemperare alle esigenze di far crescer la squadra e raggiungere i PO (sarebbe un peccato lasciarseli sfuggire dopo così tante W sudate e risicate) chiederei un centro decente se non vogliamo rischiare di finir fuori.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.