Game 42: Charlotte Hornets @ Sacramento Kings 97-104


Intro

Altra battaglia navale in back to back sulla costa pacifica.

Gli Hornets pirati per nulla corsari contro i Re difesi dai bucanieri con gli Hornets a cercar di strappare una disperata vittoria, one victory in One Piece style.

E allora capitan “Rubber” Kemba deve ritrovare la tenacia e il coraggio da infondere a compagni caduti troppo presto in una sorta di non resistenza tanto che anche Borrego ha espresso l’auspicio di vedere la squadra tornare a lottare ed essere resiliente ammettendo che la squadra a Portland “ha passeggiato” direi io in sostanza…

Passaggio a vuoto preoccupante a Portland dopo due giorni di riposo e su un campo dove i Bobcats/Hornets non vincono dal 2008 e in teoria avrebbero dovuto esser più motivati…

La parola oggi quindi passa al campo dopo lo sbarco perché come nel manga e nell’anime di One Piece la storia è ancora in sospeso (l’autore, Oda deve ancora terminarla) e le battaglie sulla rotta maggiore si susseguono giorno dopo giorno e se non serviranno per trovare il tesoro e diventare Re, almeno per approdare a un finale a lieto fine con i playoffs conquistati con merito potrebbero portare a sviluppi futuri più floridi…

La partita in breve

Partita in bilico per quasi tutta la gara.

Hornets che ritrovano lo spirito per lottare ma che finiscono ancora K.O. per la quarta volta su cinque partite all’Ovest.

Sacramento nei finali ha spesso allungato o rimontato, sfruttando sia la mancanza di concretezza della panchina di Charlotte, sia il fattore campo.

Succedeva così nel primo quarto con la partita sul 25 pari ( tripla frontale del pareggio di Graham a 2:25) e allungo Kings sino al 29-35.

Charlotte giocava un buon secondo quarto riuscendo con un sottomano di Kemba ad arrivare sul +6 (57-51) ma Bogdanovic nel finale faceva fischiare una tripla nel cotone per il 59-57.

Nel terzo quarto gli Hornets a 6:42 si portavano su un 70-65 con una bomba di Batum ma l’ingresso in campo di Hernangomez che sbagliava 4 tiri consecutivi ai liberi favoriva il sorpasso della squadra di Joerger che con Hield depositava in sottomano il 70-71.

Aggiungete una persa in più senza Zeller che evidentemente in questa squadra sa rendersi piuttosto utile.

Charlotte riusciva a scavalcare nuovamente e a impattare a quota 74 con l’unico lampo di Bridges in schiacciata.

I Kings però riuscivano a prevalere arrivando sul 76-82 con un pullup di Bogdanovic su Marvin.

Nell’ultimo quarto I Kings con un parziale di 10-0 volavano sull’80-92 ma Kemba con sei punti consecutivi, aiutato da una tripla di Graham piazzavano un contro-parziale di 9-0 che riapriva il match.

Purtroppo il mancato aggancio di Marvin che mancava il siluro da fuori favoriva la tripla di Hield che a 5:00 dalla fine distanziava di sei unità Charlotte.

A 1:29 la tripla di Batum serviva ad accorciare sul -5 (94-99) ma nonostante gli sforzi difensivi Charlotte finiva per soccombere 97-104.

Fondamentale il ritmo impostato da Sacramento che è la seconda squadra della lega per il più veloce pace, il quale ha costretto Charlotte a 18 palloni persi, 6 in più della propria media (circa) da primo posto… Anche il 59,1% dalla lunetta di Charlotte ha pesato molto con 8 tiri mancati (13/22). La vittoria a rimbalzo 56-49 e quella nelle stoppate con 11-5 a poco son servite. I Kings hanno tirato leggermente meglio: 40,9% FG CHA, 41,4% SAC, 33,3% 3FG CHA, 37,8% SAC.

Bogdanovic dalla panchina ha finito con 22 punti, la coppia di guardie Fox/Hield con 21 punti a testa e Cauley-Stein ha messo a segno una doppia doppia da 12 punti e altrettanti rimbalzi. Anche Bagley da segnalare.

Per un certo periodo una spina nel fianco con 11 punti e 9 rimbalzi.

Notte negativa sugli altri campi perché i Pistons passano a LAC 104-109, Miami in casa batte i Grizzlies 112-108 e Orlando in Florida vince 105-103 sui Celtics…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Cauley-Stein vinceva la palla a due per i Kings che andando a vuoto diverse volte a inizio partita concedevano a Biyombo due canestri: Il primo in sottomano su un bound pass dalla sinistra di Kemba e il secondo in turnaround dal cuore dell’area.

I Kings segnavano il primo canestro con Hield in correzione sopra il ferro e pareggiavano con Shumpert che dopo esser stato stoppato da Biz, si avvaleva di due rimbalzi offensivi Kings per attaccare il canestro con efficacia.

Kemba spareggiava il risultato con una tripla a 9:24 ma il botta e risposta tra le due squadre continuava con il crossover di Fox che in entrata batteva Kemba e Biyombo sotto canestro in aiuto pareggiando per il fallo subito dalla lunetta… Kemba riportava in avanti i nostri con lo step-back letale dalla destra su Cauley-Stein che tuttavia pareggiava (9-9) in fade-away.

Sul fronte offensivo era sempre Walker a dare la spinta a Charlotte guadagnando a 7:39 un contatto con Fox furbescamente sullo schermo alto di Biz.

Sulla shooting motion Fox cozzava su Kemba che ringraziava e dalla lunetta riportava sopra di tre i Calabroni che segnavano anche con Lamb che proveniente da destra sulla linea di fondo riceveva un bound pass verticale di Batum che muovendosi in direzione opposta congiungeva la palla all’attaccante che da sotto segnava ma a 6:54 Bjelica pareggiava da tre punti e trenta secondi più tardi Hield dalla diagonale destra da tre portava in vantaggio per la prima volta i Kings (14-17).

Cauley-Stein segnava su una second chance e Borrego ricorreva al time-out.

Dentro MKG, Willy e Bridges, il primo si distingueva subito per due errori sotto, rimbalzi recuperati sugli errori e fallo subito per un ½ in lunetta…

Walker commetteva un turnover cercando Monk ma sull’azione seguente lo stesso Kemba giunto al capolinea della linea di fondo riusciva a oltrepassare il difensore con un passaggio nell’angolo sinistro ancora per Malik che esplodeva la tripla del -1 (18-19) quindi arrivava un canestro per parte ma Fox a 3:29 e a 3:12 andava due volte in lunetta (la seconda in bonus innescato da un fallo in transizione su una palla alzata per Willy persa dal nostro centro in area) per portare la squadra di Joerger sul 20-25.

Monk chiudeva l’entrata rapida di destro dopo aver salutato Bogdanovic e a 2:25 senza marcatori davanti Graham auto-produceva la tripla del pareggio dalla top of the key.

Bogdanovic da sinistra segnava sul rookie un lungo sue punti e su un passaggio offensivo intercettato a Willy Bagley finiva in lunetta sulla transizione con i Kings a imporre un ritmo veloce.

Bagley tuttavia mancava entrambe le occasioni e su un pick and roll con Monk a 1:31 Willy lanciato segnava due punti fallendo ancora però il libero addizionale impattando comunque a quota 27.

Nel finale un coast to coast di Ferrell, una tripla da transizione di Bogdanovic dalla diagonale destra con MKG rinculato troppo e un’altra bomba di Bogdanovic dal lato sinistro con Lamb a francobollarlo, avvantaggiavano Sacramento che si portava sul 27-35 prima che un buon floater di Lamb chiudesse le ostilità dei primi 12 minuti sul punteggio di 29-35.

Lamb in schiacciata ma non raggiungerà nemmeno la doppia cifra in serata con gli Hornets ancora sotto i 100 punti…

2° quarto:

Monk iniziava bene percorrendo la linea di fondo destra e alzando una palla da sotto a due mani per accorciare ma Sacramento metteva dentro due punti rapidi.

Lamb era fermato irregolarmente da Bjelica sull’entrata dopo aver passato lo schermo di Williams.

2/2 a 11:05 con Graham che sull’azione seguente successiva shakerava un paio di difensori con un double crossover per volare a canestro depositando il sottomano del 35-37.

Giles III dal cuore dell’area colpiva con un gancio nonostante un paio di difensori provassero a fermarlo ma dall’altra parte a dare la scossa ci pensava MKG che in corsa quasi orizzontale da sinistra ricciolava un po’ verso canestro per sferrare una mazzata oltre Bjelica chiudendo con una possente jam anziché con il solito appoggio.

Ferrell rispondeva da tre ma Lamb chiuso da un paio di difensori in entrata passava intelligentemente indietro dove Marvin, liberissimo sulla sua mattonella (diag. sx) colpiva da fuori alzando il punteggio sul 40-42.

Charlotte non approfittava di qualche passaggio a vuoto avversario sbagliando diverse occasioni provando a tenere il ritmo dei padroni di casa così Hield, aiutato dal primo ferro vedeva varcare la sfera oltre la retina per un tiro da tre punti lanciato da sinistra.

Batum con un vertical pass invitava Bridges al back-door lungo la linea di fondo ma Miles fermandosi sul più bello lasciava la sfera correre out allungando la lunga striscia di TO di Charlotte a sfavore sul 10-3…

Kemba in entrata andava da due punti, Shumpert, freddo al tiro mancava ancora un canestro e dall’altra parte pur rischiando di portar via palla a Williams, si faceva aggirare sulla linea di fondo commettendo anche un fallo a 5:03 grazie al quale Marvin portava a casa il gioco da tre punti che pareggiava la gara a quota 45.

Fox dalla lunetta riportava sopra i Re (fallo di Kemba), MKG spingeva con l’appoggio al nuovo pareggio e Batum da tre dall’angolo destro sparava la tripla su servizio corto di Lamb per il vantaggio ritrovato (50-47).

L’arcobaleno di Bogdanovic valeva il -1 ma a 2:52 un’entrata selvaggia di MKG consentiva agli Hornets di riprendere tre punti di vantaggio subito persi sull’alley-oop di Cauley-Stein con Biyombo lontanuccio dal ferro.

A 2:18 MKG risolveva l’intricata situazione ai 24 sparando da tre e colpendo per il 55-51.

MKG e Batum si facevano valere in difesa ma Lamb sprecava un paio di palloni in attacco e Kemba usando il ritmo depositava il +6 in sottomano.

A :39.3 Fox colpiva andando oltre uno stremato MKG che ricorreva al fallo regalando l’azione da tre punti poi su un inbound pass dal fondo Graham passava a Lamb che schiacciava presentandosi sotto il ferro pur spostato da dietro dal difensore.

Bogdanovic in uscita sulla diagonale sinistra non era preso da Williams che perdeva l’equilibrio e si finiva all’intervallo sul 59-57 Hornets.

MKG su Bogdanovic. Buona partita difensiva per la nostra ala ma nel finale va commettendo qualche errore di troppo in attacco.

3° quarto:

Inizio confuso di quarto con errori da ambo le parti fino alle triple di Kemba a 10:51 e di Fox a 10:38 quindi toccava a Batum grazie a un blocco alto di Williams puntare a canestro per posterizzare di destro Cauley-Stein…

La difesa di Charlotte si chiudeva bene a riccio e su una ripartenza Kemba depositava facilmente il layup del 66-60.

Il capitano però subendo un fallo successivamente su un’azione simile rimaneva a terra, palla out.

Si giocava ma gli Hornets ricorrevano al fallo per bloccare l’azione con Kemba out per qualche minuto.

Cauley-Stein segnava da sotto ma poi gli Hornets resistevano con la stoppata in corsa da dietro di Batum su Hield, Shumpert sbagliava un tiro e Batum intercettava ancora un passaggio diretto all’angolo sinistro.

A 7:28 rientrava Walker che allungava splittando dalla lunetta (fallo di Bjelica).

Hield era stoppato nuovamente da Batum ma sulla second chance Shumpert colpiva da tre per il 67-65.

A 6:42 Batum trovava un big shot da tre contro il centrone Cauley-Stein ma Fox con un’ottima entrata ritmata e una palla rubata a Kemba portava 4 punti nelle casse dei Kings che tornavano prima a -1 e poi superavano con Hield, anche perché nel frattempo Hernangomez in lunetta con lo 0/2 ci faceva rimanere al palo.

Willy, chiuso nell’angolo sinistro provava ad aggirare Fox correndo sulla linea di fondo, chiuso in seconda battuta ma arrivava il fallo e altri due FT, purtroppo il centro iberico sbagliava ancora clamorosamente ambo le occasioni a 4:18.

Kemba rischiava in entrata ma depositava di sinistro oltre Giles III per il 72-71.

Hield con un rim/glass da tre ancora “fortunato” batteva nuovamente Bridges che in attacco trovava il primo canestro decidendo di andare a schiacciare a tutta velocità superando Hield pareggiando a quota 74.

Bagley deviava al volo dopo un suo errore fallendo il libero addizionale poi schiacciava servito dalla linea di fondo.

In attacco Willy non segnava, Bridges era stoppato poi ancora Willy commetteva passi in partenza sul palleggio e Bagley faceva la differenza segnando il sesto punto consecutivo…

MKG attaccando con ottima estensione dell’arto destro depositava al plexiglass il -4 ma il pullup di Bogdanovic in area oltre Marvin chiudeva i giochi a fine terzo quarto sul 76-82.

Sul banco degli imputati c’è il centro spagnolo, qui in mezzo alla difesa dei Kings con Shumpert in primo piano.

4° quarto:

Bagley ci provava ancora a inizio quarto ma MKG rimanendo piantato in post basso nonostante il contatto con il corpo riusciva a stopparlo quindi, dopo aver sbagliato una tripla Monk correggeva la mira infilando il cesto da fuori su assist di Graham dal fondo a 10:55.

Bogdanovic sbagliava, riprendeva il rimbalzo e si faceva stoppare da Marvin ma dall’altra parte Jeremy anziché attaccare il ferro provava il jumper fallendo ancora.

Gli Hornets si chiudevano in area, Bagley aveva un gesto di stizza poco dopo essersi visto togliere il pallone e gli arbitri propendevano per il tecnico ma a transizione in corso rovinando l’azione di Charlotte…

Il libero realizzato ci portava sull’80-82 ma la possibilità di sorpasso era sprecata da una tripla a vuoto di Williams e dall’altra parte Bagley con la tripla dal ferro amico ci spediva sul -5.

Bogdanovic con un’entrata frontale semplice lasciava il segno e Borrego a 8:47 chiamava il time-out.

Monk in attacco però sparava un air-ball e commetteva passi sull’arresto in corsa sull’azione seguente mentre Jackson salvava la palla in qualche maniera dal fondo e servendo Bogdanovic nell’angolo destro lo invitava alla tripla del +10 (80-90) Sacramento.

Ancora il serbo in corsa riceveva sotto appoggiando per il parziale di 10-0 Kings…

Charlotte anziché cedere provava a rimontare con Kemba che segnava da tre e poi ondeggiando trovava il body contact con Cauley-Stein sul rilascio al vetro per due punti e tiro libero a segno per l’86-92.

La difesa degli Hornets faceva buona guardia, Bogdanovic e Fox non segnavano mentre Graham sulla sinistra si spostava verso la linea di fondo sull’uscita in salto di un attardato Bogdanovic che vedeva il rookie mettere la bomba del -3 a 5:37…

La partita però volgeva l peggio quando Marvin mancava la possibilità di aggancio sparando una seconda tripla a salve e Hield a 5:00 dalla fine non perdonava da fuori per l’89-95.

Kemba segnava due punti e Cauley-Stein su una palla vagante commetteva in attacco il quinto fallo personale ma dopo l’errore di Walker al tiro il centro avversario schiacciava in alley-oop mandando in tilt la camera sopra il canestro.

Hornets che sbagliavano troppo e l’allungo di Hield per il 91-99 valeva molto perché a 1:29 arrivava la tripla di Batum ma lo scarico per Hield, solissimo fuori valeva ancor di più per i Kings che beneficiando della tripla da +8 si sentivano al sicuro anche se Batum con una rubata sulla linea di fondo avversaria sul tiro di Graham non si arrendeva procurando a Kemba un pallone che tentava di spedir dentro dopo uno spin che lasciava lì Fox che rimediava astutamente da volpe con il fallo.

Kemba con un ½ non soddisfaceva, dall’altra parte Fox in sottomano ne aggiungeva due mentre Kemba, colpito sulla partenza dell’azione involontariamente da Bogdanovic allo stomaco vagava piegandosi verso la panchina.

A :5.4 Batum guadagnava 3 FT, due dei quali a segno (97-104).

Finiva così perché sul TO Kings Bridges da tre scagliava una mattonata che decretava l’impossibilità di continuar la lotta negli ultimi secondi…

Niente Jolly Roger issata a Sacramento quindi nonostante il trend degli ultimi ani fosse positivo…

Pagelle

Kemba Walker: 6,5

31 pt., 1 rimbalzo, 4 assist, 1 rubata. 11/24 Chi altri se non “Cappello di paglia” o Rubber? Come lui sembra fatto di gomma. Può allungarsi con step-back che lo portano a tiri rapidi e precisi, è veloce e in genere è combattivo. 3/12 da fuori e 6/8 dalla lunetta oltre 6 TO nel ritmo frenetico del Golden 1 Center sono le note negative. Insistere troppo da fuori in alcune serate da brutte percentuali non è positivo però per il resto porta punti avendo anche una buona media. Entrate facendo valere il fisico anche contro i lunghi e step-back sono ottimali. Scavalla quota 31 ma attorno a lui c’è quasi il deserto.

Jeremy Lamb: 5,5

9 pt., 6 rimbalzi, 3 assist. Abile spadaccino con al suo servizio tre katane, Jeremy usa le abilità in appoggio, in floater e in jumper da media distanza dopo esser passato dietro un blocco magari come efficaci armi per chiudere a canestro. Definito numero 2 dietro a Rubber, anche Lamb è il secondo miglior marcatore della squadra ma stanotte a parte il 3/8 dal campo tentando dalla media pessimi pullup, non sembra voler attaccare spesso il ferro limitandosi al compitino. Bello invece l’assist nel primo tempo per la tripla di Marvin una volta vistosi chiuso lo spazio per l’entrata.

Nicolas Batum: 7

13 pt., 9 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Nami e in genere mi scuserei con il personaggio di Nami. Solo perché è abbastanza avida e disposta a tutto per denaro. Vi ricorda qualcuno? Nella notte tuttavia anche se non mette cifre da superstar a livello di punti è utile in attacco e anche in difesa. Buona gara bifronte, intercetta palloni e piazza un paio di stoppate anche se poi gliene viene data una, comunque influenza spesso i tiri. Nel finale sull’alley-oop di Cauley-Stein non può opporsi fisicamente. E’ anche però un giocatore che tiene alla coesione del gruppo come Nami e almeno durante le interviste lo si è sentito. E’ abbastanza fifone in campo in genere, tende a sparire e a mettere avanti gli altri nei momenti che contano ma come Nami che affina le proprie abilità divenendo più coraggiosa anche lui prende le sue responsabilità nel finale trovando punti, mettendo a segno una rubata ed è l’ultimo ad arrendersi come certe Donne di carattere.

Marvin Williams: 6

6 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 3 stoppate. Usop/Sogeking. Cecchino dalla mira infallibile specialmente quando si trasforma in Sogeking indossando maschera e mantello, usa una grossa fionda, quella che sarebbe ideale per Marvin per scagliare le sue triple. Pavido e bugiardo Usop, spesso Marvin fa il compitino offensivo scaricando punti di rottura non ergendosi a protagonista e in serata con il suo 1/5 da fuori pare più un Usop addormentato. Fallisce due triple importantissime nel finale mentre in difesa si fa spesso sentire sacrificandosi sino al tuffo nell’ultimo quarto tentando di non far uscire la sfera dal terreno di gioco anche se non gli riesce. Un sei risicato per la difesa ma il 2/9 complessivo al tiro sarebbe da 5.

Bismack Biyombo: 6

4 pt., 10 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Franky. Cyborg e carpentiere. Cyborg nell’aspetto (non nel colore), nella stazza, un po’ rabberciato e rozzo a volte con la palla, carpentiere rispetto al gioco del basket. In diverse occasioni sembra non centrare né il cesto né nulla con il basket ma nella storia originale Cutty Flam (il vero nome) costruisce la seconda nave per la ciurma, la Thousand Sunny. Ci si augura il congolese invece possa costruire anche giocate più solide. Qualche svarione sugli alley-oop, nel gorgo che si forma in area, essendo aiutato mette a segno ben tre stoppate. Sicuramente meglio di Willy e Frank, segna 4 punti inizialmente, poi ci prova un’altra volta ma non segna per spegnersi offensivamente dove recupera solo qualche fallo inutile per i contatti subiti.

Malik Monk: 5

10 pt., 1 assist, 1 rubata. 4/11 al tiro. Brook, lo scheletro schermidore. Intanto perché ha i capelli afro, anche se Monk li ha decisamente bonsai rispetto all’originale, poi perché Monk può andare di fioretto con tiri dal palleggio o fiondarsi velocissimo verso il canestro “camminando a pelo d’acqua” (di parquet per Monk direi) e balzare felinamente come Brook per servire assist o andare in appoggio. Avendo un fisico esile usa l’agilità e altre abilità, anche la forza insospettabilmente ma in difesa viene passato facilmente, anche perché se lo dovessimo paragonare a Brook, occhi non ne ha… In serata non attacca il ferro per donare assist ma ci prova spesso da solo, sbaglia un paio di triple nell’ultimo quarto con un air-ball, ne mette una ma poi commette passi sull’arresto in corsa. Nel momento decisivo manca dopo aver disputato un buon primo tempo sfruttando la differenza di velocità con Bogdanovic per arrivare al ferro un paio di volte.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

11 pt., 7 rimbalzi, 3 stoppate. 5/10 dal campo. Nico Robin. Potenzialmente come la piratessa può allungare gli arti ed è l’unico che, out Zeller, possa bloccare gli attacchi avversari in maniera efficace se lo vuole, infatti, mette a segno tre stoppate.

Se attacca prova a farlo velocemente in penetrazione, in coast to coast o saltuariamente tentando il gancio in corsa, un bell’uncino per cercare di agganciare la vittoria.

Primariamente porta tanta energia e difesa anche se sulle transizioni rincula troppo tenendo una posizione ibrida che non serve a nulla, così prendiamo tre punti, poi nella prima fase e in quella centrale è un mastino che riesce anche segnare da tre punti allo scadere dei 24.

Nel finale sbaglia troppo però (il buon voto cala qui, nel momento decisivo) tentando anche un layup rovesciato da dietro il vetro che fa una pessima fine.

Miles Bridges: 5

2 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. Jinbei. L’uomo-pesce dotato di resistenza e forza sovrumana, nell’anime può manipolare l’acqua come se fosse una sostanza solida. Forza e resistenza per Miles ci sono, deve dimostrare di riuscire a fare anche qualcosa da sé prendendo qualche iniziativa e iniziare a padroneggiare quella fluidità che al contrario di Jinbei manca come i tempi per le entrate e i rilasci un po’ troppo affrettati per lui da tre che ha ancora bisogno di velocizzare il tiro e deve lavorarci pian piano. Anche stasera manca un paio di layup in corsa e due triple segnando con una schiacciata bimane in corsa dopo aver passato Hield che lo aveva trafitto da tre fortunosamente. Anche nel primo tempo prende un canestro alla stessa maniera con rimbalzo sul primo ferro non fantastico ma utile…. Non porta punti ma rimbalzi.

Willy Hernangomez: 2

3 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. TonyTony Chopper e mi scuso con Chopper. Ingenuo e manca di aggressività. Ha tre forme che possono variare di stazza, quella da renna è buffa, quella umana è più massiccia, quella intermedia mantiene le caratteristiche positive umane e animali. Quale stia usando Willy non è dato sapere… dopo il buon inizio è scomparso senza lasciar traccia nell’ultimo periodo. 2 TO, -6 di +/-, ¼ dal campo peggiorato dalla lunetta con un incredibile 1/7, raramente è utile per influenzare un tiro avversario. Solo un pazzo potrebbe far giocare ancora uno così che ci danneggia irreparabilmente con dei tiri dalla lunetta che sembrano tirati da uno che non ha mai visto un pallone da basket al campetto. Se Chopper è mezzo animale a me sale la carogna…

Devonte’ Graham: 6

8 pt., 3 rimbalzi, 3 assist. Sanji. Chi se non lui potrebbe ricoprire il ruolo di cuoco per uno che ama cucinare gli avversari con giocate in penetrazione, e infilzarli con tiri dalla lunga cottur.., ehm, distanza? Certo… il cuoco della ciurma di One Piece si prestava più a Parker visto che il franco/belga non si può dire che non ami le belle Donne essendo stato spostato dal 2007 al 2010 con Eva Longoria, ma veniamo alla serata di Graham… 3/7 al tiro con un 2/5 da fuori ma è un -8 quando è in campo. Non demerita e nell’ultimo quarto serve un assist per la tripla di Monk e finta su Bogdanovic in uscita sistemandosi con passetto laterale sul lato sinistro per tre punti personali presi con convinzione. Forse era troppo chiedergli di segnare ancora nel finale.

Coach James Borrego: 5,5

La squadra ritrova almeno lo spirito ma sembra un’armata Brancaleone del voglio ma non posso. L’infortunio di un giocatore ritenuto da molti mediocre come Zeller sta pesando tanto e anche le scelte di alcuni giocatori in campo. Quelle del coach stasera sono così così… un paio di time-out arrivati un pelino tardi direi che comunque non avrebbero cambiato granché suppongo e soprattutto la scelta di far giocare Hernangomez Non so se Frank non faccia più parte del progetto ma senza difesa per senza difesa almeno il Tank in attacco avrebbe portato probabilmente più punti.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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