Game 46 – Charlotte Hornets @ Washington Wizards 114-104

Intro

La possibile qualificazione degli Hornets ai playoff passerà esplorando ostici territori.

In realtà a Charlotte mancano 27 partite alla fine della stagione regolare e ben 14 saranno da giocare allo Spectrum Center mentre 13 saranno le trasferte ma gli Hornets inaugureranno stanotte un giro di ben sei trasferte che rappresentano quasi il 50% di tutti i futuri impegni fuori casa.

Un ampio blocco di partite casalinghe arriverà nel finale di stagione quindi Charlotte dovrà artigliare un discreto numero di vittorie esterne per garantirsi la sicura partecipazione a partire da quella a Washington.

Vincere a Washington però non è un’astratta possibilità come quella visionaria proposta da Elon Musk, ovvero andare su Marte per colonizzarlo.

Elon, interessante innovatore (grazie al lavoro del suo gruppo) a volte va oltre la decenza con delle idee balzane come quella di terraformare il pianeta rosso a suon di bombe nucleari ai poli (già che ci sei magari lanciamo anche un anatema del mago Otelma contro Marte per surriscaldare l’atmosfera), ed ecco… gli Hornets per vincere nella capitale dovranno essere concreti senza ricorrere a stramberie innovative.

Certo, i Wizards sono meno malvagi di quello che la loro classifica dica e possono contare sui meganoidi (ricordando gli avversari del Daitarn 3 che arrivavano proprio da Marte) Westbrook e Beal ma la loro difesa richiama gli odiati nemici del Daitarn 3, ovvero ha problemi strutturali tattici “psicologici” (prima che tecnici) che potrebbero trasformarsi in un possibile colabrodo ma dato che nel mondo NBA non si deve sottovalutare nessuno, gli Hornets dovranno continuare a giocare bene in difesa garantendo però ai nostri scorer un po’ di riposo in più rispetto all’ultima partita con i Suns poiché sia Terry che soprattutto P.J. Washington sono sembrati poco precisi nell’ultima partita (Rozier nella seconda parte, P.J. in tutto il match), stremati dall’eccesso su ambo i lati del campo.

Ieri Westbrook è parso un marziano, riusciranno gli Hornets a catturarlo e a riportarlo sulla Terra?

Analisi

Charlotte passa a Washington nella serata “Pride” a stelle e strisce.

A emergere però è il mezzo figlio del sol levante Hachimura che finirà con 30 punti.

Westbrook otterrà un’altra tripla doppia (15 rimbalzi e 15 assist) fermandosi a 22 pt. (7/20) ben limitato dalla squadra di Borrego in penetrazione o al tiro.

I due combinano 52 punti, uno in meno della coppia Rozier-Hayward che però ha più materiale intorno e si avvantaggia dell’inesperienza e della serata negativa dell’israeliano Avdija che dopo una brutta prestazione viene letteralmente surclassato nel finale dai due che decidono la gara.

Giocatore della settimana a Est (22-28 marzo) è stato Terry Rozier.

Il rookie esce per falli e Washington esce di scena così gli Hornets dopo aver già portato a casa il tie-break con Miami e Atlanta guadagnano anche quello eventuale con i Maghi (tutte sul 2-0 con una partita mancante) dominando gli scontri divisionali sul 7-1 (l’unico in parità è quello con i Magic e vi sarà una partita casalinga a fine stagione).

Buona vittoria riuscendo a rimanere in testa per quasi tutta la partita anche se la squadra di Brooks si è avvicinata spesso ma senza riuscire realmente a mettere in difficoltà i Calabroni che sono riusciti a far sparare 37 tiri da fuori ai Wizards (senza Bertans e anche Beal anche è rimasto out come Monk per Charlotte) che ne hanno usati ben 18 in più della precedente partita realizzandone lo stesso numero: 10.

Charlotte, tornata a giocare con un centro stabile nel finale, ha catturato 59 rimbalzi contro 54, ma soprattutto ha tirato meglio con il 46,7% dal campo contro il 41,0% avversario abbassato dal tiro da fuori.

Da segnalare anche le 6 stoppate a 1 con 3 di Biz e 2 di Bridges, provvidenziali un paio nel finale del congolese.

16 punti per Lopez, 12 di Robinson e 10 per A. Len tra gli altri capitolini.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

La prima palla era guadagnata da Charlotte che tuttavia mancando il tiro con Hayward lasciava il tracciante verso Hachimura in area e il canestro al mezzo giapponese che schiacciava lo 0-2.

Gli Hornets segnavano il loro primo canestro a 10:50 grazie a un wide open 3 di Graham che riprendeva la buona mano mostrata contro Phoenix.

Penetrazione ancora del nostro play, bound pass all’indietro per Biyombo e 5-2 attutito da un tap-in di Len per il 5-4.

Gli Hornets trovavano il punto numero 8 a 8:55 con la tripla in transizione di Rozier dalla sua mattonella diagonale sinistra.

Westbrook calcolava un’esitazione di Biz per prendergli il tempo e colpire da tre ma Hayward a 8:05 colpiva seguito però ancora da un Wizard, la guardia Jerome Robinson che portava sull’11-10 una partita dal ritmo alto.

Il passaggio orizzontale telefonato di Hachimura era preda di Graham che fuggendo in transizione andava a schiacciare ma una tripla di Westbrook impattava la partita a quota 13.

Gli Hornets raddoppiavano Westbrook mentre Bridges stoppava Len e andava a far sbagliare Hachimura al tiro con buon close-out mentre da un altro passaggio di Graham si liberava, segnando dal corner sinistro Hayward a 6:21 (16-13).

Due FT per Westbrook a ridurre lo scarto poi attacco frontale di Miles in appoggio di sinistra con cambio mano oltre tutta la difesa ma a trovare il nuovo pari ci pensava Robinson dalla sinistra.

Un fade-away di Lopez su Zeller (appena entrati) valeva il secondo sorpasso di serata ma Hayward con mano calda otteneva il sorpasso colpendo da tre (21-20 estendendo poi il vantaggio di altri due punti prima che Hachimura a 3:15 trovasse un two and one per il nuovo equilibrio.

Da un tiro errato di Rozier e un rimbalzo di Zeller, Hayward a 2:48 recuperava altri due punti, quindi, dopo il pari dovuto alla drive con cambio mano di Hachimura che non voleva far cedere i suoi, ecco arrivare la tripla del ciclone Bridges.

Nel finale a Robinson in jumper per il -1 seguivano: Zeller in appoggio, Lopez in hook e Hayward con jumper frontale per il 32-29 di primo quarto.

Bridges in entrata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Quintetto d’inizio periodo non proprio invidiabile per i viola che, incassato un tap-in di Lopez e un two and one di Hutchison (scappando sull baseline con lo spin a Graham trovava il contatto con Zeller) si trovavano superati 32-34 prima di riuscire a livellare esattamente il piatto della bilancia con un floater tagliato di Zeller che rimbalzava sui ferri prima di essere accolto.

Mathews da tre punti rimandava sopra i padroni di casa che tuttavia tornavano a immergersi nello svantaggio dopo i canestri di Caleb Martin e Cody Zeller.

Gli Hornets trovavano la tripla di Graham passando il blocco di Zeller prima che Lopez riuscisse a metter dentro il facile -3 (42-39).

L’accelerazione di Charlotte passava anche per P.J. Washington che sbloccandosi sembrava essere il portale magico per gli altri Hornet che segnavano a turno: da sotto Zeller (mancava il fallo di Mathews) a 7:26, Rozier in fade-away banker contro Hachimura e persino Caleb Martin per il 50-39.

La reazione della squadra di Brooks passava per 5 punti e il -6 prima che ancora P.J. trovasse una bomba dal palleggio tracciando il segno sulla diagonale destra.

Drive di Hachimura e due da vicino, Len dunk,la rimonta dei Wizards arrivava sul 53-48 prima che Hayward a 2:50 splittasse due FT trovando il fallo in close-out da parte di Avdija.

L’open 3 di Westbrook valeva un solo possesso tra i due team (54-51) ma Hayward capitanava la purple army infilando altri due FT a 2:27 e Rozier dalla diagonale destra usava lo spazio a disposizione per colpire da tre.

Hachimura con un turnaround frontale segnava il -6 (59-53 ma un pocket pass centrale di Graham liberava il corridoio a Zeller che schiacciava un tomahawk da triplista.

Il +8 resisteva all’intervallo dopo la tripla in solitaria (viziosa) di Graham dalla diagonale lunga destra alla quale rispondeva in buzzer beater Hachimura per il 64-56.

3° quarto:

Una palla intercettata da Hayward a inizio quarto e un’alzata a una mano di Biyombo dal pitturato sulla seconda azione offensiva del quarto dei calabroni valevano il +10 (66-56) ma il divario scendeva rapidamente sino al +2 poiché gli unici due punti che collezionavano gli Hornets ancora sino a 8:12 erano quelli di Hayward, per il resto, gli errori di Rozier, la tripla di Westbrook e la dunk in solitaria di Len segnavano il 68-66.

Per fortuna di Borrego arrivavano due FT per Rozier che cominciava a riprendersi il ritmo infilando il +4.

Si lamentava Hayward che in entrata era limitato con più falli compreso sul tiro, nessun fischio ma la terna non poteva esimersi dal commissionare alla squadra di Brooks quello su Biz.

Le lamentele funzionavano perché all’israeliano su Hayward poco dopo era fischiato subito un fallo in marcatura.

Charlotte passava sempre con Hayward che in lenta corsa rilasciava con eleganza dal pitturato il punto numero 72.

Westbrook andava in lunetta subendo il fallo di Cody Martin dopo la finta con l’arresto.

Primo FT OK, secondo errato ma dal rimbalzo produceva il 72-70.

Gli Hornets si affidavano a Rozier che sentendo il pericolo tornava in versione killer a 5:40 colpendo da tre punti per poi mettere dentro un reverse layup in transizione a 4:41 (77-70).

I capitolini tornavano sul -3 (77-74) a 3:56 per andare anche sul -2 quando erano fischiati i tre secondi difensivi a Charlotte (tecnico di Hachimura).

Un lunghissimo jumper di Rozier da due (piede destro a toccare l’arco) a 3:15 valeva l’allungo che resisteva poco, tuttavia un catch n’shoot da tre punti di Rozier allontanava nuovamente la minaccia così gli Hornets si stendevano anche in transizione dove il duo doppio Cody si esaltava con Martin in un fulminante no look pass dalla destra sulla corsa di Zeller che chiudeva jammando, oscurando le stelle di Washington.

Charlotte andava sul +10 con un tiro di Graham lungo dalla destra dopo essersi fatto passare la palla in palleggio dietro la schiena per disorientare il difensore quindi Hachimura ritoccava nel finale sull’89-81 ma con 12 minuti in meno sul cronometro Charlotte manteneva il vantaggio inalterato.

Biyombo in schiacciata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Dopo varie vicissitudini (una palla a due tra Lopez e Martin) più una palla persa da Westbrook pressato sempre da Martin, ecco arrivare un canestro acrobatico di Cody Martin che dopo aver passato Westbrook grazie al blocco di Zeller aveva la meglio su due difensori per il +10 (91-81).

Charlotte subiva il -8 con l’hook di Lopez ma la tripla di Caleb Martin dall’angolo su assist di Rozier spingeva i Calabroni sul +11 (96-85).

Charlotte sembrava poter entrare in un finale senza patemi ma la squadra di Brooks riuscendo a recuperare 6 punti faceva entrare in crunch time la partita a 4:52 con la schiacciata di Hachimura per il 98-93.

Step-back frontale di Rozier, stoppata in aiuto di Biyombo su Robinson più altri due di Scary che in area fintava con un movimento che faceva saltare Robinson per andare a rialzarsi e colpire (102-97).

Hachimura mancava un tiro ma avendo una seconda possibilità risultava in grado di gestirla meglio segnando il nuovo -5.

Gli Hornets si avvantaggiavano nel finale grazie all’esperienza di Hayward opposta all’inesperienza di Avdija che regalava due FT a Hayward per il +7.

Biyombo andava ancora a fermare Robinson e Rozier dalla diagonale sinistra trovava in uno spaesato Avdija l’avversario perfetto per elevarsi e colpire sull’affaticato close-out: 107-97 a 1:53 dal termine.

Proprio Avdija riusciva a infilare la tripla (quasi una beffa essendo gli unici suoi punti in partita dopo una serie interminabile di errori) ma sull’altro fronte Bridges fintava per poi penetrare, Lopez gli dava la schiena mente il numero 0 cambiava direzione in crossover e salutava il “codinato” con una schiacciata a una mano al ferro.

Biz allungava in lunetta per un fallo di Lopez a :42.0 (111-101) poi Westbrook decideva di far esplodere il proprio fisico mettendo a repentaglio l’incolumità di Biyombo con un poster disintegratore sul quale la terna, commossa, regalava anche un FT omaggio.

Nel finale non cambiava nulla: Washington ricorreva al fallo per fermare il cronometro facendo uscire mestamente l’israeliano dal parquet e così si finiva sul 114-104 con gli Hornets a strappare una buona W su una serie di sei trasferte dalle quali si spera di far piover almeno tre vittorie per rimanere in media playoff.

Devonte’ Graham: 7

17 pt. (5/12), 5 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate, +11 in +/- in 29:20. Restituiamo qualcosa a Devonte’ che in partita mette un paio dei suoi “tiri ignoranti” alla Basile ma soprattutto mostra una buona regia non perdendo palloni e offendo diversi passaggi interessanti come il pocket pass nel primo tempo per l’imbucata di Zeller. Riesce anche a intercettare un pallone in orizzontale fuggendo in transizione per la schiacciata. Meglio nel primo tempo che nel secondo ma in attesa rientri Ball non se la cava male.

Terry Rozier: 7,5

27 pt. (10/20), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, +8 in +/-. 2 TO. A parte una fase nel terzo quarto dove pare aver fatto un patto con la NASA per lanciare qualsiasi cosa gli passi tra le mani tentando senza ritmo, si riprende coi i sensi da Uomo Ragno quando la squadra torna in pericolo. Segna da tre e mette un reverse nel terzo quarto e nel finale batte da fuori Avdija. Bello l’assist in angolo per l’unica tripla di Caleb Martin della serata. A rimbalzo c’è, è appena stato nominato il giocatore della settimana a Est (22-28 marzo) e sta andando spesso oltre i 20 punti. Il giocatore che spezzo c’è quando serve.

Gordon Hayward: 7,5

26 pt. (9/19), 11 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, +3 in +/-. 4 TO. A parte un air-ball fuori equilibrio da sotto che non tocca il ferro e costituisce un TO, migliora un po’ il tiro rispetto le ultime uscite andando a cercarsi spesso anche il fallo. La terna per un po’ lo ignora pensando che se non ci sono lividi forse non c’è fallo ma dopo le proteste su un’entrata dove gli mancava solo gli fosse messa la catena con la palla al piede ecco che gli arbitri si ricordano di lui così nel finale può portare a casa qualche punto in più grazie all’esperienza mostrando che il rookie israeliano su di lui è blasfemia. Fa una discreta partita in contenimento su Westbrook.

P.J. Washington: 6

5 pt. (2/5), 5 rimbalzi, +4 in +/-. 3 TO in 23:22. Lo vediamo poco sostituito da Bridges ma anche dai centri. Mette un paio di tiri (finalmente dopo lo 0/7 con Phoenix) compresa una tripla dalla diagonale destra dopo averne mancata una dalla stessa posizione e non va male a rimbalzo. Peccato per i TO (nel secondo tempo lo scontro con Robinson sul quale gli veniva data ragione era cancellato dal challenge che decretava lo sfondamento offensivo).

Bismack Biyombo: 7

6 pt. (2/4), 4 rimbalzi, 3 stoppate, -3 in +/-. 3 TO in 23:56. Troppi TO ma mette due liberi nel finale (già è un successo) e soprattutto due pezze contro Robinson in stoppata. Nel primo tempo appare come il freno a mano per l’attacco degli Hornets che paiono giocare in 4 ma fa la differenza nel finale. Westbrook lo polverizza con un megaposter dopo le stoppate ma lui fa in tempo a far sbagliare anche Hachimura mentre la sua saltuaria permanenza sul perimetro ha più successo. A fine partita se la ride con Westbrook sull’episodio della schiacciata dell’ex Thunder al quale è stato dato anche il FT sebbene sia stato lui a spazzare via con il braccio Biyombo proteso in stoppata.

Miles Bridges: 7

8 pt. (3/8), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate, +9 in +/- in 25:14. ¼ da tre punti. Praticamente è Taz. Lo ricorda nell’espressione del viso e la sua travolgente trottola spazza via tutto ciò che trova. L’energia che porta sul parquet serve alla a difesa (ottime chiusure, tempestive e intelligenti) e all’attacco anche se in serata non esplode in numero di punti ma lo fa bene, prima con un attacco frontale cambio mano e poi nel finale quando finta, va dentro, Lopez gli da le spalle convinto che Bridges vada verso il centro ma lui cambia passo e con un crossover anche direzione per andare in schiacciata a una mano a violare il ferro dei Wizards che in serata non è stato difeso benissimo. Sempre nell’ultimo quarto lo notiamo per una finta di tiro che adesca il difensore liberando Hayward in mezzo al quale il numero zero cede la palla per due punti facili.

Cody Zeller: 7

16 pt. (7/13), 13 rimbalzi, 2 assist, +11 in +/-. 1 TO. Sarebbe da 7,5 se non soffrisse i ganci di Lopez ma con 16 pt. e 13 rimbalzi in 24:01 dimostra che questi Wizards al ferro sono conciati peggio di noi . Tuttavia diamo merito a Cody che riesce a ottenere punti, segue l’azione, porta blocchi e se gli offrono palla nello spazio non si fa pregare ad attaccare. Ottima schiacciata in corsa a una mano nel primo tempo come due pt. su Mathews e mancherebbe il libero addizionale. Da fastidio e provoca situazioni nelle quali recuperiamo palla. Dopo l partita con Phoenix non bella, eccolo ritornare ad antichi splendori anche se i capelli sono molti meno ma la voglia di star lì è la stessa.

Caleb Martin: 6,5

7 pt. (3/6), 2 assist, -1 in +/- in 15:45. ¼ da tre punti. Anche Caleb, a parte un tiro da tre tutto da costruire ancora poiché ha limiti ed è poco confidente (basta vedere i tentennamenti dall’angolo dopo la tripla realizzata), gioca una buona gara tra pressing difensivo e un paio di buoni canestri. Utilizzato a sorpresa più a lungo del solito, sembra in difficoltà inizialmente, invece contribuisce alla vittoria con punti e un paio d’assist.

Cody Martin: 6,5

2 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, +8 in +/-. 1 TO in 20:35. Anche lui porta pressione in difesa. Dopo una palla rubata cede dalla destra un pallone fulmineo a Zeller con un no look pass da antologia. Ottimo per far stancare gli avversari di turno. Sarà la voglia, l’altezza ma sembra passo dopo passo prendere velocità con i suoi muscoli a spingere con delle scarpette chiodate sul tartan.

Coach James Borrego: 6,5

Può andare. Buon piano partita e time-out corretti. Arrivano diversi raddoppi sin dall’inizio su Westbrook e anche se Hachimura in assenza di Beal esplode, i Maghi, sebbene sfruttino qualcosa con Lopez da sotto, scaricano a salve da tre punti. Buona idea di lasciare i centri di ruolo. Bastano due centri come i nostri per surclassare gli avversari.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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