Game 51: Charlotte Hornets @ Houston Rockets 110-125

Intro

Charlotte oltre a scender la classifica scendeva in Texas in giornata per affrontare gli Houston Rockets, formazione molto ostica per i Calabroni che hanno quasi sempre perso negli ultimi anni anche perché Houston da quando è nata Charlotte, nelle ultime 31 stagioni, è salita 25 volte sopra i .500, 3 volte è arrivata con un record pari e soltanto altrettante 3 episodiche volte è scesa al livello inferiore.

La prima parte del merito va ampiamente data a un giocatore storico.

Vi do qualche indizio: Aveva due fratelli al college, uno di nome Afis e l’altro Taju, era già ricco prima di approdare in NBA perché suo padre aveva un cementificio in Africa, venne scelto al Draft davanti a Michael Jordan.

Ovviamente stiamo parlando di Hakeem “The Dream” Olajuwon, 17 stagioni con Houston e l’ultima a Toronto.

A parte “Il Sogno”, Houston, al contrario di Charlotte, è sempre riuscita ad allestire squadre competitive ed è in questo contesto che si svolgerà la partita di questa notte ambientata nello “spazio aerospaziale” di Houston.

La luce per gli Hornets arriverà a fine stagione, all’uscita del tunnel spazio-temporale Kupchak e Jordan sperano di pescare una stella che risollevi un po’ le sorti della squadra.

Charlotte stava andando bene nei suoi esterni fondamentali ma Graham è entrato in crisi mentre gli altri vanno a giornate o navigano costantemente sul ponte della nave fantasma Titanic facendo affondare Charlotte a ogni uscita.

La squadra è mal bilanciata perché non ha lunghi che siano solidi e completi e a 32 partite dalla fine le sconfitte aumentano anche perché non ci sono grandi scorer e quando la squadra tenta una motion offense ultimamente si perde in TO, tiri mancati e qualche fallo offensivo, troppo spesso.

Insomma, le prospettive per la serata non sono rosee, gli effetti delle ultime partite hanno creato scetticismo per questa seconda parte di annata e magari perdere per ottenere (SE otterremo una delle primissime scelte) a Charlotte non dispiace nemmeno troppo all’entourage e alla dirigenza.

Analisi

Partita agrodolce a Houston.

Ancora una volta non si raccoglie nulla in Texas.

L’oro nero Charlotte lo estrae nel primo quarto con una prestazione maiuscola e intelligente sfruttando i cm a disposizione contro un quintetto più basso.

Già dal secondo quarto però i Calabroni si fanno trascinare nel piacevole ma pericoloso della partita dal ritmo veloce; il drone Harden entra in forma (chiuderà a 40 punti sfiorando la tripla doppia) e i razzi a lunga gittata di Houston cadono spesso a segno nonostante all’intervallo Charlotte mantenga un punto di vantaggio (63-62).

Il terzo quarto è combattuto anche se Houston lo finirà avanti di 4 lunghezze, 88-92, per finire sotto a inizio quarto con Graham da tre e Monk da due a portare sul +1 Charlotte.

Battaglia anche nei primi minuti con i Rockets nuovamente sopra ma due triple di Graham (la seconda dal North Carolina) lanciavano i Calabroni sul +3 (101-98).

Graham però rientrava in panchina mentre gli Hornets lanciavano un brutto segnale con canestri troppo facilmente concessi agli avversari in entrata o da tre e dal 103 pari di passava al break decisivo, uno 0-8 chiuso dalle triple di Harden e House Jr..

Dopo una bella partita Charlotte sanguinava insieme a Martin, colpito da Zeller involontariamente a rimbalzo.

Cody, quello più forte dei due, doveva lasciare il parquet mentre Rozier falliva il secondo tiro consecutivo e House Jr. portava in alley-oop il parziale sullo 0-10…

D’Antoni chiamava il coach challenge su una stoppata data per goaltending a Tucker ma perdeva la chiamata, stucchevole.

Monk otteneva quindi anche un libero per il 106-113 ma nonostante Houston andasse qualche volta a vuoto, Charlotte non riusciva a sfruttare il finale per rientrare, anzi, Harden si permetteva il lusso di segnare 4 pt. in un colpo per fallo di Martin (spostato da una debole gomitata un po’ troppo maliziosa) e la partita finiva come il solito con una sconfitta, per 110-125 nel caso nonostante il 53-41 a rimbalzo pro Hornets e Gordon facesse uno 0/12, una delle peggiori prestazioni dall’arco in NBA se non erro eguagliando Brook Lopez.

47,0% FG e 39,4% da tre per Charlotte al tiro contro il 44,3% di FG e il 33,3% in 3FG.

Charlotte però segnava solo 13 bombe contro le 20 dei Rockets.

Fondamentali i TO, 17 per Charlotte, solo 4 quelli di Houston che con il quintetto più basso ha condizionato troppo Charlotte, incapace di trovare il ritmo e di sfruttare i cm sotto canestro per vari motivi senza riuscir a sfruttar l’occasione delle assenze di Capela e Westbrook.

La partita

Starting five

Inedito quintetto per gli Hornets a Houston.

Borrego, dopo aver provato Williams e Bacon come starter, tentava la carta Cody Martin che aveva ben giocato l’ultima partita.

Houston senza Westbrook (40 pt., 9 rimbalzi, 10 assist) e Capela schierava un quintetto basso composto da: J. Harden, B. McLemore (14 pt.), D. House Jr. (22 pt. + 9 rimbalzi), E. Gordon (16 pt. con 0/12 da 3, una delle peggiori prestazioni NBA nel tiro da fuori), P.J. Tucker (13 pt. + 10 rimbalzi).

1° quarto:

Palla a due anomala tra Zeller e Harden che il nostro centro vinceva facilmente per via dell’altezza, pressione micidiale sin da subito degli uomini di D’Antoni per sfruttare il “vantaggio” di esser piccoli ma Bridges, appena dentro la linea da due punti, dalla sinistra, scagliava un lungo fade-away sorprendentemente vincente.

Gordon in entrata da sinistra veniva girato ma ne usciva un mezzo circus shot con libero, per fortuna fallito.

Hornets ancora all’attacco ed errore per Bridges che, grazie al rimbalzo offensivo dei compagni e alla drive di Graham andava sul sicuro per l’alley-oop a 10:44.

Rozier provava subito a scavare un solco tra l due squadre colpendo dalle due diagonali da tre punti: a 10:28 da destra e a 9:59 da sinistra trascinando i teal sul 10-2.

House Jr. rispondeva da oltre l’arco per il 10-5 quindi capitava anche che Harden perdesse palla su Zeller e anche se Graham esagerando con la distanza da tre falliva, il rimbalzo offensivo portava in lunetta Rozier a 8:42 per il 12-5.

Cody andava corto ma l’ennesimo rimbalzo offensivo portava Zeller in lunetta dopo aver battuto House Jr. in entrata.

Tutto filava liscio e Charlotte a 8:17 si portava sul 15-5 forte della supremazia a rimbalzo.

A 7:58, in transizione, Graham era lasciato solo così il nostro numero 4 non si faceva pregare per segnare 3 punti solo cotone.

A 7:44 un fallo commesso su Harden portava in lunetta il Barba per il 18-7, lo stesso trascinatore dei razzi segnando da tre tagliava il divario sul -8 ma Bridges, correggendo un air-ball di Zeller (tocco ravvicinato) faceva risalire il gap in doppia cifra (20-10).

Due palloni persa sui tentativo di servire Zeller nel mezzo servivano a McLemore per chiudere in appoggio e a Harden per segnare (goaltending)il 20-14.

Borrego chiamava un time-out a 6:08 quindi Bridges sbagliava il tir ma un vigoroso tap-out di Willy finiva per favorire l’iniziativa di Rozier in entrata; spinta di Harden, gioco da tre a 5.34 con Charlotte sul 23-14.

Due FT affondati da Willy a 4:52 ed era +11, +13 quando a rimorchio lo stesso spagnolo correggeva a rimorchio l’unico errore dal campo del primo tempo di Monk.

House Jr. da tre punti portava a casa il 27-17 quindi a 3.35 un pick and roll mandava Willy dentro a infilare il +12.

Hartenstein da sotto dava qualche cm in più ai Rockets ed ecco arrivare i due punti in area per Houston ma sul fronte opposto il giocatore dei Rockets non era una roccia nel contenere Miles.

Due FT splittati a 2:26 e punteggio mosso nella stessa maniera dallo stesso giocatore a 1:42 con Charlotte sul 31-19.

Rivers in crossover depistava Monk fino ad arrivare al ferro morbido per l’alzata semplice poi nel finale Graham, in palleggio su P.J. Tucker, perdeva pala con la stessa a scorrere sulla sinistra verso Monk che andava da tre per accender la prima candelina pesante del suo compleanno sulla sirena.

Hornets-Rockets 34-22 dopo un primo quarto intenso.

Monk chiude a 19 punti nella giornata del suo birthday. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Ritmo veloce anche nel secondo quarto con Gordon ad accorciare dalla lunetta doppio un minuto, Monk sganciava un runner da centro area per il nuovo +12 per poi esaltarsi da tre e accender la seconda candelina a 10.25 (39-249 quindi toccava a Houston con un tecnico per tre secondi difensivi e la tripla di McLemore per il 39-28.

McLemore ci riprovava da fuori ma la palla, dopo aver colpito il ferro entrava nel cilindro di Rivers in salto, da dietro Martin la contendeva facendo cadere pesantemente Rivers (problemi al gomito) a terra ma gli Hornets non combinavano nulla e venivano infilati da un Harden che provava a entrare in partita.

P.J. in uno contro uno in area aveva la meglio sul Barba, Rivers, ripresosi, sfruttava il giro palla e l’open 3 dall’angolo sinistro quindi dopo l0’errore ravvicinato di Zeller ecco ancora la classica infilata di Harden con due punti più FT per sandwich Martin/Zeller.

FT affondato per il 41-36 a 8:15.

Passaggio rapido orizzontale dal post basso di P.J. per Rozier in taglio frontale e Hornets sul +9 dopo un’entrata frontale di martin con chiusura cambio mano di sx proteggendosi con il ferro.

House Jr. da tre metteva il 45-39 ma Rozier attaccando il corridoio centrale ricavava un fallo da Rivers per un 2/2 dalla lunetta.

Tucker dal corner destro da tre riduceva il divario a 5 pt. (47-42).

Bridges conteneva Harden toccando palla e salvandola in salto all’indietro sulla potenziale uscita ma Charlotte andava a vuoto e per un fallo di Rozier Harden affondava tre FT che facevano tornare a tiro i Calabroni per i razzi.

Martin da tre a vuoto ma Willy in mezzo a Harden e House Jr. era bravo a conquistare il rimbalzo e a salire per due punti.

House Jr. da tre punti metteva nel mirino gli Hornets (49-48) che segnavano a 4:15 con il giro di Bridges e l’appoggio da sotto la tabella.

Per un fallo assegnato contro Willy il Barba ne andava mettendo altri due quindi l’apertura di Willy in angolo per Graham consentiva di portare a casa tre punti, peccato gli Hornets pasticciassero in due a rimbalzo difensivo solidamente conquistato, House Jr. portava via palla e Harden a contatto con Rozier creava altri tre FT.

Implacabile il Barba portava il tabellone sul 54-53 ma lo stesso James, volendo mettere il punto esclamativo in schiacciata, spalmava sul ferro il possibile vantaggio quindi Monk in coast to coast resisteva allungando sul 56-55.

Un goaltending di Bridges poi due punti di Monk a 2:42 con errore dalla lunetta e due punti di Harden a 2:30 ripristinavano il +1 Charlotte (58-57) che dopo l’errore di Graham si trovava per la prima volta in svantaggio in partita grazie all’appoggio di House Jr.

P.J. Tucker dal corner destro aggravava la situazione con la seconda tripla personale (58-62) ma Martin correggendo l’errore di Bridges portava gli Hornets in rampa di lancio per il sorpasso finale che avveniva per mano dello stesso Martin che da tre sorprendeva.

Gordon da tre non funzionava, Martin prendeva un rimbalzo e tornando in difesa andava anche a chiudere in salto P.J. Tucker facendogli sbagliare la tripla per conservare all’intervallo il punto di vantaggio.

Altra buona prestazione di Bridges condita con il record a rimbalzo. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

3° quarto:

Rientrati sul parquet però P.J. Tucker si riprendeva la tripla mancante ma Martin batteva Gordon dalla diagonale sinistra per il contro-sorpasso (66-65) quindi un blocking foul su Bridges che splittava i liberi, portava sopra i nostri di due punti.

Gordon, sbattendo in entrata su Zeller nel semicerchio, otteneva due FT segnandone uno, seguiva però, dopo qualche errore per parte, il sorpasso per mano dello stesso ex Pelicans.

Terzo tempo da triplista di P.J. in appoggio e Hornets di nuovo al comando, Rozier a 8:49 dalla diagonale sinistra per il 72-68 davano un buon margine ma veniva assegnato un fallo dopo la stoppata di P.J. su Harden.

Il barba finalmente sbagliava un libero mentre in difesa era costretto a incassare l’hook di P.J. per il 74-69.

Gordon realizzava il -3, Martin forzava l’entrata veloce diagonale su Harden e funzionava tuttavia da una second chance ecco arrivare due punti di Gordon seguiti da tre di House Jr. per impattare la partita a quota 76.

Charlotte segnava con Bridges da sotto che correggeva sé stesso dopo esser stato contrastato da House Jr. e Rozier, dopo aver saltato in euro-step due difensori era bloccato fallosamente da Gordon.

2/2 per l’80-76 a 5:25 ma McLemore inviava un razzo che colpiva il canestro di Charlotte.

La squadra di Borrego trovava il passaggio corto lungo linea in ara tra P.J. e Bridges per la finalizzazione stretta di quest’ultimo in un due contro due ma il drone Harden pilotava a 4:22 il two and one (fallo di Bridges) per ritrovare il pari perduto.

Un passaggio di Cody martin dentro per P.J. era sfruttato al secondo tiro dal nostro rookie, bravo a riprender la palla e a schiacciare dopo l’errore.

Sefolosha e Monk andavano a vuoto, McLemore da tre dall’angolo no, altri due punti Rockets ai quali rispondeva Monk per l’86-87 ma Rivers replicava da tre da destra allungando sul +4.

Il botta e risposta finale tra Bridges (fing and rolla da transizione) e due punti di Houston da second chance lasciavano inalterato il divario con il punteggio di 88-92.

4° quarto:

In genere Charlotte recentemente è sempre uscita rapidissimamente dalla partita in avvio di ultimo quarto ma questa volta Graham apriva da tre punti e Monk in appoggio di destro ne aggiungeva due così Charlotte tornava avanti.

Gordon, in entrata rallentata su Willy, aveva la meglio sul centro spagnolo poi P.J. Tucker, in tuffo scivolato sulla schiena varcava la metà campo, passava indietro la palla, per la terna era tutto buono, Sefolosha ringraziava portando a casa due punti in transizione.

Bacon dalla lunetta a 10:13 otteneva i suoi unici due punti con un parziale bench di 34-17 quindi Tucker alzava a una mano il runner dalla destra per il 95-98.

Gli Hornets rimanevano sempre in scia e Graham si esaltava segnando a 8:44 la bomba del pareggio per sparare con confidenza e fiducia quella da casa sua a 8.13 che valeva il +3 Hornets.

Devonte’ però era fatto risedere presto in panca da Borrego per un po’ di riposo e Houston ne approfittava con Sefolosha da tre (dimenticato) quindi Harden in entrata provocava il sorpasso, proprio lui in netta chiusura fallosa su Willy concedeva due possibilità ai liberi all’iberico, non un gran tiratore dalla lunetta ma questa volta a 7:01 dalla fine non sbagliava trasformando i due pt. del 103 pari.

In un paio minuto gli Hornets però gettavano al vento la punto a punto finale; Tucker in entrata diagonale da due punti, Harden da tre (frontale a 6:19) e House Jr. d tre in second chance mettevano dentro 8 punti per il 103-111.

Lo scontro difensivo tra i due Cody (mischia a rimbalzo) era la fotografia della gara; Charlotte si pugnalava da sola a 5:42 con la botta sul naso di Martin che, accasciatosi, sanguinante dal naso, era costretto ad abbandonare il campo lasciando solo una piccola chiazza di sangue sul parquet.

Rozier mancava un tiro forzato e House andava sopra al ferro per l’alley-oop che estendeva il parziale sullo 0-10.

Charlotte segnava due punti con un goaltending e Monk trepidante di calarsi in lunetta per giunta ma D’Antoni chiamando uno stucchevole coach challenge (perso) ritardava le operazioni. Per il 106-113.

I Rockets mancavano due occasioni sulla medesima azione, Monk usciva in corsa ala ricerca della sfera vagante abbracciato a House alla ricerca del pallone, per gli arbitri il fallo era di Monk che incredulo lasciava l’ennesimo possesso ai Razzi, bravi a trasformarlo con Harden con il tocco in entrata sopra Zeller.

Troppo tardi ormai se anche Graham dalla lunetta finiva per splittare a 4.18 (107-115).

Graham aggiungeva ancora punti e Bridges da tre ritoccava i suo score per il 110-118 a 2:33 ma Harden infilava una tripla e chiudeva con una gomitataina su Martin (per eludere la stoppata) prima di tirare da tre ed essere sfiorato chiudendo con la giocata da 4 punti.

Terminava 110-125 una partita che gli Hornets non hanno giocato male ma avrebbero dovuto continuare a giocare in maniera differente sfruttando il loro vantaggio, questa volta non è stata solo colpa del materiale scadente ma anche di qualche scelta di Borrego che non è riuscito a sfruttare le assenze di due pilastri dei Rockets.

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

20 pt., 5 rimbalzi, 4 assist. 5/12 FG, 2 TO, -11 in +/-. Buon realizzatore Terry. Quando decide di andare in entrata trova il passo per il terzo tempo o per esser al massimo fermato con il fallo. Apre con due triple, poi ne mette soltanto una ancora a fronte di 7 tentativi finali. Sbaglia un paio di tiri in entrata forzando troppo nel momento decisivo della gara invece magari di passar la palla e questi pesano parecchio. Nel complesso al sua prestazione rimane discreta anche se non sgranocchia nel crunch time.

Devonte’ Graham: 7

16 pt., 4 rimbalzi, 10 assist. 5/11 FG, 2 TO, +2 in +/-. Graham in netta ripresa in serata anche se continua a sballare ampiamente alcune triple che prova un po’ troppo frettolosamente. Ne mette un paio anche da casa sua e quando sta entrando on-fire, Borrego decide di farlo riposare. La mossa si rivela letale per Charlotte che dal +3 passa rapidamente al -8 nell’ultimo quarto. Smistando 10 assist entra in doppia doppia. Nel finale poi non trova più il ritmo ma la partita era praticamente persa.

Cody Martin: 6,5

12 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 5/9 dal campo (2/4 da tre), 3 TO, -20 in 36:14. Prestazione generosa. Quando sta su Harden (la squadra cambia marcatura spesso a seconda delle circostanze) è una lotta che qualche volta vince anche se fermarlo è quasi impossibile, su Tucker funziona benissimo un paio di volte andando in close-out in angolo. Colpito da Zeller nel finale deve abbandonare il parquet sanguinante. Non si risparmia e sale in doppia cifra con due bombe a segno. Lesto nel recuperar qualche rimbalzo, alla sua prima apparizione da titolare non sfigura, meglio di Williams e tre gradini sopra Bacon. Un paio di TO evitabili ma è un rookie.

Miles Bridges: 6,5

20 pt., 15 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 8/17 FG, +0 in +/-. Record in carriera per rimbalzi per Miles. Continua a giocare bene Bridges che va in doppia doppia. Il secondo tempo è leggermente inferiore al primo quando porta ancora molta più energia che nel secondo andando ad attaccare più convintamente. Sembra in un momento positivo e la squadra in attacco lo supporta un po’ di più.

Cody Zeller: 4,5

3 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 1/5 FG, 2 TO, 4 falli, -4 in +/- in 13:05. Il giraffone là in mezzo non sfrutta i cm a disposizione non riuscendo a elevarsi sopra i più piccoli giocatori avversari. Con un centro alla Howard questa partita credo si sarebbe potuta vincere. Giochiamo senza un vero centro in attacco mentre anche in difesa nonostante raccolga tre rimbalzi in non moltissimi minuti, rimane troppo timido e soggetto ad entrate, esposto come un fragile albero in mezzo a un tornado, subisce nel finale le entrate di Harden ma non solo.

P.J. Washington: 6

8 pt., 6 rimbalzi, 3 assist in 24:07. 4/9 FG, -20 in +/-. Rientra dopo le assenze contro Spurs e Magic ma non è lui e si vede. Limitato e un po’ timido in difesa, forse per paura di forzare la caviglia, parte dalla panchina, fa vedere qualche movimento da manuale tecnico del basket ed è intelligente ad attaccare il ferro contro i giocatori più bassi in mismatch solo che l’esecuzione rimane a metà. Segna in controtendenza più punti nel secondo tempo (6).

Malik Monk: 6

19 pt., 6 rimbalzi, 1 stoppata. 8/13, 3 TO, -21 in +/-. Compleanno amaro per Monk che sfiora sì la doppia cifra con una buona media tiro. 7 i suoi punti nel secondo tempo quando peggiora la media tiro. Due bombe nel primo tempo, iniziative interessanti, purtroppo come quasi tutta la squadra fatica ne momenti decisivi anche se prova a rimetterla in piedi nel finale con qualche tentativo ma sul lato difensivo si può dare di più.

Willy Hernangomez: 5,5

10 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. 3/7 FG, 3 TO, -3 in +/-. Bel primo tempo di Willy, nel secondo aggiunge solo due liberi, un rimbalzo… risulta poso solido in difesa. Ha il merito di segnare i punti del 103 pari ma è un altro giocatore quello sceso nel secondo tempo. Non ha abbastanza mezzi e fisico per spaccare la difesa di Houston anche se nel primo tempo ci mostra un campionario interessante di buoni movimenti, tuttavia è anche “prone” al TO.

Dwayne Bacon: 5

2 pt., 1 rimbalzo in 10:41. +2 in +/-, senza quasi nessun merito. Ricava due liberi solo perché sul fade-away l’avversario commette fallo, in difesa se lo puntano è un buco. Non sembra giocare con grinta ma magari fin troppo rilassato vagamente addormentato. Non so che gli sia successo ma fa rimpiangere Batum, il che è tutto dire…

Coach James Borrego: 5

Non ha molto materiale ma avrebbe dovuto strutturate un gioco soto maggiormente efficace e tranquillizzar la squadra, tagli improvvisi e ritmo più lento non avrebbero favorito i Rockets, aiutati da troppo spazio concesso al tiro, non solo sul giro palla ma anch da parecchie dimenticanze. Direi di cercare di ripartire dal buono visto ma questa squadra tra tanking e demeriti sembra in caduta libera nonostante in serata si riveda Graham.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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