Game 53: Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 87-76

Intro

C’è un momento nel quale in alcuni cartoni animati, il personaggio impegnato in una folle caccia o corsa finisce sospeso nel vuoto, magari frenando appena dopo il bordo di un precipizio (per citarne uno Willy il Coyote) ma sfidando la legge di gravità, inspiegabilmente non cade finché non guarda giù.

Più o meno Charlotte nella notte si presenterà a Detroit in queste condizioni, sospesa nel vuoto dopo i tagli di Williams e MKG, alla ricerca di un nome pesante da arpionare al Draft per risalire verso la vetta perché la caduta ci lascerà vivi anche se ammaccati.

Ossimoro, Charlotte sembra essere anche come il bip bip in questo caso perché se Willy (o Wile) il Coyote non prenderà mai la sua agognata preda, da un po’ di tempo Detroit perde sempre con Charlotte così come a sua volta gli Hornets vengono sconfitti quasi sempre da altre squadre (Houston, Portland, Utah ad esempio) e questo non giova allo spettacolo per una Lega che dovrebbe essere più equilibrata ma che negli ultimi anni ha intrapreso delle politiche errate dal mio punto di vista.

I Pistons di questa notte però saranno diversi da quelli affrontati recentemente, con Griffin out e Drummond spedito a Cleveland per poco o nulla, nonostante i Pistoni si presentino sulla carta con meno forza, le nuove caratteristiche della squadra potrebbero mettere in difficoltà gli Hornets.

Charlotte ha una buona occasione per rompere il muro delle 5 sconfitte consecutive e mandare un segnale alla macchina che segna una linea piatta ultimamente oppure gettare la maschera e optare per uno sfrenato tank che bisognerà comunque pur rompere ogni tanto…

Analisi

Senza più Drummond, con out Griffin, Rose e Kennard i Pistons provavano a evitar d’incassare la decima sconfitta consecutiva contro Carlotte ma sin dall’avvio si notava che gli Hornets avevano una marcia in più.

Dopo la parità raggiunta dai Pistons sul 7-7 Charlotte si allontanava in doppia cifra.

Detroit aveva un rientro sul -2 grazie all’ingresso in campo di Hernangomez a sostituire Zeller (negli spogliatoi per un taglio).

Un paio di rimbalzi offensivi davano a Charlotte due seconde possibilità risolte con due triple che allontanavano un po’ dal pericolo ingranaggi i Calabroni.

Dopo una tripla di Graham (la prima e unica della sua serata) a 6:15 nell’ultimo quarto, i Pistons, sul -15 andavano incontro all’ennesima sconfitta in una gara dove la squadra di Borrego non ha mai mollato il comando nel punteggio arrivando quasi a battere il proprio record stagionale per punti concessi.

Spazzata òla serie sul 4-0 pur in un anno non semplice per gli Hornets è già tempo di volere lo sguardo a Minneapolis, ultima tappa prima de break dell’All-Star Game.

A livello di statistiche, Detroit vince a rimbalzo nettamente per 52-45 e risicatamente negli assist (19-21) oltre che nelle stoppate (3-5).

Charlotte però, pur basse, ha percentuali migliori dal campo (37,5% FG contro il 35,4% di DET con un 25,0% da tre punti contro il 20,0% dei Pistons).

A pesare sono soprattutto steal e TO, Charlotte con mani veloci ha sottratto sfere, conquistato palloni o intercettato spicchiate; le steal sono 10-4 mente i TO in generale sono stati 10-21, frutto anche del pressing di Charlotte oltre che della poca lucidità di qualche passaggio.

La partita

Starting five

Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller erano i 5 per il solito quintetto degli Hornets.

Detroit invece, per scelta di coach Csey, schierava: Reggie Jackson (8 pt.), Bruce Brown (10 pt., 12 rimbalzi), Tony Snell (3 pt., 4 assist), Christian Wood (10 pt. + 8 rimbalzi) e Thon Maker (12 pt. +12 rimbalzi).

Dalla panchina Markieff Morris con 10 pt., Galloway con 9 ed Henson con 7 rappresentano il podio Pistons.

1° quarto:

Squadre sul parquet con maglie fin troppo somiglianti (grigio perla per Charlotte, bianca per Detroit) e sulla palla a due vinceva il bianco ma quello degli Hornets, Zeller che dava l’opportunità a Bridges di partire bene con un ottimo turnaround in post per il 2-0.

Maker dalla linea di fondo destra pareggiava dalla media in jumper su un imbolsito Zeller quindi Miles, raccogliendo un tiro corto, segnava in fing and roll il 4-2.

Wood commettendo uno sfondamento su Graham appena dopo il passaggio nell’angolo, salvava gli Hornets dalla tripla, P.J. dall’altra parte invece batteva Wood in area con un baby hook prima che a 8:30 Jackson dalla destra infilasse la tripla del 6-5.

Quattordici secondi più tardi erano fischiati i tre secondi difensivi contro Detroit, Rozier ringraziava con un punto supplementare.

Maker si faceva togliere all’ultimo la palla da Zeller, tuttavia sulla transizione rimediava riprendendosi la sfera su un controllo non perfetto di Miles ma sulla contro-transizione Wood commetteva ancora il peccato diabolico di andare a sfondare su Devonte’…

Zeller si dimostrava incapace di difendere quando Brown prendendogli il tempo andava a batterlo in appoggio per il pareggio ma Monk finalmente tornava a muovere lo schermo anche dal lato Charlotte con un catch and shoot (Graham scarico perfetto) dalla destra per il 10-7 (6:15).

Malik aggiungeva due FT a 5:52 prima che Dombouya arrivasse a far battere la palla al vetro per il 12-9.

Henson a 4:34 stoppava oltre il fondo Caleb Martin ma 12 secondi più tardi in penetrazione P.J. Washington saltava in bump davanti al canestro per elevasi in schiacciata e Bridges aggiungendo una tripla dall’angolo destro tentava il primo approccio con la fuga (17-9).

Il vantaggio saliva in doppia cifra dopo l’appoggio di Martin, spuntato a dar manforte a Willy, il quale aveva appena subito una stoppata da Henson e tirato imprecisamente subito dopo, la palla raccolta da Caleb.

Henson a sua volta andava a correggere un errore di Brown da sotto il canestro ma a :02.3 dalla fine del primo quarto il teardrop di Graham chiudeva i giochi sul 21-11.

La potenza di Miles Bridges in azione difficile da contenere per Snell. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte andava a segno ancora per prima anche nel secondo quarto con P.J. che abbrancando il lob di Graham oltre Wood, scendeva dalle parti del ferro per risalire e battere la coppia Wood-Morris.

Tripla di Markieff Morris frontale a 10:43 ma P.J. andando con fiducia verso il ferro trovava il modo per estender l’appoggio di destra oltre un Wood aggressivo.

Brown andava verso il canestro ma Graham subendo il terzo sfondamento personale faceva recuperare un altro pallone agli Hornets.

Galloway a 9:25 infilava due FT giocando sempre sul filo del singolo/doppio svantaggio (25-16).

McDaniels dalla destra indovinava la sua prima tripla in NBA a 8:42 ma dopo due punti di Galloway che faceva bussare la palla al plexiglass, Borrego decideva per un time-out (8:23).

Charlotte ne beneficiava segnando l’elbow jumper con Graham e con Rozier in transizione.

Il suo pull-up da tre a 6:57 valeva il 33-18 oltre a costringere Casey al time-out. A 6:43 Detroit rompeva il miniparziale di Charlotte con due FT di Jackson mentre Rozier dall’altra parte era praticamente stoppato nel traffico ma resistendo riusciva a correggere con un mezzo circus shot per il 35-20.

Morris da due e l’eccezione Wood da tre (frontale) riportavano a -10 i Pistons che in difesa faticavano però a tenere sui nostri; McDaniels impattava a 5:16 su Snell ottenendo due punti dalla lunetta.

A 4:31 l’ingresso di Wood costava un two and one (fallo leggero di Bridges) per il 37-28 quindi a 4:18 Monk conquistava la lunetta affondando due FT nel mare della tranquillità.

Ad agitare le acque arrivava una tripla dall’angolo destro dopo una strana penetrazione con scarico di Wood.

Sul -8 i Pistons però ricorrevano al fallo di Wood per fermare l’appoggio di Bridges che dalla lunetta non tradiva a 3:47 per tornare a segnare in hook su Dombouya dopo il passaggio a vuoto dei Pistoni.

Monk intercettava un passaggio di Maker per un back-door ma il coast to coast finiva con la stoppata in rimonta dello stesso numero 7 dei Pistons.

Maker rimaneva attivo anche sull’altro lato del campo con una schiacciata in girata anticipando la tripla di Galloway per il -7 (43-36).

Un teardrop di Graham finiva nella retina come uno dei due liberi di Maker dopo un paio di errori dei compagni.

Knight potrebbe crear qualcosa per accorciare ma il suo passaggio all’indietro era preciso per Graham che in transizione aspettava la rimonta di Maker e Galloway per fornire il passaggio all’indietro per Bridges che arrivava a rimorchio per offrire dello show-time in reverse dunk a chiudere il primo tempo sul +10 (47-37).

Graham tenta il jumper contro Brown. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

3° quarto:

Detroit apriva il secondo tempo con la tripla di Snell alla quale rispondeva Rozier in taglio a 10:58.

Il passaggio schiacciato di Zeller raggiungeva il numero 3 che in mezzo avvitamento, spostato da Maker segnava un two and one per il 50-40.

L’ex Wood però dal pitturato racimolava 4 punti trascinando al -6 i bianchi.

Seguiva la reazione di Cody che frontalmente si scontrava con Maker, la palla ballava sui ferri per finir dentro mentre Maker andava giù.

Zeller poco più tardi era costretto a uscire per un taglio sanguinante sopra lo zigomo destro e a 8:33 entrava Willy che da lì a poco prendeva il tiro da tre open senza riuscire a metterlo.

Anche Jackson falliva la tripla ma Charlotte lasciava una voragine senza tagliafuori e Maker a rimbalzo ringraziava segnando con l’invasione di un Borrego giustamente arrabbiato per due punti incredibilmente regalati.

A 7:29 quindi time-out sul 52-46.

Willy era stoppato da Maker ma sull’altro fronte Wood non trovava nulla di meglio che un wild shot in entrata fallendo contro il nostro centro spagnolo.

Brown aveva la meglio su Willy dal post basso nonostante i cm a sfavore, un air-ball di Caleb Martin e due punti da sotto di Maker su un Hernangomez impalpabile sembravano il preludio al sorpasso (52-50) ma Caleb Martin cambiando diagonale, assistito, riusciva a metter la tripla del +5.Una dunk di Henson riavvicinava i Pistoni ma Malik rispondeva andando dentro senza troppa grazia ma con efficacia dopo una palla molto combattuta.

Galloway con un arresto e finta di tiro da fronte a canestro si liberava di Caleb e veniva aiutato dal ferro sul suo tiro quindi i Pistons sul -3 e con la palla in mano potrebbero pareggiare ma un passaggio di Henson era preda di un rapido Monk che partendo in coast to coast arrivando alla slam dunk davanti a Galloway.

Una mazzata di Willy non toglieva palla dalle mani di Henson che riusciva a segnare il tiro e anche l’addizionale del 59-57.

Con Cody negli spogliatoi servivano punti per resistere alla pessima difesa dello spagnolo e per un fallo di Brown uno lo portava a casa Graham.

Devonte’ da tre continuava a essere impreciso ma un rimbalzo di Miles consentiva a Monk di avere una second chance che il numero 1 sfruttava senza timore sparando dalla diagonale sinistra un profondo tre che si inabissava a 1:08 (63-57).

Stesso copione poco più tardi con Graham a non funzionare al tiro ma ancora un tap-out, questa volta di Hernangomez era manna per Miles che bombardava ancora da fuori per il 66-59 a :30.5.

Charlotte si affacciava agli ultimi 12 minuti conservando 7 punti di vantaggio quindi.

4° quarto:

Pessima partenza per Graham, il quale giungeva a 0/6 da tre punti, Morris per fallo di martin in lunetta a 11:12 riduceva il gap a 5 punti ma un floater tagliato di Zeller su Henson serviva come il successivo tocco off-balance in entrata di Rozier a 9:25; 4 punti fondamentali per la squadra di Borrego tornata sul +9 (70-61).

Una serie di errori di Charlotte sullo stesso possesso era punita dall’angolo sinistro da Brown con il 70-63.

Charlotte dava un’accelerata al suo gioco m pescando il liberissimo McDaniels riposizionatosi nell’angolo destro; tempo e spazio per coordinarsi, mirare, segnare una tripla e festeggiare il +10.

McDaniels recuperava un rimbalzo difensivo, Cody uno offensivo smanacciando dentro da un suo errore per il 75-63 e dopo un’altra buona difesa del rookie McDaniels anche Graham si sbloccava da oltre l’arco nel momento giusto.

La sua tripla spediva Charlotte sul +15 a 6:19 e anche se Maker recuperando una giocata da tre punti riduceva lo scarto di un quinto, Brown mancava il tiro, Wood perdeva la palla sbattendo su P.J. portando sul 12-21 i TO.

Graham fingendo il tiro faceva saltar via Brown colpendo senza ostacoli per l’80-66 quindi la drive verticale di Monk con passaggio corto sulla linea di fondo per Bridges serviva per passare un finale tranquillo dopo la dunk del numero zero.

Pull-up di Graham su Maker, Morris in virata e appoggio portava a spasso P.J. subendo anche fallo

A 2:31 l’84-69 non dava comunque speranze ai Pistoni di evitare la decima sconfitta consecutiva contro i Calabroni.

Monk nel finale faceva tutto lui; scivolando rischiava di perder palla ma riuscendo a servire Graham si rimetteva in piedi scattando dentro contro-ricevendo il passaggio per andare in schiacciata appesa ma la trazione all’anello successiva non piaceva agli arbitri che gli affibbiavano un tecnico.

Knight a 1:11 segnava da tre e Brown mettendone altri due evitava agli Hornets di raggiungere il nuovo record stagionale per meno punti subiti in una partita (73 a Chicago).

Rimaneva comunque una buona prestazione difensiva con i ritocchi finali per l’87-76.

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

11 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. 4/13 FG. +12 in +/-. Qualche spreco al tiro ma buona difesa e presenza a rimbalzo. Mette dentro 11 punti, non molti (qualche errore c’è stato) tuttavia la serata è più che sufficiente.

Devonte’ Graham: 7,5

14 pt., 7 rimbalzi, 11 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 6/17 FG (1/9 3FG), +24 in +/-. Doppia doppia per Devonte’ che difetta nell’errare troppo ma in una serata dove le squadre non sono precisissime fa 5/8 da due punti. E’ da tre che si intestardisce mancando quasi tutto tranne una tripla fondamentale per ammazzare la partita.

Miles Bridges: 7

18 pt., 7 rimbalzi, 1 rubata. 7/15 FG, 2 TO, +0. Solito buon inizio per Miles che chiude con 13 punti e 4 rimbalzi il primo tempo, poi picchietta in attacco ma è soprattutto in difesa a mettere insieme buoni stop ai Pistoni. Un fallo di Morris con il gomito sul suo mento nel secondo tempo ci riconsegna palla. Troppo semplice ma bella la reverse dunk show-time su assist di Graham in transizione.

P.J. Washington: 6

8 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 4/10 FG. Una schiacciata dal punto esclamativo, dopo l’ottimo primo tempo scompare in attacco nel secondo. In avvio fa vedere qualche movimento dei suoi. Nel secondo tempo alterna buone difese ad altre ingenue e dannose

Cody Zeller: 6,5

6 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 3/9 FG, +14. Cody prende lo stesso numero di rimbalzi del primo tempo ma segna anche i suoi 6 punti tutti nel secondo senza troppa eleganza ma con pragmaticità. Deve uscire per una ferita sopra lo zigomo nel terzo quarto. Quando rientra nell’ultimo fa meglio di Willy sui due fronti.

Malik Monk: 7

17 pt. 3 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate. 3 TO. +0. Aiuta la squadra con i suoi punti, tanti ottenuti attaccando il ferro. L’unico assist è realizzato attaccando il ferro con un passaggio verticale per Bridges. Bene dalla lunetta con 5/6 e da tre punti con 2/4. Qualche TO di troppo per diversi motivi come quello sullo scarico.

Caleb Martin: 6,5

5 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. 3 falli, 2/7 FG, +1. Non un granché al tiro ma mette una tripla pesante in un momento delicato. Profonde impegno e se alcune volte viene battuto dall’esperienza in più degli avversari, compensa con generosità e pressione sull’attaccante.

Willy Hernangomez: 4,5

0 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 0/4 FG, 2 falli, +4. Trascurabile lo 0/4 dal campo e gli zero punti ma se i 4 rimbalzi i 13:50 tutto sommato potrebbero anche starci (non è così perché se ne fa soffiare dai piccoli come Brown nel finale di primo tempo) tra una tripla mancata e due stoppate subite, in difesa nel terzo quarto è il buco che Detroit individua e rischia di costarci caro. Fortuna rientra Zeller.

Jalen McDaniels: 7

8 pt., 3 rimbalzi in 16:45. 2/3 FG, 2/2 FT, 3 falli, -2. Beffardamente prende un -2 in plus/minus, invece, è decisivo nel momento migliore di Charlotte nell’ultimo quarto quando segna una tripla aperta, compie una buona difesa e un ottimo box successivo. Va a dar fastidio in difesa dove prende anche tre rimbalzi. Buona mano se ha tempo di mirare, aiuta molto con la sua energia a mandare in confusione Detroit e a provocare un paio di palle perse.

Coach James Borrego: 6,5

La squadra passa a Detroit in linea con il valore dell’avversario. L’attacco è saltuario. Si vedono tante buone azioni ma anche alcune forzature mentre in difesa a parte un paio di distrazioni fotoniche e l’impossibilità di Hernangomez di difendere, ci siamo am c’è da tenere in conto il livello della squadra avversaria.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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