Game 56: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 90-99


Intro

Il rap, quello fatto bene, quello intelligente, quello che racconta qualcosa di vero, quello genuino e “incazzato”, quello fatto bene, a me piace.

Mahmood, “vincitore” (c’è una certa idiozia di fondo nelle incomparabili competizioni artistiche) di Sanremo (non lo guardo mai ma mi capita di ascoltare poi le canzoni e di trovarne qualcuna molto bella come quella di Silvestri, nonostante il sistema di scelte delle major sia più che rivedibile) racconta la storia del padre che se n’è andato e che gli si riavvicina, lui sospetta (direi non a torto) solo per i soldi…

Se la vediamo così, arriva un messaggio che si può estendere a tutti i rapporti umani, come mutino in base a tutte le interazioni dovute ai soldi… è un pezzo crudo ma reale che fa rifletter sulla veridicità dei rapporti (se non ci si può fidar nemmeno del padre) e magari ragionare su giudizi di meccanismi che incatenano alle cifre e alle scelte…

Ad esempio, a proposito di cifre e scelte, alle contropartite troppo onerose (?) richieste per Gasol, in North Carolina si sono accontentati di andare a prendere Shelvin Mack, PG tagliata da Grizzlies e Hawks nel giro di un paio di giorni.

Gli Hornets quindi a Indianapolis per vincere dovevano andare con uno spirito rap per strappare una possibile e importante vittoria che rappresenterebbe il primo passo per poter arrivare sopra i .500 all’All-Star Game di casa e allungare sugli Heat che ieri notte hanno mostrato gran cuore a Oakland pur cedendo di due punti alla fine dopo aver spaventato seriamente la squadra più forte della Lega.

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La partita in breve


Kemba Walker per la quinta volta consecutiva supera i 30 punti pareggiando il record di franchigia detenuto da Glen Rice ma non serve a molto a Charlotte…

Hornets che sembravano partir bene con un 10-4 favorito da una giocata two and one di Lamb ma la reazione Pacers non tardava ad arrivare e così la squadra di McMillan si portava avanti 11-14 prima d’esser raggiunta da Lamb a 5:08 a mezzo tripla.

Sarà uno dei due tiri da fuori che gli Hornets metteranno nel primo tempo…

Charlotte nel breve periodo subiva la brillantezza dei Pacers mentre l’attacco di Borrego andava in panne.

Gli ultimi 5 punti del quarto erano targati Evans per il 19-32.

Evans ripartiva con tre punti nel secondo periodo e Charlotte finiva rapidamente sul 19-39 (-20) prima di reagire e tornare a fine quarto su un -16 (38-54) con un punteggio bassissimo per Charlotte figlio di un 2/21 da oltre l’arco nonostante l’esordio di Mack a sostituire Parker e Graham dati in lista infortunati.

Più che grinta rap era una partita trap-pola da tre…

Insperatamente cambiava la musica nel terzo quarto, gli Hornets si avvantaggiavano grazie a numerosi rimbalzi offensivi che portavano a diverse second chance e a un Walker scatenato nel quarto bravo a portare la squadra di MJ, prima sul -2 a 1:42 dalla terza sirena (goaltending Turner), poi con una tripla a 1:03 i Calabroni sul -1 (71-72).

Gli Hornets però non riuscendo a compiere il passo del sorpasso erano sorpresi da un parziale di 0-11 con il quale la squadra di Indy arrivava sul 71-83 a 10:11 dell’ultimo quarto.

Charlotte con due triple consecutive di Kemba riusciva a tornare sul -7 (82-89) ma non riusciva ad andare oltre nemmeno nel finale quando un indecoroso Batum segnava i suoi primi due punti del match.

Qualche record di squadra e di kemba fatto notare da Fox prima del match.

Con il 32,2% al tiro del quale un 17,5% da oltre l’arco non si poteva sperare di vincere. Hornets che non riescono a trovare il giusto equilibrio tra intensità e concretezza in attacco, questa notte rovinata dall’esagerazione nelle soluzioni “comode” da fuori. 7/40, più del 25/33 ai liberi che hanno portato più punti. Bene nei rimbalzi offensivi, ben 21 sui 51 totali e nei TO, 5 contro i 12 dei Pacers che tuttavia hanno sfruttato il 51,4% dal campo per vincere nonostante siano andati sotto a rimbalzo (39) e tirato meno liberi (15/17). Charlotte ha la meglio su diverse statistiche ma non basta a compensare il tiro.

I Pacers finiranno con diversi uomini in doppia cifra: Turner con 18, Bogdanovic con 14, Collison con 13, Evans con 12 e T. Young con 11.

L’altro starter, Matthews ha chiuso con 8 punti e 2/10 dal campo ma proprio con le due triple pesanti che hanno chiuso la gara dopo uno 0/8 dal campo mentre Batum da noi ha segnato i primi due punti nel finale arrivando a un 1/8 complessivo con uno 0/7 da oltre l’arco…

Al momento, per quel che riguarda le avversarie c’è da registrarela stentata vittoria dei Raptors su Nets e il vantaggio dei Nuggets sugli Heat a Denver (81-66 a 1:49 dalla fine del terzo periodo).


Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Partiva Indiana ma il nuovo arrivato Matthews andava fuori misura con il runner quindi sull’altro lato tutti gli Hornets partecipavano all’azione che portava Zeller in area a crearsi l’hook per il vantaggio.

Young a 10:55 imitava di gancio il collega pareggiando ma Marvin con un sicuro tre punti dalla diagonale sinistra e Walker in penetrazione inseguito da Turner (con il cambio mano di sinistra sotto canestro) portavano sul 7-2 gli ospiti.

Un pullup frontale di Collison riduceva le distanze ma a 8:18 Lamb con il crossover iniziale arrivava a pochi passi dal canestro prima che Matthews tornasse su di lui creando il contatto falloso per il gioco da tre punti di Lamb che allungava sul 10-4.

Un parziale di 0-6 pro Pacers chiuso a 6:23 da due FT di Turner ristabiliva la parità e dopo un ½ di Zeller a 6:14 i Pacers passavano avanti con l’allungo sul 11-14 grazie a due canestri ravvicinati di un Bogdanovic capace di muoversi bene nello stretto.

A 5:08 Lamb da tre colpiva dal lato sinistro pareggiando nell’ultimo sussulto Hornets prima del diluvio Pacers che andavano a segno con un lunghissimo tiro di Turner da tre e con Collison che sulla stessa azione da transizione scagliava al secondo tentativo un open 3 che iniziava a scavare un solco (14-20) ampliato da un reverse layup di Joseph e da due punti di Sabonis per il 14-24.

A 3:00 dalla prima sirena esordiva Mack giacché Parker e Graham rimanevano fuori per infortunio ma, nonostante il suo assist per il canestro rompi-parziale (0-10 Pacers) e una steal in mischia che portava alla transizione chiusa da due FT di MKG (fallo Turner) per il 18-24 a 2:05, non cambiava la musica.

La power jam di Sabonis a una mano riprendeva la marcia dei Battistrada che, nonostante un ½ di Biz dalla lunetta, procedeva spedita con cinque punti di Evans che nel finale costruiva il 19-32 del primo quarto.

2° quarto:

Charlotte partiva con la coppia M&M’s Mack/Monk, Batum rimaneva l’unico titolare mentre sotto le plance oltre a Biz entrava inusualmente il Tank che sbagliava il primo tiro della seconda frazione.

Evans da tre segnava l’ottavo punto consecutivo , Joseph in jumper a 10:08 aggravava la situazione e T.J. Leaf ricevendo in corsa dal fondo s’infilava centralmente per alzare l’assurdo -20 a 9:47 dall’intervallo (19-39).

Walker segnava due punti per Charlotte e guadagnava anche tre FT sul contatto con Joseph a 8:22 mettendo solamente però una delle occasioni continuando a soffrire il brutto momento in campo dei Calabroni che comunque si avvantaggiavano di uno sfondamento sulla linea di fondo da parte di Sabonis su Zeller e dei passi di Evans in attacco, inoltre il terzo fallo rapido di Sabonis su Kemba estrometteva il bianco dal campo.

A 7:27 Cody in corsa provava a infilarsi tra due avversari per il fing and rolla ma era toccato.

Due FT e Hornets in bonus, solamente un ½ per il 23-39 con Kemba a provarci ancora da tre con lo stesso risultato: zero.

Hornets sul 2/15 da oltre l’arco contro il 4/8 avversario…

Lamb infilava il floater del -14 e Mack rientrava a 6:24 insieme a Kemba e Lamb che portava una transizione a tutta velocità non segnando ma consentendo il tap-in di Zeller.

Charlotte recuperava un pallone in difesa grazie a Williams in tuffo mentre il go to guy era ancora Jeremy che depistava Matthews, ultimo uomo, con la finta per passarlo e alzare comodamente in appoggio il 29-41.

Indy finiva di cincischiare un po’ recuperando a 5:11 due FT con Bogdanovic (Fallo di Mack duro) e segnando con un hook di Young.

Cody rispondeva al vetro ma Turner con un piazzato frontale portava il mega-schermo sul 31-47.

Cody mancava un open 3 ma un’altra deflection di Williams serviva a Lamb per attaccare nuovamente il canestro e guadagnare due punti dalla lunetta a 3:33.

Nel finale ¾ dalla lunetta dei Pacers e un’alzata di Cody in area con un po’ di spazio servivano a mandare il punteggio sul 35-50 prima che Young battesse Batum con il semi-gancio in area e a :38.8 Kemba con l’arresto e il tiro al plexiglass segnasse subendo fallo da Collison per il libero del 38-52.

Evans in caduta metteva dentro da sotto il 38-54 mentre sull’ultima occasione Kemba sparava da tre sui ferri, refrain di tutto il primo tempo, arrivando a totalizzare un parziale di squadra di 2/21 per Charlotte…

Lamb contro il nuovo Pacers, Matthews.

3° quarto:

Zeller partiva con la dunk, Bogdanovic sparava a 11:27 la tripla in faccia a Marvin che non riusciva a stopparlo nonostante il buon tentativo ma gli Hornets continuavano a recuperare con la terza tripla di serata.

Era il capitano a realizzarla così come riusciva a infilare i tre punti successivi grazie a un fallo di Matthews su un altro tentativo da fuori.

A 10:29 Charlotte andava sul 46-57 e dopo un’azione nella quale il capitano rubava palla a Bogdanovic favorendo due FT per Zeller a 9:04 che questa volta il nostro centro non falliva.

Un turnaround di Turner sulla baseline sinistra rallentava il rientro di Charlotte che comunque nonostante una giocata two and one di Young (fallo di Lamb) a 8:21 per il 50-62.

Gli Hornets andavano sul -10 (54-64) con Walker mentre a 6:49 un tecnico all’inviperito Matthews più due liberi per il capitano (tocco sul tentativo d’alzata per il tiro) portavano sul -7 Charlotte in mezzo ai fischi di un pubblico che non gradiva i numerosi falli fischiati contro nel breve periodo ai propri beniamini.

57-64 che diveniva 57-68 con il gancio di turner oltre Zeller e al jumper dal mid-range destro di Bogdanovic.

Hornets che tuttavia grazie al lavoro a rimbalzo offensivo (questa volta era Biz a recuperar la sfera) trovavano un’altra marcatura, questa volta era Bridges dal corner destro per il tiro pesante del 62-68.

Kemba in entrata scartava sull’esterno Collison per un to the rim ma era lo stesso Collison a segnare in jumper rispondendo allo scatenato n° 15 di Charlotte.

Collison ci graziava con un open 3 e Turner stoppava in area MKG ma la palla arrivava a Lamb che sempre in area alzava il floater vincente avendo la copertura del compagno stoppato.

Gli Hornets riducevano il gap a sole due unità quando a 1:42 Turner spazzava via il tiro di Kemba commettendo però goaltending (la palla aveva picchiato sul vetro).

68-70, Hornets a un passo che crollavano sul più bello:

jumper di Joseph, tripla di Kemba a 1:03 di Kemba per il -1 ma la risposta frontale con parabola altissima di Turner era un macigno, l’entrata di Collison anche peggio perché chiudendo il quarto sul 71-77 dava un messaggio al match in controtendenza rispetto a un quarto favorevole a Charlotte per il recupero.

4° quarto:

Sabonis per i Pacers era una risorsa, suoi i primi 4 punti dell’ultimo quarto con il parziale di 9-0 che estendeva il vantaggio della squadra di McMillan in doppia cifra (71-81) e quando il buon Mack a 10:13, nonostante se li procurasse in entrata, mancava i due FT si capiva che la gara sarebbe sfumata.

Il bound pass per McDermott sulla linea di fondo, terra di nessuno, confermava la sensazione con il canestro del panchinaro gialloblu.

Time-out di Borrego a 10:01, la situazione non cambiava molto anche quando Lamb con una strong drive e short pass in area pescava Cody, bravo nel traffico a metter dentro un gioco da tre punti a 7:34 valevole solo per il 76-87.

Charlotte segnando due triple consecutive aperte con Kemba (inframezzate da un’entrata di Bogdanovic) arrivava sul -7 (82-89) ma dall’altra parte arrivava su una second chance (rimb. Collison) la risposta di Matthews con un lunghissimo frontale sul quale Cody in uscita non poteva nulla.

Turner e Lamb con due punti a testa lasciavano il divario a 9 punti (85-94) ma a risolver la gara era Matthews che con una bomba dalla diagonale destra superava il tentativo di stoppata di Lamb.

L’ultima reazione di Charlotte portava a un parziale di 5-0 per tornare sul -7 (90-97) con sue punti di Batum in appoggio dalla linea di fondo sinistra ma il tempo degli uomini correva inesorabilmente con il cronometro a segnare :21.9 rimasti.

Charlotte non sapeva nemmeno se commetter più fallo o no, ci metteva troppo a decidere e Lamb spendendolo andava a sedersi in panchina per raggiunto numero limite di falli.

Finiva con Turner a puntellare la W dei Pacers sul 90-99.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

34 pt., 9 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 10/23 al tiro. Chi fa da sé fa per tre o va sopra i 30 punti per la quinta volta consecutiva pareggiando il record di Glen Rice. Non basta. “Date una squadra a quest’uomo” dovrebbe essere il motto. Se nel primo tempo è nettamente fuori ritmo, specialmente fuori dall’arco, l’impegno non manca come testimoniano gli incredibili 9 rimbalzi per un piccolo come lui che lo portano alla soglia della strana doppia doppia. Terzo quarto da favola con tripla del -1 mentre altre due saette consecutive spingono Charlotte all’ultimo tentativo fino all’82-89. Fornisce anche assist non riconosciuti che portano a liberi, vedi quelli di Zeller.

Jeremy Lamb: 6

21 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. 6/6 ai liberi e +11 di plus/minus come Walker ma a ben guardare il7/22 dal campo non da una percentuale eccezionale ma in media con la squadra. Non ricordo Jeremy abbia mai preso così tanti tiri a Charlotte. Buoni alcuni floater, sbaglia diversi tiri importanti per il riavvicinamento, soprattutto da oltre l’arco dove l’1/8 conferma i miei scritti precedenti.

Nicolas Batum: 4

2 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 1/8 dal campo con gli ultimi due inutili punti per Charlotte. Prima d’allora aveva provato 7 volte da fuori per la mia disperazione… 0/7 pesante. Non prova mai ad andar dentro realmente e penalizza gli Hornets. Anche gli assist non sono molti… Il titolare con minor plus/minus, anche se gioca una parte in più di match per aiutare la bench.

Marvin Williams: 5,5

5 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 2/10 dal campo con un 1/6 da fuori. Marvin sbaglia quasi come e quanto il francese ma in difesa ci mette più grinta recuperando un paio di palloni consecutivi. Va in doppia cifra a rimbalzo.

Cody Zeller: 6,5

18 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 6/11 dal campo. Dall’altra parte Turner fa gli stessi punti con un rimbalzo in meno ma un paio di stoppate in più. Lui è meno solido e in attacco pare il classico centro mobile, in serata spunta in corsa o riesce a ricavare spazio nel traffico per tap-in appoggi o floater. Il problema non è lui in serata anche se all’inizio la copertura del pitturato in certe situazioni avrebbe potuto esser forse maggiore.

Malik Monk: 4,5

0 pt., 1 rimbalzo, assist, rubata. 0/3 in 9:31. A parte l’attacco la difesa non c’è. Si fa tagliar fuori da alcuni passaggi e batter facilmente da Bogdanovic nel secondo tempo che gli scappa via con una finta con Monk che abbocca saltando. Un rimbalzo offensivo ma un eloquente -20 di plus/minus, non casuale.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

4 pt., 1 rimbalzo. 1/5 dal campo. Una prestazione in attacco insufficiente con un gancio sfortunato che gli salta fuori e un tentativo da tre coraggioso ma impreciso. In difesa viene preso in mezzo o battuto magari in copertura come quando Bogdanovic, dopo aver battuto Monk (vedi sopra) alza il floater davanti a lui che non riesce a stoppare.

Miles Bridges: 5

3 pt., 1 assist, 1 stoppata. C’è un momento nel quale la sua presenza in campo sembra funzionare. Charlotte guadagna qualche punto con l’attacco dei Pacers distratto. In attacco segna solo quella tripla sbagliando altre due conclusioni. Ancora marginale.

Bismack Biyombo: 6

3 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Anche lui prende un plus/minus negativo (-9) come tutta la panchina ma il suo rimbalzo offensivo per la tripla di Miles capita a fagiolo. Non riesce a prender un passaggio di Kemba basso facendosi anticipare, per il resto tira solo una volta dal campo segnando e dalla lunetta splitta.

Shelvin Mack: 4,5

0 pt., 1 assist, 1 rubata. 0/2 dal campo, 0/2 dalla lunetta. Impermeabile anche alla marcatura in serata. Sbaglia un paio di tiri e soprattutto due liberi sul 71-81 per interrompere il parziale dei Pacers. Sembra aver un buon controllo di palla ma poi smista subito l’assist da tabellino e anche la rubata in mischia arriva presto. Pur rientrando una volta in più e giocando 12:08 al posto di Parker e Graham entrambi in lista infortunati, non da nulla o quasi a Charlotte per farle cambiar passo, anche lui prende un -20 di plus/minus. Non lo voglio stroncare perché e al debutto immediato senza aver appreso forse un solo schema di Borrego ma al prestazione odierna è anche più bassa di ciò che mi sarei aspettato.

Frank Kaminsky: 5

0 pt., 2 rimbalzi. Gioca 4:25 nel secondo quarto quando Borrego gli da una possibilità provando a shakerare il quintetto per dare una scossa ma la mossa non funziona in attacco. L’attacco è bloccato e lui sbaglia un paio di conclusioni prendendo un -4 di plus/minus. Non metterà più piede sul parquet. Avrebbe dovuto esser ceduto ma è ancora tra noi, tuttavia senza portare benefici.

Coach James Borrego: 5,5

Probabilmente serve lo psicologo, il motivatore, lo sciamano… squadra fragile psicologicamente che muta atteggiamento a inizio ripresa quasi sino alla fine del quarto lottando su ogni pallone recuperando 21 rimbalzi offensivi. Si spegne un po’ nel finale nonostante Kemba. Arriveremo a Charlotte per la partita delle stelle sotto i .500, adesso però c’è da battere Orlando in Florida per riavvicinare il record in parità. Contro una squadra meno forte difensivamente c’è da augurarsi che i Calabroni continuino la striscia positiva mentre in serata i Pacers portano a casa la serie 2-1.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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