Game 57: Charlotte Hornets @ Orlando Magic 89-127

Divise e simboli da classic night più statistiche pre-match.


Intro

Aria di vacanze per Charlotte che avrà sì una grande vetrina nel week-end ma all’All-Star Game saranno “impegnati” solamente Kemba Walker e Miles Bridges.

Per il momento gli Hornets anticipavano quella magia che si respirerà nella Queen City tra qualche giorno recandosi in Florida dalle parte di Disneyland.

Ultimamente gli Hornets hanno aperta una striscia lunghissima contro i Magic (13 partite vinte consecutive), fin troppo lunga, alla fine, queste strisce, sia a favore che contro stufano… ma gli Hornets non possono permettersi passi falsi prima dell’All-Star Game per arrivare almeno vicini ai .500 e rispondere alla vittoria degli Heat sul campo dei Mavericks ma le trasferte per una squadra capace di vincerne solamente 8 lontano dalle mura amiche (a livello dei team di bassa classifica) presentano sempre un’incognita.

Vacanza… dal latino vacantia, neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare essere vuoto, libero.

Gli Hornets romperanno quindi le righe dopo l’ultimo impegno ma cercando di vincere in serata per conquistare uno di quei tre posti (dato per quasi scontato che le cinque prime squadre a Est sono praticamente qualificate) vacanti.

La partita in breve

Non c’è partita a Orlando.

Gli Hornets che già soffrono il mal di trasferta non hanno ancora trovato l’antidoto per una situazione che adesso diventa preoccupantemente asmatica.

Costretti a vincere per galleggiare più in tranquillità, i Calabroni cadono a Orlando contro i quali non si perdeva dal dicembre 2015.

Vacanze anticipate per i giocatori di Charlotte che complici vari fattori collegati quali la brutta e brutale prestazione al tiro di Walker e l’incapacità di segnare un solo canestro da oltre l’arco per tutto il primo tempo, erano subito travolti dalla squadra dell’ex Clifford.

La resistenza durava sino a 5:56 del primo quarto quando un turnaround di Batum mandava Charlotte sull’accettabile 12-16 ma nel finale del primo quarto la squadra della Florida allungava con Birch a infiocchettare con la jam la prestazione della squadra per il 18-31 con un ritardo accumulato di 15 punti.

Borrego si affrettava a far rientrare in campo Kemba per poi sostituire Lamb e metter dentro Graham con l’idea di far giocar il doppio play vista l’indisponibilità, ormai preoccupante, di Parker.

Mossa pessima, difesa farraginosa, attacco quasi inesistente così quando a due decimi di secondo dalla sirena Vuc da sotto segnava il 36-71 gli Hornets avrebbero potuto anche non riemerger più dagli spogliatoi.

0/16 dall’arco contro l’8/17 dei Magic, 7-14 negli assist e 25-32 a rimbalzo, numeri che davano l’idea della partita vacanziera di Charlotte.

Nel terzo quarto, dopo aver toccato con un parziale di 0-4 iniziale anche il -39, Charlotte reagiva con 5 punti di Batum intervallati da 4 di Zeller che portando un parziale di 9-0 davano gas all’attacco di Charlotte.

Rimarrà solo una fiammata perché le distanze rimanevano circa identiche con scostamenti marginali sino al finale di gara quando la panchina dei Magic toccava anche il +40 con Frank a metter dentro gli ultimi due punti della gara per arrivare all’89-127 finale.

Sul tiro da oltre l’arco abbiamo già accennato, Charlotte dopo la gara precedente a Indianapolis ora pare in emergenza, il 4/31 fa il 12,9%, oltretutto con la controparte abile a segnare un 43,6%, frutto anche di una zona che a tratti Charlotte ha messo in campo in maniera lenta e confusionaria pagandola cara.

La panchina dei Magic ha surclassato quella degli Hornets (Ross 21 punti) con 64 punti complessivi contro i 38 di Charlotte.

Hornets al 35,1% contro il 52,2% dal campo degli avversari con 18 assist contro i 32 Magic bravi a commetter anche meno TO di Charlotte (8-7)…

Vucevic con 17 punti e 11 rimbalzi è andato in doppia doppia come Aaron Gordon (10 pt., 11 rimb.), mentre anche Isaac (16 pt.), Fournier (12 pt.) e Iwandu (11 pt.) sono andati in doppia cifra.

Ora a Charlotte rimane sola mezza partita di vantaggio sul tandem Pistons/Heat, contro le quali siamo attualmente in vantaggio negli scontri diretti mentre i Magic, alla quinta vittoria consecutiva tornano a lottare per uno dei posti alla post season.

Charlotte arranca sul 27-30 e forse, nonostante la delusione, è un bene che ci si fermi ora, sperando di ritrovare Parker dopo la sosta.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Vacanza iniziale fin da subito per Charlotte che pur iniziando in attacco grazie alla palla a due portata a casa da Zeller sparava a voto con Williams fuori equilibrio dalla sinistra.

Il primo canestro arrivava da D.J. Augustin in transizione per lo 0-3 che diveniva 0-5 con l’appoggio sotto a destra di Vucevic a 10:01.

L’attacco di Charlotte smetteva di essere lezioso a 9:24 quando il runner di Lamb andava sul secondo ferro ma impennandosi ricadeva in rotazione perfettamente nelle retina.

A 9:08 il banker di Fournier anticipava la risposta vincente di Zeller in area poi era Fournier a battere Zeller ma un passaggio laterale di Kemba per Lamb in jumper frontale serviva a rispondere nuovamente, tuttavia a 8:07 la tripla frontale di Fournier portava la gara sul 6-12 con Borrego deciso a chiamare il primo stop della gara.

A 7:52 Cody guadagnava due liberi realizzandoli ma Augustin era più veloce della chiusura di Zeller nel pitturato facendo battere la palla al vetro per due punti e Isaac segnava dopo una finta muovendosi sull’altro lato del canestro oltre Batum l’8-16…

Monk con un giro e tiro dalla baseline destra da media distanza metteva dentro e un fade-away di Batum a 5:56 riportava Charlotte sul -4 (12-16) ma dopo un errore di Gordon da fuori anche Kemba sbagliava giungendo al quarto errore consecutivo (0/4), Fournier a questo punto iniziava a far decollar la squadra di Clifford in entrata, Malik sbagliava due volte nella stessa azione e nel mezzo si registrava anche l’errore di Kemba che a 4:26 approfittava dell’entrata di Briscoe per la finta con giro su piede perno e allungo.

Il panchinaro dei Magic commetteva fallo mandando Kemba in lunetta che tuttavia segnava solamente il secondo libero.

Charlotte raccoglieva solo briciole subendo la tripla di Briscoe lasciato solo nell’angolo a sinistra, il jumper di Isaac oltre MKG mentre Kemba interrompendo il mini-parziale Magic a 3:29 portava la gara sul 15-23.

Fournier e Willy andavano in lunetta ma mentre per il francese arrivava un ½, il nostro spagnolo portava a casa due punti a 2:53 per il 17-24, tuttavia Ross segnava due punti, Iwandu due liberi e Ross, ancora lui, a 1:47 realizzava da tre punti chiudendo il 7-0 di parziale.
Mack guadagnava in entrata due FT segnando solamente il secondo (primo punto in maglia Hornets) ma nel finale una dunk di Birch chiudeva i conti sul 18-33..

Lamb prova a passare Gordon.

2° quarto:

MKG a inizio secondo quarto andava a contender due palloni in mischia sotto le plance, gli Hornets però nonostante facessero rientrare velocemente Walker aggiungendo Graham al posto di Lamb formando una coppia di PG ,continuavano a subire con la stoppata di Ross su Bridges e la tripla di Gordon dalla diagonale sinistra che portava la squadra dei locali a doppiarci (18-36)…

Birch dal post basso destro aveva la meglio su MKG mandando gli Hornets sotto di 20…

Devonte’ in corsa veniva toccato da Fournier ma nonostante la terna non chiamasse fallo arrivava il verticale del play per Miles che da sotto schiacciava rapidamente.

A 9:02 Ross dalla lunetta faceva 2/3 (fallo di Miles sul tiro dell’attaccante fuori equilibrio) per il 20-40 mentre Kemba in entrata era toccato ancora da Fournier che questa volta era colto in fallo.

Il capitano pescava la two and one per il 23-40 ma una tripla di Briscoe dalla diagonale destra unita a un doppio errore da fuori che portava gli Hornets sul 0/10 da te punti ci rimandava sotto di 20 e dopo lo 0/11 con la tripla errata di Marvin ci si avviava lestamente anche sul -30 con il canestro di Ross in avvicinamento, due FT per Iwandu a 7:11nonosatante a 6:57 Kemba rompesse il quasi monopolio di punti dei blu gessati.

Isaac con un turnaround uno contro uno era baciato dai ferri che accoglievano la sfera nella retina mentre a 6:01 Iwandu splittando realizzava il 25-50 facendo assomigliare la gara alla famosa U.S.A.-Angola delle Olimpiadi del 1992…

Hornets totalmente fuori gara anche se ogni tanto Walker, pur sbagliando molto, faceva capolino, come ad esempio in dribbling in corsa con appoggio di destro per il 27-53.

Ross segnava in entrata, Zeller rispondeva con la bimane grazie a un assist rapido e corto di Kemba in area poi Batum stoppava Ross e Malik battendo due difensori in transizione con la sinistra sembrava poter far ritrovare almeno lo spirito alla squadra di Borrego.

Purtroppo dopo il time-out voluto da Clifford a 3:23 Charlotte tornava ad affondare: una palla persa sotto il tabellone avversario da Bridges era recuperata dai Magic che segnavano in correzione con Isaac (appoggio sbagliato da Vuc), Kemba era stoppato dal montenegrino così arrivava anche il fing and roll in transizione da parte del transalpino in forza a Orlando.

Il nostro francese invece sbagliava da tre, poi si faceva intercettar un passaggio commettendo fallo per evitare il fast break, mandando Isaac ai liberi.

Dalla lunetta arrivava il 31-61, poi Gordon in entrata a 1:15 segnava il 31-64 (gioco 2+1) mentre Lamb si auto-correggeva e Isaac dal corner mancino scagliava anche il macigno da tre punti per il 33-67.

Lamb arrivava a correggere su un tiro da sotto toccato a Zeller per la dunk appesa e un suo ½ dalla lunetta portava il match sul 36-69 ma da sotto a sinistra del canestro spuntava Vuc a due decimi dalla sirena dell’intervallo per due punti che mandavano negli spogliatoi Charlotte sul -35 (36-71).

Ross in mezzo alla difesa degli Hornets.

3° quarto:

Terzo quarto che non iniziava nel migliore dei modi con la tripla di D.J. Augustin e “Vuc” in lunetta a 10:53 a splittare per un parziale di 4-0 che estendeva il vantaggio dei locali sul +39…

Batum replicava con due punti in entrata più un FT a bersaglio, Kemba intercettava un passaggio mandando Lamb (chiuso) in transizione bravo a passare a Zeller che chiudeva a 10:28 a rimorchio in schiacciata e sempre il nostro centro allungandosi oltre Vuc appoggiava al plexiglass a sinistra anticipando il 2/3 di Batum dalla lunetta a 9:16 per il 9-0 di parziale che portava Charlotte sul 45-75.

Purtroppo i Calabroni da qui al finale di quarto non riusciranno più a risalire rimanendo sempre intorno all’abissale differenza dei trenta punti.

Marvin segnava il 49-80 e Lamb slalomeggiando appoggiava oltre Vuc a sinistra per il 51-80.

Vucevic segnava una tripla aperta con Charlotte a guardare, Marvin a 6:55 realizzava la prima tripla a favore di Charlotte (1/18…), poi toccava a Iwandu e a Lamb partecipare al festival di bombe.

Gordon a 4:48 realizzava la dunk assistita da D.J. Augustin e nel finale un inusuale reverse-tap-in di Batum artistico riportava gli Hornets esattamente a -30 su cifre tonde (60-90).

Iwandu segnava battendo Graham da fuori, Mack metteva dentro due liberi a 2:22 ma ancora Iwandu da oltre l’arco sparava bene per il 62-96.

Malik nel finale accorciava da oltre l’arco fissando il 67-98.

4° quarto:

Pullup di Monk, tripla di Ross e azione due più uno di Mack che usava il peso e il braccio per allontanare Briscoe (al quale era chiamato anche il fallo) dopo la penetrazione da sinistra.

Finiva qui, dentro le panchine e si vedeva qualcosa solo fine a sé stessa come la reverse jam che Ross riusciva a infilare esaltando il pubblico locale con partenza sulla linea d fondo destra a saltare Monk e a battere Willy in salto cambiando lato del canestro (73-105).

La voglia era solo quella di tornare a dormire nella giornata di San Valentino, se non è amore continuare a seguirli dopo una gara del genere forse è “pazzia” e a volte i due sentimenti s’intrecciano idissolubilmente legandosi l’uno all’altro formando un indistinguibile sentimento in positivo…

Tornando alla gara che ormai scorreva lenta… nel finale i Magic, alla quinta vittoria consecutiva, arrivavano anche sul +40 prima che Frank infilasse in allungo il definitivo 89-127.

Pagelle

Kemba Walker: 4,5

10 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 4/20 al tiro. Arriva a malapena alla doppia cifra con 20 tiri prendendosi tre stoppate. Va a chiudere alcune volte da sotto molto approssimativamente dopo un inizio da 0/4 dal campo. Se si ferma lui purtroppo si ferma tutta la squadra dal punto di vista offensivo, anche in difesa lascia un paio di Volte Briscoe da solo che ci punisce con tiri pesanti.

Jeremy Lamb: 6

14 pt., 4 rimbalzi, 2 assist. 6/10 al tiro. Il titolare che gioca di meno e segna di più. Non deve averci capito molto Borrego anche se la sua difesa non è eccezionale su blocchi e in altre situazioni, finiamo fuori dalla gara quando già a distanza di una quindicina di punti, Borrego lo toglie infilando Graham in campo…

Nicolas Batum: 5

9 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 3/7 dal campo. Tre TO. Un gran fade-away nel primo tempo e un bel tap-in in reverse layup nel secondo tempo ma anche tre TO e una difesa che non convince.

Marvin Williams: 5

5 pt., 8 rimbalzi. 2/7 dal campo. Rimbalzi non sempre difficili, ha il merito di segnare la prima tripla di Charlotte di serata quando il cronometro segna 6:55 nel terzo quarto. Per il resto soffre in difesa e non incide in attacco.

Cody Zeller: 6

13 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. 4/10 dal campo. -23 di plus/minus. Vuc fa un pochino meglio a livello di cifre giocando qualche minuto in meno. Cody fa quello che può in difesa anche se a volte non riesce a metterci una pezza, specialmente sui movimenti che portano a correzioni o a passaggi ma anche quando D.J. Augustin appoggia al vetro in area con leggera esitazione non riesce a stopparlo, tuttavia riesce a rubare ben tre palloni e rimane un centro che a differenza di Willy da leggermente più solidità. Lotta in attacco recuperando ben 4 rimbalzi e punti.

Malik Monk: 5,5

15 pt., 4 rimbalzi, 2 assist. 7/16 dal campo. Difesa ancora abbastanza inadeguata anche se in qualche occasione prova generosamente a fermare l’avversario ma ad esempio di fa saltare da Ross facilmente sulla linea di fondo. Segna subito frustando la retina ma poi si perde al tiro tornando a segnare quando è tardi.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

0 pt., 2 rimbalzi. Gioca 13:38, sfortunato su un paio di uno contro uno, non ha i cm per difender su Birch ma vede finir dentro anche tiri che rimbalzano beffardamente sui ferri dopo aver fatto un discreta difesa di posizione. Ci prova un paio di volte prendendosi anche la tripla dalla diagonale sinistra senza precisione.

Miles Bridges: 5

6 pt., 2 rimbalzi, 1stoppata. Una schiacciata tagliata da sotto su assist verticale di Graham poi combina poco finendo per perder palla sotto quando Charlotte nel terzo quarto porta il parziale sul 9-0, lui lo interrompe e subiamo canestro. Un fallo d’impeto inutile su Ross impegnato al tiro da fuori costa 2 punti. -26 nonostante il 3/6 dal campo.

Devonte’ Graham: 5,5

2 pt., 2 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate. 1/5 dal campo. Male al tiro e questo pesa, bene nelle stoppate e discreti gli assist ma prende un -14 in 21:38 sul parquet lasciando quella sensazione di buco difensivo.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt. (0/1) in 8:41.

Willy Hernangomez: 5,5

4 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 0/2 dal campo, 4/6 ai liberi. Rende sempre a rimbalzo considerando i 9,51 ma continua a non convincermi dietro e anche in attacco.

Shelvin Mack: 5

6 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 1/5 al tiro con 4/5 dalla lunetta. Zero assist, ruba un pallone ma quasi solo in attacco Fournier in scivolata lo tocca via. La palla rimane a Charlotte ma lui butta via due punti certi. Male al tiro dal campo partendo con un’indecisa alzata da due punti che finisce a malapena a battere sul primo ferro.

Frank Kaminsky: s.v.

5 pt., 1 assist in 5:21.

Coach James Borrego: 4

Squadra irriconoscibile in trasferta da subito, eppure doveva vincere. Prestazione imbarazzante e netta affermazione dei Magic complici diversi errori tattici e decisionali sui singoli, tuttavia la squadra al tiro non aiuta con prestazione indecente e approssimativa sin dall’approccio iniziale.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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