Game 60: Charlotte Hornets Vs Miami Heat 107-111 (2OT)

Intro

Sul 28-22 tutto sembrava finalmente avviato alla svolta ma ancora una ancora una volta si è svitato tutto e gli Hornets con un 1-8 nelle ultime 9 partite sono scesi sotto quota .500, quella abituale in sei delle sette stagioni precedenti nei quali i Calabroni hanno seguito il trend dei Bobcats piuttosto che degli originali.

Difficile essere entusiasti oggi con una squadra con tre infortunati pesanti, un gioco che produce basse percentuali oltre la ataviche problematiche offensive.

La fisica ci direbbe che i pronostici per stanotte vanno tutti in direzione di Miami ma gli Hornets – che a questo punto non hanno più nulla da perdere – possono almeno tentare di giocarsela a patto lo facciano seriamente.

“Che fine ha fatto la corsa funky?
Una generazione persa nel ritmo
La vita non doveva essere più di questo?
In questo bacio cambierò la tua noia per la mia felicità”,

Più o meno potrebbe essere una descrizione di questi stravaganti Hornets che giocando (male) sul ritmo si sono persi con una squadra che prometteva meglio mentre l’ultima strofa potrebbe essere dedicata a Oubre Jr. che dopo l’uscita a Indianapolis da sogno ha collezionato un 10/62 da tre punti che ha contribuito a causare alcune sconfitte.

Se i baci di Kelly cadranno numerosi allora gli Hornets potrebbero avere la meglio su una squadra che non segna moltissimo rispetto ad altre ma è molto forte e performa le proprie vittorie su altri diversi aspetti.

Andamento della partita

Le Honey Bees durante la presentazione dello starting five.
I quintetti.

Nonostante la prima palla fosse giocata dagli Heat, alla seconda azione offensiva di Miami erano gli Hornets a passare con un lancio lungo di Ball per Miles che saltava l’ultimo difensore con un lento cambio passo che modificava la direzione per arrivare alla dunk.

Miami rispondeva con Adebayo dalla lunetta a 10:26 ma i tiri splittati portavano solo sul 2-1 benché il team della Florida segnasse una tripla con Lowry ma Bridges a ricciolo in entrata pareggiava.

Adebayo con una dunk a 9:24 lanciava, insieme a Lowry (seconda tripla), la squadra di Spolestra sul 4-9.

Bridges da tre trovava l’open per il -2 quindi Adebayo con due punti e una tripla di Rozier dal corner sinistro alzavano il punteggio sul 10-11 ma gli Hornets si bloccavano in attacco consentendo un parziale di0-10 al team della Florida condito da due triple di Robinson.

Ad interromperlo era Bridges in post basso destro con alzata al vetro (12-21) ed era sempre Miles con il crossover in entrata a regalare il -7.

Miami segnava con Yurtseven nel pitturato e con PJ Tucker perso sulla linea di fondo quindi Thor sorprendeva proprio l’esperta ala con una tripla dalla costruzione lenta ma precisissima per il 17-27.

Harrell conquistava solo due FT ma Charlotte recuperando il rimbalzo dava una possibilità a Ball per una tripla che a segno dava il 21-27.

Un goaltending di Thor su una palla già out era un incidente come quello di Harrell che segnava due punti da sotto stretto in raddoppio falloso ma la terna non assegnava il libero supplementare.

Una palla al volo dentro per Yurtseven era fortunosamente messa dentro dal centro con la sfera schizzatagli via come una saponetta e così Miami si trovava sul 23-31 prima di un ½ dalla lunetta di Oubre Jr. a 2:02.

Gli Hornets segnavano ancora con un runner di Ball per il -5 masi arrivava a un finale dove colpo su colpo ci si rispondeva e una schiacciata di Ball sul ferro aveva bisogno del challenge per essere assegnata con Highsmith chiaramente ad afferrare l’anello durante la schiacciata.

Adebayo in pull-up però di arrestava con pochi secondi e batteva sulla sirena Harrell per il 28-37.

Il confronto tra bench però mutava nel secondo quarto:Bouknight in transizione lanciava Harrell in alley-oop, Strus da tre mancava una tripla con in & out quindi arrivava un errore di P.J. Da sotto che si correggeva tuttavia facilmente prima che Oubre a 9:44 cambiasse il ritmo del match con una tripla per il 37 pari.

Vincent in pull-up realizzava il +2 per i visitatori ma era proprio la guardia dei “Termici” a essere vittima della seconda tripla di Kelly: 40-39.

Non era finita perché Kelly replicava su Vincent per il +4, Adebayo mancava un mid range shot vs Harrell e dopo un paio di azioni arrivava anche l’entrata di Ball con contatto su Vincent: floater a segno come il FT e a 7:33 Miami rispediva sul parquet Butler stando sotto 46-39.Harrell segnava un libero su due a 4:28 e stoppava Yurtseven prima di chiudere una triangolazione verticale in schiacciata per il 52-43.

Miami si rifaceva sotto con 4 punti dalla lunetta firmati Butler ed Adebayo prima che a 1:04 il centro, affaticato, – stoppato da P.J. Ma toccato da Harrell, mandasse a vuoto due FT così lo spin con jumper di Oubre Jr. su Lowry in netto mismatch valeva il 54-47.

Il punteggio rimaneva quello sino alla seconda sirena con gli Hornets a beneficiare della minor precisione degli Heat scesi al 48,6% grazie a una miglior difesa degli Hornets saliti in attacco al 51,2%.

Importante il 7-0 nelle 2nd chance.

Charlotte tornava al massimo vantaggio con una drive con cambio mano di P.J. in corsa quindi un tiro ravvicinato di Tucker era aiutato dal primo ferro che ci pensava un po’ prima di far scender la palla dal lato retina.

Plumlee a 9:28 infilava due FT ma gli Heat rimontavano con la tripla di Tucker, approfittando anche dell’uscita di Ball per il quarto fallo, poi altri due punti dello stesso da sotto che recuperava da un open 3 fallito da Butler e con Lowry da oltre l’arco nell’angolo destro.

Borrego andava in time-out sul 60-57 quindi Bridges era provvidenziale a 7:06 nel recuperare e infilare due tiri dalla lunetta.

Lowry dal corner destro infilava ancora da tre mettendo paura al team di Borrego che resisteva però per diversi minuti agli attacchi degli Heat incapaci di segnare anche con Adebayo, il quale cambiava scarpe ma non mano dalla lunetta così, Charlotte, pur lentamente infilava tiri liberi che la portavano sul 67-62 anche se Oubre Jr. ne falliva due a 2.37.

Harrell influenzava il tiro di Butler in entrata così come Thor la 2nd chance di Tucker da tre solamente che lo stesso Harrell rimaneva nella nostra metà campo sulla transizione di Charlotte colpito dal gomito di Yurtseven così Borrego decideva per la pausa dopo aver visto un attacco 4 vs 5 bloccato.

Bridges allungava a 1:37 dalla lunetta (69-62) quindi nel finale Yurtseven da sotto (:34.2) e Rozier in entrata (secondo canestro per lui) chiudevano il quarto sul 69-64.

L’avvio di ultimo quarto era da sogno per Charlotte che vedeva abbassarsi le percentuali di Miami con Highsmith a mancar due triple dall’angolo sinistro e anche due liberi così, nel mezzo Harrell faceva spettacolo partendo in post basso destro con uno spin hook su Strus di rara bellezza batteva il difensore mentre a 10:42 chiudeva un pick and roll con Ball rispedito sul parquet dopo quasi un quarto in panca e dal mid range destro tirava fuori un mumbo oltre Adebayo per il 78-64.

Un +14 che a 9:16 dava buone speranze di vittoria.

Robinson però superava P.J. Dal corner destro e Butler batteva Bridges dal mid range in pull-up prima che un no look pass di Ball oltre Robinson arrivasse a P.J. Che si estendeva per schiacciare oltre l’ultimo difensore.

Dopo diversi errori Heat al tiro, Adebayo segnava lasciato solo sotto il ferro ma un reverse di Bridges partito dalla baseline destra finiva dentro.

+11 (82-71) ma a 4:47 la tripla di Robinson con il tocco di ball in chiusura valeva 4 punti per il team di Spolestra oltre al quinto fallo di Ball.

Partita riaperta perché Charlotte gestiva male alcuni possessi e gli Heat con un appoggio di Adebayo si portavano a un possesso: 84-81.

Un blocking di Lowry con challenge di Spolestra andata a vuoto valeva un punto per la nostra ala ma Robinson con un incredibile long 3 metteva le basi per il sorpasso che avveniva con due liberi, in più Lowry ne aggiungeva un altro ma Ball serviva con passaggio flash Harrell bravo a pareggiare a :24.6 dalla fine da sotto in schiacciata.

Butler andava a prendersi un tiro da tre dall’angolo destro contro Bridges ma la sfera non entrava (lasciando l’87 pari) così il tempo si esauriva sul rimbalzo tra Harrell e Adebayo.

Partiva l’OT con errore di Lowry e successiva spinta ma era proprio Miami a passare in vantaggio con Adebayo dalla lunetta che questa volta centrava i due tentativi.

Ball con due entrate produceva prima due tiri liberi splittati e poi un and one con Robinson ancora al fallo in chiusura.

A 2:03 Lowry scavalcava perché venivano erroneamente assegnati tre punti anziché due con evidente fallacia della terna che non vedeva il piede anteriore ben presente sulla linea.

Miles segnava da tre e Lowry pareggiava a quota 94 quindi era ancora Lowry da fuori a realizzare ma P.J. andando dentro accorciava.

Sul contatto Lowry-Ball la terna lasciava giocare ma il play andava a toccare la linea laterale sinistra, palla a Charlotte che tentava un reverse con Harrell a :01.7, arrivavano due liberi.

Buono il primo, corto il secondo così si andava al secondo dei due supplementari con la stoppata di P.J. Washington in angolo su Butler.

Proprio Butler però diventava decisivo negli uno contro uno con Miles segnando il 99-104 in pull-up.

Il capolavoro di Bridges in entrata su Tucker ed Adebayo con and one valeva il -2 ma Butler rincarava la dose con una tripla che prometteva di uccidere una partita riaperta ancora da Bridges che con un deep 3 frontale segnava oltre Robinson il 105-107 a :25.4 dalla sirena usando un flare screen.

Lowry però segnava da sotto ed Oubre Jr., pessimo secondo tempo, si faceva stoppare da Adebayo mandando in frantumi le speranze di W dei fan degli Hornets presenti nell’Arena.

107-111 era il finale con il ritocco di P.J. all’ultimo istante.

Montrezl Harrell mostra la sua grinta. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Gli Hornets perdono la terza partita di fila dopo due OT (0-6 l’incubo dei supplementari) e dopo aver sfiorato una vittoria che soltanto alcune circostanze hanno negato.

In una partita dove l’arbitraggio è stato piuttosto approssimativo da ambo le parti, probabilmente, a parte il gioco da 4 punti che ha riaperto il match, Charlotte ne esce danneggiata clamorosamente perché una tripla di Lowry non corretta a due punti come avrebbe dovuto essere, ha fatto sì che si andasse al supplementare e che poi i due liberi di Harrell, splittati a un secondo e sette decimi dalla fine del primo OT valessero il pareggio e non la vittoria.

Errore grave (la terna ha detto no a Borrego sulla richiesta di rivederlo) che porta parecchia amarezza perché la squadra – pur con i suoi difetti (qualche rimbalzo concesso ancora nei momenti decisivi e qualche elemento non in forma) – almeno ha giocato tirando fuori una prestazione di carattere ma ancora una volta è arrivata una sconfitta, in questo caso immeritata.

Si può sorridere solo per lo spirito e la prestazione, meno sulla gestione di alcuni possessi nel finale che hanno dato modo a una squadra più esperta di salvarsi.

Il calo della percentuale da tre punti nel secondo tempo è stato un fattore in una partita fisica iniziata dagli Heat nel primo quarto con un tiro dal campo al 75,0% ma abbassatosi drasticamente nel secondo quarto con gli Hornets, anche grazie allo scontro tra panchine, capaci di tenere il Calore di Miami a soli 12 punti.

L’inesperienza nel finale (14 erano i punti di vantaggio) contro un team più rodato e consolidato ha prodotto anche tanti sfondamenti subiti dagli Heat, team che viaggia a più di 80 (quasi più del doppio della seconda) che hanno beneficiato dei 25 punti di Lowry e dei 21 di Robinson mentre un terzetto composto da Butler, Tucker ed Adebayo (tutti in doppia doppia da rimbalzi) ha chiuso a 15 anticipando un Yurtseven da 10 punti.

Altra beffa per Charlotte che va in pausa All-Star Game con un sapore agrodolce di ritrovata speranza ma dopo aver incassato un altro pugno nello stomaco dal quale gli Hornets, barcollanti, dovranno rialzarsi.

LaMelo Ball: 7

14 pt. (5/15), 10 rimbalzi, 14 assist, 1 rubata. Altra tripla doppia per Ball che non tira benissimo (soprattutto da fuori è 1/9) ma trascina la squadra con alcuni canestri e a forza di assist (no look per P.J. I schiacciata o apertura in corsa per la tripla di Bridges dall’angolo nell’OT) in alcuni momenti. La palla che gli viene toccata nel secondo OT con spinta su Robinson gli costa il sesto fallo (altro fallo grave lo sfioramento su Robinson per i tre punti più l’and one) ma non gode certo dello status di All-Star presso gli arbitri che a volte sorvolano sui contatti. Miscela qualche TO ma è la gioventù oltre ai 38:38 giocati.

Terry Rozier: 5,5

5 pt. (2/9), 2 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Timido fino all’inverosimile cede spessissimo palla. Ok, il lavoro oscuro in difesa con alcuni punti probabilmente salvati ma in 36:12 mi aspettavo di vedere di più da lui. Una buona infilata centrale resistendo alla palla e forse mano toccata ma poco altro con un 1/5 da fuori.

Miles Bridges: 7

29 pt. (10/21), 11 rimbalzi, 2 assist, -23 in +/-. Altra colonna portante della squadra. Non ha la statura per chiudere Butler nel finale anche perché è sempre fin troppo pulito sui close-out ma in attacco trova alcuni buoni canestri che danno speranze di vittoria o di rientrare. Da ossigeno alla squadra e da segnalare un circus shot passando tra PJ Tucker ed Adebayo con and one e due triple notevoli (una dall’angolo in un momento importante e una deep su Robinson).

P.J. Washington: 6

15 pt. (6/15), 14 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Spesso beffato da Robinson (almeno tre volte) sui suoi close-out con triple assurde, cerca di rifarsi puntando più il canestro in attacco tirando soltanto 4 volte da oltre l’arco anche se il risultato è stato zero. Stoppa Butler sull’ultimo tiro alla fine del supplementare e porta rimbalzi.

Mason Plumlee: 6

2 pt. (0/1), 5 rimbalzi, 2 assist in 13:36. Gioca poco, infila due liberi e cattura 5 rimbalzi ma il plus/minus è di -13 e qualcosa non va a livello di aggressività in coppia con P.J. Quindi Borrego si affida spesso a Harrell. Di suo non fa poi male.

Kelly Oubre Jr.: 5

15 pt. (5/15), 4 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. La ragione per la quale gli Hornets strapazzano nel secondo quarto Miami è Kelly che difende meglio ma soprattutto tira fuori 4 triple dal cilindro soltanto che i 15 punti arrivano nel primo tempo. Nel secondo tempo manca tutto quello che c’è da tirare e si fa stoppare da Adebayo nel finale. Storia d’amore che dura un quarto poi i cartigli dei baci dicono che è finita.

J.T. Thor: 6

3 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 2 assist in 15:25. Non proprio sempre all’interno degli schemi, tuttavia centra un buon tre punti sorprendendo Tucker poi cattura un paio di rimbalzi cercando di far densità in difesa ma è una sufficienza.

James Bouknight: 6

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. Gioca 7:15, la terna gli assegna un paio di falli così così e non prova mai la soluzione ma si rende utile in altri aspetti e, infatti, il suo +14 è il miglior plus/minus.

Montrezl Harrell: 6,5

24 pt. (9/16), 8 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Energia come una tassa, si modifica, si trasforma ma non si disperde. C’è un gioco interno con lui che si scatena in avvio ultimo periodo poi purtroppo, dopo aver pareggiato, ha la possibilità di portare alla vittoria Charlotte ma – dopo aver infilato il primo libero – manca il sorpasso tirando il secondo corto (6/9 dalla linea). Peccato perché la prestazione è stata ottima e costellata da alcune perle tecniche ed atletiche. Buono anche il rimbalzo sul finire del quarto periodo.

Coach James Borrego: 6,5

Si rivedono degli schemi e una squadra che lotta. Questa volta la beffa arriva dalla terna che assegna tre punti a Lowry anziché due e gli Hornets cadono nuovamente ma non senza lottare. Altro duro colpo inferto alla squadra ma giocando così si potrebbe tornare a sorridere presto anche se necessitano alcune correzioni, indubbiamente.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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