Game 61: Charlotte Hornets Vs San Antonio Spurs 103-104

Intro

E’ la serata Empower Woman a Charlotte.

Probabilmente un papà, sorridente, potra le figlie allo Spectum Center a veder la partita.

Empower potrebbe essere tradotto come dar forza, incoraggiare o emancipare…

Parto dal dire che siamo nel 2020 e ritengo sia triste ci sia bisogno ancora di dover mandar questi messaggi, non perché il messaggio in sé stesso sia sbagliato ma perché evidentemente c’è ancora bisogno di questo.

La suddivisione in categorie che talvolta possono avere interessi contrapposti è la semplice realtà storica dei rapporti intercorsi tra gli uomini che ci hanno portato a oggi.

Impossibile in poche righe afrontare tematiche molto complesse che toccano diversi campi diciamo che spesso in passato ho sentito la Chiesa Cattolica parlare di: “Aiutare i poveri”, io vorrei invece eliminare la povertà (questo avrebbe ricadute notevoli in termini socio-ambientali), sia essa economica sia quella culturale con la seconda a volte diretta responsabile dell’ignoranza nella quale ci troviamo.

La responsabilità nel determinare le differenze è della nostra società che usa come medium (ormai fine) il denaro, va da sé che le categorie più fragili non possano trovare un loro posto, emanciparsi.

Succede quindi che per questo in talune circostanze una persona non possa svincolarsi da dogmi imposti in famiglia.

Succedeva un tempo e succede ancora anche in Italia se chi porta a casa l’unico stipendio decida di relegare in secondo piano l’altra vita, succede in culture conservatrici che tendono a negare libertà spesso le vittime siano donne.

C’è anche chi nei paesi occidentali è scappato dalle proprie responsabilità lasciando non solo la moglie ma anche i figli, ci sono genitori che hanno reso la vita impossibile ai figli, soprattutto femmine, apostrofandole con immeritate parole del tutto gratuite che hanno finito per creare una vita nuova e non semplice a chi avrebbe dovuto attingere come esempio positivo.

I casi menzionati non sono campati in aria ma reali, donne che provano a ritagliarsi un futuro migliore.

Questa che riporterò sotto ad esempio è una storia di una ragazza pakistana che ha incontrato per sua fortuna una mia amica.

Una storia questa che non conoscevo finché questa amica non decise di scriverla in internet condividendola con gli amici.

Queste due ragazze abitano in un paese dell’hinterland di Milano ma la ragazza pakistana (chiamiamola M.) vive praticamente in un mondo alieno, confinata tra le quattro mura domestiche essendole concesso solamente di poter uscire accompagnata da uno dei fratelli o dai genitori.

Praticamente isolata dal mondo, questa ragazza iniziò a gettare dei bigliettini o a far cader volontariamente dei panni stesi (per poter parlare) sul balcone sottostante di questa mia amica che per comodità chiamerò G..

G., procura un cellulare a questa ragazza che come novella Giulietta moderna trova un ragazzo in rete che vorrebbe sposarla.

La trama diventa da film quando i suoi (c’era da aspettarselo), scoprono il cellulare con i messaggi tra lei e il mondo esterno, compresa G. e qui uso le parole della mia amica: “Scoprirono quel pezzo di vita personale che aveva osato ritagliarsi” e chi aveva fornito il mezzo.

Succede però che il ragazzo che avrebbe “voluto sposarla” non fosse esattamente Romeo, pavido, si sciolse come neve al sole scomparendo.

La ragazza pakistana, ormai sola e priva di cellulare decide di scappare e rifugiarsi al piano sottostante al calare delle tenebre.

Un taxi chiamato con una luce che in quell’oscurità sarà sembrata al neon e via, verso una casa di protezione per donne maltrattate, alternativa sempre migliore alla paralisi della propria vita.
Rimase solo la folle ansia di chi l’aveva aiutata con i famigliari della ragazza scomparsa che bussavano a turno per cercare di reperire informazioni su quella sparizione, convinti che ne sapesse qualcosa.

Della ragazza pakistana si perdono le tracce finché un giorno non torna a ringraziare G..

Ha un lavoro e degli amici e può programmare una sua vita, libera dal controllo e anche se si è riavvicinata alla sua famiglia d’origine ha la sua autonomia.

Analisi

Tornando al basket purtroppo non possiamo dire che la partita abbia avuto lo stesso lieto fine della storia raccontata sopra.

C’è un po’ di amarezza per come è finita la partita, un po’ perché sarebbe stato bello vincerla nella serata Empower Woman (verranno presentate tre artiste italiane per lo show di metà tempo che troverete nel racconto tra secondo e terzo quarto), un po’ perché l’illusorio e meritato grande vantaggio del primo quarto (36-19) aveva fatto ben sperare, se non per una larga vittoria per una prestazione che continuasse con del bel gioco e culminasse in una vittoria, anche meno eclatante.

Gli Hornets sono stati in vantaggio a lungo ma nel terzo quarto i primi vantaggi Spurs hanno reso la partita punto a punto.

Quello che si può dire è che Charlotte paga la sua gioventù e inesperienza.

DeRozan e Gay danno una mano ai compagni nei momenti decisivi con canestri e passaggi e la ritrovata buona mano da fuori già nel secondo quarto da parte degli esterni texani instaura una partita a stretto gomito non rispettando la distanza di un metro posta in alcune regioni italiane per il Coronavirus.

Gli Hornets, sotto di 7 punti (97-104) hanno saputo reagire portandosi a -1 con l’occasione finale di poter vincer la gara ma a completare la sensazione di rammarico, oltre a una difesa che ha concesso troppo da fuori, c’è anche il time-out finale non chiamato da Borrego e quello scarico di Rozier su Cody Martin che se agganciato avrebbe potuto produrre il sorpasso.

Purtroppo la sfera ha finito per frantumare quasi un dito al nostro numero 11 e Charlotte non è riuscita nella manciata di secondi finali a commetter fallo per provar l’ultimo possesso.

Perdere di un punto in questa modalità lascia spazio a tanti se ma la squadra con i suoi pregi e difetti è questa e ci si augura potrà apprendere da qualche errore di troppo commesso.

Certo, innegabilmente avremmo preferito vincerla ma la sconfitta in ottica lottery non è poi un dramma, ora sotto con i Nuggets sperando in una big night come quella contro Toronto anche se sarà durissima.

A livello di statistiche complessive, nonostante gli Hornets abbiano dominato nelle second chance e a rimbalzo (47-33) hanno lasciato sul campo 17 TO contro i 10 avversari con 4 rubate a 12…

Il 13/18 di Charlotte dalla lunetta (72,2%) ha contribuito alla sconfitta a fronte del 17/20 (85,0%) degli Spurs.

Gli assist sono stati 25 per parte ma Charlotte ha tirato peggio dal campo con il 47,0% contro il 47,5% e il 29,0% da tre contro il 34,4% degli Spurs.

La partita

Classica presentazione del quintetto con Hugo e le dance brackets di contorno.

Starting five

San Antonio, guidata da Tim Duncan (Popovich non era presente per motivi personali) doveva rinunciare a Aldridge e Poeltl, quindi finiva per schierare il seguente quintetto: Forbes (15 pt.), Murray (21 pt.), DeRozan (12 pt. +10 assist), Lyles (6 pt.), Eubanks (3 pt.).

Dalla panchina Mills ha guidato con 13 punti i suoi seguito da White a 12 e Gay a 10, quindi Keldon Johnson a 7 e Lonnie Walker IV a 5 hanno dato il loro contributo.

Borrego, al quale mancava Graham per il piccolo infortunio riportato alla caviglia nello scontro con Antetokounmpo, replicava con: Terry Rozier, Cody Martin, Miles Bridges, P.J. Washington, Cody Zeller.

1° quarto:

Palla a due vinta da Zeller, cambio lato micidiale per l’open dalla sinistra di Bridges che a 11:38 faceva 3-0…

DeRozan mancava il tiro dalla media baseline sinistra ben marcato da Miles che in attacco appoggiava male il layup ma Zeller facendosi spazio appoggiava il 5-0 mancando il libero aggiuntivo.

Lyles mancava la tripla, Cody Martin andava a rimbalzo e con una leggera finta si fiondava in area per una rapida bimane.

Forbes con un reverse layup faceva abbandonare quota zero ai suoi ma era sempre Charlotte a continuare a segnar pun5ti con Rozier che arrivava sino all’appoggio facile al plexiglass e con lo stesso Scary che con le finte di crossover ricavava spazio per il pull-up da tre punti che portava la partita sul 12-2 e consigliava a Duncan il time-out a 8:57.

A 8:31 passaggio laterale verso il centro da Rozier per Zeller che si scatenava in una delle sue run dunk quindi Cody rimaneva caldo anche mezzo minuto dopo quando dopo uno spin nel pitturato alzava in movimento un anticonvenzionale hook che finiva dentro.

16-2 impensabile ma anche S. Antonio cominciava a metter qualche tiro, nella fattispecie era Forbes a realizzare da tre punti nel duello tra numeri 11.

Lyles a 7:14 batteva P.J. Washington subendo fallo sul 2+1.

Dentro McDaniels in attesa del libero per il 16-8 ma in attacco il canestro passava per le mani di Bridges che con un bound pass passava a Cody Martin in taglio back-door a destra bravo a chiudere deciso in schiacciata.

San Antonio guadagnava due FT con il rimbalzo d’attacco di Eubanks che a 6:36 affondava solo una delle due occasioni per il 18-9 quindi toccava a Miles dall’angolo destro trascinare Charlotte sul 21-9.

DeRozan con un cambio direzione in euro-step metteva dentro il punto SAS n° 11 ma Caleb Martin dalla diagonale destra, ricevendo da Willy il passaggio fuori, sparava da tre con sicurezza e spazio ottenendo il 24-11.

Mills andava due volte in lunetta accorciando di 4 punti ma un tocco sull’avambraccio di Bridges da parte di White mandava in lunetta il nostro numero zero che realizzava le tre occasioni in lunetta per portare il risultato sul 27-15.

Floater di White e correzione di McDaniels dopo errore di Willy, ma il nostro rookie commetteva anche l’ingenuità di rimaner per tre secondi in area anche se il FT di San Antonio non otteneva punti.

Mills metteva dentro il -10, Chealey entrava in campo ma tirava malamente fendendo solo l’aria, ci pensava Willy in difesa all’ultimo istante a negare a Gay il canestro con una stoppata al limite (forse in goaltending) ma sull’altro fronte da sx McDaniels non lasciava dubbi sulla power dunk del 31-19.

Martin in difesa intercettava in modalità teletrasporto ninja un passaggio di White ma Mills con il fallo subitaneo privava Charlotte della fuga in transizione.

Walker IV spalmava sul ferro una dunk e Gay mancava la second chance così Caleb Martin dal lato destro realizzando da oltre l’arco siglava il 34-19.

Mills portava a 1/7 i tentativi da fuori di SAS sbagliando e Chealey sigillava sul 36-19 il primo quarto con due FT.

Zeller rientra come titolare portando buona dinamicità all’attacco ma poco alla difesa. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte partiva concedendo tre punti a C. Johnson e due dalla lunetta a Gay, quindi Johnson tornava a segnarne due anche contrastato al ferro.

Willy agganciava a fatica un lob ma liberatosi del lungo poi metteva dentro facile sul più piccolo Mills quindi Cody Martin a 9:35 andava dentro selvaggiamente per la thunder del 42-26.

Walker IV mancava un tiro mentre Caleb rientrava negli spogliatoi ma Murray con un pull-up frontale faceva tornare alla realtà del parquet anche il medesimo preoccupato per un Caleb che comunque rientrerà.

Brillante swooping hook in avvicinamento di Willy con soft touch a 8:24 ma i texani mettevano dentro 4 punti e gli Hornets con Chealey nel mezzo non ottenevano nulla con altrettanti tiri.

McDaniels da sotto lottava a muro contro la difesa Spurs mettendo al multi-tentativo dentro da pallavolista ma a 6:24 Lyles sganciava la tripla del 46-35.Cody Martin recuperava un passaggio e segnava da tre dopo una pirotecnica azione il 49-35 ma gli Spurs ingranando da tre tornavano sotto con la bomba di Murray (49-38) che anticipava il tocco bono di White sotto canestro per il 49-40.

Cody Martin aggiungeva due punti ma a 2:44 White, dalla diagonale, faceva secchi gli Hornets.

Visto il risultato negativo andiamo a compensare con qualcosa di esteticamente (in senso generale) di più bello…

P.J. rispondeva dalla diagonale sinistra da oltre l’arco a 2:29 ma ancora White dava il bianco da fuori piazzando l’ennesima bomba.

Rozier con l’euro-step finiva per dover tirare in fade-away, rallentato e contrastato dalla difesa ma il suo jumper finiva dentro aggiustando sul +10 il punteggio (56-46).

Rozier mancava il tiro andando sul secondo ferro ma spuntava Caleb a deviare a una mano dentro.

Chiudere il primo tempo era la tripla sicura di Mills su Cody Martin e per effetto di questa si andava negli spogliatoi sul 58-49 con un 22-30 pro Spurs.

A fine primo tempo Cody Martin fa registrare 11 punti, Miles 9, quindi ecco Caleb a 8.

3° quarto:

Rimanevano 9 punti da difendere anche dopo lo 0/2 ai liberi di Zeller.

DeRozan batteva dal post basso destro Zeller e Bridges con il jumper e un floater di Forbes segnava il -5 per la squadra di Duncan.

P.J. ai 24 secondi infilava il 61-53 per un 16-1 Hornets nelle second chance.

Murray da due punti con un jumper frontale metteva dentro “contrastato” dal più complicato spin e floater in the paint di Bridges che andava comunque a realizzare il 63-57.

Murray perdeva palla ma riuscendo a rubarla immediatamente nella metà campo degli Hornets a Cody Martin in palleggio, andava a schiacciare facilmente.

Bridges prendeva la via dell’appoggio in corsa in mischia e funzionava tuttavia ancora il tiro da fuori era micidiale per Charlotte che accusando la tripla di Murray si trovava a difendere un unico possesso (65-62).

Un pocket pass serviva a Zeller per ritagliarsi lo spazio in corsa per realizzare il +5 ma nonostante l’entrata di Murray non andasse a buon fine, Eubanks, correggendo, riportava a tre le distanze tra le compagini.

Eubanks stoppava anche il tentativo di Rozier mentre a 7:13 DeRozan in transizione andava a prendersi due liberi per il -1.

Forbes a 6:48 trascinava da tre per la prima volta i neri in vantaggio a mezzo tripla mentre si festeggiava sulla panchina di San Antonio.

15 secondi più tardi però, Rozier, dalla diagonale destra segnava su invito di P.J. dall’angolo con ottima esecuzione riportando la partita dalla parte di Charlotte sul 70-69.

Gli Hornets aggiungevano altri due punti dalla lunetta con P.J. (Gay foul) ma White subiva fallo da McDaniels un po’ in difficoltà a seguir il passo del più piccolo attaccante.

Quarto fallo per il numero 6 che usciva dal campo.

Charlotte mancava la bomba con Caleb tuttavia P.J. a rimbalzo offensivo prendeva la sfera salvando capra e cavoli con la schiacciata del 74-71.

Su un lancio lungo per Willy, inevitabile in contatto Hennangomez-White ed ecco altri due FT per Charlotte che tornando sul +5 a 3:27 poteva tener il capo avanti per più di una lunghezza.

Charlotte però non riuscendo a concretizzare le proprie azioni subiva i canestri di Mills, di Gay (2/2 a 1:37 in lunetta) e ancora di Mills che in transizione andava facile per portare gli Speroni al secondo vantaggio in serata (76-77).

Chealey muoveva i piedi ricevendo palla almeno due volte ma gli arbitri non fischiavano, ricordandosi di fischiarli quando arrestandosi nei pressi dell’area tentava il tiro.

Charlotte a fine terzo quarto soccombeva di un punto.

Buon finale per P.J. che in serata ha realizzato 5/9 nel tiro da tre punti. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Canestro annullato in tap-in a Charlotte per partir male e old school bucket di Gay in entrata.

Chealey era stoppato da White e Bridges per evirar la transizione a 11:05 commetteva fallo istantaneamente.

San Antonio mostrava più esperienza e freddezza con gay al tiro su Willy dalla destra per il 76-81.

Cody martin arrischiava un’entrata in diagonale dalla sinistra che sbancava il casinò con l’up & under quindi era il fratello Caleb a risolver la spinosa questione del successivo possesso offensivo scagliando un tiro dalla destra nonostante la mano in faccia di Walker IV.

Canestro dato da due punti, al limite ma Walker IV non si preoccupava di ciò andando a sorprender la difesa di Charlotte in entrata.

Un passaggio “invisibile” di Cody Martin liberava Bridges che si appendeva all’anello per la slam dunk dell’82-83.

Canestro annullato anche a White per sfondamento su Cody Martin nonostante il coach’s challenge di Duncan, molto compassato in panca.

A 8:50 altro episodio con Rozier in step back da tre o da due?

Gli arbitri confermavano solo due punti che servivano a Charlotte per il sorpasso (84-83) ma un punto mancherà molto alla fine…

Nessuno riusciva a fermare Murray dall’angolo sinistro per altri tre punti ma Rozier a 7:28 in fade-away pareggiava dalla media.

San Antonio provava a scattare con 4 punti ma P.J. con la tripla la “riprendeva” sull’89-90.

DeRozan però di fisico si faceva spazio su Zeller quel tanto che bastava per piazzare il tiro oltre l’ombrello del nostro centro, staccatosi troppo sul contatto.

Rozier mancava l’aggancio con la tripla mentre Walker IV sfruttava il movimento palla dei compagni per celebrare da tre punti il gioco di squadra e l’89-95.

Giunta al suo massimo svantaggio Charlotte non demordeva ma a 5:28 P.J. mancava due FT fatalmente sebbene si facesse perdonare andando a cancellare il floater di DeRozan, il quale aveva appena lasciato lì i nostri numeri 10 e 40.

Murray mancava la tripla, Miles non aveva valide soluzioni tecniche ma McDaniels recuperando il rimbalzo offriva a P.J. la tripla del -3.

San Antonio tuttavia andava in lunetta a 4:24 con Forbes che secondo la terna era toccato sul o dopo il tiro da Caleb Martin, scontratosi con troppa foga sul close-out con McDaniels.

3/3 per il giocatore texano e 6 punti riconquistati dagli uomini di Duncan che 20 secondi più tardi incassavano tuttavia un’altra tripla per mano di P.J. (95-98).

Charlotte non riusciva a dare uno stop agli attacchi degli Spurs subendo il jumper di DeRozan dal mid range e nonostante lo scoop di Rozier che cominciava a buttarsi dentro con frequenza disperatamente, gli Hornets lasciavano troppa libertà a Gay che dalla linea del tiro libero si elevava quel tanto che bastava per realizzare sicuro il 97-102.

La situazione si faceva tragica quando Caleb Martin in entrata nel traffico lasciava alle mani degli Spurs (a rimbalzo) la palla che Murray trasformerà come tiro decisivo segnando a 2:12 dalla fine un tiro ai 24 secondi.

La possibilità di rimontare però gli Hornets l’avevano e spinti da un pubblico finalmente degno del vecchio Alveare, ecco l’appoggio in terzo tempo di Caleb e due FT di Rozier a segno sull’ennesima incursione disperata che lo faceva sbattere al sostegno del canestro dopo esser stato toccato.

Gay mancava il canestro, Murray la second chance mentre ancora Rozier con il layup in entrata a :42.7 dipingeva la statica difesa degli Spurs.

DeRozan sfidava Bridges sul possesso finale per San Antonio ma questa volta la scommessa non andava a buon fine sul tiro corto, rimbalzo Cody Martin e Borrego nonostante i due Time-out a disposizione non chiamava nulla.

Rozier con un’esitazione trovava un varco su Murray ma il raddoppio di Forbes consigliava a Terry di scaricar palla a Martin (Cody), forse un po’ troppo appostato avanti, forse raggiunto da un passaggio troppo forte da quella distanza.

Di fatto Martin non riuscendo a trattener la palla a pochi secondi dalla fine per quello che sarebbe stato forse il canestro vittoria a circa sei secondi dalla fine (Gay era rimasto arretrato ma in recupero) decretava la sconfitta degli Hornets che con palla nel limbo, non riuscivano a commetter nemmeno fallo lasciando spegner la partita sul 103-104, lasciando più di un rammarico per un altro close game finito male.

Le pagelle

Terry Rozier: 6

20 pt., 6 rimbalzi, 5 assist. 8/18 FG, (2/7 3FG), 1 TO, +3 in +/-. Gioca 35:32 ed è un po’ la mia disperazione vederlo troppo spesso andar dentro ed appoggiar male. Trova molto ritmo nel finale nel quale mette uno scoop, due liberi e un layup, poi sembrerebbe poter arrivar sino in fondo sull’ultima azione ma il rientro rapido di Forbes lo rende troppo altruista facendogli tentare un passaggio volante in salto sul raddoppio sotto canestro invece di rischiare un floater tagliato, va male ma l’idea non era malvagia. Con un po’ più di costanza e meno spreco da parte sua avremmo magari portato a casa la vittoria, nonostante non circoli in NBA da un decennio è un po’ il go to guy, specialmente in serata visto che Graham era fuori.

Cody Martin: 6

13 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 6/8 FG, (1/1 3 FG), 4 TO, -13 in +/-. Stramba partita. Ottimo inizio, una bella schiacciata e 4 assist che sono pareggiati da 4 palle perse, una in uscita che ci costa contro due punti facili. Gioca senza paura anche accettando lo scambio eventuale con il lungo in area. Lanciato in quintetto cerca di dare subito energia, ne perde un po’ per strada poi la ritrova, assist artistico al bacio per Miles da menzionare, conquista anche l’ultimo rimbalzo ma sul passaggio di Rozier è poco reattivo, anche se probabilmente quella palla arrivava in maniera troppo violenta per poterla trattenere meglio. Episodio decisivo a parte, nonostante un plus/minus non favorevole una sufficienza la merita.

Miles Bridges: 5,5

15 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 5/14 FG (2/5 3 FG), +0 in +/-. Non una cattiva partita a livello difensivo, qualcosa gli sfugge ma altre volte è bravo a fermare gli avversari, vedi DeRozan sull’ultimo possesso. Da tre va al 40,0% ma è in attacco a esser deficitario. Le sue iniziative prese in mezzo al traffico o in uno contro uno spesso vanno a vuoto. Miles prova a usare la forza ma manca di tecnica nelle finalizzazioni in queste circostanze e il suo 3/9 da due punti lo dimostra e una è dunk facile grazie a Cody Martin. Troppi errori forzando invece di render più fluida la manovra, un solo TO in 32:14.

P.J. Washington: 6,5

19 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. 6/13 FG (5/9 3 FG), 2 TO, +4. Anche lui meglio da fuori, specialmente nel finale quando ci tiene in partita con un paio di dardi da oltre l’arco, scagliati al momento giusto. Bell’assist per la tripla di Rozier nel secondo tempo, ottima stoppata su DeRozan dopo aver mandato in fumo due liberi, fatali (ma certamente meno dello 0/3 di Zeller) alla fine ma lo spirito di non arrendersi è quello giusto. Gioca 34:59, a volte come centro sostituendo Zeller e Willy in panchina ma i rimbalzi sono pochi, specialmente i difensivi, soltanto 2.

Cody Zeller: 5,5

8 pt., 7 rimbalzi, 3 assist. 4/6 FG, 0/3 FT. 2 TO, -1 in +/- in 19:17. In attacco non gioca male riuscendo spesso in movimento a prendere in infilata le linee nemiche indebolite dall’assenza di due lunghi ma è in difesa che nel momento decisivo non riesce a dare gli stop necessari a DeRozan e compagni che lo distanziano bene usando o non usando il fisico. Troppo poco reattivo in queste circostanze e tre tiri liberi mancati su tre… Borrego continua il tourbillon di centri ma non ne ha uno completo anche se in serata alla fine io avrei fatto subentrare Biz per blocchi, ecc. e non posto P.J. come centro.

Jalen McDaniels: 6

6 pt., 9 rimbalzi, 5 assist. 3/7 FG. Non sempre irreprensibile difensivamente, gli vengono fischiati due blocking foul ravvicinati anziché sfondamenti presi e sostanzialmente si potrebbe esser d’accordo per la non perfetta posizione presa anche se siamo molto “close”. Finisce per commettere altri tre falli e al quarto torna a sedersi in panchina non tenendo il passo del piccolo. Ogni tanto spunta a rimbalzo ed è utile per far guadagnare ai compagni second chance, fornisce anche un numero discreto di assist anche se si limita nello score in 27:10. Buona l’energia, un po’ ingenuo il close-out su Forbes nell’ultimo quarto che fa carambolare un po’ di più Martin sul tiratore ma in questa circostanza è più il compagno a dar fastidio l close-out del numero 6. Non si può pretendere prenda in mano le redini della situazione ma il suo aiuto lo fornisce.

Caleb Martin: 6,5

12 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 5/9 FG (2/4 3FG), 2 TO. +9 in +/-. 26:31 in campo, due triple a segno, difesa che voglio rivedere in toto. Mi è sembrata buona ma c’è qualcosa che non convince in linea generale, non tanto in lui ma nel gioco di Borrego che deve trovare sui raddoppi e sui box verso l’area le soluzioni per coprir meglio l’arco. Lui fa il suo anche se non fornisce molti assist questa sera, sono uno per la verità ma è bravo anche a lanciarsi dentro, a volte segna un bel canestro ma ricordo anche un tiro gettato lì in mischia. Un po’ di inesperienza come altri young player ma coraggio nel tentare di sbloccare attacchi troppo statici o senza reali linee di passaggio a volte.

Willy Hernangomez: 6

8 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. 3 TO, -4. Ottimo inizio, peccato per qualche palla persa di troppo in 17:35. Il discorso è sempre lo stesso, tecnica buona, in qualche frangente raffinata ma poi quando conta la difesa è un po’ blanda, Gay se ne accorge e lo trafigge in jumper. Era riuscito a stoppare Gay al limite della parabola ma non da più sicurezza nel finale ma considerando la prima parte inscindibile per il giudizio complessivo, una sufficienza la raggiunge.

Joe Chealey: 4,5

2 pt., 1 rubata in 12:28. Appena rifirmato per altri 10 giorni con Bacon in G-League e Monk squalificato, o meglio, sospeso… riesce a far rimpiangere entrambi con uno 0/4 al tiro composto da uno 0/3 dal campo (0/2 da tre) con air-ball e una stoppata presa imperiosamente. Aggiungiamo due TO ed eco la differenza tra una vittoria e una sconfitta. Sprecati tiri e possessi Charlotte da lui ottiene solo una steal e due liberi affondati a fine primo quarto. Prende un contenuto -4 in +/- nonostante la scadente prestazione.

Coach James Borrego: 5

La squadra gioca benissimo in attacco all’inizio e la difesa non è da sottovalutare, poi gli Spurs cominciano a colpir da fuori e sarà una costante per tutta la partita. Non riesce ad adottare le giuste contromisure. Sbaglia a non far entrare anche Biz quando nel finale servirebbe anche della difesa supplementare per far estendere gli altri 4 giocatori più lontani dall’area a presidiare la linea dei tre punti. In qualche maniera San Antonio segna spesso da due poi nel finale con due time-out a disposizione rischia scegliendo di far giocare e seguire il flow di Rozier che tuttavia sull’ultima azione è interrotto. In genere si blocca il tempo e si fa una scelta ragionata. Qua siam al famoso senno di poi ma l’azione gli da torto anche se non era stata mal congegnata.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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