Game 63: Charlotte Hornets @ Milwaukee Bucks 106-130

Intro

Quando sono nato (no, non Nato) la geografia politica era differente da quella odierna.

Alcuni stati africani hanno cambiato il nome, pochi altri in aree a noi lontane hanno ottenuto l’indipendenza e nell’Europa dell’Est ed in Asia gli scossoni dovuti alla fine della ex Jugoslavia e dell’Unione Sovietica hanno frammentato in più stati quelle aree.

Eppure non sembra essere cambiato molto, certi problemi sono ricorrenti nelle medesime aree; Afghanistan, Yemen, Israele e Palestina, Congo, guerre intestine o guerriglie ma anche guerre recenti come la Libia o l’Ucraina.

In ambienti così insicuri e deprimenti, senza una visione per il futuro (non che nell’occidente “civilizzato” si stia poi meglio) il panorama si fa cupo nonostante la speranza ma più il tempo avanza e la situazione stagna si fa largo solo il sentimento nell’aspettarsi il peggio non potendo cambiare le proprie condizioni per causa di agenti esterni.

Con le dovute e larghissime distanze che separano i paperoni della NBA dal mondo reale, più o meno dovranno sentirsi così gli Hornets, rientrati negli spogliatoi a testa bassa dopo aver incassato il colpo vittoria di Olynyk nel settimo overtime perso in questa regular season (mai una gioia).

Dopo la sconfitta casalinga pesante con Detroit gli Hornets sono ripartiti subito alla volta del Wisconsin ma nei back to back i Calabroni non sono mai stati quasi brillanti e in casa dei Bucks le cose si complicano.

Mancano 20 partite alla fine e ogni vittoria conta per strappare un posto migliore almeno per i play-in, ammesso che Charlotte riesca a rimanere tra le prime 10 a Est.

Andamento della partita

Charlotte partiva determinata tentando da fuori di sorprendere i Bucks.

Il piano partita riusciva immediatamente con una tripla di Bridges che veniva aiutato da Ball (6-2) prima che Miles infilasse la propria seconda di serata (9-2) e, dopo la bomba di Allen e il canestro di Portis nel pitturato (terzo tentativo consecutivo sullo stesso possesso per MIL), Ball pareggiasse il numero di triple di Bridges in serata:12-7.

Bridges, con una penetrazione dalla linea di fondo sinistra segnava un up & under proteggendosi con il ferro a 8:23 quindi il greco dei Bucks e Rozier alzavano il punteggio di due unità a testa prima che Antetokounmpo lamentasse un fallo sul suo coast to coast e si “vendicasse” a suo modo stoppando Plumlee da dietro, ormai certo di aver fatto centro in schiacciata servito davanti al canestro da Washington.

La tripla di Holiday e il goaltending su Antetokounmpo che murava anche Bridges erano il trampolino del sorpasso con tripla di Middleton che non si arrestava segnando anche un mid range dalla bsl dx per il 16-19.

Charlotte non si scomponeva e da un gioco in post di Martin riusciva a ottenere un two and one a 4:25 per pareggiare la partita.

Oubre Jr. segnava da tre, subiva un fallo in attacco da Portis jr. che andava a dare una bottarella a Kelly ottenendo un tecnico contro: 23-19.

Matthews e Portis però ristabilivano la parità nel giro di poco mentre Middleton da sotto, in mischia, segnava il +2 Bucks: 23-25.

Teardrop di Ball, tripla di Carter dall’angolo sinistro, gioco a due tra Harrell e P.J. Washington con il primo a liberare sulla destra in back-door il secondo per la schiacciata sulla pressione di Portis sul portatore di palla.

Milwaukee manteneva il vantaggio segnando un altro canestro mentre Ball rimaneva in scia con un runner lanciato oltre Carter e da dietro il vetro quindi un canestro di Milwaukee non fermava Ball che in palleggio allontanava la difesa agguerrita da mastino di Carter per batterlo da tre punti trovando il pari a quota 32 nel finale di tempo.

Sfortunatamente la partenza del secondo periodo era caratterizzata da tre triple consecutive dei Bucks. Holiday e per due volte Allen colpivano facendo prendere il largo ai Cervi che erano colpiti a loro volta da Ball su assist di Thor ma a 8:52 proprio l’omonimo giocatore del Dio della mitologia nordica commetteva un leggero fallo su Antetokounmpo lanciato in schiacciata aggiungendo l’and one, in più la star greca stoppava Miles in area facendo sì che i suoi si distendessero segnando con Bembry il +11: 35-46.

Rozier arrestava il sanguinamento con due punti: 37-46.

Non bastava riportare lo svantaggio a una singola cifra, Milwaukee otteneva un parziale di 2-9 finendo con la tripla di Middleton a 6:14 con Borrego costretto al time-out sul 39-55.
La situazione peggiorava tra un paio di FT mancati (a dire la verità tre per un’invasione) da parte di Plumlee, troppi errori al tiro dei nostro oltre a un paio di colpi di Portis dagli angoli e a un bel giro di Antetokounmpo su Plumlee che rimaneva a guardare il reverse in allungo, il tutto costellato da numerosi FT avversari ben presto in bonus con un Miles sempre appena fuori tempo e ormai frustrato a lasciare il parquet.

Rozier metteva qualche tiro ma non bastava, l’ultimo canestro di Allen trascinava sul +23 i Bucks: 53-76, una partita già decisa.

Inizio ripresa segnato da diverse triple a segno: J. Holiday, P.J. Washington, Portis (nel mezzo un buon reverse layup di Bridges fornito da un’azione insistita di LaMelo) ed ancora P.J. Washington per il 61-84 a 9:18.

Diveniva sciatta la partita sia per interesse per quanto riguarda il risultato che il gioco proposto soprattutto da Charlotte.

Si aspettava solo la fine del match per consegnare alle statistiche il game.

Da segnalare comunque la schiacciata in corsa di Oubre a 3:52 con fallo del fratello di Antetokounmpo e i due punti di Kelly ottenuti da uno 0/2 di Jones (sempre in difficoltà in lunetta) su rimbalzo e libero mancato a propria volta.

I due combinavano poi un’azione di transizione con Kelly ad alzare un lob per l’arrivo a razzo con stacco impressionante ed alley-oop esplosivo del rookie a 1.14 dalla fine ma era comunque un 106-130 finale che faceva slittare Charlotte al decimo posto ad Est.

Bridges attacca il ferro ed Antetokounmpo. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Partita da luogo di passaggio senza nessuna pretesa per il team di MJ.

Nonostante la buona partenza con allungo di Charlotte nel primo quarto sostenuta da un paio di triple a testa da parte di Ball e Bridges, i Calabroni non sono riusciti a mostrarsi abbastanza bravi in difesa per contenere il gioco offensivo della squadra di Budenholzer con la quale a fine primo quarto si condivideva il risultato di parità a quota 32.

A inizio secondo quarto tre triple di fila della squadra avversaria facevano da spartiacque nonostante le rotazioni tentate da Borrego.

Non si recuperava più e ne usciva un quarto da 21-44 che ammazzava la partita già all’intervallo.

Differenza evidente tecnica, di gioco, di morale e anche di energie alla lunga tra le due squadre con gli uomini di Borrego un po’ frustrati ad arrivare dopo su palla e rimbalzi che hanno prodotto second chance importanti per i verdi.

Facile per Milwaukee ottenere la parità nella serie stagionale.

Fin troppo stucchevole il finale trascinato con qualche fallo di troppo per far fluire velocemente una partita che non aveva più nulla da dire.

Per i Bucks sei uomini in doppia cifra: 26 i punti e 16 rimbalzi per Giannis Antetokounmpo, 21 per Jrue Holiday, 20 per Portis (più 10 rimbalzi), 19 per Middleton, 11 di Allen e 10 di Jevon Carter.

LaMelo Ball: 6,5

24 pt. (9/18), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 TO in 30:02. Questa volta parte molto bene risultando il migliore di Charlotte per punti (18) nel primo tempo anche se gli assist rimanevano a zero. Uno dei pochi a presentare una resistenza seria nel momento del bisogno con un canestro in corsa da dietro il vetro e una tripla dal palleggio liberandosi di Carter per due volte a mordere su di lui. 4/7 da tre ma non basta a far scivolar via la partita.

Terry Rozier: 6,5

17 pt. (7/16), 4 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate in 36.12. 12 punti nel primo tempo con un 5/10 al tiro e 4 assist. Questa volta da fuori è solo 1/5 ma mette dei buoni colpi dal pitturato, cerca di fare il suo mestiere di scorer aiutando anche la squadra con degli assist ma anche il suo però finisce per essere un contributo offensivo in modalità una tantum con Milwaukee in fuga.

Miles Bridges: 5

14 pt. (5/14), 3 rimbalzi, 4 PF in 29:44. Buona partenza in ritmo con due triple e un up & under proteggendosi con il ferro dopo aver seminato un paio di avversari sulla baseline sinistra ma poi un paio di stoppate subite nettamente da Antetokounmpo lo mandano fuori ritmo e va a commettere un paio di falli per frustrazione (uno su un alley-opp mancato) ed aggressività cercando di recuperare la sfera che costano 4 FT nel primo tempo. Non riprende più veramente confidenza.

P.J. Washington: 5,5

13 pt. (5/10), 4 rimbalzi, 2 assist in 28:54. Di contorno sia in attacco che in difesa nonostante un buon taglio diagonale in back-door e tre rimbalzi nel primo tempo. Tenere dietro è un’utopia, fa quello che può a volte scambiandosi triple con Portis ma il suo è un 3/9 da fuori.

Mason Plumlee: 5

3 pt. (1/4), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 16:55. 3 falli, 1 rimbalzo nel primo tempo con tiri da sotto mancati e in lunetta anche. In sordina totale, si evidenzia positivamente soltanto per qualche buon assist ma la protezione al ferro è latente risultando utile a partita spenta. ¼ alla fine in lunetta con anche il pubblico di casa che rumoreggia vedendolo tirare i liberi.

Kelly Oubre Jr.: 6

17 pt. (6/14), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata in 30:33. Si fa vedere nel primo tempo con una tripla, un fallo subito da Portis che restituisce palla e ci regala un tecnico più un canestro in mischia poi manca 4 tiri e fa una copertura accademica su un paio di triple a segno negli angoli. 3/8 da fuori, peccato per i liberi, sbaglia un tecnico poi ne manda a vuoto una serie compreso l’addizionale dopo il suo bel rimbalzo sull’errore a sua volta di Kai Jones convertito in due punti. Offre nel finale una vetrina proprio al rookie per uno spettacolare alley-oop. Concentrazione così così ma non smette di lottare almeno in attacco. Bella anche la sua entrata sul fratello di Antetokounmpo con dunk ma le sue percentuali al tiro sono appena sufficienti.

Montrezl Harrell: 5

9 pt. (1/8), 4 rimbalzi, 2 assist in 25:13. 2 punti dalla lunetta nel primo tempo e un paio di occasioni mancate da sotto. Manca la sua classica energia e sbaglia tanto al tiro compensando con un 7/8 dalla lunetta ma non basta.

Cody Martin: 5,5

3 pt. (1/4), 4 rimbalzi in 16.45. Nel primo tempo prende un parziale di -21 in plus/minus (immutato nel finale) in 10:31 pur iniziando bene, segnando un gioco da tre punti in post basso destro a 4:25 del primo quarto ma poi vanta soltanto un rimbalzo e due falli. Limitato ancora nel minutaggio non esprime il suo miglior gioco difensivo nel marasma Hornets.

Kai Jones: 6

4 pt. (1/2), 3 rimbalzi, 1 rubata in 7:19. 2/4 dalla lunetta, un po’ in difficoltà, entrato nel finale si ritaglia comunque qualche minuto per agguantare qualche rimbalzo e per mostrare la sua esplosività su un allungo velocissimo in corsa: alley-oop devastante nonostante sembri ancora acerbo ma le qualità atletiche sono notevoli.

J.T. Thor: 5,5

2 pt. (0/2), 3 rimbalzi, 2 assist in 16:24. Qualche situazione difensiva non irreprensibile (un fallo ingenuo su Giannis, 4 i totali), aiuta l’attacco con una buona palla deviata e un paio di assist facili ma smarcanti (buona visione per citarne uno quello per la tripla di Ball in angolo sx) ma passa a raccogliere punti soltanto con due tiri dalla lunetta.

Coach James Borrego: 5

Sicuramente ha un buon rapporto con i ragazzi e sembra una “brava persona” ma da qui ad allenare ce ne passa. Gli Hornets iniziano con l’idea di sbaragliare l’avversario a suon di triple e ci riescono per i primi minuti poi vengono colpiti a inizio del secondo quarto dalla stessa strategia e non riescono più a riprendersi facendo scivolare la partita in un torpore atavico che ammorba anche il pubblico, salvo qualche raro evento. Diciannove sfide alla fine e un posto play-in sempre più in bilico anche se Washington non ha una marcia da prima della classe.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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