Game 67: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 101-115

Andamento della partita

Dalla palla a due pro Celtics si arrivava a un tiro corto da fuori di Brown mentre sul fronte opposto Rozier faceva subito centro dalla sinistra per il 3-0.

Entrata in fing and roll di Tatum, appoggio di Robert Williams (passaggio Brown)e Smart da sotto a rimorchio dopo una stoppata di Bridges, per raggiungere la parità serviva la seconda tripla di serata, questa volta firmata P.J. Washington: 6-6.

Jumper di Horford e risposta in lunetta di Ball a 9:36, Hornets avanti momentaneamente con l’assist in corsa spinto di Ball per l’alley-oop di Plumlee aggressivo ad una mano ma un alley-oop morbido di Williams e due second chance di Tatum trascinavano Boston avanti: 10-14.

Brown si alzava su Ball per un mi range allungando quindi il taglio in back-door rapido di Rozier era premiato d Plumlee con passaggio verticale per l’ottima finalizzazione del nostro numero 3.

Rubata di Rozier ed alzata in transizione per l’alley-oop di LaMelo, poi gran giro palla di Charlotte con no look pass rovesciato iniziale per esigenza di Ball e sfera toccata da tutti e cinque gli elementi per arrivare alla tripla di P.J. Washington dall’angolo sinistro: 17-16.Brown a 5.12 splittava due liberi per poi andare a segnare il canestro ospite del vantaggio, gli Hornets rispondevano invertendo l’iter con due punti di Oubre Jr. che deviava al ferro e un ½ di Martin a 2:30 per realizzare il 22-21.

Il finale era tutto di marca Celtics poiché ball, Oubre Jr. e Harrell mancavano i loro tiri mentre Tatum scavalcava Harrell e anche Oubre Jr. con un jumper in separazione dalla baseline destra e il colpo finale in entrata lo dava Smart battendo l’ombrello composto da Ball e Harrell alzando per il 22-29.

Tatum in corsa colpiva con una schiacciata in avvio di secondo quarto, non si arrestava l’onda verde che raggiungeva un parziale inquietante di 16-0 e quando lo stesso numero zero avversario infilava la tripla a 9:33 era -15 (23-38).

Charlotte lottava con l’entrata di martin che in continuazione, toccato da Tatum, trovava la coordinazione per realizzare con and one validato a 9:21.

A 8:50 un tecnico di Thomas (applaudito da tutti al suo ingresso) per tre secondi di Boston valeva il 27-38 ma la tripla di Oubre Jr. ed il fade-away dal mid range dello stesso Thomas, passato dietro il blocco di Harrell davano una mano ancora maggiore ala rincorsa di Charlotte che si fermava a un passo dal pareggio dopo aver incassato la bomba di Pritchard dal corner sinistro.

Charlotte tornava sino al 39-41 prima di incassare un altro parziale da 8-0 con la tripla di Horford a riportare al doppio vantaggio i Leprecauni: 39-49.

P.J. Con un turnaround invertito sorprendeva Smart in area poi su tiro mancato di P.J. Era sempre la nostra ala n° 25 a convertire anche se un tecnico a Rozier a 2:39 (Tatum) rallentava i piani di rientro.

Plumlee al volo su un errore di Bridges chiuso da due difensori dava una mano ma Smart in allungo al vetro dopo il crossover infilava il 45-52.

L’ultimo colpo valido del primo tempo partiva dai polpastrelli di P.J. Washington che lanciava la tripla del 48-52, peccato che dopo aver fermato Tatum e passato la palla in angolo a Washington, Rozier e noi fan vedessimo la bomba di P.J. saltare via lasciando il -4 fissato dal mega-schermo all’intervallo.

15 punti per P.J. Washington e 16 per Tatum in un primo tempo dove gli Hornets si aggiustavano a rimbalzo (26-26) dopo aver sofferto e concesso troppo (24-30 nel pitturato) nel primo quarto ai Williams.

Charlotte soffriva il 12-7 nei TO con un 5-8 nelle steal così come l’11-16 negli assist ma da tre punti i Calabroni con il 33,3% facevano meglio del basso 23,5% avversario.

La ripresa si apriva con l’ottima tripla di Bridges e la risposta in jumper di Tatum dalla sinistra quindi i tiri da oltre l’arco di Bridges e Tatum saltavano via sui ferri mentre il fallo di Plumlee su Williams costava un gioco da tre punti dopo la preziosa imbeccata di Smart con passaggio dietro la schiena.

P.J. in aiuto andava a stoppare il rovesciato di Tatum ma nulla poteva nel 2 contro uno in fast break (palla sparata fuori alta da Plumlee verso Rozier) con alzata di Horford per alley-oop di Tatum: 51-59.

Time-out di Charlotte e time-out immediato di Boston dopo la prima azione sulla quale erano assegnati due FT a Miles.

Udoka usava il challenge per cercare di togliere il fallo di R. Williams in chiusura con il corpo su Bridges ma non otteneva giustamente successo.

2/2 che anticipava l’entrata con autoscontri di LaMelo contro G. Williams per il 55-59, Bridges a 7:35 aggiungeva altri due punti dalla lunetta portando sul -2 Charlotte.
Smart e Ball alzavano il punteggio, LaMelo fermava in stoppata Brown e Rozier dall’angolo non era fortunato con la tripla in & out che mancava il sorpasso anche se la testa avanti i Calabroni la rimettevano dopo uno spin di Bridges che batteva Tatum

Tecnico al numero zero verde a segno, and one mancato ma 62-61.

la partita andava via veloce in questo frangente con i colpi di P.J. In rovesciata dopo il coast to coast di Plumlee che aveva stoppato Smart ma Boston pareggiava con la tripla di Horford (64-64) quindi un’alzata elastica di Bridges in area restituiva due punti di vantaggio ma Brown in corsa passava tra Plumlee e Washington ottenendo anche l’and one.

And one mancato ma nemmeno Martin con un ½ dalla lunetta faceva meglio.

Boston prendeva 4 punti di margine con un attacco di Smart al ferro mentre l’incoscienza di Oubre Jr. con una tripla uno vs uno frontale portava al 70-71,una partita in bilico che Smart, spingendo Rozier e al contempo alzando il tiro in corsa cercava di trascinare sul versante ospite.

White fermava Rozier e Brown era ancora bravo in corsa ad appoggiare nella maniera corretta per il 70-75 a 2:45.

Tatum a 2:17 minacciava di chiudere la partita con due FT ma Harrell con un cleanup e Rozier in bonus dalla lunetta a 1:24 riportavano i bianchi sul -3: 74-77.

White ed Harrell aggiungevano due punti a testa ma Tatum segnava da tre mentre Martin, stoppato da Theis, riprendeva palla allungandosi e segnando da sotto realizzava il 78-82.

Theis a :13. 2 segnava due FT per un fallo lontano dalla palla mentre su una palla vagante a un decimo dalla sirena la terna concedeva zelantemente due liberi a Tatum con l’aggiunta di un tecnica ad Oubre Jr…. 3/3 ed allungo sul +9 Boston: 78-87.

Cominciava male l’ultimo quarto con R. Williams III a garantire attacco e difesa ai verdi mentre due triple di Tatum a 10:06 facevano saltare via la puntina dal giradischi Hornets in black-out in attacco.

Il parziale si allungava con due punti di Brown e i Celtics sul +20 non avevano problemi a controllare un finale nel quale Tatum e soci si esaltavano mentre Charlotte doveva cedere il passo nuovamente alla squadra ospite: 101-115 il finale.

Isaiah Thomas contro la sua ex squadra. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Come previsto gli Hornets nei back to back faticano parecchio e anche questa volta la partita non fa eccezione.

Uno dei tre principali black-out offensivi degli Hornets indotto e iniziato da tre liberi giusti ma zelanti sino al limite della vessazione perché di solito in quei casi la terna non fischia praticamente mai (fallo su palla vagante di Oubre Jr. e tecnico allo stesso a un decimo dalla fine del terzo quarto) trascinano verso il basso la classifica dei Calabroni.

Sul 32-35 la squadra pare non essere così buona.

La perdita di Hayward pesa, meno quella di McDaniels ancora out dopo la gara di ieri e gli innesti di Harrell e Thomas non bastano, anche perché il secondo viene visto da Borrego soltanto come un alter ego di Ball (gioca quando Ball è in difficoltà o ha problemi di falli) ed è stato un po’ ignorato nel secondo tempo ma il ritmo imposto da Thomas è stato migliore.

I quintetti dalla panchina di Charlotte non hanno funzionato molto in entrambe le fasi ed il resto l’ha fatto Tatum con 44 punti capace di creare al differenza tra i due team.

Jayson è stato ben aiutato in attacco, infatti, ben 5 Celtics sono finiti in doppia cifra: Brown 15 punti, Smart 12 punti, Robert Williams e D. White 11 punti (il primo colleziona anche altrettanti rimbalzi) e Horford 10 punti e 10 rimbalzi.

Gli Hornets hanno avuto problemi a rimbalzo nel primo quarto e sono tornati ad averli nel secondo tempo anche se il 54-51 arride piuttosto asetticamente alla squadra di MJ.

16-11 i TO con gli Hornets che hanno ceduto il passo crollando con le percentuali da fuori nel secondo tempo: 25,0% contro il 32,4% avversario in risalita, invece, nei secondi 24 minuti.

Gioco più semplice e corale per Boston che chiude con un 18-30 negli assist mostrando, salvo rare occasioni, come a Charlotte manchi una vera costruzione di gioco perché Ball nel primo tempo ha smazzato un assist e ha perso 6 palloni forzando in velocità.

Le trasferte a New Orleans ed a Oklahoma City, leggermente più abbordabili saranno l’ultima spiaggia per Charlotte per capire se davvero ci sono chance di entrare ai PO o questa squadra è destinata a rimandare ancora l’appuntamento.

I segnali della serata però non sono stati positivi anche se si deve tenere in conto il back to back.

LaMelo Ball: 5

15 pt. (6/12), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, 6 TO. In 10:10 nel primo tempo dove accelera per battere gli avversari ma non trova il ritmo, infatti, a fronte di un unico assist per l’alley-oop di Plumlee, 6 TO costano troppo e il -10 di +/- lo testimonia. Ottimo il passaggio rovesciato che innesca un’azione da tripla e non commette più TO nella ripresa ma il suo apporto non basta, nonostante gli 8 rimbalzi siamo lontani da un livello All-Star e le quattro triple tutte a salve non lo migliorano. Serve un altro LaMelo per accedere ai playoff.

Terry Rozier: 5,5

14 pt. (5/17), 1 rimbalzo, 3 assist, 5 rubate in 38:00. Un ninja nel rubare palloni, un bell’assist per l’alley-oop di Ball ma sparacchia anche un 2/9 da tre punti. 16 punti in meno dell’uscita precedente, prende un tecnico per proteste anche se su un paio di conclusioni il tocco con il corpo del difensore c’è. Prende anche un paio di stoppate e sembra più imballato rispetto alle recenti uscite contro la sua ex squadra.

Miles Bridges: 6,5

17 pt. (5/14), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 39:27. +14 in plus/minus. Iniziative interessanti a canestro che prendono varie forme: dallo spin con and one su Tatum alla soluzione con alzata a una mano dal pitturato cerca di portare punti alla squadra anche se non sempre è preciso. Un buon 6/7 in lunetta, il suo apporto a rimbalzo è sufficiente.

P.J. Washington: 6

17 pt. (7/12), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Ottimo primo tempo con tre triple (bella quella dall’angolo sinistro che chiude un giocata spettacolare corale di Charlotte) ed altrettanti canestri da due punti ma prende un plus/minus da -15 anche se certi colpi di Tatum sono unstoppable o anche sull’alley-oop dello stesso (rimasto sulla transizione avversaria in due contro uno) non può fare molto. Bel primo tempo, cala un po’ nella ripresa e Tatum e soci prendono il sopravvento. Sotto le plance deve fare un po’ meglio a rimbalzo e in difesa anche se le due stoppate gli conferiscono un pizzico di credibilità.

Mason Plumlee: 6

7 pt. (3/3), 15 rimbalzi, 6 assist, 3 stoppate in 30:04. +8 in plus/minus e 3 TO. La sua presenza garantisce numerosi rimbalzi e aiuta a limitare i danni sotto le plance che sono capitati diverse volte in serata. Non sbaglia tiri semplici come l’alley-oop offerto da Ball ma a gioco fermo il suo ¼ è pessimo. Bravo invece a fornire assist come nel caso del pallone verticale dato a Rozier in taglio back-door.

Kelly Oubre Jr.: 5

9 pt. (3/8), 3 rimbalzi, 1 rubata, -24 in +/- in 16:27. Nota negativa del fallo sulla palla vagante con tecnico a fine terzo quarto, situazione pesante, la difesa non è un granché. Ruba un pallone ma in transizione se lo fa immediatamente riportar via. 2/5 da fuori con una tripla uno contro uno frontale per il 70-71 notevole ma con alcune lacune difensive del genere bisognerebbe mettergli vicino fior fiore di difensori.

Montrezl Harrell: 5,5

10 pt. (4/7), 7 rimbalzi, -22 in +/-. Si fa sorprendere spesso sulle entrate in velocità dato che lui non ne ha. Inizia male anche in attacco sbagliando appoggi dopo spin ma poi si riprende segnando anche un cleanup con jam su tiro mancato di Oubre Jr.. Solite proteste a occhi sgranati che non servono a nulla però.

Cody Martin: 5

7 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 1 rubata, -24 in 15:33. Ancora una prestazione da non ci siamo. In difesa ma anche in attacco dove mi piace la sua caparbietà nel riprendere palla a Theis dopo esser stato stoppato e segnare mentre da fuori fa 0/2.

Isaiah Thomas: 6

5 pt. (1/4), 2 assist, +5 in +/- in 11:08. Ritmo più lento ma efficace rispetto a quello dato da Ball.
Non benissimo al tiro anche a causa di un muro doppio sul quale si stampa il suo primo tentativo. Segna un buon mid range e offre due buoni assist. Poco sul parquet e avrebbe potuto dare un contributo maggiore con dei minuti in più in rotazione. Non può essere solo l’alter ego di ball quando il nostro play va male. La sua esperienza potrebbe giovare.

J.T. Thor: s.v.

0 pt. (0/0) in 1:05. Saluta a casa per far vedere che c’è.

Nick Richards: s.v.

0 pt. (0/1). Anche per lui passeggiata per sgranchire le gambe piegate in panchina.

Coach James Borrego: 5

Si vede un’azione davvero degna di nota che fa sobbalzare sia per istinto che per giro palla e porta tutti gli Hornets a toccare la sfera con tripla finale di P.J. Washington all’angolo sinistro. Per il resto la difesa è informe e raramente riesce a controllare le star avversarie che dovrebbero avere un occhio di riguardo. Alcuni quintetti da rotazione potrebbero essere condivisibili ma alla prova dei fatti non funzionano. Non è tutta colpa sua ma una discreta parte nel non avere un attacco organizzato ma basato sul talento di Ball e letture che non sempre portano a buone “improvvisazioni” fa la differenza contro team che di default si cercano. Tanti singoli più che una squadra troppo spesso.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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