Game 7 – Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 101-118

Intro

Imparare può significare infliggere una ferita alla propria autostima.

“Questo è il motivo per cui i bambini, prima di essere consapevoli della propria importanza, imparano così facilmente; e perché le persone più anziane, specialmente se vanitose o importanti, non riescono a imparare affatto.” vi direbbe lo psichiatra magiaro/statunitense Thomas Stephen Szasz.

Con coach Borrego sotto il tiro di cannone da una parte della tifoseria sarà interessante capire come l’ex vice degli Spurs affronterà per la seconda volta consecutiva in tre giorni la più forte compagine di casa.

Gli Hornets stanno avendo degli up & down clamorosi ma per la prima volta in stagione, nell’ultima a Phila non siamo sembrati in grado di rientrare in partita.

Embiid, il tiro da tre e le penetrazioni contenute male hanno prodotto immediatamente il divario.

Ci sia augura che Borrego abbia fatto vedere qualcosa ai suoi, abbia studiato delle contromosse perché certe situazioni non si ripetano.

Ammettere i propri errori è il primo passo, il secondo è imparare da essi, il discorso vale per i giocatori e per il tecnico.

Aldilà del risultato finale sono stati commessi troppi errori difensivi e forse qualche scelta tecnica discutibile: se possiamo concedere al coach che sia prematuro far partire in quintetto Ball (sperando che Graham stanotte si svegli dal suo atarassico torpore), l’esclusione di Monk può anche far gridar vendetta e mentre P.J. Washington si dice sarà indisponibile ci si chiede se sarà Bridges a partire in quintetto con finalmente un centro vero di ruolo (V. Carey Jr. o Richards) a dar fiato a Biyombo quando riposerà in panchina.

L’impresa è ardua ma gli Hornets hanno mostrato di poter battere Nets e Mavericks a patto si correggere gli errori giocando con intensità permettendosi meno distrazioni possibili.

Analisi

In estate non è arrivato un centro in grado di difendere e accorciare il campo.

Va da sé che il divario già ampio tra i due team diventi insostenibile nonostante una buona partenza e un quarto e mezzo dove si è toccato anche il +5.

Embiid si è aggiunto alla schiera dei ragazzi terribili di Phila che raggiunge la tredicesima vittoria consecutiva contro Charlotte.

Il resto in negativo, dal mio punto di vista (oltre alle singole pecche dei ragazzi) lo fa Borrego che con un P.J. in dubbio alla vigilia della partita, si ostina a schierarlo come centro nei momenti della sua small ball con la panchina in campo, cocktail/mix letale.

A inizio partita, nonostante una strenua difesa prendiamo tre canestri con P.J. vicino all’uomo, non sempre il suo a onor del vero, ma si nota molto come (forma fisica imperfetta a parte probabilmente) non tenga a rimbalzo (Howard chiuderà a 13 rimbalzi), salti poco e sia aggressivo nei momenti sbagliati commettendo mezzi falli che favoriscono gli avversari più che penalizzarli.

Quasi un bolso Zeller 2.0.

Poi la partita di P.J. non è stata solo questa mostrando alcune pregevoli cose.

Le colpe non devono ricadere solo su di lui ma anche su Borrego che si ostina a farlo giocare da centro e sui compagni che hanno avuto un black-out difensivo e offensivo nella seconda parte del secondo periodo quando si è decisa la partita aggravando la situazione a rimbalzo e nel pitturato contro un team del genere.

Saranno 38 contro i 64 punti pro Phila nel pitturato alla fine…

Gli Hornets sono tornati al -9 con un Graham che piedi a terra mette la tripla finalmente ma poi quando la squadra di Rivers ha accelerato, tuttalpiù gli Hornets hanno mantenuto il divario…

Si scende sul 2-5 in classifica ma sono due buoni test match per entrare con il dente avvelenato nella prossima partita, una trasferta ad Atlanta.

Phila è scesa al tiro al 48,4% sempre troppo comunque per gli Hornets arrivati a un 41,9%. Da fuori Charlotte si è fermata al 33,3% mentre i Sixers hanno fatto leggerissimamente meglio con il 34,4%. Dalla lunetta gli Hornets hanno tirato con il 72,7% contro il 65,2% di Phila mentre a rimbalzo vince fila di 5 (54-59).

Sempre tanti gli assist per Charlotte (30 con 9 di Ball) ma quelli della squadra di Rivers alla fine saranno 34, infine, i TO penalizzano i Calabroni che chiudono con 16 contro i 10 della squadra della città dell’amore fraterno.

La partita

I quintetti:

Charlotte, riuscendo ad avere P.J. disponibile partiva con il solito quintetto recente: Graham, Rozier, Hayward, P.J. Washington e Biyombo.

Per i Sixers:

14 pt. e 11 rimbalzi per Embiid, 22 pt. per Tobias Harris, 13 per Danny Green seguito a ruota da Ben Simmons con 12 (+10 rimbalzi) e la coppia Tyrese Maxey – Seth Curry con 11, infine in doppia cifra con 10 pt. arrivava anche l’interessante (un po’ falloso) Shake Milton. Dwight Howard ha chiuso con 13 rimbalzi catturati.

1° quarto:

Déjà vu recente la palla a due tra Biyombo ed Embiid con il secondo a bruciare il primo ma l’inizio offensivamente non era così semplice come il precedente per i Sixers: Embiid mancava un open 3, Hayward mettendo una mano sopra la palla sull’alzata di Simmons salvava all’ultimo, Curry mancava un facile sottomano ma Charlotte facendo ancora peggio grazie alla difesa dei locali che contestavano ogni tiro, quindi cedeva i primi due punti alla squadra di Rivers a 10:16 con la correzione di Simmons (oltre P.J.) sul suo sterro errore in layup.

L’intensità difensiva degli Hornets comunque continuava a limitare gli attacchi ben riusciti di Phila ma un raddoppio tardivo di P.J. consentiva di andare in lunetta a Embiid per splittare.

Harris da tre – ancora sul buco P.J. – mandava a segno la tripla dello 0-6 mentre gli Hornets riuscivano solamente dopo 4 minuti e tre secondi a togliere lo zero dalla casella punti con due liberi di Rozier a 7:57.

Lo stesso Rozier confezionava un pocket pass in penetrazione per la schiacciata di Biz ma i Sixers acceleravano con Green che passando Ball non trovava altri oppositori per l’easy layup così come in velocità dalle profondità del parquet Simmons riusciva a depistare Biyombo per l’appoggio del 4-10 che a 6:16 mandava in time-out Borrego.

Passavo 10 secondi e Ball, attirando il raddoppio su di sé, alzava un pallone meraviglioso per l’esplosione stellare di Bridges che a una mano in alley-oop faceva partire i fuochi d’artificio a Charlotte.

Green puniva gli Hornets con un open 3 ma un pullup di Hayward, un jump shot runner di Ball da dietro la linea del libero e una tripla di Hayward costituivano un 7-0 run che ci restituiva il pari a quota 13.

I Sixers riprendevano il controllo con un’alzata di Harris nel pitturato andando poi sul 15-19 ma un perfetto passaggio da drive and kick per Graham sulla diagonale sinistra era utilizzato bene per il -1.

Gli Hornets in small ball non riuscivano a contrastare Howard che da sotto metteva dentro due canestri tuttavia una dunk contrastata dello stesso giocatore apriva all’ultimo canestro degli Hornets che dopo tre tentativi e due rimorchi segnavano con P.J. il 20-23.

2° quarto:

Questa volta il divario non era di 15 punti come accaduto nella prima sfida e Hayward andava a pareggiare subito con una bomba.

Howard splittava dalla lunetta a 11:19 mentre da sotto sull’altro fronte P.J. Washington ci portava anche in vantaggio (25-24).

P.J. conquistava un rimbalzo difensivo e sulla ripartenza si arrestava sulla linea del tiro da tre punti: tiro dopo averci pensato un attimo – convinto – dal ripiegamento di tutta la linea difensiva dei 76ers metteva dentro l’open 3 per il 28-24.

Milton su Hayward e Maxey da tre ribaltavano il vantaggio ma a 9:09 una continuation di Caleb Martin strappava il comando della partita ai Sixers nuovamente (30-29).

Peccato per il cortissimo FT ma gli Hornets riacquisivano i 4 punti di vantaggio con P.J. a 8:31 bravo a lanciare un altro missile dallo stesso punto precedente (leggera diag. sx).

Maxey mancava il tiro ma gli Hornets di reattività sotto le plance così il veterano Howard tapinava, tuttavia a 7:53 gli Hornets raggiungevano il massimo vantaggio con Rozier che da tre punti dalla diagonale destra udiva solo il rumore della retina per il 36-31.

4/4 da tre punti nel quarto per gli Hornets che si scollegavano improvvisamente dalla partita: i Sixers tornavano prima sul -1 poi con Green dal corner sinistro (protetto da un blocco sul quale Bridges usciva benino ma in ritardo) mettevano dentro il 36-38.

Una second chance per Curry consentiva al “meno nobile fratello” di realizzare una bomba dall’angolo opposto alla tripla precedente: il risultato era il medesimo e a 5:02 gli Hornets arrancavano più mentalmente che nel punteggio (36-41).

A 4:16 il parziale di 0-10 era interrotto da una saetta da oltre la linea da tre punti per mano di Zeus Bridges tuttavia Charlotte faceva fatica ma riusciva con Hayward – bravo a mettere un pullup dal mid range sx – a contrastare i canestri dei 76ers..Embiid cominciava a fare la differenza da sotto e anche Curry con un two and one a 1:44 contribuiva al rapido distacco della squadra di Rivers che gli Hornets non riuscivano più a contenere.

43-51 dopo il FT addizionale ma la situazione si aggravava con due liberi di Embiid, un tiro di Harris in corsa e una tripla volante e beffarda di Green che a :01.8 mandava sul famigliare e drammatico punteggio di -15 (23-35 di parziale nel quarto) una partita che non stava dicendo questo.

3° quarto:

La ripresa dei giochi partiva ingenerosamente per gli Hornets che nel complesso non meritavano tutto quello svantaggio ma non rimaneva che rimboccarsi le maniche e provare a rientrare.

Rozier partiva bene con un 2/2 dalla lunetta dopo 17 secondi, Graham da tre punti a 10:47 realizzava il -13 (48-61) e a 10:11 una palla quasi vagante per poco tempo era recuperata dal destinatario Biyombo che la metteva nel cesto a due mani per il -11 (50-61).

Embiid e Simmons tuttavia spingevano nuovamente sul +15 la squadra di Rivers dimostrando che non sarebbe stato facile recuperare tutti quei punti, anzi, Harris da sotto (dopo diversi altri precedenti canestri) mandava sul -16 Charlotte: 55-71.

Gli Hornets tentavano di rientrare: appoggio difficile di Bridges contro Embiid, reverse spettacolare di Rozier oltre il ferro e lo stesso centro, tripla di Graham a 3:17 che consentiva agli Hornets di ritornare sul -9 ma era un fuoco di paglia perché Harris rispondendo immediatamente da oltre l’arco non mostrava più a Charlotte la “single digit”.

Nel finale una ripartenza con un paio di passaggi veloci tagliavano la larga difesa di Charlotte e Harris mettendo dentro una quick dunk segnava la fine del terzo quarto sul 66-82.

4° quarto:

Per le emozioni di un finale arroventato bisognerà attendere un’altra partita, lo sapeva anche Borrego che metteva dentro per la prima volta in stagione Malik Monk il quale non partiva benissimo: raccattato un pallone da terra sparava fuori ritmo da tre fallendo.

Gli Hornets sembravano gli italiani a Kobarid o Caporetto, tanta confusione nella ritirata tra le linee e attacchi al momento.

Saltavano gli schemi e quel minimo scudo difensivo che aveva mostrato Charlotte per un quarto e mezzo, a partita persa, dopo la tripla di Graham e i due FT di Hayward che in crossover passava Howard (abile al rientro solo per travolgerlo da dietro) per andare a realizzare i liberi del 71-85 erano le ultime cose realmente schematiche che si notavano sul parquet.

Panchine in campo eccetto un rientro di Rozier per breve tempo, scorribande rapide senza gloria, Philadelphia arrivava sul +24 (80-104) mentre si evinceva dalla grafica che Howard era giunto alla 2.832^ schiacciata per essere il leader all-time indiscusso di questa particolare classifica.

Gli Hornets nel finale rientravano provando a metter dentro anche un centro vicino a McDaniels, nell’occasione un modesto ma utile Richards.

Caleb Martin metteva dentro ¾ ai liberi consecutivamente (sul secondo errore e suo rimbalzo più fallo) e una quasi tripla per il 98-112 ma era troppo tardi.

Bastava qualche punto alla panchina dei 76ers per finire con 17 punti di vantaggio (101-118).

Ora non bisogna demoralizzarsi ma andare a caccia di squadre più alla portata con il dente avvelenato e il piglio giusto a partire dalla prossima trasferta ad Atlanta.

Devonte’ Graham: 6

15 pt.(5/13), 2 rimbalzi, 1 assist. -13 in +/-. Parte male al tiro poi corregge la mira da fuori con i piedi per terra e fa 5/11 da tre che mostra come fatichi a tirare al volo dal palleggio o fuori equilibrio da marcato mentre se riceve e spara riesce a gestire meglio il tiro in ritmo. Solo un assist cedendo lo scettro di assist-man a Ball.

Terry Rozier: 5,5

12 pt.(3/8), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. -16 in +/-. Serata calma, troppo calma per Terry che prova solo 8 volte dal campo (2/5 da tre punti). Sua è una tripla per il massimo vantaggio. Ottimo reverse oltre il ferro ed Embiid ma poi non combina molto, difesa sufficiente, forse…

Gordon Hayward: 6

18 pt.(7/14), 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubate, 1 stoppata. -7 in +/-. Sbaglia qualche tiro di troppo in fasi delicate e da tre carica poco sulle gambe. Va al rallentatore a volte in entrata ma ciò non gli impedisce di mettere un buon sottomano di sinistra e di passare Howard lasciandolo lì dopo il crossover per arrivare a guadagnare due FT, certo che per attaccare il ferro avevo in mente un’altra cosa. Non sembra mai aver realizzato quei punti a fine partita. Mi aspetto qualcosa di più da lui in termini di leadership e collante nel gioco di squadra sperando non si demoralizzi nell’ambiente.

P.J. Washington: 5

12 pt.(4/10), 8 rimbalzi, 5 assist. -3 in +/-. Limitato dai falli (termina a 5) tende a scomparire con l’andare del match. Spesso fa falli inutili con dei minimi contatti. Poco deciso, esplosivo e reattivo sotto il ferro come centro da small ball cattura in 26:49 comunque 8 rimbalzi e smista 5 assist. Ha il merito di infilare due triple consecutive nel miglior momento di Charlotte. Non credo sia in piena forma ma senza atletismo diventa un buco.

Bismack Biyombo: 5

4 pt.(2/7), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, -20 in +/-. 22:44 sul parquet. Serata no per il centro che perde tre palloni, uno ignominiosamente su splendido assist verticale di Balla che l’aveva liberato sotto il ferro ma lui non aggancia un pallone veloce nemmeno per sbaglio. Hook errati girando intorno all’anello e solo 4 punti alla fine più una difesa da brividi (dopo un buon inizio) sembrando il fratello nettamente più piccolo di Embiid e il plus/minus in questo caso mente poco.

LaMelo Ball: 6,5

12 pt.(5/16), 7 rimbalzi, 9 assist, 2 rubate. -9 in +/-. 2 TO. Gioca 30:25, nettamente più di Graham e quando entra cambia ritmo alla partita distribuendo imprevedibili assist o possibili assist che i compagni sprecano oppure con punti ben trovati attaccando il ferro o tiri particolari come il runner lunghissimo dalla parabola che contiene una scia luminosa come le comete. Si perde con la squadra quando torna a calcare il parquet per la seconda volta in serata e peggiora le sue statistiche nel finale con uno 0/5 da tre. Uno dei pochi in grado di tener testa a Phila per un po’. Non sta molto piegato sulle gambe in difesa e ciò lo rende passabile, di contro difende meglio tonight e riesce a rubare un paio di palloni oltre ad andare diverse vote bene in close-out a dar fastidio sul perimetro.

Miles Bridges: 5

7 pt.(3/6), 5 rimbalzi. -31 in +/-. 23:56 sul parquet. A parte una tripla non molto decisa ma vincente, si vede poco anche se cattura qualche rimbalzo termina con un -31 in +/- glaciale, complice una difesa non perfetta. Niente rubate o stoppate, lo si ricorda per l’highlight in alley-oop a una mano seguito all’assist offerto da Ball.

Caleb Martin: 5

7 pt.(2/4), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. 0 in +/-. Perde tre palloni, uno raddoppiato sulla banda laterale destra… Mette insieme qualche numero in 17:24 e spiccano le due stoppate ma segna solo quando non serve, ovvero nel finale quando realizza 3 liberi su 4 tentati consecutivamente grazie al fatto d’aver ripreso il proprio rimbalzo offensivo dopo l’errore sul secondo FT. Un quasi tre punti e poco altro.

Jalen McDaniels: 5,5

10 pt.(4/6), 4 rimbalzi,1 rubata, +11 in +/-. 16:29 sul parquet, in difesa stenta a tenere e combina qualche pasticcio commettendo anche 4 falli per i quali probabilmente è portato in virtù di una stazza inferiore rispetto ai grossi calibri avversari. Vale il discorso fatto per Caleb su segnare. Anche lui contribuisce tardi ma almeno ci prova a modo suo. Da 5 ma per il finale alziamo di mezzo voto il punteggio.

Malik Monk: 5

1 pt.(0/1), 3 assist, -6 in +/-. Fa il suo ingesso a inizio ultimo quarto. E’ la sua prima apparizione ma non sembra essere in gran condizione e spolvero di idee. Raccatta un passaggio spazzatura da terra, ci pensa e tira da tre senza ritmo: brick… Mette dentro un libero su due più tardi attaccando il ferro ma pare arrugginito e difensivamente non eccelso. Alla prossima se ci sarà perché la prima breve chance (9:43) l’ha giocata male.

Nick Richards: 6

3 pt.(1/1), 2 rimbalzi. Ancora acerbo e incerto nel prender posizioni in campo fa il suo in maniera modesta ma utile. Da rivedere in tempi di gioco non garbage. +9 in +/-.

Coach James Borrego: 5,5

La squadra è più attiva ma imbarca ancora un -15 nel primo tempo che rovina il match. Le rotazioni non sono perfette, la panchina avrebbe dovuto esser migliorata ma qualcosa negli equilibri non va.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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