Idee e possibilità

Non è affatto un segreto che per costruire un futuro si necessiti di avere o di gettare – se possibile – solide fondamenta.

Ora che è stata archiviata la stagione NBA 2020/21 con il trionfo dei Cervi di Milwaukee e il loro alieno Antetokounmpo, uno che in un Grecia già in difficoltà è venuto su tra i mille stenti della famiglia ma al quale la sorte (oltre alle proprie doti) ha arriso e chiusa anche la fantastica stagione di CP3 e dei Suns (come sono mancati altri interpreti in panca) è tempo di pensare alle prossime sfide.

Gli Hornets, dopo due anni di ricostruzione sono arrivati – dal mio punto di vista – alla stagione della verità.

Rimanere sempre un team dai risultati mediocri sotto l’egida di Jordan o provare a svoltare a Est nel novero delle squadre vincenti.

Sicuramente idee e possibilità sono su due piani diversi e le cose perché collimino sono figlie delle occasioni così come strade secondarie scelte all’improvviso, determinate dalla situazione che possono fare la fortuna o la sfortuna, in questo caso di un team.

A Charlotte servirebbe un buon centro già pronto, un rim protector che sappia segnare e magari un paio di difensori perimetrali oltre al miglior rookie possibile che sappia mettere insieme qualche punticino.

I Calabroni se non dovessero rinnovare Zeller, Biyombo, Monk e Graham potrebbero avere un po’ di più di un paio di decine di milioni (dipende dalle varie clausule contrattuali e su chi si muoverà) da spendere sul mercato anche se i free agent tra i lunghi non sono tutti di primissimo piano.

Diverse incognite permeano il mercato, dallo stato di salute di Hayward all’ultimo anno di contratto del triennale di Rozier, elemento utilissimo ma rifirmerebbe ancora il prossimo anno?

Tutto potrebbe procedere tranquillamente o con qualche sconvolgimento sebbene gli Hornets negli ultimi anni, salvo l’anno zero, si siano mossi sempre con politica di piccoli passi per cercare di trovare un’amalgama di gruppo in uno small market.

Servirebbero un paio di buoni giocatori affidabili e propedeutici al gioco di Borrego che colmino le lacune ampiamente mostrate la scorsa stagione.

Tra i vari rumor si è riacutizzato quello che vorrebbe Myles Turner a Charlotte (anche i Pellicans sulle sue tracce) dice Shams Charania, mentre – il tutto è da prendere sempre con le molle in questo campo – un’altra ipotesi è che gli Hornets cedano la loro posizione numero 11 per ottenere qualche giocatore in cambio che possa aiutare Charlotte subito.

Il Draft – dicono gli esperti – pare essere più talentuoso di quello dello scorso anno ma gli Kupchak piuttosto che scegliere alla 11 potrebbe preferire altri piani, dipende da ciò che otterrebbe in cambio.

Scambiare Turner per qualcuno di cui gli Hornets non pensano di aver bisogno lascerebbe più o meno i soldi da spendere sul mercato e sarebbe una mossa intelligente che eviterebbe la free agency, un po’ in penuria di lunghi.

Agli Hornets servirebbe disperatamente un 5 (pronto) e anche un 2 (oltre a Rozier che potrebbe usare anche minuti di Ball in panca), una guardia tiratrice per segnar punti con alte percentuali.

Buone sono state quelle del movimento di palla (361 passaggi in 24 minuti, terzo posto in NBA, percorrendo 11,8 miglia in 24 minuti (secondo posto) mentre con il 67,2% i Calabroni sonio finiti primi nella percentuale di assist, registrando – appunto – assist nel 67,2% dei casi sui loro field goal.

La seconda squadra più veloce della lega però si è dimostrata piuttosto evanescente, infortuni a parte, quindi necessita di puntellare i reparti descritti con giocatori solidi e affidabili.

Qui sotto vediamo i giocatori sotto contratto e i free agent:


Under Contract

G: LaMelo Ball
G: Terry Rozier
F: Miles Bridges
F: Gordon Hayward
F: Caleb Martin
F: Cody Martin
F: P.J. Washington
F/C: Vernon Carey Jr.
F/C: Jalen McDaniels
C: Nick Richards


Free Agents

G: Nate Darling (restricted)
G: Devonte’ Graham (restricted)
G: Malik Monk (restricted)
G: Grant Riller (restricted)
G: Brad Wanamaker (restricted)
F/C: Cody Zeller (unrestricted)
C: Bismack Biyombo (unrestricted)

Per ora possiamo dire che per la Summer League di Las Vegas gli Hornets hanno reclutato LiAngelo Ball, uno dei tre fratelli patrocinati da LaVar.

LaMelo potrebbe quindi giocare la futura summer insieme al fratello che sta facendo fatica a ritagliarsi un posto n NBA.

“Gelo” dovrebbe firmare con gli Hornets e far parte del loro roster per partire per la Summer League che si terrà a Las Vegas dall’8 al 17 agosto.

Giocare nella vetrina estiva della lega il mese prossimo potrebbe fornire a Ball (magari vicino al fratello LaMelo), 22 anni, l’opportunità di cui ha bisogno per ricominciare la sua carriera.

LiAngelo si aggirava tra la squadra di Charlotte in allenamento come aveva ripreso in un video recente e postato su Instagram Devonte’ Graham. La sua firma lo avrebbe ufficialmente accoppiato con LaMelo per la prima volta da quando hanno giocato in Lituania per il club professionistico Prienu Vytautas nel 2017-18, dove LiAngelo ha segnato una media di 12,6 punti e 2,9 rimbalzi e 21,7 minuti in 16 partite.

Ball, che non è stato scelto nel 2018, ha firmato con l’Oklahoma City Blue – l’affiliato della G League dell’Oklahoma City Thunder – appena tre giorni prima della chiusura della lega il 12 marzo 2020 a causa della pandemia e non ha mai giocato per loro.

Ha firmato un contratto Exhibit 10 con Detroit all’inizio di dicembre ed è stato revocato 12 giorni dopo, non riuscendo a comparire in nessuna partita dopo aver riferito di aver subito un infortunio alla caviglia destra.

Oltre a Ball, l’aspettativa è che Vernon Carey Jr., Nick Richards e la scelta del primo turno della squadra giovedì saranno tra coloro che si adatteranno per gli Hornets durante la summer league, secondo le fonti della lega.

Sul fronte Draft chi potrebbe plausibilmente arrivare intorno alla chiamata numero 11 ce lo racconta Filippo Barresi che avrete già letto su queste pagine a partire dalla scorsa stagione soprattutto in chiave match-up key ma prima, ecco l’ordine del Draft che si terrà al Barclay Center (Brooklyn) il 29 luglio ore 20:00 con data e orari italiani corrispondenti a venerdì 30 luglio alle ore 02:00.

Questo l’ordine attuale delle squadre chiamate a scegliere:

Qui gli elementi analizzati da Filippo Barresi:

Episodio 5 – Post lottery e introduzione alla rubrica Draft Room – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Moses Moody

Episodio 6 – Draft Room: Moses Moody – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Isaiah Jackson

Episodio 7 – Draft Room: Isaiah Jackson – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Keon Johnson

Episodio 8 – Draft Room: Keon Johnson – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Kai Jones

Episodio 9 – Draft Room: Kai Jones – Casa Hornets | Podcast on Spotify

James Bouknight

Episodio 10 – Draft Room: James Bouknight – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Usman Garuba

Episodio 11 – Draft Room: Usman Garuba – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Alperen Sengun

Episodio 12 – Draft Room: Alperen Sengun – Casa Hornets | Podcast on Spotify

Per un po’ di vintage, ecco come Giganti del Basket dipingeva il Draft 1986, quello dove uscì Dell Curry, del quale si parlava bene e se molto probabilmente Dell qualche consiglio a Rozier l’ha dato ecco che in comune con uno dei prospetti del Draft 1986 (Milton Wagner) Rozier ha in comune la squadra di college: i Louisville Cardinals.

Per arrivare al menzionato M. Turner, gli Hornets potrebbero decidere di cedere uno tra P.J. Washington, Hayward o Rozier più probabili contropartite e aggiustamenti ma siamo sempre nel campo delle ipotesi ricordiamo.

Certo, nell’articolo sottostante leggendo i nomi di person, Ron Harper, ecc. possiamo già sapere tutto, come siano andate le loro carriere, ecc. ma un Draft e un mercato nuovo sono sempre affascinanti e portano con sé nuove incognite, nuove speranze nell’alveo di speranza di lasciare indietro stagioni travagliate e tornare a sorridere di più.

Le mani sono quelle di Jordan e Kupchak, tocca a loro adesso cercare di far sognare i fan.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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