Matchup key 27: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers

A cura di Igor F. (testo in violetto) e Filippo Barresi (testo in bianco).

Nick Richards, JT Thor & P.J. Washington Vs Joel Embiid

Dopo un paio di giorni gli Hornets tornano a giocare contro gli stessi avversari, per questo James Borrego – coach degli Hornets – ha detto che questo sarà come un set-up da playoff.

“Un’atmosfera da playoff. Tornare indietro ed apportare alcuni aggiustamenti, alcune modifiche”, ha detto Borrego.

“Abbiamo appena visto questa squadra, quindi vediamo come possiamo migliorare. Ci saranno molti buoni momenti di insegnamento. Puoi eseguire (i giochi) contro la stessa squadra”.

E per eseguire delle buone giocate difensive dal mio punto di vista servirà che Borrego utilizzi soprattutto Richards e Thor sul gioiello avversario reduce dal suo massimo stagionale.

Per questo, un coach troppo conservatore nelle rotazioni, immaginiamo tenterà ancora di opporre per larghi tratti P.J. Washington (ecco quindi la replica di Filippo Barresi sul pezzo precedente, ancora più esasperata vista la performance del camerunese) che tuttavia non ha né fisico (kg e cm), né reattività difensiva per opporsi sul tiro dell’avversario mentre i due giovani che contano meno esperienza potranno comunque sperare di rendere le cose un po’ più complesse dal mid range alla nemesi di Charlotte.

Spedire un terzetto su un giocatore che ha speso molto un paio di sera fa potrebbe essere anche utile a farlo stancare e renderlo più impreciso a patto che arrivino dei raddoppi intelligenti a infastidirlo.

La sfida di questa notte per gli Hornets sarà ancora quella di fermare Joel Embiid.

Il possente centro avversario ha sempre messo in difficoltà la formazione di coach James Borrego e questa situazione è andata avanti anche durante l’ultima partita anche per l’assenza di Mason Plumlee.

P.J. cercherà quindi di impensierire Embiid.

Possibili svantaggi:

Gli Hornets hanno speso moltissime energie in una partita intensa e con una rotazione molto corta a causa delle tante assenze.

Oltre all’OT perso, Charlotte giocherà la terza partita in quattro giorni avendo ancora una volta probabilmente una rotazione corta nonostante gli ingressi delle giovani leve.

Il fattore della tenuta fisica sarà quindi determinante nella gara di questa notte: sarà importantissimo rimanere sempre a contatto con i Sixers dosando le energie e ruotando alcuni elementi in più.

Possibili vantaggi:

Al contrario degli Hornets, gli avversari non sono una squadra fatta per il gioco in transizione.

I Sixers sono al momento la formazione con il ritmo più basso della lega e cercheranno in tutti i modi di imporre il proprio stile.

Se i giovani Calabroni avranno la tenuta fisica per poter sfruttare le giocate in transizione, allora, potranno pensare di mettere in difficoltà gli avversari.

Note:

Il game-plan di Rivers per Phila sarà ancora quello di dare palla a Embiid: “Dare da mangiare al maiale” come ha detto Doc, insistendo sulle doti del suo centro.

Philadelphia non ha corso molto durante l’ultima partita ma ha sfruttato la solidità di Joel e Tobias (Harris), per questo Charlotte dovrà essere brava nelle rotazioni difensive nel mettere nella peggior condizione i Sixers di attaccare.

Personalmente darei a Hayward qualche minuto in meno e darei più fiducia ai giovani ragazzi – cercando di rimanere con un quintetto equilibrato – che potrebbero portare più energia sul parquet.

Ovviamente rimanere attaccati con cinque assenze non sarà semplice ma l’Hornet style offensivo contro Philadelphia ha dimostrato di poter pagare, solo bisognerà cercare di essere meno impulsivi in certi momenti e prendere tiri più consoni e a una maggior percentuale di successo perché nell’ultima partita Charlotte ha pagato caro anche la bassa percentuale da tre punti (34,8% contro il 41,7% ospite).

In questo caso entreranno in gioco l’improvvisazione dei singoli per variare il tema e la lettura della difesa avversaria.

Giocare velocemente infastidendo Embiid e i tiratori sul perimetro saranno le chiavi per quella che se dovesse avvenire, oltre al sorpasso in classifica, sarebbe una vera ed “incredibile” impresa anche per rompere la troppo lunga striscia vincente degli ospiti nei nostri confronti.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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