Matchup key Vs Wizards

Matchup key game 72 (A cura di Igor F.)

Terry Rozier Vs Chandler Hutchinson

Charlotte è all’ultima chiamata, è l’ultima battaglia di Regular Season e non si può più sbagliare, pena veder svanire i PO in una stagione così segnata.

“Scary” Terry Rozier prova a disarmare il tridente (sai) dei Wizards composto da Westbrook, Beal e Hachimura. La copertina originale si rifà a un videogame anni ’90 della SEGA che in Europa distribuita da MegaDrive si chiamava appunto Last Battle e il cui protagonista era Kenshiro di Hokuto no Ken.

Atlanta, Milwaukee e i L.A. Lakers, indirettamente hanno dato una mano ai Calabroni in queste ultime partite così Charlotte non è stata superata in classifica ma si trova alla pari in ottava piazza con i Pacers e i Wizards a quota 33-38 ma con il tie-break a favore su entrambe.

Una W garantirebbe l’ottavo posto, una sconfitta il nono o il decimo (Indiana gioca con Toronto e anche se ieri non hanno giocato Sabonis e Turner difficile pensare che possa perdere ancora).

Quella che andrà in scena nella capitale, oltre ad avere i crismi tipici dell’evento, sarà una vera partita thriller la quale dirà se la stagione degli Hornets sarà stata un film dell’horror oppure il preludio di un “fantastic fanale” a lieto fine per i teal & purple.

Inutile nascondersi dietro un dito, buona parte degli attuali uomini a disposizione di Borrego, oltre a essere stanchi, sono sembrati inconsapevolmente non credere nemmeno più in sé stessi come degli automi o zombie se preferite rifarvi al video di Jackson.

L’1/20 da tre punti ricavato da Monk, Rozier, P.J. Washington e Ball durante l’ultima partita è stato determinante per la sconfitta all’OT per una squadra che si basa molto, appunto, sulla percentuale da oltre l’arco.

Gli Hornets, dopo esser stati tra le prime 10 in questa statistica sono caduti al 14° posto e Terry Rozier è sceso sotto i .400 ma numericamente rimane il quinto miglior marcatore nella NBA per triple realizzate.

Ball e Monk faticano dal loro rientro, P.J. Washington è il solito mistero di discontinuità, solo che ha scelto il momento peggiore per essere negativo.

La squadra è “tornata alla realtà” e i sogni dai fan di agguantare i veri playoff sembrano infrangersi sulle promesse troppo alte della prima parte della stagione.

Troppo per le promesse di una squadra che a volte non ha messo tutto “il cuore” che avrebbe dovuto metterci”

Miles Bridges ha riportato impegno e concretezza, adesso tocca a Terry Rozier battere prima sé stesso che il suo avversario.

Ovviamente in termini di concretezza potrebbe fare una gran differenza per Washington opporre a “Scary” Chandler Hutchinson o Bradley Beal, alle prese con un dolore al ginocchio sinistro che lo tiene ancora in sospeso per la partita della notte contro gli Hornets.

Espugnare la capitale è la missione.

Possibili svantaggi:

La duplice minaccia di Washington è costituita (non è un segreto) dal tandem di guardie Westbrook – Beal ma il secondo è in dubbio (il sito dei Wizards riporta Hutchinson come possibile starter se non sta facendo pretattica) e potrebbe anche in caso di rientro non essere al 100%.

L’attenzione si sposterà allora sul contenere Westbrook e le sue penetrazioni.

L’ex former OKC è diventato più altruista e oltre a segnare pensa anche a smistare innumerevoli assist per i compagni, ecco perché i Calabroni dovranno difendere molto meglio sul perimetro contro una squadra non irresistibile da oltre l’arco che andrà comunque disturbata con close-out adeguati.

Washington è terza in tutta la NBA per punti segnati (116,7) ma rischia di non avere stanotte il secondo marcatore NBA (31.4 pt., in lotta con S. Curry 31.8 per il titolo di principe degli scorer NBA).

La sua presenza sarebbe un “bel” problema in più comunque per Charlotte che hanno un giorno meno di riposo degli avversari e giocheranno dopo un back to back finito al supplementare.

Occhio anche ad Hachimura (migliorato) e bisognerà limitare anche i punti nel pitturato di Robin Lopez e Gafford che da una stabilità maggiore alla difesa avversaria sarà un altro aspetto secondario da tener d’occhio così come i Calabroni non dovranno farsi condizionare dal fatto di giocare in trasferta.

Possibili vantaggi:

In casa Hornets gli unici infortunati permangono Cody Martin e Gordon Hayward (scordiamoci un suo rientro ai PO).

Miles Bridges è hot, gli altri vanno a serate o sono decisamente giù di tono.

La differenza, oltre a una necessaria difesa con il coltello tra i denti, la potrebbe fare in attacco un accurata selezione di tiro (le triple vanno bene ma non eccessivamente quando forzate e prese da giocatori che le hanno poco nelle corde, fuori ritmo con close-out imminenti) da parte degli Hornets poiché, anche se la difesa dei Wizards è migliorata, rimane ultima in NBA con 118,6 punti concessi mentre gli Hornets sono terzi negli assist con 26,9 a partita, ecco quindi che gli scorer Hornets potrebbero tornare su livelli più alti.

Charlotte ha accumulato 4 sconfitte consecutive e la voglia di rivalsa su una squadra parimenti motivata dovrebbe stimolare a cercare una W per cui mi aspetto di più dagli uomini che dovrebbero sostenere la squadra.

Fosse per me oggi giocherei con uno starting five composto da: Graham, Rozier, Bridges, Carey Jr. e Cody Zeller concedendo minuti a Ball, McDaniels, P.J. Washington e Monk dalla panchina per vedere il loro stato di forma di serata con un pensierino a Wanamaker, accantonato nelle ultime partite e che invece avrebbe meritato più spazio anche dopo il rientro di Graham in un’opzione small ball per muovere di più la palla.

“Enemy” vintage

Superbasket anni ’80 quando i Maghi erano i Proiettili…
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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