Preseason Game 3: Charlotte Hornets @ Miami Heat 103-104

Ammesso che possa essere poco convenzionale per gli Hornets, quella andata in scena a Miami nella notte è stata una strana partita di preseason inficiata dagli infortuni (Rozier si aggiungeva per Charlotte con un problema alla caviglia sinistra mentre Miami teneva fuori Butler) e da un finale nel quale le panchine hanno fato la differenza: in negativo per Charlotte e in positivo per gli Heat che con un comeback di 12 punti (sotto a 4:48 dalla fine 99-87) hanno rimontato vincendo con un two and one di Smart a :07.8 dal termine.

Agli Hornets, dopo un inizio che ha preoccupato facendo vedere le miserie difensive nel pitturato e la poca profondità nell’attaccare l’area avversaria con anche 5 giocatori sul perimetro e qualche incursione sporadica più per schermaglia e distrarre qualche difensore, è andata bene.

Il gioco in transizione, i liberi rimediati, qualche rimbalzo offensivo e anche qualche bomba a segno, nonostante la percentuale con sia eccelsa, hanno consentito di comandare la partita fino quasi al termine quando poi è stato lasciato campo alla festa degli Heat che vanno sul 4-0 in preseason rimanendo imbattuti.

Tra i più positivi: Miles Bridges, Cody Martin (di fronte a suo fratello Caleb che ora gioca negli Heat, entrambi hanno giocato una buona gara), benino Ball che mi è piaciuto poco per l’eccesso di triple prese in condizioni non ideali, tra il discreto e il sufficiente Bouknight (un paio di palle perse all’inizio sul trattamento di palla), passo indietro per JT Thor, scarse prestazioni per Richards e McDaniels, Kulboka male mente un occhio di riguardo in più a Carey Jr. per stabilizzare la situazione in certi frangenti la darei.

Per ulteriori considerazioni, statistiche e highlight, lascio qui sotto le grafiche e i video.

Hornets che saranno attesi tra due giorni alla sfida casalinga contro Dallas per riscattare questa sconfitta che se non fosse stata una partita di preseason con delle variabili da amichevole, sarebbe stata sicuramente bruciante.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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