Proteste e i rivali della Southeast.

Forse sono andato un po’ Off topic o forse no, visto che anche i giocatori dei Carolina Panthers, che ieri hanno perso contro i Vikings, ci sono stati gesti e parole intenti a ricordare Scott come quello del quarterback Cam Newton che durante il suo prepartita ha indossato una maglietta con la scritta “L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque”, una citazione resa famosa da Martin Luther King Jr.

Comunque un riepilogo…

La polizia cerca un sospettato alla città universitaria di Charlotte e pensa di averlo trovato, per loro è Keith Lamont Scott, sfortunatamente non è lui quello che stanno cercando.

La storia degli spari da parte dell’ufficiale Brentley Vinson (nero anche lui come la vittima) la conosciamo tutti purtroppo.

Ognuno ci vede quello che vuole, negli spezzoni di tre filmati differenti (due della polizia e uno della moglie), personalmente non vedo nulla nelle mani di Scott che arretra. Altre fonti parlano di Scott come un disabile che teneva un libro in una mano, la polizia ripete che fosse armato…

Sull’onda emozionale la prima sera scoppia la protesta, c’è chi la vede come un attacco ai neri e chi scende in piazza semplicemente per protestare contro una barbarie, la manifestazione è per lo più pacifica ma animata, un agente rimane ferito mentre da altre parti della città c’è chi ne approfitta per saccheggiare, ne fa le spese anche il negozio degli Hornets che non c’entra nulla.

Justin Carr, (uomo che alcune fonti riportano avere 24 anni, altre 26) viene colpito da un proiettile (vagante?) sparato da non si sa chi durante la manifestazione di protesta e muore nonostante i tentativi di soccorso.

Arriva la guardia nazionale, il capo della polizia dice che l’uomo aveva un’arma ma poi, nonostante il video non venga rilasciato (quello che chiedono i manifestanti), si vede un primo video della moglie Rakeyia che non fuga i dubbi, così come non fugheranno i dubbi gli altri due fatti uscire tardivamente dalla polizia, nei quali non sembrerebbero esserci armi né pericolo di vita per gli agenti.

Le manifestazioni si susseguono ancora tutte le notti alla ricerca della verità, una verità che pare la polizia voglia nascondere giustificandosi a rate, spunta fuori ora che l’uomo detenesse marijuana, che sia vero o no è sicuramente un tentativo di delegittimazione per spostare l’attenzione sul vero problema, se Scott stesse veramente per sparare all’agente.

Mi fermo qui, non è una bella storia, come tante, torno a parlare di basket, allora come in un TG nel quale si passa dalla cronaca nera allo sport con troppa disinvoltura, per farlo, ecco il trait d’union che unisce i fatti di cronaca all’uomo sportivo. MJ che durante le proteste ha cercato anch’esso di pacificare le cose, anche se purtroppo poi il secondo uomo è spirato in ospedale.

Michael Jordan issues statement calling for peace

Visti i nuovi arrivi e parlato già un po’ degli Hornets, ecco i roster delle altre concorrenti della Southeast Division:

Atlanta Hawks

Girovaga alata franchigia che par aver trovato stabilità in Georgia, in un mercato non certo esplosivo ad eccezione della locale Coca-Cola se l’agitate.
Sempre su buoni livelli, con l’exploit di regular season due anni orsono, solitamente confinati in un limbo più tendente al paradiso che all’inferno.
I Falchi della Georgia pare perseguano da qualche tempo i nostri obiettivi (dall’All-Star Game, comunque non assegnatogli, al centro Dwight Howard) e hanno ottenuto l’ex centro dei Rockets che pareva potesse approdare alla corte di Re Michael.
DeAndre’ Bembry, Will Bynum, Matt Costello, Malcolm Delaney, Jarrett Jack (BKN), Ryan Kelly (LAL) e Taurean Prince sono gli altri arrivi.
Qualcuno non vedrà l’inizio della stagione dalla panchina.
Via, out Kirk Hinrich, Al Horford (BOS), Lamar Patterson (SAC) e soprattutto il play titolare Jeff Teague in quel d’Indianapolis.
Come noi pare che l’idea sia quella di puntare al risultato soprattutto attraverso il gioco piuttosto che esaltare il singolo, ma con una differenza… sotto le plance è arrivato un giocatore considerato un big.
Qualcuno lo definirà spacca spogliatoio e per lui Al Horford ha dovuto lasciare.
Persi anche Hinrich e Patterson, quest’ultimo ai Kings.
Le chiavi della regia saranno affidate a Schröder, piccolo incursore comunque capace d’assurgere al ruolo di titolare senza sfigurare.
Dietro di lui Jarrett Jack, meno affidabile certe volte, ma altro buon incursore.
Ci sono ancora Tim Hardaway Jr., Kris Humphries, Mike Scott, Thabo Sefolosha, Tiago Splitter, Walter Tavares e Mike Muscala.
Un’incognita per me capire quanto si possa ricavare dalla second unit.
Al momento dovrebbero partire con: Schröder, Korver, Bazemore, Millsap e Dw. Howard.
Perso qualcosa (ma poco secondo me) in regia, il nero dal cognome teutonico rimane comunque un folletto fastidioso, mantengono un nucleo già collaudato e aggiungono un centro di peso.
Il nodo sarà il gioco seppur con qualche individualità di spicco, coach Budenholzer da questo punto di vista è una garanzia.
L’anno scorso non ottennero (a parte qualche infortunio) i risultati dell’anno precedente.
Difficile ripetersi perché si diventa prevedibili ma le potenzialità sembrano esserci.

Paull Millsap, 17,1 punti di media lo scorso anno in 81 partite è stato operato al ginocchio qualche giorno fa ma per lui s’ipotizza un rientro in tre settimane.
http://www.rotoworld.com/teams/clubhouse/…/atl/atlanta-hawks

http://www.nba.com/hawks/roster/

Miami Heat

Il team che ci ha eliminato lo scorso anno ha perso la sua essenza avendo perso Dwayne Wade che si è trasferito sulle rive della città natia dopo una carriera spesa in Florida.

Hanno mantenuto Goran Dragic che avrà più spazio per concludere senza Wade e il centrone difensivo Whiteside sarà sempre intimidatorio nel pittutrato, Bosh è sempre un po’ in bilico con la salute ma si dice pronto a giocare, tuttavia le sue condizioni non sembrano proprio così buone e stabili. Il sospetto possa rifermarsi c’è.

Al momento dovrebbero avere un quintetto con G. Dragic, J. Richardson (che potrebbe anche iniziare a giocare un po’ dopo l’inizio stagione causa infortunio), J. Winslow, C. Bosh (o McRoberts all’occorrenza), Whiteside.

In panchina Tyler Johnson, Beno Udrih, D. Waiters, W. Ellington, D. Wright, Jam. Johnson, Derrick Williams, Ud. Haslem, L. Babbitt, W. Reed.

Personalmente mi sembra si siano indeboliti nelle posizioni di SG e SF senza Deng finito ai Lakers, anche se coach Spolestra su Winslow ha speso buone parole dicendo che è capace di dare un impatto alla partita, inoltre mantengono un asse-play e reparto lunghi abbastanza efficiente, probabilmente all’altezza solo nella first unit.

 

http://www.rotoworld.com/teams/clubhouse/nba/mia/miami-heat

 

Orlando Magic
I Magic hanno cambiato molto vista la deludente scorsa stagione, dovranno trovare un baricentro in fretta se non vogliono scomparire dalla lotta per i playoffs in poche settimane.

E’ arrivato Serge Ibaka, ottimo acquisto e per rafforzare il pitturato anche una nostra conoscenza, Biyombo… DJ Augustin e Jeff Green per il reparto backcourt sono gli arrivi più interessanti direi, inoltre alla corte di Frank Vogel (nuovo coach che porta un po’ d’esperienza P.O. dei Pacers, anche se l’anno scorso non andò bene) arrivano anche Cl. Alexander (Portland), D. Rudez (Minnesota), J. Meeks (Detroit), Br. Dawson e C.J. Wilcox (L.A. Clippers) più altri giocatori come Onoaku e Zimmerman, quest’ultimo un centro bianco ventenne di 7 piedi che verosimilmente avrà poco spazio chiuso dagli altri lunghi.
Via J.R. Smith e Oladipo trasferitosi a Thunder (questa si perdita consistente, 16,0 punti lo scorso anno), oltre a Jennings, Dedmon, Ilyasova e il giovane Napier.
Al momento dovrebbero avere un quintetto con Elfrid Payton, Fournier, Aaron Gordon, S. Ibaka e Vucevic.
Credo abbiano un buon frontcourt, ma i “piccoli” a parte Gordon pur essendo discreti giocatori, non reggano la concorrenza a confronto con altri team.
Payton con un comunque è atteso a un miglioramento, dietro di lui DJ Augustin, buon giocatore, se in giornata molto difficile da prendere.

Aaron Gordon durante un recente workout ha avuto problemi alla caviglia ma pare ci sarà già per le partite di preseason.
http://www.rotoworld.com/teams/clubhouse/…/orl/orlando-magic

 

Washington Wizards

Eccoci ai Washington Wizards, ultima squadra della Southeast di cui ci occupiamo.
Hanno mantenuto i titolari della scorsa stagione e qualche buona riserva: Wall, Beal, Markieff Morris, Gortat, Porter, Eddie, Oubre e Thornton ai quali si aggiungeranno i nuovi Trey Burke (UTA), Danuel House, Ian Mahinmi (IND), Sheldon McClellan (R), Andrew Nicholson (ORL), Johnny O’Bryant (MIL), Daniel Ochefu, Tomas Satoransky (R), Jason Smith (ORL), Kaleb Tarczewski e Casper Ware.
Washington ha lasciato partire oltre a Sessions, arrivato da noi come saprete, Alan Anderson (LAC), Jared Dudley (PHX), Drew Gooden, J.J. Hickson, Nene Hilario (HOU), e Garrett Temple (SAC).
Il 26 aprile i Wizards hanno deciso di puntare su Scott Brooks, fermo un anno e precedentemente impegnato per anni con Supersonics e Thunder.
Qualche giocatore sufficiente è partito, gli arrivi più interessanti sono quelli di Burke, Mahinmi e Jason Smith.
Il nucleo è il medesimo, anche una fantomatica trattativa per Wall ai Pistons si è rivelata infondata, due anni fa fecero bene, lo scorso anno non parteciparono ai playoffs ma restano sempre squadra lunatica, Wall su tutti, ma anche Beal, Mark. Morris e il centro polacco Gortat sono giocatori di tutto rispetto.
Wall si è operato al ginocchio ma sembra già avanti fisicamente anche se salterà magari parte del camp con i compagni.
La formazione dovrebbe essere: Wall, Beal, Porter, Markieff Morris e Gortat anche se sull’ala piccola coach Scott Brooks ha detto che ci sarà sana competizione.
http://www.rotoworld.com/…/clubh…/nba/was/washington-wizards

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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