Calendario Hornets Preseason

E’ stato diramato dalle lega il calendario di questa corta preseason.

Pur essendo compressa in uno spazio temporale molto breve, gli Hornets giocheranno comunque quattro partite contro le cinque standardizzatesi negli ultimi anni.

Gli Hornets avranno a distanza di due giorni una doppia sfida casalinga contro i Toronto Raptors per poi, utilizzando la stessa formula, recarsi a Orlando in un altro double match.

Pur rimanendo, la preseason, inaffidabile in termini di risultati per via delle prove effettuate dagli allenatori per testare anche i ragazzi che sulla carta avranno meno spazio o saranno tagliati e per via del valore inferiore della posta in palio, questi bimatch contro squadre di livello leggermente superiore potrebbero darci le prime indicazioni su come i nuovi elementi risponderanno sul parquet a breve, pronti per l’avvio della Regular Season della quale attendiamo trepidanti il calendario.

Foto estratta dalla pagina Instagram ufficiale degli Charlotte Hornets.

Aggiornamenti Flash

In questa fase un po’ convulsa di mercato e non solo, cerchiamo di dare qualche informazione in più rigardo ai nostri Hornets.

Intanto Bismack Biyombo ha rifirmato con gli Charlotte Hornets per un anno, i più attenti lo sapevano già.

Ciò che non si conosceva era l’entità del suo stipendio, il quale sarà di 2,3 milioni.

In un ambiente piuttosto cheto come quello degli Hornets degli ultimi anni, gettate un sasso di nome LaVar nello stagno e otterrete delle onde di propagazione mediatica non indifferenti.

Il Mr. Satan (ミスター・サタン) del basket continua a dar spettacolo, ahimè, in ambito trash.

Nel 2017, LaVar Ball affermò che avrebbe battuto MJ in qualsiasi circostanza.

L’assurda affermazione gli costò un certo sbeffeggiamento da parte dell’opinione pubblica e anche Jordan finì per rispondere.
Probabilmente LaVar sarà un uomo molto più bravo nel curare il proprio business rispetto al campo, ecco la trovata geniale udita a TMZ Sports:
“Vedrai me e Mike giocare per il piccolo prezzo di $ 200 milioni in pay-per-view. Se manca un dollaro, non giochiamo”, ha detto Ball”.

Ovviamente, LaVar ha detto anche di non aver parlato con Jordan della partita ma quello era il suo prezzo, tuttavia, ha anche ammesso che una partita del genere sarebbe molto improbabile.
“Realisticamente, nessuno di noi lo farà. Abbiamo più di 50 anni!”, Ball ha detto.

Dall’altra parte MJ ha fatto beneficenza ma siccome “la beneficenza si fa ma non si dice” mi limiterò a un: “Bravo MJ” ma cerca di non farla (involontariamente) sponsorizzare troppo”.


Charlotte intanto cerca di lavorare con Boston per una sign and trade su Hayward che, verrebbe rifirmato dai Celtics per 30 milioni e girato agli Hornets, il che, per la trade player exception, permetterebbe a Boston di avere quel benefit per poter andare a spendere quei soldi sul mercato.

Lo scorso anno, dopo la decisione di Kemba di andare ai Celtics, fu Rozier, proprio da Boston, a esser spedito con una sign and trade a Charlotte.

Gli Hornets però devono liberarsi del dead cap di Batum prima.

I suoi nove milioni o poco più (il contratto era di 27 milioni e per le regole NBA si spalma in tre anni perché si moltiplicano gli anni rimanenti, uno, per due e si aggiunge un anno, quindi alla fine fanno tre) pesano sul bilancio di Charlotte che potrebbe tuttavia liberarsene se una delle squadre interessate al galletto fosse disposta ad accoglierlo.

Se con Boston la leva finanziaria però è tutta dalla parte dei Calabroni, qui, non è ancora ben chiaro cosa Charlotte possa permettersi di mettere nel pacchetto poiché, se non in caso di geniale trade win to win, è chiaro che l’interesse maggiore sia quello di Charlotte di liberarsi di un costo improduttivo.

Bucks, Clippers, Jazz, Nets, Raptors e Warriors hanno chiesto notizie su di lui al suo agente ma ieri sono emerse le possibilità sul mercato più realisticamente attinenti ad assorbire il mega-contratto dello swingman francese.

New York e Oklahoma City con il manager dei secondi, Sam Presti, molto attivo sul mercato e la sua franchigia che potrebbe avere le caratteristiche adatte per ammortizzare il contratto del francese che scadrà tra un anno.

Con New York si parla più di giocatori (i soliti nomi caldi: Rozier, Monk, Zeller) ma in realtà sono aperte terze ipotesi, de facto, gli Hornets stanno cercando un team per non aver il contratto del francese a dover pesare a lungo termine.

In ultimo, ecco l’appendice sull’ultimo giocatore rimasto fuori dalle presentazionidei nuovi arrivi che troverete nel pezzo precedente.

Nate Darling, il 19 novembre, ha firmato un contratto two-way con Charlotte.

Dall’account Twitter del giocatore.

196 cm per 91 kg, la shooting guard canadese è nata il 30 agosto 1998.

Un bel tiratore da fuori, indubbiamente, il che avrà ingolosito gli Hornets e un Borrego alla ricerca di un gioco che abbia sfoghi sul perimetro per colpire in pieno stile NBA moderna.

Con 21 punti, 3,9 rimbalzi e 2,8 assist di media a partita, il prodotto di Delaware ha deciso di rendersi eleggibile per il Draft ma anche se è andato undrafted, le sue abilità gli hanno consentito di rientrare dalla porta di servizio.

Certamente, per la particolarità del contratto, se non sarà convertito, Nate, giocherà per la maggior parte del tempo con i Greensboro Swarm, la squadra affiliata a Charlotte nella lega di sviluppo NBA.

Come nota a margine direi di esser abbastanza soddisfatto del mercato degli Hornets ma mancherebbe un centro che sappia fare la differenza e il tempo scorre mentre gli Hornets rimangono impantanati nelle sabbie mobili del contratto di Batum, così i migliori centri disponibili firmano per altri team, l’ultimo è stato Hassan Whiteside che ha trovato un accordo con i Sacramento Kings.

Vedremo se Charlotte riuscirà a completare il capolavoro finale (sul controverso discorso Hayward ne parleremo) portando un centro di valore – magari scambiando Zeller con Richards che probabilmente rimarrà fuori dal roster originale – a completare il roster cercando però di non perdere troppi uomini validi che portino punti dalla panchina.

New players & new hopes

Sconvolgere il panorama in un istante a Charlotte negli ultimi anni si era rivelata un’impresa impossibile.

Il progressivo deterioramento del roster e del talento che è andato in scena aveva semplicemente finito di fare il suo corso azzerando le possibilità di accesso ai Playoffs la scorsa stagione.

L’icona di questo disfacimento è stata senza dubbio Nicolas Batum, che, ossimoricamente, aveva costituito la chiave di volta (in negativo) per mantenere in piedi quella struttura che ha bloccato Charlotte nel limbo per varie annate.

Charlotte, poco attraente agli occhi degli attuali giocatori NBA, ha dovuto spesso pagar di più buoni giocatori per poterli attrarre ma un tetto salariale al limite e il pensiero di Jordan di non superarlo avendo un team che poteva ambire al massimo ad arrivare a un second round, ha fatto sì che ci si trovasse in una situazione pessima.

Kupchak – il GM – però, ha deciso, sfruttando una possibilità che offre la NBA, di tagliarlo a inizio stagione per avere abbastanza spazio e far firmare Gordon Hayward, “la possibilità” della quale parlava lo stesso ex GM dei Lakers.

Indiana Pacers, Atlanta Hawks e New York Knicks seguivano il giocatore ma pare che sia stata decisiva la telefonata di Michael Jordan per portare il vecchio pallino (nel 2014 i Bobcats gli offrirono il massimo ma i Jazz che lo avevano in casa come restricted free agent, pareggiarono l’offerta) del proprietario.

L’accordo è quadriennale e frutterebbe all’ex ala dei Celtics 120 milioni di dollari, 30 all’anno (ne avrebbe percepiti 34 per il suo ultimo anno a Boston).

Così stando le cose Batum guadagnerà comunque i suoi 27 milioni ma spalmati in tre anni ma per gli Hornets quei 9,043.478 milioni all’anno potrebbero essere un dead cap pesante, ecco perché Celtics e Hornets sono in trattativa per trovare eventuali soluzioni che migliorino ulteriormente la posizione di entrambe riferisce Adam Himmelsbach del Boston Globe.

Mentre l’agente di Nicolas Batum (da ricordare che il transalpino aveva deciso di utilizzare la sua player option da 27,13 milioni pur venendo da una stagione con poco minutaggio, 22 partite disputate alla media di 3,6 punti) dice che il suo assistito lavora duramente da due mesi con degli allenatori, tanto da aver perso 10 kg e sei team (Nets, Warriors, Jazz, Clippers, Bucks e Raptors) l’avrebbero contattato mostrando interesse per il francese, Hayward pare deciso a firmare:

“Nella città di Charlotte, non vedo l’ora di iniziare il prossimo capitolo della mia carriera! Sono pronto a giocare per un’altra incredibile organizzazione con gli Hornets”…

La mossa degli Hornets potrebbe rivelarsi un azzardo poiché Hayward negli ultimi anni ha subito una frattura alla gamba sinistra e una distorsione a una caviglia ad agosto che lo tenne fuori un mese.

I miei personali dubbi, come quelli di molti tifosi, sono sul suo reale stato di salute mentre molti lamentano il fatto che sia pagato più del dovuto ma, anche guardando questo video, direi che da molti è sottovalutato.

Probabilmente è vero che il giocatore guadagnerà più di quello che si pensi possa esser un equo stipendio visto il suo status di secondo violino.

Non sarà una superstar ma Gordon va a dare un contributo importante per il gioco degli Hornets come giocatore in grado di mettere punti con discreta facilità (buco evidente degli ultimi Hornets che stagnavano con la palla in mano, bloccandosi per conclusioni improbabili o affidandosi a conclusioni dalla lunga troppo spesso, variando il gioco meno del necessario) con un discreto tiro da fuori, un buon jumper anche in situazioni di uno contro uno potendo andare anche al ferro meglio di Bridges, inoltre è anche un buon passatore secondario.

Kendrik Perkins ha criticato la scelta di MJ ma se l’ex Celtics stesse bene sarebbe un vero upgrade, pagato probabilmente troppo profumatamente, ma la realtà attuale è che se Charlotte vuole attrarre altri free agent di valore e non rimanere nel limbo deve iniziare ad avere un magnetismo più forte.

Bene lo sviluppo dei giovani ma potrebbe non bastare.

Il direttore generale degli Hornets Mitch Kupchak dice spesso che il più grande bisogno di questa squadra non è il ruolo ma il talento collettivo.

Kupchak quindi ha finito, andati i primi due prospetti, per scegliere il giocatore che tutti danno come il più futuribile di questo Draft, il playmaker LaMelo Ball.

Qualcuno, esagerando, l’ha paragonato a Pistol Pete Maravich per l’abilità nel passaggio, altri a D’Angelo Russell, a me i paragoni non fanno impazzire come non fa impazzire suo padre, LaVar, abile però a sponsorizzare i figli e a creare un brand.

Il benvenuto a bordo per LaMelo è d’obbligo, l’ambiente è quello giusto per crescere senza eccessive pressioni potendo tentare di giocare al meglio, ora, accanto a Hayward che gli darà una mano a sentirsi meno solo.

Il roster potrebbe subire ancora scossoni in entrata ma soprattutto in uscita.

Per Rozier si vociferava come nuova casa L.A. sponda Velieri ma al momento sono solo rumor e a Charlotte farebbe comodo un sesto uomo così di lusso.

L’uscita di un giocatore Hornets per mercato o sign and trade con Boston potrebbe verificarsi, dissicile capire esattamente quale sarà il giocatore anche se vi sono degli indiziati principali come Zeller, Monk, Bridges e lo stesso Rozier ma in questo strano e veloce mercato non si può escluder nulla anche se si va rapidamente verso la sua conclusione.

Miles Bridges potrebbe esser panchinato e uscire da ottavo, nono uomo come ala piccola al posto di Hayward, che, se dovesse aver problemi fisici avrebbe comunque un sostituto non indegno anche se non ancora convincente per la verità.
La formazione attuale degli Hornets potrebbe essere verosimilmente la seguente: LaMelo Ball, Devonte’ Graham, Gordon Hayward, P.J. Washington e Cody Zeller al centro.

Il veterano Biyombo ha appena rifirmato un contratto con Charlotte che si immagina sarà al minimo salariale concesso ai veterani secondo John Hollinger di The Athletic.

Willy Hernangomez, pur sentiti anche gli Hornets, ha preferito firmerà con i New Orleans Pelicans, al minimo salariale.
Biyombo ha detto che a marzo avrebbe potuto chiedere un buyout come hanno fatto i compagni di squadra Marvin Williams e Michael Kidd-Gilchrist ma ha dichiarato che sarebbe stato interessante rimanere a Charlotte per vedere come sarebbe andata a finire questo movimento giovanile di ricostruzione post kembiana.
Biz sta facendo anche da mentore a Malik Monk e il suo ruolo di uomo spogliatoio potrebbe essere importante ma i centri attualmente sono quattro e se pur uno tra Richard e Carey Jr. andasse agli Swarm, al momento non avremmo un centro in grado di dare un upgrade immediato alla squadra.

Il taglio di Zeller che guadagna 15,4 milioni sarebbe buono anche per alleviare il peso del cap dopo l’arrivo di Hayward.

In questi giorni sono arrivati oltre a LaMelo e a Hayward (manca ancora la firma) mentre si discute per una sign and trade con Boston che potrebbe coinvolgere una terza squadra, nuove facce a Charlotte, i tre rookie ma anche giocatori che con contratti two-way o da 10 giorni d’esibizione, vanno a riempire il roster oltre l’ultimo slot disponibile.

Vediamoli qui sotto…

Nuovi volti secondari

Vernon Carey Jr.:

Alla posizione numero 32 del recente Draft gli Hornets sono andati su un centro proveniente da Duke.

Nato il 25 febbraio 2001 a Miami, è un lungo di 208 cm per 122 kg.

Vernon Carey Jr. (n° 22) è un centro mancino fisico che è emerso come uno dei giocatori interni più imponenti dell’ACC.

Un atleta imponente che battaglia con energia e fisicità.

La NBA è anche questo e per fare il salto di qualità, l’ex Duke dovrà riuscire a competere con fisici altrettanto massicci.
Se al college, come molti giocatori che si avvantaggiano grazie al fisico, poteva sfruttarlo per uno contro uno, adesso deve dimostrare di poter compiere il salto di qualità anche se il giocatore, sotto l’egida di coach K. Ha mostrato di trovare modalità per metter la palla nel cesto.

Riesce a trovare il contatto finendo per segnare grazie alla sua coordinazione superiore rispetto a un centro normodotato mentre sul tiro da fuori c’è da lavorare ma potrebbe stupire.
Charlotte cercava un difensore fisico e Carey a Duke lo era mentre cercava di fermare i big man avversari che si aggiravano vicino canestro.

Ha concesso 0,672 punti per post sul possesso.
Non veloce nel leggere alcuni situazioni difensive ma ha avuto alcune buone giocate istintive.
Lo scorso anno ha fatto registrare una media di 17,8 punti, 8,8 rimbalzi e 1,58 blocchi.
Ha fatto registrare 10 partite con almeno 20 punti e 10 rimbalzi.
I suoi punti di forza sono: presenza fisicamente imponente in vernice, piuttosto agile per le sue dimensioni, buono skill di mosse in post e potenziale come tiratore perimetrale.
Il padre, Vernon Sr., ha giocato otto stagioni NFL con i Miami Dolphins.

Insomma, per il college un bel giocatore, ora l’attendiamo, spazio concesso da Borrego permettendo, a Charlotte con curiosità per mostrarci di non essere un bluff e darci delle soddisfazioni.

Nick Richards:

Il centro di Kentucky nato il 29/11/1997 è arrivato agli Charlotte Hornets via scambio per una scelta al secondo giro del Draft 2024.
Nato in Giamaica a Kingston, vanta 211 cm per 112 kg ed è stato scelto alla posizione n° 42 del fresco draft.

Richards (n° 14) è emerso avendo anche la fortuna di giocare come matricola sotto la guida dell’allenatore John Calipari.

Ha trascorso la sua seconda stagione uscendo dalla panchina segnando una media di 4 punti e 3,3 rimbalzi a partita.
Fisico poderoso, buona esplosività e mobilità.
Richards ha un discreto gancio, è un rimbalzista di grande impatto e nelle ultime stagioni è riuscito a usare meglio il suo fisico per aumentare le percentuali vicino canestro anche se è un po’ altalenante.
Deve sicuramente migliorare difensivamente ma mostra buone doti nel difender l’anello ed è veloce e mobile nel movimento.
Molto aggressivo nell’inseguire i blocchi, ha mostrato più tempismo e capacità di usare la verticalità durante l’ultima stagione.

Le sue basi sono ancora in work in progress, ma è sorprendente la sua capacità difensiva di scivolare e costringere gli avversari a faticare per batterlo.

Detiene il terzo posto a Kentucky per FG% in carriera: 62,8.
A Charlotte potrebbe far comodo (sempre non passi plausibilmente più tempo in G League per migliorarsi) perché è un lungo alto, atletico e dalla mentalità difensiva, è molto vivace sotto le plance su entrambe le estremità, imposta schermi efficaci e rolla validamente verso l’anello.
Ama il calcio e dice che Cristiano Ronaldo è il suo atleta preferito.
“Ognuno ha la propria storia” è la citazione iniziale di una frase di Richards e allora come si usava dire una volta, auguriamoci che il matrimonio tra lui e Charlotte sia una “bella storia”…

Grant Riller:

Grant Riller (N° 20) è nato il 08/02/1997.

College Basketball returned to Addition Financial Arena on aturday as the College of Charleston Cougars were in town to take on the University of Central Florida Knights and Wright Smith was in Orlando Florida with My4oh7 as the UCF Knights held on to win 72-71. Stay #active with LockedIN Magazine

E’ nato a Orlando ed è fan dei Magic, è alto 191 cm e pesa 86 kg.

Grant è stato scelto al tramonto del Draft, alla posizione numero 56.

La barbuta comboguard ha aiutato negli ultimi anni i Charleston Cougars e con una media di 21,9 punti, 5,3 rimbalzi e 3,9 assist nella sua ultima stagione sotto la guida dell’allenatore Earl Grant è emerso fornendo diverse prestazioni offensive impressionanti contro le difese che cercavano di contenerlo.
Ottimo primo passo, marcatore istintivo con un gioco midrange avanzato e un buonissimo rilascio di tiro, Riller ha portato un pesante fardello offensivo per i Cougars.

Ha svariato su tutto il fronte d’attacco e si è applicato in difesa su giocatori di diversi ruoli. Spingendo la palla in modo aggressivo in transizione e mostrando un po ‘di visione e talento come passatore, ha aiutato la squadra a sviluppare un buon gioco offensivo.

I dubbi sorgono in difesa dove non si è mostrato costante anche se alcune buone giocate atletiche lo hanno messo in luce, sa anticipare o intercettare, subire cariche ma non sempre si è mostrato affidabile mentre va in salto a caccia di palloni vaganti per far partire la transizione e questo fatto gli ha consentito di aver un maggior impatto rispetto alla maggioranza delle guardie a rimbalzo.
Detentore del record del College of Charleston nella sua era NCAA Division I per punti in una singola partita (43).
Secondo miglior marcatore nella storia della scuola (2.474 punti), dietro ad Andrew Goudelock (2.571).
Ha registrato un record di 36 punti contro James Madison, realizzando 6 su 7 da tre punti (30 gennaio).
Le sue migliori armi sono: la versatilità di una comboguard con un impressionante arsenale offensivo, sa gestire la palla bene e crearsi il tiro, esplosività con un primo passo rapido, aggressivo, attacca il canestro e può andare in lunetta.
“Ha sempre avuto la naturale capacità di segnare ma la sua capacità di leggere la partita, la sua regia, la sua capacità di scegliere i suoi punti sono salite di livello”. – Ex assistente allenatore di Charleston Quinton Ferrell.

Se riuscisse a non essere come Troy Daniels, inconsistente in difesa, potrebbe anche ritagliarsi un discreto ruolo come tiratore…

Javin DeLaurier:

L’ala numero 12 ed ex capitano di Duke (4 anni), nato in Virginia, ha firmato un Exhibit 10 day contract con Charlotte.

DeLaurier è alto 208 cm e pesa 107 kg. Ha fatto segnare una media di 3,5 punti e 3,5 rimbalzi in 13,2 minuti durante la sua stagione da senior mentre la media in carriera è di 3,4 punti. Pessimo tiratore di liberi, buone le percentuali dal campo.

Kahlil Whitney:

Ala piccola nata l’08/01/2001 è stato aggiunto momentaneamente al roster dei Calabroni con un Exhibit 10 day contract.

198 cm per 95 kg, il giocatore nato a Chicago ha giocato per i Wildcats prima di dichiararsi eleggibile per il Draft ma le sue speranze sono andate disattese.

A offrirgli una piccola possibilità, rientrando dalla finestra, è stata Charlotte.

Statistiche non eccezionali con 3,3 punti e 1,7 rimbalzi di media per lui lo scorso anno ottenute in 12,8 minuti di media d’impiego.

Keandre Cook:

L’ex guardia di Missouri State, Keandre Cook (196 cm per 84 kg) ha twittato di aver firmato con i Charlotte Hornets.

Il suo sarà un Exhibit 10 day contract. Una delle parti più attraenti del gioco di Cook per gli scout NBA era la sua lunghezza per una guardia e la sua capacità di abbattere i 3 punti.
Cook, alto 195 cm, dice di essere bravo a colpire con i suoi open, mentre il suo allenatore ha elogiato la sua capacità di prendere e tirare.
Ha visto un miglioramento nel suo tiro esterno mentre tirava dal 37,2% nel suo anno da junior a un ottimo 42,3% nell’ultimo anno mentre aumentava anche i tiri presi da fuori.
La migliore prestazione di Cook dall’esterno dell’arco è arrivata durante la seconda partita della stagione 2019-20 quando è andato 6/7 da fuori contro l’Alabama State. Ha concluso la partita con 31 punti, massimo in carriera mentre la sua media è di 13,9 pt.

Xavier Sneed:

Ieri, 23 novembre, Charlotte ha raggiunto un accordo con l’ex ala di Kansas State, Xavier Sneed (fonte: Chris Haynes di Yahoo Sports), free agent, andato undrafted.

Nato in Alabama il 21 dicembre 1997 è alto 196 cm, pesa 97 kg e ha una sorella di nome Ania.

Non ci sono ancora dettagli dell’accordo, si presume che sia uno di quei contratti “esibizione da 10 giorni” per esser mandato eventualmente ai Greensboro Swarm.
Sneed ama tirare, specialmente da fuori ma la sua media è stata soltanto del 33,4%.

10,7 pt. di media in carriera.
La sua forma di tiro è un po’ pittoresca ma è stato uno dei migliori alle Shooting Drills della G League, equivalenti della Combine.

Il giocatore è anche valido sotto l’aspetto difensivo e a rimbalzo.

Alcuni giocatori sono interessanti, magari non completi, i rischi ci sono e si ma abbiamo preso il massimo o quasi di ciò che era alla portata (vedi il rifiuto di Harrell prima di trasferirsi sull’altra sponda di Los Angeles) Charlotte ci sta provando a ritagliarsi un posto tra le squadre dal record vincente in attesa che, dopo l’esplosione della stella Kemba, il magnetismo dell’universo riaggreghi rocce, asteroidi e detriti formando un pianeta vincente.

Com’è andato il Draft NBA

Draft NBA 2020

Ecco le prime 32 pesizioni scelte al Draft NBA 2020:

  1. Anthony Edwards (Minnesota)
  2. James Wiseman (Golden State)
  3. LaMelo Ball (Charlotte)
  4. Patrick Williams (Chicago)
  5. Isaac Okoro (Cleveland)
  6. Onyeka Okongwu (Atlanta)
  7. Killian Hayes (Detroit)
  8. Obi Toppin (New York)
  9. Deni Avdija (Washington)
  10. Jalen Smith (Phoenix)
  11. Devin Vassell (San Antonio)
  12. Tyrese Haliburton (Sacramento)
  13. Kira Lewis Jr (New Orleans)
  14. Aaron Nesmith (Boston)
  15. Cole Anthony (Orlando)
  16. Isaiah Stewart (Detroit)
  17. Aleksej Pokusevski (Minnesota)
  18. Josh Green (Dallas)
  19. Saddiq Bey (Brooklyn)
  20. Precious Achiuwa (Miami)
  21. Tyrese Maxey (Philadelphia)
  22. Zeke Nnaji (Denver)
  23. Leandro Nicolas Bolmaro (Minnesota via New York per la 25 e la 33)
  24. R.J. Hampton (Denver via New Orleans)
  25. Immanuel Quickley (New York)
  26. Payton Pritchard (Boston)
  27. Udoka Azubuike (Utah)
  28. Jaden McDaniels (Minnesota)
  29. Malachi Flynn (Toronto)
  30. Desmond Bane (Memphis via Boston)
  31. Tyrell Terry (Dallas)
  32. Vernon Carey Jr. (Charlotte)

Qui tutte le 60 scelte con gli eventuali scambi effettuati: https://sportando.basketball/tutto-lnba-draft-2020-dalla-scelta-1-alla-60-con-le-trades-ufficiali/

Charlotte oltre al conosciuto LaMelo Ball è andata su due centri, Vernon Carey Jr. da Duke, /centro un po’ leggerino ma talentuoso che dovrà lavorar un po’ e Nick Richards da Kentucky (arrivato da New Orleans per una scelta al secondo giro del Draft 2024), giocatore buono in chiave difensiva, inoltre arriverà anche la combo guard Grant Riller da Charleston, giocatore che ha punti nelle mani.

Interessante notare, a parte il fatto che queste scelte non siano state effettuate “lontanissimo da casa” (LaMelo a parte che giocava in Australia) è che i ruoli bene o male sono stati quelli ricoperti lo scorso anno da Dwayne Bacon (poteva switchare anche da ala eventualmente), Willy Hernangomez e “Biz” Biyombo, i quali penso che a questo punto non verranno ribnnovati anche se l’impatto e l’impiego dei nuovi dopo il primo giro, potrebbe essere sicuramente inferiore ai giocatori menzionati essendo già rodati.

Se LaMelo dovesse essere confermato (Jordan ha un pallino per Westbrook), con un tesoretto maggiore rispetto agli altri team mi aspetto che Charlotte provi a prendere un lungo concreto e solido per migliorarsi visto che al momento un quintetto plausibile potrebbe essere: Graham, L. Ball, Bridges, P.J. Washington e Cody Zeller con Rozier probabile sesto uomo dall’alto minutaggio, quasi uno spreco di lusso per un team che ha problemi in altri reparti.

Draft ma… è gia mercato!

Lo sciabordio incessante delle voci di mercato risuona ammaliante come il canto delle sirene.

Certo, qualche squadra (vedi Houston) è in difficoltà e potrebbe far partire una totale ricostruzione, non servirà a nulla probabilmente legare Harden e Westbrook, i due maggiori scontenti di un gruppo fantasma che, per la maggior parte (anche Gordon e altri role player hanno il “mal di pancia”) il nuovo e “povero” coach Stephen Silas probabilmente non si ritroverà per le mani.

Houston per non schiantarsi sugli scogli dovrà selezionare accuratamente le offerte anche se non ha molto potere contrattuale con due star che battono i piedi per andarsene e gli altri team al corrente.

Westbrook, come detto, è cercato principalmente da Charlotte e New York, in aggiunta Orlando e Washington stanno esplorando la possibilità di giungere alla trentaduenne guardia.

Il mercato, insomma è aperto, per il possibile cercherò di aggiornare quotidianamente questo articolo con i rumor e gli scambi che verranno effettuati.

Prima però, questa notte – giovedì 19 novembre in Italia – alle ore 02:00 AM c’è un Draft che potrebbe determinare le scelte future di alcuni team che in queste ore discutono anche su possibili scambi di posizione.

Gli Hornets, ad esempio, sono innamorati di Wiseman che potrebbe però finire ai Warriors che sceglieranno davanti a noi e mentre si sta scatenando una folle danza da parte di alcune squadre per scambiare le prime posizioni (i Bulls ci provano con i T. Wolves e i Warriors), se dovessero andare evasi Edwards e Wiseman (esattamente i giocatori di cui Charlotte ha bisogno), c’è l’O.K. Di Michael Jordan per prendere LaMelo Ball, il quale però potrebbe durare veramente poco a Charlotte che potrebbe utilizzarlo come pedina di scambio per arrivare a Westbrook cercando di far valere di più il proprio asset rispetto alla concorrenza.

Charlotte ha bidsogno di un nome per vender biglietti, creare interesse e riportarsi sulla mappa delle squadre che contano per aver possibilità di accaparrrarsi anche i big player che al momento storcono il naso a sentir parlare di North Carolina e Buzz City.

LaMelo non è esattamente il giocatore che serve a Charlotte perché Graham e Rozier occupano già il ruolo e una serie di giovani da verificare hanno già minutaggio che LaMelo toglierebbe a meno di voler cedere uno tra Rozier e Monk ad esempio.

Questa notte, guarderò da qui il Draft augurandomi che porti buone nuove:

https://www.youtube.com/c/SpazioNBA

Qui sotto, tenendo conto che il primo dicembre partiranno i camp, troverete anche le date per la nuova stagione regolare NBA composta da 72 partite che la lega ha diramato:

  • Dicembre 11-19, 2020: Amichevoli prestagionali.
  • Dicembre 22, 2020 – Marzo 4, 2021: Prima metà della stagione regolare.
  • Marzo 5-10, 2021: NBA All-Star break
  • Marzo 11 – Maggio 16, 2021: Seconda metà della stagione regolare.
  • Maggio18-21, 2021: Play-In Tournament (Torneo che va dal settimo al decimo posto in entrambe le Conference per decretare quali tra queste squadre quadre accederanno alla post season)
  • Maggio 22 – Luglio 22, 2021: NBA Playoffs

Qui sotto trovate le trade andare in porto o così già dichiarate, salvo altare all’ultimo secondo e più in basso aggiornerò domani i rumor poiché credo sia più sensato rivedere le situazioni post Draft.

Principali Acquisizioni

Atlanta Hawks

Solomon Hill (MIA), Bogdan Bogdanovic (SAC), Onyeka Okongwu (rookie), Danilo Gallinari (OKC), Kris Dunn (CHI), Rajon Rondo (LAL), Skylar Mays (rookie).

Boston Celtics

Tristan Thompson (CLE), Jeff Teague (ATL), Aaron Nesmith (rookie), Yam Madar (rookie), Payton Pritchard (rookie).

Brooklyn Nets

Jeff Green (HOU), Bruce Brown (DET), Landry Shamet (LAC), Reggie Perry (rookie), Saddiq Bey (rookie).

Charlotte Hornets

LaMelo Ball (rookie n° 3), Vernon Carey Jr. (rookie n° 32), Nick Richards (rookie n° 42 via New Orleans), Grant Riller (rookie n° 56), Gordon Hayward (BOS), Khalil Whitney (rookie) two-way contract, Javin Delaurier (rookie) 10 exhibit contract.

Bismack Biyombo, divenuto free agent, ha rifirmato con Charlotte.

Si attendono di conoscere le cifre, probabilmente saranno nettamente più basse rispetto al contratt precedente.

Chicago Bulls

Noah Vonleh (DEN), Patrick Williams (rookie), Marko Simonovic (rookie).

Cleveland Cavaliers

Damyean Dotson (NYK), JaVale McGee (LAL), Isaac Okoro (rookie).

Dallas Mavericks

Wes Iwundu (ORL), Josh Richardson (PHI), Tyrell Terry (rookie), Josh Green (rokie).

Denver Nuggets

Facundo Campazzo (Real Madrid), JaMychal Green (LAC), RJ Hampton (rookie), Zeke Nnaji (rookie).

Detroit Pistons

Wayne Ellington (NYK), Josh Jackson (MEM), Jerami Grant (DEN), Jahlil Okafor (NOP), Mason Plumlee (DET), Dzanan Musa (BRO), Rodney McGruder (LAC), Trevor Ariza (POR), Killian Hayes (rookie), Saber Lee (rookie).

Golden State Warriors

Kent Bazemore (SAC), Brad Wanamaker (BOS), James Wiseman (rookie), Nico Mannion (rookie), Justinian Jessup (rookie).

Houston Rockets

DeMarcus Cousins (LAL), Sterling Brown (MIL), Christian Wood (DET), Isaiah Stewart (rookie).

Indiana Pacers

Kelan Martin (MIN), Jalen Lecque (OKC), Cassius Stanley (rookie).

Los Angeles Clippers

Serge Ibaka (TOR), Luke Kennard (DET), Marcus Morris (NYK), Jay Scrubb (rookie), Justin Patton* (tagliato).

Los Angeles Lakers

Marc Gasol (TOR), Dennis Schröder (OKC), Montrezl Harrell (LAC), Wesley Matthews (MIL), Jayden McDaniels (rookie).

Memphis Grizzlies

Mario Hezonja (POR), Desmond Bane (rookie), Robert Woodard II (rookie).

Miami Heat

Avery Bradley (LAL), Moe Harkless (NYK), Precious Achwwua (rookie).

Milwaukee Bucks

Bryn Forbes (SAS), Bobby Portis (NYK), Jrue Holiday (NOL), DJ Augustin (ORL), Pat Connaughton (POR), Sam Merrill (rookie), Jordan Nwora (rookie).

Minnesota Timberwolves

Ed Davis (NYK), Ricky Rubio (OKC), Daniel Otoru (rookie), Leandro Bolmaro (rookie), Aleksej Pokusevski (rookie).

New Orleans Pelicans

Willy Hernangomez (CHA), Steven Adams (OKC), George Hill (MIL), Eric Bledsoe (MIL), Scelta n° 24 Draft 2020, 2024 (swap), 2025 (unprotected), 2026 (swap), 2027 (unprotected) ottenute da Milwaukee nello scambio per Jrue Holiday, Kira Lewis Jr. (rookie).

New York Knicks

Austin Rivers (HOU), Omari Spellman (MIN), Jacob Evans (MIN), Nerlens Noel (OKC), Obi Toppin (rookie), Alec Burks (PHI).

Oklahoma City Thunder

TJ Leaf (IND), Al Horford (PHI), Kelly Oubre (PHO), Ty Jerome (PHO), Jalen Lecque (PHO) e la 2022 first-round pick sempre da Phoenix, Vit Crejci (rookie), Immanuel Quickley (rookie).

Orlando Magic

Dwayne Bacon (CHA), Cole Anthony (rookie).

Philadelphia 76ers

Dwight Howard (LAL), Seth Curry (DAL), Danny Green (OKC), Paul Reed (rookie), Isaiah Joe (rookie), Tyler Bey (rookie), Theo Maledon (rookie), Tyrese Maxey (rookie).

Phoenix Suns

Langston Galloway (DET), Damian Jones (ATL), E’Twaun Moore (NOP), Jae Crowder (MIA), Chris Paul (OKC), Abel Nader (OKC), Jalen Smith (rookie).

Portland Trail Blazers

Derrick Jones Jr. (MIA), Robert Covington (HOU), Enes Kanter (BOS), CJ Elleby (rookie).

Sacramento Kings

Hassan Whiteside (POR), Frank Kaminsky (PHO), Donte Divincenzo (MIL). Ersan Ilyasova (MIL), Justin James (MIL) e DJ Wilson (MIL), Tyrese Haliburton (rookie), KJ Martin (rookie), Jahmi’us Ramsey (rookie), Xavier Tillman (rookie).

San Antonio Spurs

Devin Vassell (rookie), Tre Jones (rookie).

Toronto Raptors

Alex Len (SAC), Aron Baynes (PHO), Jalen Harris (rookie), Malachi Flynn (rookie).

Utah Jazz

Derrick Favors (NOP), Tony Bradley (rookie), Elijah Hughes (rookie), Udoka Azubuike (rookie).

Washington Wizards

Raul Neto (PHI), Deni Advija (rookie), Cassius Winston (rookie).

A che gioco giochiamo?

Se in politica interna ed estera e in economia è risaputo che semplici accordi (taciti, legali o illegali, morali o immorali), false piste, intrecci e intrighi siano all’ordine del giorno, forse nella NBA non ci si aspetterebbe che questo aspetto possa far parte di questo mondo sportivo ma come ha detto di recente il “nostro” GM Mitch Kupchak, nel suo lavoro si persegue ogni possibilità ed è in questa ottica che va preso il rumor su Westbrook, come una possibilità, non esattamente una certezza.

In realtà le trattative sotterranee o portate alla luce da qualche insider ci sono sempre state e in NBA a volte è divertente seguirle per vedere come cambieranno le squadre anche se rapporti di forza troppo esacerbati finiscono per rovinare il giochino…

Magari dopo anni si tende a dimenticare di tentativi, win to win esplosi alla base per la non volontà di un GM o proprietario, fallimenti clamorosi e “furbate pazzesche” bruciate all’ultimo (la trattativa di CP3 ai Lakers ai tempi di New Orleans o giocatori soffiati all’ultimo da altre squadre inseritesi nella trattativa) e ci si ricorda quasi soltanto di quelle che hanno portato esiti concreti per la costruzione delle squadre.

“Sic Transit Gloria Mundi”.

Ancora oggi le versioni sulla cessione di Charlotte di Kobe Bryant ai Lakers sono moleplici fino a far passare un GM dell’anno come l'”Ei fu” Bob Bass, duplice GM of The Year (1990-1997) di tutto rispetto come un novellino che non sapeva ciò che stesse facendo in quel momento e non come in una posizione “obbligata” per recuperare il massimo per Charlotte.

Tra l’altro, se siete tifosi di Charlotte da lunga data, di sicuro riconoscerete il signore qui sotto che al Draft 1991 ebbe la fortuna di ritrovarsi tra le mani la prima scelta.

Allan Bristow, iconico allenatore amante del gioco veloce che in alcuni momenti sgranando gli occhi ricordava Totò Schillaci nelle notti spiritate a Italia 90.

Da direttore delle operazioni di basket/GM passò ad allenatore fino al 1996.

Quello che forse molti di voi non sapranno, parto da qui per arrivare a oggi, è che gli Hornets, prima di andare su Larry Johnson mantenendo alla numero 1 la scelta, i Calabroni dapprima sondarono altre possibilità.

Gli Hornets si chiesero quale tipo di giocatore avrebbe fatto comodo e un’idea evidentemente sulla mancanza di un’ala più valida l’avevano perchè proprio per una forward andarono a chiedere ai Lakers.

Obiettivo: James Ager Worthy da Gastonia, l’uomo con gli occhialini dall’incrollabile fede gialloviola.

La trattativa fu timida, non se ne fece nulla e gli Hornets andarono su un’ala grande che si pensava non potesse giocar lì, rendendo 5 cm a Worthy ma che sprigionava un’enorme potenza.

Tuttavia la trattativa con i Lakers probabilmente non fu l’unica, altre piste calde, rumor dell’epoca, ricamavano su uno scambio con i Kings per la loro scelta numero 3 più Carr o Tisdale.

I Kings, invece, avrebbero avuto un disperato bisogno di una PG e Kenny Anderson (a breve pubblicherò nella cartella Destini un articolo di American Superbasket su di lui) avrebbe fatto al caso loro ma sapevano che sia il giocatore che le Retine ambivano a riportarlo a casa essendo di lì.

I Nets però, soddisfatti di Blaylock e George nel ruolo avrebbero ambito a un’ala come Owens o L.J., difficile quindi capire in anticipo per certo le mosse di un team perché un’offerta accetata da qualcuno potrebbe produrre un effetto farfalla e sconvolgere le preordinate scalette delle squadre.

Questi “sondaggi” avvengono ovviamente ancora oggi e in queste ore c’è da capire come si muoveranno i club sul Draft e sul mercato.

Per quel che riguarda il Draft i Magic hanno messo sul piatto Aaron Gordon per risalire la scaletta al Draft mentre pare che Bulls, Pistons e Knicks stiano parlando con i Warriors per uno scambio di posizione sulle scelte (i Warriors detengono la seconda) mentre sul mercato, al raffreddamento della pista Hornets per Westbrook sono spuntati all’orizzonte i Knicks ma il nuovo allenatore dei Rockets Stephen Silas non pare voler cambiare molto l’offensiva della squadra e frena mentre Covington e P.J. Tucker, vista la situazione in casa Razzi, sarebbero voluti dai Bucks.

Dennis Schroeder potrebbe passare ai Lakers per la pick n°28 e Danny Green (forse nel caso del giocatore), il quale se dovesse partire, potrebbe esser sostituito da Wesley Matthews.

In casa Pacers si è parlato di scambiare Myles Turner, in un primo momento pareva gli Hornets fossero interessati, poi è emersa Boston e le trattative sono arrivate a far comprendere tra i nomi di possibili partenti anche Victor Oladipo che non ha nessuna intenzione però di lasciare Indianapolis.

I Mavericks vorrebbero una guardia e tra i nomi fatti vi era anche quello di Oladipo ma le alternative per Dallas non mancano perché sono stati fatti anche i nomi di Spencer Dinwiddie e Zach LaVine.

I Mavs vorrebbero prender l’anno prossimo Giannis Antetokounmpo ma nel frattempo, altro interesse di Cuban è un altro nome alle nostre latitudini si sente spesso pronunciare, ovvero, Danilo Gallinari.

Bucks e 76ers sarebbero interessate a Patty Mills mentre i Celtics starebbero seguendo Jrue Holiday dei Pelicans (i Pels hanno assunto come player development coach Corey Brewer) i quali valutano opportunità per non lasciarlo partire in un prossimo futuro ottenendo magari in cambio un pugno di mosche così sulla guardia di New Orleans si è portata anche Atlanta.

Chris Paul era un vecchio pallino dei Knicks che lo vorrebbero ancora ma sulle sue tracce si sono aggiunti anche i Suns per mirare al vecchio CP3.

A ogni modo non bisognerà aspettare ancora molto per conoscere i primi movimenti di mercato ufficiali: la moratoria sugli scambi della NBA terminerà lunedì 16 novembre a mezzogiorno (ET), secondo Adrian Wojnarowski di ESPN.

Tutti gli accordi commerciali possono essere conclusi ufficialmente quindi a partire da domani, lunedì.
Le restrizioni commerciali del 15 dicembre e del 15 gennaio si applicano ancora ai free agent che firmano in questa offseason, secondo Bobby Marks.

Chissà se avremo ancora il buon Barkley a tagliar con la falce i vari giocatori, anche quando giocava non le mandava a dire (qui in una paginetta di Superbasket del 7/13 gennaio 1992 che parla di un suo libro), non giudizi lusinghieri su tre giocatori passati da Charlotte come David Wingate (confesso mi fosse simpatico ma in NBA si era piuttosto perso tra i rincalzi di Charlotte e non solo), Armon Gilliam e Hersey Hawkins, gran tiratore ma considerato troppo “attendista”.

L’Occhio sulla Trinità

L’Occhio lungo di Charlotte completa la trilogia dei prospetti da visionare andando a dar luce anche a LaMelo Ball che qualche rumor vedrebbe già in pieno nord a Minneapolis a riscaldar mediaticamente quelle fredde zone.

LaMelo Ball aveva sostenuto un allenamento individuale con i Minnesota Timberwolves, che, come ormai saprete, detengono la scelta numero uno assoluta del Draft del 18 novembre.

Ieri, LaMelo ha tenuto un secondo allenamento e gli Hornets erano una delle pochissime squadre presenti insieme ai Golden State Warriors e i Detroit Pistons.

Ciò potrebbe voler dire che i Pistons stiano provando a inserirsi per qualche scambio di posizione per il prodotto della nidiata LaVar, poiché difficilmente Ball cadrà in settima posizione.

I Warriors si sono detti impressionati da Edwards ma potrebbe essere il profilo di giocatore di cui non hanno bisogno attualmente con un Wiseman probabilmente più adatto alle loro esigenze, salvo accordi per scambi di posizioni o andare semplicemente su ciò che ritengono sia il miglior prospetto disponibile.

Con questo allenamento con Ball significa che gli Hornets hanno visionato tutte e tre le migliori prospettive per il prossimo Draft.

Gli allenamenti con Anthony Edwards e James Wiseman sono passati sotto i radar, Wiseman, secondo Rick Bonnell del Charlotte Observer potrebbe essere il primo nome in scaletta sul taccuino (forte interesse per James) ma MJ si è presentato a un allenamento pre-draft ad Atlanta di Edwards, il quale ha detto che non si sarebbe mai aspettato che il proprietario degli Charlotte Hornets, partecipasse a uno dei suoi allenamenti.

La SG della Georgia è rimasto emozionato: “È stato pazzesco che sia venuto in palestra. È stato semplicemente scioccante! Era come se: “È pazzesco, quello è Michael Jordan!”, ha detto Edwards in una conferenza stampa mercoledì.

“Per quanto riguarda altre conversazioni, non ho parlato con gli Hornets da quando sono usciti quel giorno.”

Gli Hornets, oltre che di un centro, avrebbero maggior bisogno in quel ruolo, la situazione è più critica sotto canestro e nella posizione di guardia tiratrice per alzare i punteggi.

Edwards è stato molto diplomatico: “Sarebbe un sogno che si avvera se mi arruolassero”, ha detto Edwards. “Sarebbe un sogno che si avvera, non importa per chi gioco.”

“Qualunque squadra sia disposta a darmi una possibilità, sarò pronto a dare il massimo”, ha detto Edwards, il che fa ben sperare per chi riuscirà a prenderlo visto che l’ordine di scelta non è così delineato ma piuttosto confuso e incerto.

Edwards potrebbe essere la seconda scelta di Charlotte se andasse a un altro team Wiseman,m oltretutto secondo una fonte Rockets, “Il Signorino” Westbrook non gradirebbe Charlotte come destinazione, il che porterebbe in rialzo le quote di Edwards se fosse ancora disponibile.

Per il resto, gli Hornets hanno completato il look con il parquet, con il campo da montare nelle serate City Edition che segue a far da pendant alle nuove uniformi e al concept tricromatico menta/granito e oro.

Dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

https://www.nba.com/hornets/hornets-unveil-city-edition-court-design-2020-21-season

Veramente un bel colpo d’occhio per serate seriamo emozionanti e felici nonostante sia assolutamente il periodo più inadatto.

New Charlotte Hornets uniforms with a mint flavor and Westbrook to the future?

La società, mentre segretamente disegna strade, dipinge alternative (Borrego naturalmente dice che vorrebbe un giocatore in grado di imparare rapidamente gli schemi) e diffonde machiavelliche strategie (nelle ultime ore si è diffuso un rumors secondo il quale la società vorrebbe portare Westbrook nella Queen City ma la cosa avrebbe un senso soltanto con la certezza di avere Wiseman o in alternativa Okongwu al Draft nel caso in cui non vi fosse più Edwards, che a mio avviso, se scendesse alla 3, sarebbe il miglior attuale prospetto disponibile che è ciò che la società ha dichiarato di volere) nella speranza di firmare il giocatore desiderato (tenendoci naturalmente) in trepidante attesa, ha presentato ieri, 11 novembre (single day) una delle nuove divise che sarà indossata per la prossima stagione.

Westbrook guardia che compie proprio oggi 32 anni, l’anno prossimo guadagnerà 41,3 milioni e non è in scadenza di contratto.

Lui, come altri compagni ai Rockets, non è contento della situazione e in più “soffre” la presenza di Harden, così con i Rockets in ricostruzione totale non è difficile ipotizzare che il mal di pancia lo porti lontano dal Texas.

Russell vorrebbe tornare a essere il leader della franchigia e a portare azioni offensive a ripetizione sentendosi libero di farlo.

Uno scorer a Charlotte servirebbe come il pane (penultimi lo scorso anno) ma per il sistema di gioco di Borrego e gli equilibri della squadra in termini di crescita di ragazzi giovani da far giocare responsabilizzandoli e maturandoli attraverso i possessi, difficile credere sia il profilo adatto.

Probabilmente, nonostante Charlotte sarà una delle squadre sul mercato a potersi permettere di spender di più, dal mio punto di vista sembrerebbe più un’azione diversiva (per problemi salariali, probabile sforamento del salary cap o tecnico tattici, sorvolando sui ventilati problemi di spogliatoio) o al massimo uno sforzo per mostrare ad altri team, prendendolo, che Charlotte è tornata davvero, certo… i tre anni di contratto se non dovesse funzionare potrebero pesare anche se un giocatore del genere avrebbe più mercato di un certo tizio francese ormai fossilizzato in North Carolina che dovrebbe fare un gesto nobile e liberare spazio salariale ma dato che quei soldi non li vedrà mai più, al 99,9% è chiaro sceglierà di rimaner con gli Hornets anche per il prossimo anno, l’ultimo finalmente.

Tutto è legato al Draft, se prendessimo uno scorer esterno probabilmente la voce cadrebbe rapidamente nel dimenticatoio, altrimenti per qualche giorno, salvo forti inserimenti di altri team su quella che pare ormai una ex stella di Houston (in ricostruzione), si potrebbe speculare ancora per qualche giorno.

Lasciamo da parte per qualche giorno le notizie di mercato e passiamo al concreto:

“L’uniforme City Edition è progettata per celebrare un aspetto dell’orgoglio locale e siamo lieti di rendere omaggio alla reputazione di Charlotte come faro di speranza che risale a più di due secoli” ha detto in una dichiarazione il presidente degli Hornets Fred Whitfield.

La City Edition Uniform è davvero singolare.

All’apparenza potrebbe sembrare quel turchese che ha sostituito il tradizionale teal negli ultimi anni, invece, il colore utilizzato è il (verde) menta.

Una scelta “ga tooru”, à la page, insomma, alla moda per un colore fresco che ha trovato negli ultimi anni più consenso nel pur futile mondo della moda.

Personalmente nel complesso, per quanto linearmente “semplice”, la divisa mi ha stupito ed è più interessante rispetto alle prime due presentate.

La luminescenza del colore e la sua chiarezza ben contrastano con l’abbinata di colori secondari oro e granito, un nero meno saturo che si sposa particolarmente bene con i colori circostanti per unire, bordare e decorare una divisa che con questi due colori passa in versione Deluxe.

Le strisce a intermittenza (increspate come il bordo di una moneta, come hanno scritto nell’originale versione in inglese) regalano un particolareggiamento innovativo nel dettaglio.

L’uniforme, secondo la società, si ispira a particolarità di Charlotte nella storia come il granito che sarebbe la roccia dello Stato mentre l’oro deriverebbe da un retaggio del 1800.

La (Carolina) Gold Rush, prima corsa all’oro negli Stati Uniti dopo il ritrovo di una pepita d’oro (1799) di 7,7 kg da parte di un ragazzo di 12 anni di nome Conrad Reed mentre giocava.

La pepita fu usata come fermaporte dal padre che non capendone il valore un giorno la vendette a un esperto del settore per un valore molto più basso di quello reale.

Il colore di fondo gioca sul fatto che mint in inglese voglia dire menta ma anche zecca, il che ricorda e celebra quando la N.C. venne dotata di un luogo per coniare l’oro che i locali trasportavano – con qualche rischio – in polvere per esser sciolto e coniato a Philadelphia.

Le autorità centrali concessero una zecca locale dopo alcune indagini che vedevano gli indigeni coniare per conto proprio e con probabile meno precisione, la moneta.

The U.S. Mint building depicted on a 1936 postcard, or the same year the structure became the Mint Museum of Art. It’s now known as the Mint Museum Randolph. (Foto from: Mint Museum)

La scritta che ha preso piede negli ultimi anni “Buzz City” compare ben visibile sul petto con grafica e font che rimangono quelli visti negli ultimi anni.

Il pantaloncino segue molto bene la canotta con il Calabrone secondario oro che a seconda della luce regala (sembrerebbe da foto) languide sfumature arancio.

La City Edition sostituirà la precedente nera della scorsa annata.
Progettata in collaborazione con il marchio Nike / Jordan e il Global Merchandising Group della NBA, il logo del Jordan Brand continua a campeggiare su tutte le maglie degli Hornets.
Questa variante di uniforme dovrebbe essere disponibile al dettaglio negli Stati Uniti (almeno) il tre dicembre.

Scacciapensieri

E’ deciso, la NBA riaprirà i battenti il 22 dicembre.

La data, dopo l’approvazione dei rappresentanti dell’associazione dei giocatori (NBPA) è data per certa, ciò farebbe sì che i numerosi tifosi sparsi per il globo possano ricevere il loro “regalo” di Natale e che i diretti interessati (la NBA inteso come tutto ciò che la compone) perda meno soldi del previsto se, invece, avesse dovuto aprire a gennaio.

Sarà lo scacciapensieri, l’anestetizzante chimico della palla a spicchi che mette più allegria, a molti a tenerci compagnia in tempi non certamente facili (per usare un eufemismo) a cancellare questi tempi limitati e difficili?

Giganti of Usa, foto da Harlem (1991). La semplice felicità che emette il basket in una foto.

Il 18 novembre avremo il Draft, poi sarà uno sforzo di buona volontà da parte delle franchigie e dei giocatori quello da mettere in campo per trovare i numerosi dettagli economici da “settare” anche perché non si tratterà di una normale stagione canonica da 82 partite ma è già stato deciso un taglio di una decina di game, ciò farà sì che si rielabori un calendario differente e che le partite scendano a quota 72.

Fondamentalmente da qui all’apertura vera e propria del primo dicembre con i camp sarà un conto alla rovescia per gli accordi economici, poi si dovranno fare i conti con la fisicità in presenza e vedere di non perder pezzi dovendo aver a che fare con il virus.

La bolla non sembra esser una soluzione presa in considerazione, i campi di casa, vuoti o parzialmente vuoti potrebbero essere probabili ma da qui a dicembre vi è ancora tempo mentre il ranking dei nuovi rookie si muove leggermente ma per il momento sembrerebbero essere stabilmente fluttuanti nell’alveo delle prime tre posizioni; Edwards, Wiseman e LaMelo Ball, giocatore quest’ultimo che forse Jordan non gradirebbe molto per via del padre con i primi due molto appetibili mentre qualcuno parla di una possibile pista Okongwu se sfumassero i primi due.

Il lungo, nato l’11 dicembre del 2000 da Southern California, genitori ugandesi, è paragonato da qualcuno ad Adebayo ed è un po’ in risalita nelle valutazioni tra i novelli.

La sua candidatura ha preso quota negli ultimi giorni e anche se ha da imparare (acerbo ma alcune lacune come quelle fisiche per una certa leggerezza contro i pari ruolo in posizione di centro sono colmabili) ma a Charlotte cercano il giocatore con il maggior talento possibile, sacrificando magari momentaneamente l’aspetto del ruolo, tuttavia se Edwards e Wiseman dovessero esser “presa” dei T.Wolves e dei Warriors, forse un lungo moderno come Onyeka con buone doti difensive nello stoppare e leggere situazioni e un discreto catch n’shoot anche da zone non adiacenti al canestro potrebbe esser gradito…