Game 70: Charlotte Hornets @ New York Knicks 101-124

 
Nella giornata della festa dedicata a San Patrizio, dagli States (in particolare a Boston) all’Irlanda, paese nel quale Patrizio svolse il suo ruolo d’evangelizzazione a qualsiasi remoto luogo nella galassia dove sicuramente non lo conosceranno e saranno presi da altri problemi, gli Hornets si spingevano a nord verso l’arancione New York nella più famosa Arena della Terra (MSG), dopo aver espugnato Atlanta.
Se New York è orange (retaggio olandese), il colore successivamente abbinato a Patrizio fu il verde (prima era il blu), la tonalità cromatica della speranza.
Scendere nel cosiddetto “Pozzo di San Patrizio” per scoprire quale corrente di pensiero fosse vera:
Posto pieno di ricchezze o luogo metaforicamente inutile perché le energie profuse non lo riempiranno mai era il destino degli Hornets nella notte che, non avendo più nulla da perdere ormai, provavano a strappare il vantaggio nella serie (attualmente sull’1-1) ai Knickerbockers che dopo l’infortunio di Porzingis sono crollati (1-9 solo nelle ultime 10 partite con 9 sconfitte di seguito da interrompere), complice l’impossibilità di raggiungere i playoffs senza l’Unicorno.
Out anche Noah insieme all’ex Courtney Lee, sulla carta gli Hornets avrebbero dovuto vincere nonostante Thomas, dato per out fosse della gara e il quintetto dei Knicks avesse comunque valori, invece ne scaturiva una serata frustrante per Charlotte.
La partita stava tutta nelle motivazioni.

Batum dopo la tripla doppia ad Atlanta si è fermato a due punti. Il dolore al tendine d’achille sinistro l’ha fatto uscire anzitempo.
Vedremo se sarà disponibile per la prossima gara contro Philadelphia martedì notte.

Gli Hornets, squadra mediocre, appagata dalla vittoria ad Atlanta decideva di giochicchiare senza spendere tantissime energie (da parte di qualcuno), crollava con la panchina nel secondo quarto mentre i Knicks giocavano con voglia per spezzare la lunga serie di sconfitte.
I nostri titolari non riuscivano a far risalire la squadra e nel finale di terzo quarto il divario diveniva imbarazzantemente ampio (sui 30 pt.) con la panchina lasciata in campo per valutarne pregi e difetti (Bacon diveniva così top scorer di serata con 15 pt.).
Una serata buona al tiro per la squadra di Hornacek e una gara molto più storta della torre di Pisa da parte degli Hornets che confermavano definitivamente la non partecipazione ai playoffs.
Tim Hardaway Jr. era l’unico Knicks tra i titolari a finire in doppia cifra con 25 punti ma la panchina dei Knicks dava una ano surclassando quella degli Hornets; 15 punti Ntilikina, 14 Burke, 13 Troy Williams e 12 per I. Hicks, ex Charlotte, fatto passare per semi-fenomeno nella notte…
Se le rubate e le stoppate (rispettivamente 7 e 5) sono state pari, la gara a rimbalzo è stata vinta dai Knicks con 50-56 catturati.
Anche le altre stats sono a favore dei locali con 11-24 negli assist, 8-13 nei TO per non parlare delle percentuali con un 36,7% dal campo contro il 49,0%, un 27,3% da tre punti contro il 46,2% mentre solo ai liberi Charlotte è tornata sopra con l’81,3% vs il 77,8% battendone anche di più.
 
La partita cominciava con Howard capace di portare la palla a due nella nostra metà campo, sul primo attacco però MKG, dopo il 5/5 dal campo con Atlanta, mancava un gancetto contro Beasley mentre sull’azione successiva di Charlotte Hardaway Jr. commetteva fallo su Williams che dopo lo 0/3 ai liberi ad Atlanta ne infilava due (11:04) per il vantaggio. Iniziava a verificarsi un botta e risposta; al 2-0 Hornets rispondeva Kanter nel traffico, Howard dalla media destra con un banker batteva Kanter, quindi Mudiay, MKG a 9:30 in entrata a superare anche il tentativo d’aiuto in stoppata di Kanter, Beasley in area oltre Marvin anticipava un’entrata di Howard con contatto frontale su Kanter e Thomas, la palla era rilasciata quasi senza parabola ma sbattendo al plexiglass finiva dentro, in ultimo si assisteva al canestro di Hardaway Jr. prima che gli Hornets spezzassero questo trend. A 7:26 Williams in mismatch segnava con un turnaround, poi, dopo l’errore di Kanter al tiro, Batum faceva volare Howard in alley-oop per il 12-8.
Una palla sottratta da Mudiay a Williams però riportava a -2 i locali dopo la transizione della stessa PG.
Beasley potrebbe pareggiare dopo aver ormai battuto Williams ma da pochi passi dal traguardo vedeva la sua conclusione esser spazzata via alla grande dallo scudo protettivo di Howard.
Un push pass verticale per MKG in taglio sulla linea di fondo con tentativo in reverse era buono per guadagnare due FT che erano splittati (5:05) così New York si riavvicinava con Hardaway Jr. Kemba in transizione dava spettacolo fintando un passaggio indietro senza arrestare la corsa, la torsione con accompagnamento del fianco destro e del medesimo braccio dava l’impressione del pass, Ntilikina non abboccava ma Kemba era bravo comunque a depositare l’artistico appoggio a 3:55 dalla prima sirena.
A 3:16, dopo un paio di rimbalzi offensivi, Williams tornava in lunetta per realizzare il 17-12 prima che l’”ex” Hicks segnasse in dunk sotto canestro ben pescato.
Batum passando il blocco alto di Howard si spingeva sino all’appoggio di destro in uno contro uno
Pagelle a 2:15 ma Ntilikina realizzando da fuori consigliava a Clifford un time-out a 1:50.
Undici secondi più tardi un put in dunk di Howard anticipava due liberi dell’ex Hicks, si finiva così il quarto con le triple di Kaminsky (frontale) e di Hardaway Jr. dalla diagonale destra trovando spazio in caduta.
24-22 era il punteggio finale di primo quarto.

Batum contro Hardaway Jr.
(Julie Jacobson/AP)

 
La seconda ondata da 12 minuti iniziava con Troy Williams a guadagnare due punti per i newyorkesi, Kaminsky a 11:14 rispondeva con un bello spin uno contro uno a sx che finiva con la mancina dopo un rimbalzo sul ferro.
Ritrovato il vantaggio gli Hornets si arrestavano, Ntilikina con 4 punti portava per la prima volta sopra New York che dilagava segnando anche con Troy Williams da oltre l’arco (26-31).
La difesa iniziava a fare acqua, Clifford se ne accorgeva e cercava di porre rimedio chiamando un time-out ma nonostante a 9:14 (dieci secondi dopo il rientro sul parquet) Frank andasse a segnare due liberi, Burke colpiva nuovamente da oltre l’arco e a 8:46 arrivava un altro time-out.
Il problema di Charlotte però era la panchina che interpretava male la difesa, così, anche se Monk sceglieva un ottimo momento per piazzare la tripla del riavvicinamento e difendeva bene sull’azione seguente, si auto-invogliava troppo al tiro finendo per mancare tre triple in un paio d’azioni.
Nel mezzo una potente correzione di Troy Williams a una mano e a 6:23, dopo le bombe mancate del nostro rookie, era Burke a battere il nostro numero 1 in entrata.
Ci provava Lamb a non far perder contatto ai nostri con una tripla che a 6:10 valeva per il 36-40 e con un’entrata in cambio direzione con contatto nel pitturato di Kanter sul floater.
Canestro +T a bersaglio per il 39-40 ma un assist di Ntilikina per Burke segnava la ripresa delle realizzazioni pesanti newyorkesi.
Tripla alla quale seguiva il canestro di sinistro di Beasley di sinistra oltre Lamb.
A 4:35 Bacon era atterrato in volo sul tentativo d’appoggio con un laccio californiano da Burke che prendeva un flagrant 1.
Due liberi a segno ma errore sull’extra possesso di Walker. Hardaway batteva Bacon nonostante il tentativo di difesa e quando T. Williams andava a segnare in transizione i ragazzi di casa andavano sul +9 (41-50) costringendo Clifford all’ennesima pausa (3:38).
Gli Hornets erano in difficoltà, Howard era stoppato da Kornet ma MKG su una transizione non bella ma efficace riduceva lo scarto aiutato da Kemba che sull’azione seguente spingeva l’entrata a destra per appoggiare il 45-50 nel traffico.
T. Williams tentava d’affondare un alley-oop a una mano ma schiacciava fuori dal cesto, tuttavia Burke sull’azione successiva batteva la nostra difesa con l’entrata veloce senza aiuti sotto canestro.
Kornet si permetteva anche il lusso di realizzare da fuori il +10 Knicks anche se Howard lottando sotto canestro accorciava facendoci tornare a uno svantaggio in singola cifra.
Hardaway Jr. infilava due FT a :28.6 (2° fallo Marvin Williams) ma a :06.3 Kaminsky chiudeva il primo tempo con un’entrata da destra dove faceva valere fisico, altezza e coordinazione in mezzo a tre uomini; canestro in appoggio più FT a segno per il 50-57 finale.
 
Dopo il ristoro, i Calabroni entravano in campo un po’ appesantiti, infatti, i tap-in di Kanter e Beasley erano visti dai nostri ancorati sul parquet. Kanter con un soft touch ci spediva anche sul -13.
Gli Hornets segnavano i primi due punti a 9:42 con Williams ai liberi, Mudiay replicava a 9:15 splittando i suoi (Howard foul in close out), ma arrivava il tempo del crossover di Walker che penetrava quasi sotto canestro per servire Williams con in passaggio saltato di sinistra nel traffico, a quel punto per il nostro numero due era abbastanza semplice appoggiare il reverse.
New York non mollava la presa e un passaggio verso Hardaway Jr. sulla sinistra non trovava MKG pronto a chiudere per tempo, così la bomba costava il 54-67.
MKG servito da Kemba in transizione provava ad andar su per la schiacciata in corsa ma Beasley lo stoppava.
Gli arbitri chiamavano due FT tra i fischi del pubblico ma rivedendo l’azione, nonostante la stoppata pulita si notava l’altro braccio piegare la testa di MKG.
Il 2/2 ci riportava solamente sul -10 (57-67) ma nonostante il minimo sforzo di Charlotte con la tripla di Kemba a 7:15 (dopo essersi spostato per mezzo di una finta oltre Mudiay sulla diagonale sinistra) vedeva tentare una conclusione dal palleggio di MKG e una da lontano di Howard, due situazioni non ideali che non davano frutti.
A 6:10 Mudiay in tap-in e una successiva transizione di Kanter sulla quale MKG commetteva anche fallo regalando la giocata da tre punti, aprivano il baratro per la squadra del North Carolina.
A 5:51 dal termine del terzo quarto con 13 punti da recuperare gli Hornets non si salvavano in stoppata con MKG su Mudiay ma sull’azione seguente nessuno riusciva a bloccare la corsa di Hardaway Jr. che anzi, ottenendo anche il libero aggiuntivo ci faceva crollare sul 60-76.
Kemba a 5:08 aveva l’ultima reazione utile con una tripla rapida sulla quale Kanter non riusciva a rispondere con i tempi giusti.
A 4:24 segnava O’Quinn, Lance Thomas dalla sinistra infilava una tripla nonostante la sporadica risposta di Howard che colpiva abbastanza incredibilmente dalla sinistra con un lunghissimo due punti, il controllo del match era ormai nelle mani della squadra di Hornacek.
Gli Hornets andavano completamente fuori giri quando Williams battendo le mani indicava a un arbitro di svegliarsi e beccandosi un tecnico lasciava ai Knicks tre punti dalla linea a 3:02 (-19).
Marvin tornava in panca, gli uomini sul parquet invece osservavano sbandando la schiacciata del Williams newyorkese e il piazzato di O’ Quinn.
Clifford mandava in campo l’applaudito Hernangomez ma il quarto finiva con la tripla di Hardaway e il jump shot di Hicks che portava a un solo punto dai 100 i locali.
Gli arancioblù conducevano 67-99 dopo tre quarti…

Bacon all’assalto.

 

 

Damyean Dotson dei Knicks contrastato da Willy Hernangomez.

 

 
L’ultimo quarto era puro garbage time… detto provocatoriamente la NBA dovrebbe dare la possibilità della resa quando le partite vanno in questo modo per risparmiarsi inutili minuti, comunque sia i locali per un po’ trovavano ancora continuità e fluido magico nelle mani, poi entravano le panchine profonde e negli Hornets anche Monk dopo esser stato disastroso al tiro iniziava a segnare qualche canestro, Hernangomez metteva una tripla e Bacon ne infilava un paio di fila per accorciare sul 92-117 finendo per tentare anche una schiacciata fermata da Kornet.
Era sempre lui nel finale a spingere finendo anche per fornire l’assist con il quale Hernangomez svitandosi nel centro del pitturato segnava il centounesimo punto.
Finiva 101-124 per i locali in una partita tra le peggiori, se non la peggiore dell’anno per Charlotte che avrà ancora 12 partite da giocare da onorare meglio di così…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
10 pt., 1 rimbalzo, 2 assist in 24 minuti. Dispensato da Clifford, come tutti i titolari dal giocare il finale, finisce con un 4/10 dal campo e un -13 di plus/minus. Uno de pochi a tentare qualche reazione anche se non sempre sembra fare la cosa giusta. New York è dove ha iniziato e fa vedere un paio di giocate da playground (un canestro e un assist saltato) da vecchi tempi che valgono almeno mezzo punto in più.
 
Batum: 5
2 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. Qualche guaio fisico al tallone sinistro e non rientra in campo. Vedremo di che cosa si tratti esattamente. Molto attivo a rimbalzo difensivo (8 in 25 minuti), non è però altrettanto bravo alla conclusione. Il suo 1/7 è pessimo e anche gli assist sono nettamente sottomedia.
 
Kidd-Gilchrist: 5
8 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Frustrato. 2/5 dal campo e 4/6 ai liberi. Va a stoppare l vetro Mudiay alla grande ma lascia spazio sulla sinistra per la tripla. ‘ un esempio ma è per sottolineare che fatica su certi close out. L’arrivo nel pitturato d Howard avrebbe dovuto far distendere sul perimetro meglio la squadra, invece… Lui ci prova con energia ma non sempre le cose gli vanno bene, stoppato anch’esso non demorde ma il plus/minus è di -13.
 
M. Williams: 5
10 pt., 7 rimbalzi, 1 stoppata. Non basta il cerotto sopra l’arcata sopraccigliare. Ci sarebbe voluta una pezza grande come un tendone per aiutare il team questa sera. Continua il suo periodo d’appannamento (salvo Atlanta) sparando con un 2/8 dal campo. Triple storte e difesa sulla quale spesso si fa battere non tentando molto. Difesa di posizione che spesso non serve. Realizza un 6/6 ai liberi ma la gara, nonostante i rimbalzi in 23 minuti non è bella.
 
Howard: 5,5
14 pt., 13 rimbalzi, 1 stoppata. Serata non semplice contro Kanter che non lo lascia dominare. Lui fa il suo ma non benissimo con un 6/17 dal campo. Va comunque in doppia doppia e la squadra tiene più con lui che con altri lunghi.
 
Lamb: 5
6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Jeremy ha una fiammata poi si spegne faticando anche in difesa. Regala un’azione da 4 punti e prende un -36 di plus/minus. 2/7 dal campo…
 
Kaminsky: 6
12 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. In difesa lo battono anche quando si sforza, in attacco si procura qualche libero con esperienza (5/7) e mette dentro un paio di conclusioni da giocatore di buon livello.
 
Monk: 4,5
12 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Gli stavo per assegnare 3,5… alzo di un voto perché anche a partita andata non molla e infila due triple ma prima era a 1/8 da tre… Finisce con 3/12 e ancora molto da imparare su ritmi e difesa. Passo indietro in una serata storta per la squadra.

La shot chart di Monk.

Bacon: 6
15 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. 6/10 al tiro. Come Monk segna nel garbage time. Non riesce a chiudere un paio di tiri che iniziano a scavare la buca nel secondo quarto. Si vede nel finale, ma è tardi.
 
Graham: 6
3 pt., 1 rimbalzo, 1 assist in 16 minuti. 6 politico, stessa cifra del suo plus/minus. Difficile valutarlo in una serata così negativa, comunque, nonostante abbia perso minutaggio, fa il suo.
 
Hernangomez: 6,5
9 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 2/2 dal campo e 4/4 ai liberi. Il punteggio è dispari perché si toglie lo sfizio di realizzare una tripla dalla diagonale sinistra. Buona partita anche se ormai compromessa. Applaudito dagli ex tifosi, è uno dei più positivi.
 
Stone: s.v.
0 pt. (0/0). Tocca il parquet.
 
Coach S. Clifford: 5
I time-out li chiama correttamente ma la prova psicofisica della squadra è nera. Tenerlo ancora come allenatore? Mah… se non riesce a motivare il gruppo…

Game 69: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 129-117

Hornets ad Atlanta per cercare di chiudere la serie sul 4-0, portare a casa la vittoria numero 30 in stagione e agguantare la parità all-time con gli Hawks.
Sfumato l’obiettivo principale salvo improbabili miracoli, rimangono piccoli obiettivi e qualche soddisfazione da togliersi.
Sul fondo della classifica Hawks, Magic, ecc. faranno fatica a raggiungere 29 vittorie…
Male che vada in ottica lottery, potremmo salare davanti ai Pistons.
Howard, l’ex con il dente avvelenato contro la sibilante pericolosità casalinga dei Falchi che veniva un po’ mitigata dalla perdita di Belinelli oltre alle assenze di Bazemore e Delaney per infortunio oltre ad altri indisponibili di minor impatto (J. Morris, Bembry, A. Cleveland).
Vincevano gli Hornets come da pronostico per la modestia degli avversari (statistiche simili a rimbalzo con 45-46, negli assist 30-30, al tiro predominio di Charlotte con il 52,9% contro il 46,7% avversario mentre ai liberi il 20/30 di Charlotte si scontrava con il 17/26 dei locali che avevano in Prince e Collins rispettivamente con 22 e 21 punti i loro migliori scorer) in una serata di festa alla quale facevano da contraltare alcune scomparse.
In primis il “pastore” Henry Willims scomparso a Charlotte il 13 marzo, giocatore dei 49 di Charlotte dal 1988 al 1992 che poi venne a giocare in Italia dove svolse praticamente tutta la sua carriera con le maglie di Verona, Treviso, Roma e Napoli.
Altra scomparsa è stata quella di Tom Benson (Thomas Milton Benson), proprietario di Saints e Pelicans a New Orleans, artefice del rebrand che ha innescato la rinascita degli Hornets a Charlotte.
Scomparso ieri a 90 anni, lascia alla moglie Gayle le due franchigie.
In ultimo, anche se non strettamente inerente al basket, impossibile non ricordare Stephen Hawking, fisico, cosmologo e tutto il resto, un genio ridotto su una sedia a rotelle per gran parte della sua vita che aveva però un gran senso dell’umorismo.
Inserito anche in diversi cartoon come Futurama, nei Simpson e persino nei Griffin…
Qui alle prese con Homer…

Agnostico, diceva che essere Dio sarebbe stato noioso perché non avrebbe avuto nulla da scoprire e probabilmente la sua passione per il futuro nasceva anche dal fascino di nuove scoperte, così, anche qui, nel nostro piccolo mondo del basket (rispetto all’illimitato multiverso) possiamo ottenere le stesse sensazioni osservandole nuove future sfide.

Dopo aver ricordato “purtroppo” le scomparse recenti, passiamo alla partita e agli starting five.

 
Howard non aveva problemi sulla palla a due mentre MKG in entrata otteneva i primi due punti senza far varcare alla sfera la retina poiché sul tiro Dedmond interveniva in goaltending. Schroeder andava a vuoto mentre Howard fronte a canestro piazzava un lungo 2 per il 4-0.
Sembrava esser la serata di Charlotte perché su una drive, Batum, arrivato a pochi passi dal canestro in prossimità della linea di fondo destra provava un passaggio, Dedmond deviava ma nel suo canestro.
6-0 con il sorriso del francese…
Schroeder segnava i primi due punti per i suoi poi MKG a 9:58 batteva il cronometro dei 24 con un perfetto running hook.
Dorsey a 9:47 inaugurava la saga delle triple, Williams a 9:13 rispondeva in ritmo da oltre l’arco ma Collins dall’angolo sinistro infilava la retina sull’uscita di Howard con un altro tiro pesante per l’11-8.
Howard, pescato nel pitturato da Williams portava a casa una giocata in due tempi; tocco di Collins, due punti più FT a segno che tuttavia non facevano demordere gli Hawks che mostravano la mancanza di difesa sul perimetro con un’altra tripla di Dorsey a 7:22 mentre Collins sopravvivendo a un contatto diminuiva il gap al minimo per gli Hawks (14-13). MKG sembrava sicuro di sé e voglioso di giocarsi la gara. Piazzato da destra che ricadeva nel secchiello con armonia, entrata in corsa a 6:08 con tocco sicuro…
Charlotte era spinta dalla sua ala sul 18-13 prima di un altro canestro di Schroeder, anche se il tedesco non iniziava benissimo al tiro il match.
A 4:58 era ancora MKG, attivo nel pitturato, a costringere al fallo Taylor.
L’1/2 dalla lunetta allontanava di poco Charlotte che era recuperata da un anticipo di Taylor su un pass verso Howard, la corsa di Collins era interrotta da un fallo e i liberi a segno segnavano il 19-17.
Howard iniziava a scavare un solco tra i due team con 4 punti consecutivi (gli ultimi due dalla linea per un fallo di Muscala sull’extra pass di Batum) e a 3:17 Kaminsky pescando la tripla chiudeva il mini-parziale di 7-0 portando sul +9 (26-17) i Calabroni prima di due FT a segno di Cavanaugh per i Falchi a 2:59.
Un turnaround in post basso sinistro di Batum su White portava il francese a segnare due punti e in lunetta da dove stranamente mancava il libero ma erano ancora gli Hornets a segnare con Williams che aspettava il difensore in ritardo sulla chiusura nell’angolo sinistro per batterlo con una finta che gli lasciava via libera per il decollo in entrata sulla baseline sinistra chiusa a una mano in slam dunk.
A 1:20 un ipnotico 3 punti di Lamb con la sfera a roteare meravigliosamente in parabola alta segnava il 33-19 per Charlotte.
Un paio di fade-away di Batum andavano a vuoto, entrava la panchina e la squadra della Georgia accorciava a fine primo quarto sul 33-23 con Dorsey in entrata.

Charlotte Hornets guard Kemba Walker looks to pass as Atlanta Hawks guard Dennis Schroder (17) guards him during the first quarter of an NBA basketball game Thursday, March 15, 2018, in Atlanta. (John Amis/Associated Press)

Il trend non mutava molto a inizio secondo quarto quando il tedesco di colore degli Hawks accorciava ulteriormente con due punti anche se Monk tagliando sulla linea di fondo riceveva da Batum un passaggio verticale sul quale il rookie poi si sarebbe alzato per depositare di sinistro.
Fuoco di paglia anche i due liberi del Tank a segno, Schroeder infilava la tripla, Monk rispondeva con un fronte a canestro da due in sospensione ma il tedesco tornava a segnare da tre punti a 8:39 per il 38-31.
Charlotte in attacco mancava le proprie occasioni così Collins in entrata su passaggio del solito Schroeder segnava ricevendo il fallo di Bacon per completare il gioco da tre punti.
Lo stesso Collins entrava ancora in lunetta poco dopo ma il fallo era speso meglio e sui due liberi arrivava solamente un canestro, rientrava Kemba, ancora a zero nel tabellino punti ma era Graham in contatto sotto canestro a segnare il 40-35 cadendo all’indietro.
Prince segnava da tre dalla diagonale sinistra tirando anche da qualche passo più indietro, poi toccava a Kemba passare a sinistra il blocco del Tank, Schroeder rimaneva in scia toccandolo da dietro sulla sospensione da tre punti che colpiva la tabella e cadendo pesantemente nel cesto dava la possibilità al capitano d’ottenere la giocata da 4 punti che avrebbe realizzato a mezzo FT da lì a poco.
Damion Lee era la sorpresa degli Hawks; tripla per iniziare ma Kemba non s’impressionava andando sul centro sinistra per trovare un rapidissimo tre punti che lo spediva a 7 pt.. Schroeder in entrata segnava quindi a 4:47 arrivava un time-out che non serviva agli Hornets perché ancora Lee con una tripla frontale tornava a ridurre sul -1 lo scarto che era annullato dopo un po’ di confusione su un’azione offensiva degli Hawks.
Una second chance non a segno e un successivo fallo di MKG (2° fallo) mandavano Dedmond in lunetta per il sorpasso.
Il centro degli Hawks mancava il primo libero (corto) ma segnava il secondo impattando il match a quota 49 a 2:57.
Gli Hornets resistevano con due FT di Walker ma MKG commettendo il terzo fallo lasciava il parquet a Bacon e la lunetta a Muscala che stranamente mancava un libero lasciando sul +1 Charlotte che falliva due FT con Williams il quale si rifaceva parzialmente sull’azione successiva quando in entrata in salto era abbattuto da Collins a mo’ di passaggio a livello.
Big shot e FT in arrivo ancora incredibilmente fallito.
Collins otteneva dalla media baseline sinistra un rimbalzo amico sul primo ferro per il 53-52 ma Charlotte si staccava nel finale con Howard e il piazzatone da sinistra appena dentro la linea da tre punti, la finta con dunk a una mano a 51 secondi dalla fine dello stesso centro la transizione con tripla dalla diagonale destra di Batum con l’intermezzo dell’ennesima tripla di Damion Lee prima che Walker battesse il cronometro a 4 decimi dalla sirena una tripla in faccia a Taylor.
63-55 a fine dei primi 24 minuti.
 

Charlotte Hornets center Dwight Howard dunks against the Atlanta Hawks during the second half of an NBA basketball game Thursday, March 15, 2018, in Atlanta. Charlotte won 129-117. (AP Photo/John Amis)

Ne rimanevano altrettanti dopo i 10 di pausa che facevano bene a Howard che andando in uscita sulla sinistra stoppava Schroeder ai 24.
Tempo scaduto per gli Hawks…
Dall’altra parte innescato sotto si produceva in una schiacciata per il +10 mentre un fortunato rim/glass da tre punti di Williams ci portava sul +13…
Howard a 9:40 andava in coast to coast per prendere la linea di fondo sinistra e schiacciare in faccia a Collins che lo spingeva.
Canestro e proteste di Howard, il risultato era solo un tecnico pesante per il nostro centro…
Howard stoppava Schroeder un’altra volta mentre MKG con uno spin faceva secca la difesa dei Falchi nel cuore del nido (5/5 per MKG) Prince, Williams (catch n’shoot dalla sx su assist di Walker) e Dorsey bombardavano da te punti, Howard si accontentava a 7:39 di andare al vetro per due punti mentre Dedmond per una volta, alzando la parabola, riusciva dal cuore del pitturato a superare Howard per il 77-64.
Collins a 6:51 dall’angolo sinistro segnando da tre riduceva alla decina di punti lo scarto mentre MKG su una palla vagante commetteva il quarto fallo tornando a sedersi in panca.
Un assist intelligente di Walker (drive e passaggio all’indietro) innescava Graham, micidiale sulle triple con piedi a terra e spazio, Howard poi si elevava (pur non essendo esattamente allineato) ricevendo da Batum per uno spettacolare, atletico e difficile reverse alley-oop da highlights.
A 5:06 un passaggio schiacciato di Batum sembrava apparecchiare la tavola per Williams che correndo sul tappeto rosso andava a schiacciare costringendo Budenholzer al time-out sull’84-69.
Lee mancava il suo primo tiro e Marvin in entrata off balance compiva il suo secondo capolavoro acrobatico di serata a 4:12, Taylor metteva troppa pressione sul palleggio arresto e tiro da tre sulla destra di Kemba finendo per sfiorarlo.
Gli arbitri consegnavano tre FT agli Hornets che si portavano sull’89-69, un più 20 che ormai non dava adito a eventuali crediti per i padroni di casa anche se con il rientro della panchina in campo i Falchi accorciavano di 5 unità portandosi sull’89-74.
Monk spendeva poi un fallo su Taylor che mancava entrambi i liberi. Nel finale di quarto però due FT di Howard e una tripla di Monk molto ritmata consegnavano ai nostri il 96-79 ritoccato da un libero di Dwight liberatosi in entrata sul raddoppio su Monk abile a passare verso il centro.
97-79 a 12 minuti dal termine…
 
Charlotte avrebbe dovuto solo controllare nell’ultimo quarto e la tripla del Tank a 10:44 andava in questa direzione (100-81), Lamb poi, toccato da Dorsey cadeva mentre la sfera si divertiva a rimanere in bilico tra il mondo interno ed esterno alla retina.
Alla fine era risucchiata all’interno così come il FT seguente che segnava il nuovo +20 (103-83).
Iniziava però a insuinuarsi Prince che inizialmente segnando da due punti dava il via a una piccola rimonta interrotta dal Tank che in corsa sulla sinistra prendeva una leggera ancata da Collins rivolto nel suo stesso verso.
Buono il runner al plexiglass ma mancando il tiro libero interrompeva una lunga serie di FT a segno.
A 7:48 una transizione chiusa agilmente da tre punti da Lamb riportava i Calabroni sul +19 (108-89) ma dopo essere giunti anche sul +23 con i canestri di Howard e Kaminsky che percorrevano la no man’s land del pitturato degli Hawks, ormai senza valide difese, Prince, interrompendo il parziale di 9-0 con un tiro da tre dalla top of the key iniziava un taglio dei punti di scarto.
E’ vero che Howard a 5:21 spadroneggiava nel pitturato finendo per segnare dopo una mischia con fallo di Collins aggiuntivo.
FT a segno e season high di 3 punti ma Prince con due triple (la seconda deep su Frank) dava un minimo senso alla partita degli Hawks che sperando nell’inerzia accorciavano sul -11.
Clifford era bravo a fermare il gioco con una pausa e al rientro le triple di Walker e Batum (2:14 il francese) portavano il risultato sul 123-108.
Cavanaugh rispondeva imperscrutabilmente da oltre l’arco ma a 1:37 Kemba dissipava i dubbi rimanenti (semmai ve ne fossero stati) sulla vincente del match rispolverando la bomba che riproporrà poco più tardi dalla sinistra dopo averci preso gusto.
Le chiusure dei Falchi non erano perfette e il capitano issandoci sul 129-111 chiudeva i conti per Charlotte che lasciava 6 punti ai Falchi.
Finiva con un 129-117 e il 4-0 in stagione pro Hornets.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
24 pt., 4 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Curioso il 6/6 dalla lunetta ma ancor di più il 6/14 al tiro che diventa 6/10 da tre punti… +19 di plus minus. Non forza se non in 2/3 occasioni nelle quali gli va anche bene. Distribuisce assist e costruisce il suo tabellino a suon di triple. Nel finale chiude il conto.
 
Batum: 8
10 pt., 10 rimbalzi, 16 assist. 4/9 al tiro con almeno tre fade-away rivedibili. E’ vero che perde 5 palloni ma innesca con asist veri i compagni. Riconosce velocemente il gioco. Sembra tornato quello del secondo anno. La compagine di fronte era modesta, quindi avrà avuto quel tempo in più ma la serata da tripla doppia è da rimarcare. Il rimbalzo decisivo arriva comodamente nel finale e i compagni lo festeggiano.
 
Kidd-Gilchrist: 7
11 pt., 2 rimbalzi. Qualche chiusura non è ancora degna del suo passato ma in serata attinge a piene mani al suo bagaglio di esperienza e trova la tecnica per finire con un 5/5 dal campo. Propositivo e veloce sembra tornato ai bei tempi. Commette 4 falli limitando la sua presenza a 15 minuti solamente.
 
M. Williams: 7
17 pt., 3 rimbalzi, 3 assist. Chiude con 7/9 al tiro e 3/5 da fuori. Gli avrei dato 4 per lo 0/3 ai liberi ma mette un paio di canestri acrobatici e infila da fuori il 60%. In 27 minuti ottiene un alto +32 di plus/minus.
 
Howard: 8
33 pt., 12 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Chiude con 13/20 al tiro, 7/8 dalla lunetta e udite udite… zero turnover! Viene cercato spesso perché si capisce che gli Hawks non hanno potenziale e le giuste contromisure per limitarlo sotto. Season high con trentatré punti e doppia doppia grazie ai rimbalzi. Domina la serata contro la sua ex squadra con la quale evidentemente ha il dente avvelenato. Si potrebbero travestire tutte le altre squadre avversarie da Hawks…
 
Lamb: 6,5
11 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 3/8 al tiro. Discreta presenza salendo in doppia cifra in 25 minuti. Non avrebbe dovuto giocare ma è in campo e infila 2/3 da fuori allungando anche la striscia dei liberi attivi consecutivi a 17. Qualche errore al tiro ma è bravo ad esempio a metter dentro nel secondo tempo sulla spinta di Dorsey.
 
Kaminsky: 6,5
11 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 3/8 come per Lamb e stessi punti. Qualcosa in meno in altre stats ma positiva la sua prova con triple e canestro con possibile giocata da tre punti. Lui che era sui 27/28 FT consecutivi però interrompe la striscia fallendone uno (3/7) prima di ricominciare…
 
Monk: 6
7 pt., 4 rimbalzi. 3/8 al tiro in 15 minuti. Più attento nel posizionamento deve ricorrere a qualche fallo per tenere. Una volta gli va bene per lo 0/2 dell’avversario. In attacco segna con una bella tripla e va su per un jumper delicato. Da migliorare la difesa e benino in attacco.
 
Graham: 6
5 pt.2 rimbalzi. Gioca 18 minuti segnando un paio di canestri. Da ori fa ¼ registrando l’open grazie all’aiuto di Kemba. Si fa battere da un eurostep con cambio direzione di D. Lee facendo la figura del grizzly con le braccia alzate.
 
Bacon: 5,5
0 pt. (0/1). In 8 minuti manca un tiro e commette un fallo. -2 di plus/minus.
 
Stone: s.v.
0 pt.. Entra per salutare dal parquet in un minutino…
 
Hernangomez: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Anche lui vedi Stone ma fa in tempo a prendersi un flagrant per esser crollato addosso a Lee sulla finta dell’avversario.
 
Coach S. Clifford: 7
La squadra gioca allegra, divertente, potente. L’avversario è modesto e così il gioco di Charlotte e i suoi uomini hanno facilmente il sopravvento. Time-out nei momenti giusti per riordinare le idee, squadra calma che non perde la testa.
Versione breve:

Highlights completi:

Game 68: Charlotte Hornets @ New Orleans Pelicans 115-119

 
Il derby con i “cugini” dei Pelicans apriva una serie di cinque trasferte per Charlotte e arrivava in un momento delicato della stagione per i padroni di casa.
Il loro movimento in classifica a pendolo potrebbe portarli a conquistare il fattore campo nel primo turno playoffs ma anche a uscire clamorosamente dalle prime otto dopo l’inaspettato rientro di Utah e i Clippers che hanno beneficiato della partenza di Griffin.
San Antonio alla vigilia della gara era decima a Ovest, tanto per dare l’idea di che battaglia si sia accesa a occidente… Charlotte non ha mai vinto sul campo di New Orleans nei precedenti tre scontri e a qualificazione ormai lontana c’era da verificare se i ragazzi si sarebbero presentati a New Orleans per onorare lo sport giocando una partita vera o lasciare spazio al sogno di Davis & Company di tornare a volare nella post season dopo lo 0-4 incassato da Golden State nel 2015.
Quei tempi sono lontani, ma il trend dei due team è quello. Charlotte lontana dall’essere un team vincente e New Orleans a sprintare per un posto al sole.
Forse l’anno prossimo, con l’All-Star Game in ballo e un nuovo GM capace, potremo dar seguito alla replica del biennio iniziale di Charlotte che ci vide al secondo anno a giocarci gara 7 del primo turno playoffs.
Per ora il campo di NOLA rimane ancora inviolato da parte dei nuovi Hornets che, semmai avessero avuto bisogno di dimostrarlo, non sono competitivi nei momenti che contano, tradita anche da Walker in serata.
Non è la nostra annata, mentre New Orleans continua a remare per raggiungere i PO.
Davis ha finito con 31 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate, favorendo complessivamente New Orleans nei palloni catturati sotto le plance (45-50) ma è negli assist che si nota la differenza (22-33) anche se c’è da dire che questo gap è anche frutto dei falli spesi da New Orleans a confronto di Charlotte.
6/8 dalla lunetta per la squadra di Gentry, 18/22 per quella di Clifford che ha concesso il 50% al tiro agli avversari tirando male da tre punti con il 26,9%…

I quintetti iniziali.

Wesley che attualmente fa il commentatore tecnico per i Pelicans per Fox (alter ego di Dell Curry a Charlotte) e le statistiche tranciate ottenute a Charlotte che sarebbero da unire a quelle poi avute in maglia New Orleans Hornets…

 
Sulla palla a due la spuntava NOLA che andava a vuoto con Okafor dalla baseline destra così come gli Hornets da tre con Williams pur schermato. Il primo canestro lo realizzava Moore con una tripla dalla diagonale destra su un close out pigro di Batum.
Charlotte replicava a 11:04 quando sul lob altissimo di Walker, pioveva l’alley-oop di Howard.
Rondo portava con un soffice tocco nuovamente sul +3 i suoi prima che Marvin commettesse il secondo errore al tiro così come Davis e MKG.
Il giocatore di New Orleans però entrava in lunetta per realizzare un 2/2 (2° fallo Williams) che portava la squadra di Gentry sul 2-7.
Con un sicuro rolling hook Howard batteva Okafor da pochi passi, quelli che commetteva Rondo sull’azione successiva.
A 8:48 Howard ribaltava l’azione verso destra da dove Walker colpiva da tre punti per il pari.
La gioia durava poco per l’appoggio volante di Davis tuttavia riequilibrato da Williams che in infilata riceveva il bound pass corto di Batum dalla sinistra.
Rondo era stoppato da Howard ma sulla rimessa Holiday infilava da oltre l’arco e Davis allungava poco più tardi da sotto sfruttando il mismatch con Walker.
Su un gioco a due Williams mancava una schiacciata così come il tiro sulla stessa azione (palla tenuta viva da MKG), dall’altra parte invece Davis catturava un rimbalzo offensivo in mezzo a tre Hornets mal disposti e aggiungendo due punti mandava il tabellone sul 9-16.
Per ripartire Charlotte si serviva del proprio capitano che arrestava con un hesitation l’entrata, Davis gli sbatteva addosso sull’appoggio così da guadagnare due pt. E un FT che ci portava sul -4.
Moore faceva ripartire i locali con due punti ai quali rispondeva Howard in post alto destro in fade-away, poi New Orleans prendeva il sopravvento allungando con Holiday sino al 14-22 nonostante Howard rispondesse di fisico su Okafor per guadagnare l’area e appoggiare al vetro con in più il fallo dell’ex Charlotte.
La giocata per il 17-22 portava nove punti nel paniere del nostro n°12 ma i Pellicani volavano con 4 punti di Okafor e due di Holiday dalla media destra sul 19-30 che a 3:05 costringeva Clifford a riordinare le idee nel time-out. Charlotte ne usciva mancando un tiro da fuori con Batum ai 24 ma Walker realizzava da sotto con rapida finta a togliere il tempo della stoppata a Mirotic, Lamb bloccava Moore mentre dall’altra parte un rapido tre punti del capitano dalla diagonale sinistra ci consentiva di risalire nel punteggio, anche se Okafor in correzione da secondo rimbalzo offensivo imponeva uno stop nella rimonta.
Moore si faceva rubare un pallone mentre dall’altra parte Batum spingendo in area trovava un turnaround sul quale Miller commetteva fallo.
La giocata complessiva da tre punti spingeva gli Hornets sul 27-32, un -5 che resisteva sino alla fine del quarto ritoccato da alcuni liberi, una tripla in solitaria di Monk e l’entrata di Holiday a destra per il 32-37.

Howard va per il rolling hook contro Okafor.
AP Photo/Veronica Dominach

 
Charlotte segnava per prima con il Tank nel secondo quarto ma con un veloce primo passo Rondo lasciava di quei pochi decimi attardato Monk che non riusciva in estensione a stoppare il fing and roll dell’esperto avversario.
Un alley-oop del Monociglio a 9:43 segnava il 36-43 per i locali.
Un -7 che Charlotte faceva fatica a recuperare perché Mirotic a 9:13 segnando da fuori il 38-46 costringeva Clifford a un altro time-out Charlotte ne usciva momentaneamente più convinta riuscendo a liberare Lamb sulla linea del tiro libero per un jumper vincente, poi l’estemporanea pressione di Kaminsky e Bacon sul portatore di palla costringeva al passaggio orizzontale a metà campo Rondo sul quale pass, Graham capiva tutto anticipando la giocata, volando a 8:42 in transizione per depositare il 42-46.
Un fallo assegnato a Frank in corsa sul lancio lungo per Davis portava l’All-Star avversaria al 2/2 ai liberi poi era Mirotic a segnare da tre mentre Lamb si accontentava d’esser spinto lateralmente da Clark per portare a casa due punti dalla lunetta.
L’azione successiva era viziata da una netta spinta di Mirotic che buttava giù Graham in marcatura prima di passare dietro lo schermo e ricevere per tirare da tre punti indisturbato.
Tre punti che pesavano sulla coscienza della terna che non vedeva la netta spinta che trascinava i Pels sul +10 (42-52). Lamb con un 2/2 dalla lunetta e Frank in area accorciavano sul -6 che diveniva -4 quando Gentry aveva anche il coraggio di protestare sul tocco di Holiday sul lanciato Lamb che cercando di agguantare il passaggio pasticciava un po’, anche perché sbilanciato da dietro dal tocco della guardia avversaria.
2/2 per il 50-54 a 6:08, un punteggio che era destinato comunque a salire rapidamente per la squadra di New Orleans che trovava un alley-oop sull’asse Rondo/Davis e un tiro da tre punti immediato nella tempistica (da sinistra) di Moore sul quale una rilassata difesa non riusciva nemmeno ad avvicinarsi.
Giustamente Clifford bloccava nuovamente il cronometro sul 50-59 ma le cose rimanevano ancora nel limbo anche se a 3:01 Kemba riusciva a colpire da tre punti e Batum replicava da oltre l’arco con un catch’n shoot frontale che spingeva Charlotte ad accorciare il gap a 5 pt. (60-65).
Una transizione di Lamb su una persa di NOLA (passaggio pessimo di Moore) era sfruttata da Lamb che realizzava anche il -2.
Davis con un jump hook dalla linea di fondo destra anticipava lo 0/2 ai liberi di Howard (1:23) che faceva perdere un turno agli Hornets, colpiti dall’ennesima tripla di Mirotic.
A :04.4 Davis era battuto sulla destra da Walker in abile allungo a una mano.
I punti del capitano chiudevano il primo tempo sul 65-72.
 
La ripresa iniziava con lo scambio di cortesie tra Howard e Okafor materializzato da due punti a testa, MKG tirava da marcato fallendo, Batum si mal consigliava sfidando i lunghi tentacoli di Walker che lo stoppava, a 9:20 finalmente arrivava un’azione buona con la dribble drive in transizione di Kemba che trovava a rimorchio MKG con la sua schiacciata prima di un floater di Rondo, il quale si doveva arrendere a un assurdo canestro di Batum che arretrando in area non trovando più appoggio andava in off balance per segnare ugualmente.
Okafor colpiva dal medio raggio destro e a 8:09 il duello con Howard con due FT per il centro di Charlotte che splittando voltava le cifre del mega schermo sul 74-78.
Kemba da una second chance si lanciava a tutta velocità per l’appoggio di destra a destra tagliando fuori Okafor.
La Crescent City era scossa e Gentry chiamava il time-out a 7:46 sul 76-78 I Pels tornavano a correre toccando il +6 con il quattordicesimo punto di Okafor e il +8 su un’azione confusa; Marvin in uscita passava affrettatamente verso destra la palla ma Rondo intuiva rubando la palla passando a Davis per la schiacciata senza difensori attorno.
A 6:17 era la volta di Clifford di riaffidarsi al time-out terapeutico.
MKG ne usciva un uomo nuovo dopo tanti errori a 6:00 piazzava l’elbow jumper, poi andando in rotazione, pur perdendo Holiday finiva per stoppare Okafor e per realizzare ancora a 5:36 da sinistra.
Howard con un banker da destra seccava Okafor e quando MKG sbagliava il tiro ci pensava ancora Howard che da sotto si faceva largo per trovare il pareggio in schiacciata. Otto secondi più tardi Rondo dimostrava in entrata la fragilità della nostra difesa mentre Marvin da tre continuava a sbagliare (ben tre triple) ma a pareggiare per gli Hornets, dopo il riavvicinamento firmato da Batum ci pensava Kaminsky a 1:49 (88-88).
Nel finale usciva Okafor per quinto fallo ma rientrava Davis, Clark portava sul 90-92 i suoi ma sull’errore di Batum al tiro Kaminsky anticipava la sirena correggendo per il 92 pari.

Charlotte Hornets guard Jeremy Lamb (3) drives to the basket against New Orleans Pelicans guard Jrue Holiday (11) in the first half of an NBA basketball game in New Orleans, Tuesday, March. 13, 2018. (AP Photo/Veronica Dominach)

 
L’ultima frazione iniziava così in parità, un equilibrio che veniva rotto da un floater di Clark.
Gli Hornets trovavano però a 10:53 l’inaspettato vantaggio quando Kaminsky in entrata era fatto roteare da Davis in uno contro uno; circus shot con libero aggiuntivo per il 97-96 Hornets che ci prendevano gusto e provavano a mettere un cuscinetto di sicurezza da lì al finale nonostante il sorpasso momentaneo di Rondo, infatti, Lamb in floater realizzava andando ad aggiungere altri due punti in transizione poco più tardi quando, su un retropassaggio saltato da dribble drive di Rondo, la chiusura di Frank a mani alzate faceva inerpicare la palla verso il prolungamento di Graham che lasciava a Lamb poi la transizione descritta.
Una palla persa da Davis era sfruttata senza paura da Kaminsky il quale trovando una buona tripla senza paura finiva per far diventare 6 i punti di vantaggio di Charlotte (104-98).
Purtroppo Clifford non intuiva che, dopo il time-out degli avversari, il momento d’oro dei Calabroni era finito.
Davis dimenticato in area era pescato da un diagonale di Rondo, poi Lamb si faceva stoppare dal Monociglio che, dopo un periodo d’appannamento saltava fuori nel finale per chiudere un alley-oop ancora lanciato da Rondo.
Una shot clok violation degli Hornets era sfruttata da Clark in uscita sul lato sinistro per i tre punti del sorpasso (104-105). Kemba provava da fuori ma colpendo l’esterno destro del ferro non interrompeva il parziale di 0-7 del Gentry team.
Gli Hornets bloccavano l’avanzata locale con due FT di Howard, abbrancato da Holiday sullo spin che l’avrebbe portato a schiacciare.
Nuovamente +1, perso ancora per colpa di Davis.
Walker s’intestardiva fallendo un’altra tripla ma Howard stoppando Rondo ci teneva in partita mentre sulla stessa azione tentando il recupero Davis metteva una mano sulla palla cosicché gli arbitri fischiassero la contesa mentre Howard finendo fuori dal campo cadeva all’indietro chiedendo il fallo.
Comunque sia con un po’ di fortuna la palla finiva a Charlotte che però sprecava con un tiro in sospensione impreciso di Batum.
Kemba sprecava un floater mentre Holiday depistava un tenace Lamb che rientrando influenzava la perdita della sfera da parte del treccioluto avversario. Howard di sinistra batteva Davis e il raddoppio di Mirotic.
I Pelicans si affidavano al time-out e a Holiday che colpendo da tre dalla top of the key faceva svoltare la partita a favore dei Pelicans anche perché se Batum recuperava palla in difesa, Walker con un passaggio orizzontale verso il francese commetteva il classico bad pass, così da aprire il campo per la galoppata di Davis che allungando sul 108-112 a 1:54 dal termine dava ormai nefaste prospettive ai viola.
Batum per un blocking foul di Mirotic ci riportava a mezzo lunetta al -2 ma Holiday approfittava di un cambio marcatura per bombardare da tre, così a 1:19 dalla fine il -5 diventava quasi impossibile da recuperare anche perché Walker invece che tentare da tre al momento del bisogno andava in palla tentando un pullup da destra dal medio raggio non degno della sua fama.
Holiday sbagliava un tiro ma si dimostrava molto più esplosivo andando a catturare il suo rimbalzo su un MKG senza navigatore finendo anche per infilare in fing and roll il nuovo +5.
Non rimaneva molto tempo ma Frank provava a riaprire il match con l’appoggio a sinistra.
Una steal apriva il campo a MKG che era però stoppato dall’ombrello di Davis.
Palla oltre il fondo a 7 secondi dalla fine sul disperato -5. Time-out ultimo per Clifford e palla a Frank che mirava ma tirava con immediatezza da oltre l’arco pescando il jolly. 115-117.
Ci volevano due falli per mandare Davis in lunetta, uno che si era appena avvicinato ai 30 consecutivi (almeno 26 credo) prima di un errore in serata.
L’acclamato MVP non sbagliava e la girata di Batum sul -4 si spegneva sul ferro.
Charlotte così lasciava la vittoria a New Orleans che vedeva comunque tutti i team rivali rispondere in serata.
 
Pagelle Hornets
 
Walker: 5
22 pt., 3 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata. 9/20 al tiro. Prestazione in media punti e buona percentuale dal campo grazie a un primo tempo ottimo. Nel secondo sbaglia quasi tutto. Body language non ottimale in difesa, testa bassa quando Cliff gli dice qualcosa già prima, il suo passaggio verso Batum intercettato da Davis apre il baratro finale. In confusione sbaglia almeno tre triple per andare poi a fallire un pullup da due quando ci sarebbe stato ormai bisogno di un tiro pesante. Manca completamente nel finale quando avremmo avuto bisogno di lui per vincere.
 
Batum: 7
20 pt., 5 rimbalzi, 8 assist, 4 rubate e 3 stoppate. Ci deve esser stata un’inversione di talento tra le guardie in modalità simil Space Jam. Batum ruba palloni, stoppa avversari nettamente più forti fisicamente di lui e non spende falli inutili. Parte pigramente, poi, nonostante qualche errore (7/16 dal campo) inizia a trovare un buon ritmo capendo esattamente il gioco intorno a lui e se forza la tripla va a metterla anche in catch n’shoot. Peccato per l’errore al tiro nel finale ma era solo e doveva provarci. Sarà che vorrà onorare il suo contratto o trovare nuovi lidi, ma le ultime prestazioni sono in salita.
 
Kidd-Gilchrist: 5
7 pt., 6 rimbalzi, 1 stoppata. 3/9 dal campo, -14… Vive un buon momento nel terzo quarto dopo un time-out chiamato da Clifford infilando 4 punti e nel mezzo stoppando Okafor, per il resto avrà bisogno di un analgesico per la marcatura su Holiday. Inguardabile e spento atleticamente rispetto a un tempo, patisce troppo.
 
M. Williams: 4,5
2 pt., 9 rimbalzi, 1 assist. 3 turnover, ma soprattutto fallisce nettamente la serata. L’alibi non può essere il cerottone a riparare la ferita all’arcata sopraccigliare. Manca 5 triple, alcune comode e i 9 rimbalzi (tanti) non compensano una prestazione che, fatta da una PF titolare, risulta imbarazzante, seppur limitata a 19 minuti.
 
Howard: 7
22 pt., 11 rimbalzi, 2 assist, 3 stoppate. 9/12 al tiro… non fa la prestazione di Davis ma per gli Hornets è importante. A parte qualche amnesia difensiva e passaggio a vuoto dalla lunetta, Dwight ci prova compiendo una meritevole azione; quella di non cedere. Si mette a litigare con Okafor, tanto che a un certo punto partono manate per svincolarsi da marcature ortodosse. L’incontro di boxe è rimandato per il quinto fallo di Okafor ma Dwight stende comunque nel finale Davis e Mirotic di sinistro. Sull’azione successiva un sospetto fallo non è chiamato, lui si lamenta (lo fa spesso) ma la decisione ormai è presa.
 
Lamb: 6,5
16 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. 5/9 al tiro. Fa un po’ fatica a tenere a volte se gli uomini avversari passano da blocchi, comunque a qualche tiro sbagliato entra in partita carburando con FT, floater e transizioni. 6/6 dalla linea, 0/1 da fuori. Non riesce a fermare un sorpasso a mezzo tripla di Clark ma da il suo contributo in 23 minuti.
 
Kaminsky: 6,5
21 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 9/13 al tiro. La difesa è veramente rivedibile con alcune dimenticanze gravi ma in attacco è l’ultimo ad arrendersi. Fagocita i 28 minuti sul parquet interamente. Niente spazio per Willy e lui non lo fa rimpiangere in fase offensiva mentre in difesa è assente a rimbalzo (uno solamente).
 
Monk: 6
Quasi uno svizzero neutrale. -1 di plus/minus. Tre punti (1/3 da fuori), ¼ complessivo. Avrebbe potuto tirare anche meglio. La sua unica tripla è un coast to coast arrestato fuori area… Sta ottenendo minuti, oscillerebbe tra lo scarso e il sufficiente ma non voglio dargli un 5,5 forse troppo ingeneroso in 12 minuti.
 
Graham: 6
2 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. Segna in transizione intuendo il passaggio di un avversario pressato. Prende in faccia o meglio da terra, una tripla di Mirotic che l’aveva buttato giù spingendolo irregolarmente. 13 minuti nei quali in difesa s’impegna.
 
Bacon: 6,5
0 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata in 3 minuti. Buona la sua pressione difensiva, conquista due rimbalzi e riesce a rubare un pallone. Forse avrebbe dovuto subentrare con più minutaggio a MKG.
 
Coach S. Clifford: 5,5
La squadra gioca ma perde, mostrando le solite lacune difensive. Riesce nell’ultimo quarto a limitare NOLA ma cambia troppo tardi la panchina, nonostante da ogni time-out o quasi la squadra ne esca positivamente, va perdendosi… Altra L preventivata che ci allontana dalla zona playoffs, ormai un miraggio.
Pagelle Pelicans
Rondo: 7,5
12 pt., 17 assist, 5 rubate. Tre TO a parte partono da lui quasi tutte le azioni nelle quali la nostra difesa collassa. Nonostante l’età primo passo, velocità e visione di gioco ci sono.
Jr. Holiday: 7,5
Vince la partita nel finale con un paio di triple e il fing and roll decisivo. 25 pt. con 11/21 dal campo ritagliandosi spazi per il tiro.
E. Moore: 6
14 pt., 6 rimbalzi. Qalche errore e un paio di TO, ma sufficiente.
A. Davis: 7,5
Momento d’appananmento nel secondo tempo (gioca anche molto, 38 i minuti tonight) ma poi riesce a far valere il suo fisico, le lunghe braccia in atatcco e in difesa. Sbaglia un libero in serata e deve cominciare da capo dopo una lunga striscia di FT a segno. Ovviamente tiene meglio Howard rispetto a Okafor, anche se su un paio d’occasioni ricorre a contatti molto al limite. 31 pt., 14 rimbalzi e 5 stoppate.
Okafor: 6,5
Ripescato da non si sa quale pianeta riesce a limitare Howard. Non certo a contenerlo. Alla fine subisce ma fa la sua partita prendendo rimbalzi e segnando 14 pt.
Mirotic: 6,5
11 pt., 9 rimbalzi. La furbizia con la quale si libera di Graham gli consente d’arrivare a un 3/6 da fuori. Partito dalla panchina aiuta il team.
Miller: 5,5
9 minuti 1 stoppata con 0 punti. Si fa battere da Batum commettendo anche fallo.
Clark: 7
12 pt. con 5/6 al tiro. L’uomo in più per NOLa che beneficia di questa dozzina di punti oltre a un paio di rimbalzi e assist dello stesso Ian mentre dall’altra parte per citarne uno a caso, il nostro Marvin si ferma a 2 pt pur giocando solo un minuto i meno dell’esterno di NOLA.
Coach Gentry: 6
Mah… mi pare un allenatore modesto ma se hai in squadra Davis, Rondo e Holiday, il gioco fluisce da solo. Non vorrei gufarla ai Pelicans ma credo abbiano tutte le carte in regola per accedere alla post season pur senza Cousins che, in qualche maniera ha liberato Davis, Rondo e dato più spazio a Holiday poiché la palla è sempre e soltanto una.

Game 67: Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 122-115

 
Sulle rovine degli insediamenti Hohokam nacque Phoenix.
Il nome le fu dato in virtù delle qualità immortali si pensava avesse la fenice, abile a rinascere dalle proprie ceneri. Il caso vuole che la prima partita del day after disaster avvenga proprio contro i Phoenix Suns.
La squadra di Clifford in due partite, pur potendo contare su un calendario favorevole rispetto a Pistons e Bucks, ha lasciato intendere di non essere una squadra.
Pochissima difesa che i soliti due/tre soliti volti non sono riusciti a colmare.
Due sconfitte sulle quali c’era una piccola attenuante sulla prima, per quella con i Nets non ci sono alibi che tengano.
In estate bisognerà ricostruire sulle ceneri per tornare a volare.
Era giusto terminare con questa squadra che porta con sé dagli albori della nascita dei Calabroni 2.0 alcuni elementi come Walker, Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Cody Zeller. Non so cosa accadrà ma in quello che sarà l’anno dell’All-Star Game mi auguro che Jordan inizi a metterci la faccia e tramite il nuovo GM possa costruire una squadra dal record vincente, come occorso solamente il secondo di questi quattro anni passati insieme.

Tre titolari nel riscaldamento prepartita.

Per quanto riguarda questa partita odierna, a 16 gare dal termine, con gli Hornets sotto di 10 partite dal record in parità, c’era solamene da augurarsi che la squadra onorasse contratti e mettesse spirito per interrompere una striscia negativa che durava da cinque partite.
Gli Hornets chiudevano nel finale una partita emozionante, così come fu quella disputata in Arizona.
Dal +20, trovatisi sul +2 grazie alle bombe continue dei Suns nell’ultimo periodo, i ragazzi di Clifford pescavano il jolly proprio a mezzo tripla con Batum che allontanava Charlotte sul +5 a meno di un minuto dalla fine.
18/32 per i Suns da oltre l’arco con il 56,3% con un Reed da 4/4 a guidare l’ottima pattuglia di Triano.
Sopra anche negli assist (24-27), i Suns hanno dovuto soccombere però a rimbalzo (41-35) e nelle rubate (11-9), così come nei TO (12-14), tirando meno e peggio i FT, mentre la percentuale dal campo è stata la medesima per le due squadre con il 50,6%.
Per la rimaneggiata Phoenix
17 punti sono arrivati da Daniels, partito come starter, 16 a testa da Reed e Bender, 14 a testa invee per Shaquille Harrison e Elfrid Payton.

Gli starting five.

 
Palla a due vinta da Chandler, senza esiti il primo attacco ospite per la buona uscita di Howard, sulla transizione MKG andava a chiudere in fing and roll a 11:13 per il 2-0.
Harrison con un bound pass pescava solo Chandler sotto canestro che chiudeva in sicurezza con la schiacciata dal pari.
Ripartivano gli Hornets che con una triangolazione esterna mettevano in moto sulla diagonale sinistra Williams che scaricando un tiro da tre punti, valorizzava il bound pass di Kemba.
Un bel rolling hook di Howard vs Chandler aumentava il divario che era tuttavia riassorbito dalla squadra di Jay Triano nonostante una rubata con conduzione in transizione con appoggio che Harrison si vedeva inchiodare al vetro tal turbo ritorno di Williams.
Sull’azione seguente però l’ex Daniels pescava la classica tripla pareggiando a 7:46 prima che a 7:25 gli Hornets ripartissero con un catch n’shoot di Marvin Williams da tre punti per il 10-7.
Payton accorciava sul -1 ma a 6:30, nel duello tra guardie, Kemba aveva la meglio segnando il suo primo canestro dal campo con una bomba.
MKG cercava di aumentare il gap ma sbagliava il tiro, tuttavia sorprendendo Chandler che aveva conquistato il rimbalzo, rubando sotto canestro al lungo, correggeva facilmente l’errore.
Un semi-gancio di Howard anticipava lo svincolamento di Batum dalla marcatura per l’appoggio di destro sotto canestro, poi era ancora il turno del nostro centro che piazzava un elbow jumper frontale da oltre la lunetta per il 21-10.
Entrava Len che iniziava a curare Howard con le maniere forti ma dopo un fallo, Howard eseguiva uno spin dietro l’avversario, Frank riconosceva il momento e l’alley-oop era fatto.
Poco più tardi cambiavano assist-man e lato (Lamb per il destro) ma il risultato era il medesimo; il nostro numero 12 si elevava ancora in alley-oop ottenendo altri due punti che a 2:42 ci portavano sul 27-12.
Phoenix si dava una svegliata segnando con Ulis da tre punti e con Harrison e il suo acrobatic shoot in entrata sul quale gli arbitri chiamavano l’addizionale per fallo del Tank.
0/1 e risultato che non mutava rimanendo quindi sul 27-17…
Monk entrava sul parquet segnando a 1:43 il suo primo tiro, un lungo due oltre la marcatura di Chandler…
Ulis con un off balance passava il tentativo di difesa di Frank ma Lamb a :58.2 dal corner destro faceva ricadere la spicchiata nella retina per il 32-19.
Charlotte si arrestava offensivamente mentre Phoenix iniziava un mega parziale in rimonta a cavallo tra i due quarti che vedeva i canestri da fuori di Harrison e Reed nel primo quarto, fissato sul 32-25.

Batum al tiro contro l’ex Troy Daniels. Foto: Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

 
La solfa non cambiava a inizio secondo quarto, quando gli Hornets tenevano un po’ meglio difensivamente ma senza riuscir a segnare, accadeva così che Daniels a 9:08 trovasse il pareggio alla sua maniera con un tiro da fuori (32-32). Phoenix non riusciva a passar avanti perché Lamb, ultimo marcatore degli Hornets, infilava un’altra tripla dalla stessa mattonella (8:48) e a 7:58 dalla baseline sinistra Walker aggiungeva un pullup per il 37-32.
Dudley a 7:43 segnava il 37-35 ma Charlotte da destra trovava un passaggio dentro per l’aggancio sulla rollata di Kaminsky che attaccando il canestro appoggiava a destra del plexiglass evitando la stoppata per depositare il +4.
Batum diventava da assist-man a finalizzatore quando Kemba arrivava da una dribble drive sino sotto canestro passando corto sulla sinistra per il francese al quale non rimaneva altro che schiacciare per il 41-35 a 6:57.
Payton rispondeva innescando verticalmente un soft alley-oop di Chandler ma Howard era contratto irregolarmente dall’ex centro di NOLA e Dallas.
Due FT a segno che forse lo esaltava tornando in difesa.
Diavolo a 4 in uscita su Payton che in entrata veniva influenzato dal suo rientro, l’errore era recuperato da Phoenix, Dwight toccava un pallone, poi dopo il secondo errore della squadra dell’Arizona recuperava con sicurezza anche un rimbalzo nel traffico andando a 4:26 a prendersi due FT.
Splittandoli portava i Calabroni sul +5 (44-39) prima di andare a stoppare Payton.
MKG, che aveva perso una palla contesa precedentemente, si rifaceva contro Bender, il tocco verso Howard era buono per la virata e tocco al vetro da destra del nostro centro che faceva secco Chandler che pure faceva il massimo sulla difesa.
La marea teal non si arrestava poiché a 3:23 pioveva ancora una tripla di Williams che ci riportava in doppio vantaggio (49-39) prima che la squadra ospite accorciasse sul -6. Kemba segnando da tre faceva scorrere il tabellone sul 52-43 e Batum in mumbo fade-away dalla baseline destra in uno contro uno ci restituiva il vantaggio in doppia cifra. Phoenix però trovava un bel bound pass verticale pompato da Chandler per la rapida infilata di Harrison che in reverse layup passando il ferro chiudeva abilmente.
Altri due punti di Batum dal pitturato facevano oscillare un gap che scendeva leggermente poiché Harrison continuava a sorprendere con giocate interessanti; l’attacco dalla baseline e il numero con cambio mano in reverse rimanevano impressi, così come l’ultima giocata di Kemba che si scontrava lateralmente con Chandler sul palleggio ormai a livello formica, mantenuto il possesso battendo Dudley, riusciva ad arrivare a chiudere in appoggio da sotto finendo per anticipare d’un soffio la luce rossa per il 59-51 finale di primo tempo.

Howard, intervistato dalla ready a metà gara.

 
La ripresa iniziava con Harrison molto attivo.
Tre punti ottenuti velocemente (tiro da due punti e un FT, il secondo), poi interveniva Howard a spezzare il break ospite con un piazzato senza esitazioni per il 61-54.
Bender aveva la meglio su Williams in entrata con appoggio di destro e Payton, approfittando di una persa di Kemba in palleggio nel cuore dell’area si lasciava andare ad un coast to coast in palleggio che valeva il -3 (61-58).
A 9:42 Batum, pur senza molto spazio, segnava da te punti dalla diagonale sinistra ma Daniels replicava un po’ più lontano dell’arco, intimando la resa a mani alzate a MKG in marcatura.
Sul 64-61 ripartivano alla grande i Calabroni che, dopo i primi due pt. del parziale iniziato da Batum, vedevano Marvin (8:53) lanciatissimo in un varco sparare una thunder dunk di destra sulla quale nessun phoenician osava tentare la stoppata.
Un recupero steal di Williams su Bender in palleggio innescava l’offensiva di Charlotte chiusa abilmente da Howard che andava a piazzare un insospettabile elbow jumper dalla baseline destra sul quale Phoenix chiamava time-out (8:17).
La situazione per Triano però non migliorava poiché la sua squadra incassava un gioco da tre punti per un turnaround in post alto di Williams sul quale gli arbitri chiamavano anche un fallo (forse eccessivo) di E. Payton.
Comunque l’1/1era solo l’antipasto del 2/2 che a 6:57 lo stesso nostro numero 2 otteneva con gli Hornets in bonus.
Il parziale di 11-0 era interrotto da Phoenix così come l’alley-oop per Howard da Dudley che mandava in lunetta il nostro centro a splittare.
Una tripla dal corner destro di un perfetto Dudley da fuori l’arco oltrepassava Batum prima d’infilarsi.
Charlotte rispondeva con un’entrata ritmata a ricciolo di MKG che in perfetto terzo tempo alzava sopra i lunghi nel pitturato.
Howard stoppava l’entrata di Daniels con lo scudo stellare, sulla ripartenza MKG per Batum che colpiva micidialmente da oltre l’arco trovando anche più tardi (4:39), due punti in appoggio al vetro sulla destra per l’83-66.
Dopo due punti di Ulis ne arrivavano 4 in un sol colpo per Batum che era leggermente sfiorato da Reed sull’alzata; tiro da tre a segno, libero anche e a 4:11 Charlotte veleggiando sull’87-68 si sedava comodamente al comando.
A :44.4 con una tripla il Tank faceva segnare anche un +20 (92-72) che non faceva prevedere un finale di gara intenso, invece Phoenix trovando gli ultimi 4 punti del quarto chiudeva sul 96-72 per cercare di rilanciarsi nell’ultima frazione.
 

Marvin Williams contro Elfrid Payton.
Ap/Photo Nell Redmond

La scelta folle di Phoenix era quella di provarci sempre da fuori area e la strategia era premiata perché Dudley e Reed infilando immediatamente due triple portavano sul 96-78 la gara.
Una fiammata del Tank però riportava a 10:30 i Calabroni sul +20 (100-80).
Succedeva però l’impossibile nei minuti seguenti; Bender da tre oltre Frank, ancora Bender da fuori dopo il time-out di Clifford, prima da tre e poi con tre tiri liberi su quattro avvicinava i Soli sul 102-88.
Howard trasformava la torrida pressione in un oasi quando ricevendo da Kemba, pur essendo spinto alle spalle da Dudley, riuscendo a segnare, otteneva anche un libero per portare sul 105-89 la gara.
Phoenix però iniziava a ingurgitare il pianeta Hornets a suon di triple; Daniels a 8:30, Reed in transizione per la quindicesima su 24 tentativi complessivi di Phoenix e ancora lo stesso Reed portavano sul 107-99 la partita.
Batum in fade-away rapido faceva secco l’ultimo marcatore ma Bender da tre a 6:20 riusciva a riportare sul -7 i bianchi.
A 5:55 Marvin sanguinante dall’arcata sopraccigliare sinistra veniva aiutato dal medico, la ferita era rimarginata da un cerottone mentre sul paquet il sanguinamento era fermato dall’alley-oop di Howard gentilmente offerto da Kemba.
Sul 112-104 ci riprovava Bender da fuori, scegliendo l’unica soluzione utilizzata dai Suns nel quarto (triple o liberi a segno), ma questa volta il tiro non risultava preciso ma a 4:39 Payton sorprendeva tutti andando d’autorità a infilare il cesto in entrata.
A 4:13 Daniels metteva i brividi ai suoi ex tifosi fissando la tripla del -3 (112-109) per il 9/11 complessivo di quarto degli ospiti da oltre l’arco…
Walker serviva Kaminsky che dal centro sinistra superava Dudley tirando da tre; la palla rimaneva in aria fin troppo per i tifosi (nonostante il breve lasso di tempo reale) che tiravano un sospiro di sollievo vedendola varcare la retina.
Payton nel finale aveva la meglio su Kemba dimostrando più concretezza nell’occasione.
Mentre Walker sbagliava un paio di triple e uno step back sul quale Bender andava per funghi, l’ex Magic realizzava due canestri che consentivano ai Soli di trascinare in orbita “mercurica” il pianeta Charlotte (115-113).
Payton da tre non funzionava, così come l’idea di Bender di tentare l’entrata; la palla sbattendogli addosso finiva oltre la linea di fondo.
Charlotte così si salvava ma in attacco non era agevole trovare spazi a meno si un minuto dalla fine; Batum, avendone un pochino sullo scarico non ci pensava troppo anche se un difensore gli si parava incontro velocemente.
Il suo tiro andava a sbattere fortunosamente sulla sinistra del plexiglass ricadendo dentro a :51.4 per il 118-113.

Batum seduto nel time-out dopo la tripla scoccata dal suo arco nel finale.

Un colpo di sponda da biliardo che metteva al riparo anche dall’entrata di Payton su Walker per il 118-115.
A :34.8 Bender commetteva due falli in rapida successione su Howard.
Il secondo era sanzionato, così il nostro centro andava in lunetta.
Freddo, il primo FT rimbalzava tra i ferri prima d’esser benevolmente accolto, nessun problema per il secondo con Charlotte sul +5.
Ci provava Daniels nel finale dalla top of the key, ma l’uscita in marcatura di Howad su di lui lo costringeva a colpire il primo ferro.
Batum dalla line chiudeva quindi la questione sul 122-115 nonostante un finale imprevedibilmente travagliato.
 
Pagelle
 
Walker: 5,5
11 pt., 2 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata. Finisce con 4/14 al tiro compreso un 2/8 da fuori. Cerca di vincer la partita tentando nel finale qualche tripla che non gli entra. Pazienza… ero il primo a praticare questo gioco e lo capisco, ma in difesa non contiene Payton e i Suns si avvicinano pericolosamente oltre a perdere in precedenza un pallone per una tripla di Reed in transizione… Periodo poco brillante, forse ha perso un po’ di mordente dopo ave trainato il carro per tutta la stagione ed essersi ritrovato virtualmente ancora fuori dai playoffs. Smista qualche buon assist indubbiamente (a Batum sotto, a Frank per la tripla nell’ultimo quarto) per questo mezzo voto in più.
 
Batum: 8
29 pt., 12 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata. +26 di +/-, 3/3 dalla linea e 11/18 dal campo. Indovina triple e fade-away, cattura rimbalzi e smista assist. Un Batum in forma anche per le assenze nelle fila avversarie. Poco importa, lui gioca la sua partita trovando anche la ciliegina sulla torta con la tripla al plexiglass finale che fa sì che la serata non divenga l’ennesima tragedia. Ottima gara.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
8 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 4/7 dal campo. Una bella entrata oltre i lunghi e un +27 di plus/minus. Si da da fare molto più dell’ultima partita e anche se Daniels lo beffa da lontano, riesce a recuperare qualche pallone e più rimbalzi in 29 minuti di partita. Serve un buon assist a Batum.
 
M. Williams: 7
16 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Marvin chiude con 5/10 dal campo catapultando un 3/8 da fuori. Ha la meglio per lungo tempo su Bender. S fa male nel finale. La sua rimane una prova comunque generosa, ben diversa dall’ultima fornita.
 
Howard: 8,5
30 pt., 12 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 4 stoppate. 10/15 al tiro dal campo replicato fedelmente in lunetta. Altra big night di Dwight che chiude con una prestazione molto buona difensivamente, mentre quella offensiva non risente di Chandler, Len o altri intoppi come Dudley. Regna nella Queen City.
Monk: 6
4 pt., 1 assist. Gioca 13 minuti chiudendo con un due su 5 dal campo frutto di due tiri dal gomito con arresto e tiro. Bella la seconda azione con spin su un avversario, il giro poi tornando indietro attorno a Howard per andare poi a segnare. Fatica difensivamente e anche se non è tutta colpa sua, si prende un -17…
 
Lamb: 6
8 pt., 1 assist, 1 rubata. 3/7 al tiro, stesso +/- di Monk. Centra un paio di bombe e ci prova da metà campo sulla sirena anche se non va ovviamente. Non ha paura in attacco ma in difesa lascia qualche spazio.
 
Kaminsky: 6,5
16 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 5/10 dal campo con 2/3 da fuori. Buona la tripla nell’ultimo quarto per allontanare Charlotte dai guai. La marcatura però non è il suo forte e quando tenta il rientro, non è nemmeno troppo fortunato come nel caso di una tripla di Bender. Partita dai due volti, non è facile dargli un voto, ma lo premio leggermente per il contributo in punti e a rimbalzo in soli 20 minuti.
 
Graham: 5,5
0 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Si fa stoppare un tiro chiudendo con 0 pt. e tre falli in 11 minuti. Prova scarsa nonostante l’impegno.
 
Coach S. Clifford: 6,5
La squadra non riesce a difendere sul perimetro ed è un problema che dura almeno da un anno e mezzo a livello seriale… Per il resto si vede almeno la voglia oltre a qualche giocata dei singoli.

Game 66: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 111-125

 
Iconiche e commerciali mimose a parte, nella giornata dedicata alla Donna, oltre le complesse tematiche attuali, impossibili da condensare in poche righe, c’è da constatare un fatto che parte dall’antichità:
La riconosciuta colpevolezza del genere femminile in scritti considerati sacri o mitologici.
Scritti di uomini che in qualche modo la discriminavano, come sotto altri aspetti avviene anche oggi denotando mediamente una situazione ancora lontana da ciò che dovrebbe essere paritario.
Partendo da Adamo ed Eva, cacciati dal paradiso terrestre per aver addentato la mela proveniente dall’albero della conoscenza del bene e del male su suggerimento del serpente, è Eva (prototipo della Donna tentatrice, sorridendo adesso noto che sarebbe mancato un 6 al numero di gara per richiamare il Demonio…) ad offrirla al compagno, così come Pandora è la curiosa colpevole d’aver aperto l’omonimo vaso, offertogli in dono da Zeus che conteneva tutti gli spiriti maligni del mondo.
Questo fatto probabilmente già lo conoscevate, forse però non eravate a conoscenza della ragione.
Dotata dal dio Ermes della dote della curiosità, Pandora lo soperchiò, richiudendolo quando sul fondo vi era rimasta solo la speranza.
Visto che il mondo era precipitato nell’inospitale caos lo riaprì ed emerse Elpis (la speranza appunto), la quale potrebbe benissimo essere l’inafferrabile ultimo appiglio.
Lo spirito con il quale gli Hornets avrebbero dovuto giocarsi, unitamente al coltello tra i denti (alla speranza avrebbe dovuto seguire l’azione), le ultime residue chance playoffs è stato però tradito proprio nella Queen City (Charlotte).
L’augurio è quello di un futuro migliore sia per le Donne che per gli Hornets, i quali in estate avranno necessità di ricostruire la compattezza di un gruppo che non c’è più e si nota da piccoli segnali come il cerchio del prepartita eseguito con poca concentrazione.
Non sarà facile rifare un gruppo da parte del nuovo GM.
Purtroppo perdere la quinta partita di fila, in casa contro una squadra con poco da dire come i Nets non da speranze per il futuro.
La stagione si accorcia e gli Hornets rimangono forse la squadra che più ha deluso in stagione tra le 30 franchigie. Difesa approssimativa che ha consentito al solito “fenomeno di turno”, Crabbe nell’occasione, di partita con un 6/6 da oltre l’arco e di concedere ai Nets il 51,1% dal campo.
Tra i singoli ospiti Crabbe ha chiuso con 29 punti, LeVert con 22, Dinwiddie ha smistato 10 assist prima di chiudere in panchina sorridente per l’episodio che non riteneva meritevole del provvedimento disciplinare, espulso per il sesto fallo.
Principalmente la partita sta qui, nell’incapacità di chiudere efficacemente lo spazio al tiro ai giocatori in tenuta nera.
I 30 assist contro i 19 Hornets sono quasi diretta conseguenza, mentre da quando Howard ha problemi i rimbalzi sono calati e anche oggi la squadra di Jordan è finita sotto soccombendo 36-43, scendendo nella classifica generale per squadre.
Poco altro da dire se non Game Over a 16 partite dalla fine…
 
Iniziava con fatica Brooklyn che, conquistata la palla a due, consumava interamente i 24 secondi.
Il tiro della disperazione da tre di Dinwiddie scheggiava il ferro, rimbalzo sotto catturato da Allen e primo vantaggio ospite.
Gli Hornets, dopo due errori di Batum, trovavano il pareggio con un tocco sotto di Howard sul quale Allen non opponeva resistenza.
A 9:41 un jumper di MKG portava sopra gli Hornets ma a 9:29 una tripla di un Crabbe in serata, riportava avanti gli ospiti che vi rimanevano aumentando il vantaggio con lo stesso giocatore che, prendendo d’infilata la difesa degli Hornets da un passaggio laterale, anticipava il goaltending di Howard su un tocco ravvicinato di Allen per il 4-9.
Un bel fade-away con notevole spinta all’indietro, consentiva a Batum di andare sull’1/3 nei tiri dal campo e di portare la partita sul 6-9 ma a 8:04 Crabbe indovinava la tripla mandando sul -6 Charlotte.
I Calabroni reagivano affidandosi a Howard che si esaltava contro Allen a 7:50, due punti più FT soffice per il 9-12. Purtroppo i Nets continuavano a segnare su ogni azione offensiva con regolarità: Russell da destra appoggiava al vetro liberandosi energicamente di Kemba che a 2:22 rispondeva di tripla, Carroll in entrata su MKG per i Nets era contrastato da uno spin rapido in post basso chiuso con la schiacciata da parte di Howard che andava oltre l’aiuto… Carroll dall’angolo con una tripla spingeva le Retine sul 14-19 infilando il settimo tiro consecutivo a segno della squadra di Atkinson prima dello scambio di cortesie tra Williams e Dinwiddie.
E il recupero di Charlotte che finalmente bloccava un’azione dei Nets per accorciare con una correzione di Batum e un canestro di Howard che si trovava sotto canestro solo dopo il passaggio corto in orizzontale di MKG dalla destra a oltrepassare il proprio marcatore.
Sul 20-21 i Nets riprendevano a segnare con Dinwiddie (da sotto depistando Batum in salto anticipato) per allungare con una tripla precisa di Cunningham dal corner sinistro e chiudere con una transizione di Harris per lo 0-7 che li issava sul 20-28.
Walker rispondeva con un tiro in avvicinamento; la spinta di Dinwiddie consentiva al capitano di portare a casa una giocata da tre punti a 2:57 contrastata tuttavia dalla partenza dalla linea di fondo sinistra di Harris che scappando a Lamb, schiacciava il 23-30 prima che Batum dai bordi dell’area destra alzasse ulteriormente il punteggio complessivo (25-30).
Il divario nell’ultimo minuto saliva sugli 8 punti con due FT di Hollis-Jefferson ma Monk a :01.6 realizzava dopo esser passato dietro lo schermo con l’arresto e tiro dopo aver bloccato bene i piedi in avanzamento.
29-35 alla fine dei primi 12 minuti…

Howard schiacca di fronte ad Allen nel primo tempo dell partita.
AP Photo/Chuck Burton

 
Il secondo quarto iniziava con LeVert bravo ad alzare un pallone sopra le braccia protese di Graham tra l’attaccane e il canestro.
La nostra ala piccola di riserva si rifaceva fiondandosi su un rimbalzo offensivo e chiudendo con l’appoggio da pochi passi.
Monk deviare un pallone a LeVert ottenendo la sfera per i nostri, poi, da una sua penetrazione con scarico, Zeller in area otteneva il 33-37.
Un floater di Lamb dal pitturato viola riduceva il gap solamente a due punti, così come lo stesso nostro numero tre recuperava due punti di Hollis-Jefferson (mid range oltre Zeller) battendo Harris con brillante tocco in corsa.
Toccava sempre a Jeremy riavvicinare i nostri; Harris, suo marcatore, spingeva Zeller, il quale granitico blocco aveva estromesso il difensore bianco; canestro di Jeremy e un FT per Cody che avvicinavano sino al minimo scarto gli imenotteri (40-41).
Zeller era anche l’uomo che faceva rimettere il capo avanti ai Calabroni con un semplice tocco da sotto canestro nonostante il difensore.
A 7:18 si assisteva alla quasi ripetizione dell’azione precedente che vedeva Lamb segnare (questa volta in floater) mentre sotto canestro Harris spingeva inutilmente Zeller che rientrava in lunetta ma mancava l’occasione.
Un’entrata a 6:54 di Monk con tocco a becco d’oca oltre Cunningham costituiva un canestro abile a portare la squadra di Clifford sul 46-41.
Un pick and roll tra Kemba e Cody serviva al secondo per rilanciare gli Hornets sul 48-43 dopo due FT incassati da Allen che tornava a segnare, questa volta dal campo prima che Cody venisse stoppato e Hollis-Jefferson diminuisse lo svantaggio ospite sul -1, 48-47.
Crabbe iniziava a divenire micidiale stoppando Monk, nel traffico era poi LeVert a 5:26 a firmare il sorpasso.
Walker regalava con un passaggio nel pitturato a Williams due punti facili a 5:11 ma il capitano subiva la stessa sorte di Monk; questa volta era Allen a bloccare il tiro, ciò non impediva agli Hornets di trovare un canestro da sinistra con il gioco a due tra Williams e Lamb con un catch n’shoot di quest’ultimo da due lungo che finiva nella retina.
I Nets però nel finale di primo tempo avevano la meglio iniziando con il riavvicinamento firmato Dinwiddie in entrata (-1), poi si scatenava Crabbe che a 3:28 segnava ancora da oltre l’arco il 52-54, il divario iniziava a diventare consistente quando l’ala ex Trail Blazers si ripetava poco più tardi (assist Allen) per realizzare ancora dopo l’1/2 di Howard dalla lunetta.
A 1:48 Crabbe si esaltava sparando clamorosamente da ben oltre la linea dei tre punti; assurdo 6/6 da fuori che gli consentiva di raggiungere i 20 punti e i +10 per i suoi (53-63).
Howard era la sicurezza per gli Hornets che diventava incertezza dovendo passare per 4 volte dai liberi con i Nets a non lesinare interventi irregolari.
Fortunatamente il nostro centro infilava un ottimo 4/4 riavvicinando gli Hornets sul -6, divario che rimaneva stabile sino al termine nonostante un canestro per parte dei due team che andavano a riposo con i Nets avanti 59-65.
 
Parziale di 4-0 a inizio ripresa per la squadra di Atkinson che riprendendo il vantaggio in doppia cifra non si preoccupava eccessivamente del canestro di Walker, anche perché a Crabbe era assegnato un tecnico che, realizzato, spostava il tabellone sul 61-70.
A 10:03 Dinwiddie esaltava Allen in alley-oop appesa per il 64-72, gli Hornets per recuperare dal 64-73 dovevano passare 4 voltre dalla lunetta con un 2/2 per Howard e anche per MKG che a 8:11 costringeva Dinwiddie al quarto fallo. Russell a 7:58 bloccava l’avanzata degli Hornets che tuttavia tornavano a segnare da una second chance con MKG abile a prendersi lo spazio sotto canestro per catturare il rimbalzo convertito in due punti per il 70-75.
Nel giro di poco tempo però, anziché trovare il pari, gli Hornets cedevano di schianto dimostrando una difesa alquanto modesta e svogliata.
LeVert segnava andando oltre Howard su una second chance, una transizione chiusa da Allen in tomahawk dunk (palla persa in attacco da Kemba) per il 74-83 non era compensata nemmeno da una transizione di Charlotte che si mangiava punti con Williams fermato dal fallo di Crabbe con il primo a splittare in lunetta a 3:57 per il 77-83.
C’era il tempo per un ravvicinamento sul -5 con un ½ di Howard (spinta sul turnaround da parte di Cunningham) prima della seconda ondata dei Nets che si vedevano assegnare anche un flagrant foul di Zeller su blocco offensivo.
A 2:33 i Nets si portavano quindi sul +10 con palla in mano. Harris con un fing and roll da drive frontale e LeVert su Zeller spedivano Charlotte all’inferno sul -14 (78-92)…
Una tripla di Monk a 1:24 e altri due punti del rookie ottenuti dalla media sinistra con un veloce pullup in uno contro uno ravvivavano il finale di quarto con Zeller ad accorciare sul -9 a circa 9 secondi dalla luce rossa che non scattava prima di due liberi di Hollis-Jefferson utili per fissare il quarto sull’85-96.

Monk ha chiuso con 13 punti e 5 assist fornendo una discreta prestazione.
Foto: Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

 
L’ultimo quarto iniziava con il canestro da due pt. di Joe Harris.
A 11:30 su una rimessa laterale a favore degli Hornets, Lamb si trovava con palla in mano e -13 da recuperare.
Sei secondi più tardi era Monk a trovare rapidamente la via del canestro ma a 10:35 LeVert restituiva il canestro ripristinando il maledetto -13.
Il tempo trascorreva e le cose non miglioravano nonostante una drive di Monk che con passaggio volante dietro la testa faceva fare bela figura a Zeller per la schiacciata a rimorchio. Kaminsky in difesa franava addosso a LeVert concedendogli un gioco da tre punti in due tempi (92-108) per un -14 che oscillava solamente sul -12 con un teardrop del solito Monk (7:57).
Un piccolo sussulto gli Hornets l’avevano con il rientro di Kemba che segnando da tre punti era centrato dalla meteora LeVert.
Tiro libero addizionale a segno e -10 (100-110) a 7:28 dalla fine.
L’episodio però rimaneva a sé, niente inerzia con i Nets che sfruttavano Crabbe, abile ad agguantare nel traffico un passaggio nel pitturato e a chiudere scivolando dentro in alzata veloce.
LeVert poi con un open 3 alla diagonale sinistra chiudeva i giochi sul 102-115.
A 6:21 il time-out di Clifford avrebbe potuto essere usato per l’addio alla panchina perché ormai il fallimento della stagione era completo.
Poco o nulla siano alla fine sino all’inevitabile 111-125 finale…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
21 pt., 6 assist, 2 rubate,. 3/3 da fuori e 4/4 ai liberi ma anche tre palloni persi, uno innesca una micidiale transizione. Suo l’ultimo sussulto con una giocata da 4 punti chiudendo con 7/11 al tiro.
 
Batum: 4,5
6 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 3/9 dal campo, in media con l’1/3 iniziale. Non vede troppo il canestro e gli sfugge Crabbe qualche vota quando è in marcatura su di lui. Leggermente meglio di MKG per tempismo, lo stile di difesa però è il medesimo. Troppo blando. Chiudo qui la polemica, forse ne aprirà una lui con sé stesso visto il lauto stipendio.
 
Kidd-Gilchrist: 4,5
10 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 4/8 al tiro. Prende tre triple consecutive da Crabbe tra uscite a ricciolo, blocchi e bomba siderale, sulla qualche comunque chiude con sufficienza e ha anche la colpa di aver perso palla lanciandola malamente verso un possibile contropiede. Tre turnover. Un giocatore che mi piaceva molto per determinazione ma ora mi sembra molto più lento, oltre che impossibilitato fisicamente a svolgere con la stessa energia ed efficacia ciò che faceva un tempo. Gioca sempre poco. 19 minuti nella notte, da il suo modesto contributo di punt non tirando nemmeno con percentuali malvagie solitamente ma è un buco difensivo…
 
M. Williams: 5
7 pt., 3 rimbalzi, 1 stoppata. 3/7 al tiro, da fuori fa 0/4 abbassando la media… Modesta ala grande, uno dei volti che non vorrei più rivedere dopo l’estate dovesse Jordan decidere di rifondare. Ci vogliono giocatori più rapidi e svegli. Qualche tic in lunetta, manca una transizione portandola avanti da sé invece di ceder palla prima, fallendo i tempi del passaggio. Sul fallo di Crabbe fa anche ½…
 
Howard: 6,5
19 pt., 7 rimbalzi, 1 rubata, 3 stoppate. Con 5/8 dal campo e 9/11 dalla lunetta e un solo To, gioca una buona gara. Andrebbe cercato di più. Il mismatch con Allen era evidente. Fisicamente e tecnicamente. Purtroppo, insieme a Kemba è l’altro e solo buon giocatore costante del quintetto iniziale. Magari i rimbalzi non saranno molti ma il suo lo fa, potendo fare poco sulle conclusioni degli arcieri esterni dei Nets.
 
Lamb: 5
15 pt., 2 rimbalzi. 7/14 al tiro. Una persa spingendo Cunningham con il braccio in attacco per liberarsi della marcatura. Se in attacco da una mano, dando involontariamente da mangiare anche a Zeller per due FT, in difesa non mi piace. Non riesce a tenere e lascia spazi, per cui tra i due fattori, considerando le mancanze difensive di Charlotte, va sotto al sufficienza.
 
Kaminsky: 4
0 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 0/5 dal capitano in 22 minuti, si prende anche due stoppate. Segna solo da tre a gioco fermo. Pessima gara sia in attacco che in difesa compreso nel momento in cui nell’ultimo quarto frana su LeVert regalando un gioco da tre punti.
 
Monk: 6,5
13 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 6/14 dal campo è una media sufficientemente onesta per una PG/SG. Sbattuto in campo al posto dell’infortunato MCW, Monk perde un paio di palloni ma limita il plus/minus sul -3. Deve limitarsi da fuori (1/6), per il resto trova nel secondo tempo tiri rapidi eseguiti perfettamente. Gran bel passaggio per la dunk di Zeller e un paio di deviazioni difensive provvidenziali. In crescita.
 
C. Zeller: 5,5
13 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 4/5 dal campo e 5/6 ai liberi In fase offensiva fa tutto facile ma in difesa ha qualche problema a fermare gli avversari risultando inefficace e sfortunato a volte come quando nell’ultimo quarto prende in faccia un canestro dal mid range sinistro di LeVert sul quale era intervenuto in palleggio rendendogli più difficile il jumper. C’è anche un flagrant.
 
Graham: 6
2 pt., 2 rimbalzi. 11 minuti. Aiuta a chiudere meglio gli spazi. In attacco è evanescente quasi nonostante il rimbalzo con canestro.
 
Bacon: s.v.
0 pt.. In due minuti commette un fallo…
 
Hernangomez: s.v.
4 pt. (1/1). Segna anche due FT nel garbage time finale.
 
Stone: s.v.
1 punto, 3 rimbalzi, 1 assist.
 
Coach S. Clifford: 4
Cercavo giocate da lavagnetta, non ne ricorso… Tentativi di motion offense intercettati o inefficaci squadra allo sbando con una difesa blanda. Perso l’ultimo treno per i playoffs, sedesse anche l’anno prossimo sulla panchina mi stupirei. Rispetto per la persona che ammette le proprie responsabilità, ma ha perso ormai da tempo il manico non shackerando mai il team per tenere i giocatori sulla corda. Il gruppo lo e ci tradisce.
  • CLIFFORD TAKES BLAME: Hornets coach Steve Clifford said his team’s effort the last two games — they also played poorly in a 14-point loss to the Philadelphia 76ers on Tuesday night — has been “unacceptable” and that owner Michael Jordan deserves a better effort.

“Every one of these guys is here, at least in some part, because of me,” Clifford said. “And I am responsible for getting them ready to play and it’s not happening. That is two bad games in a row and that starts with me.”

Clifford said that doesn’t absolve players though, saying “the great ones find a way 82 times to get themselves ready to play. One of the biggest things you learn as you get older is how you handle success, how you handle disappointment and frustration in your life is everything — and we are not doing that well right now.”

Game 65: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 114-128

 
Necessitavamo di ripartire per cercare d’agguantare i playoffs da una posizione attualmente scomoda.
Non sono da sbagliare assolutamente queste partite casalinghe.
In tema di partenze c’è da citare sicuramente “La Famiglia Mezil”.
Un cartone animato, tre serie completamente diverse una dall’altra. Nella seconda, il ragazzino di casa esplorava mondi alieni particolari, mentre nella terza (la più divertente), la famiglia intera si ritrovava in un assurda avventura odissea, truffata (alla fine della serie si scoprirà che gli avranno svaligiato casa) da una vecchia fiamma della madre di Aladar (il protagonista della serie).
La sigla italiana, cantata dalla Fantomatic Band era molto divertente.
Una famiglia sgangherata che tuttavia era costretta (nell’ultima serie) a remare insieme per un obiettivo comune.
Charlotte quindi ripartiva da casa per riprender la corsa bloccata da tre trasferte improbe.

Le partite rimaste (la prima con Phila è quella giocata nella notte).

Purtroppo Phila svaligiava, con la complicità della terna nel momento decisivo, lo Spectrum Center.
Non è che i 76ers, dopo anni di delusioni adesso vengano aiutati un pochino?
Niente da dire sulla forza degli avversari, ma certi arbitraggi danno fastidio, anche perché simo una squadra che fa fatica a recuperare contro avversari ostici.
Di fatto estromessi dalla partita dopo l’espulsione di MKG, piombati a -16, tornati sul -5, abbiamo finito per perdere contro una squadra giovane con alcuni elementi non simpaticissimi tra l’altro.
Tra le fila ospiti Covington ha finito con 22 punti, Saric con 19 e il simpatico Embiid (come la sabbia nelle mutande) con 18.
Simmons invece ne ha messi 16 ma con 13 rimbalzi e 8 assist con un 8/9 dal campo sbagliando solamente una schiacciata nel secondo tempo per troppa foga che non sarebbe servita nell’occasione…
L’ex Belinelli ha contribuito con 11 punti.
Tra le statistiche collettive a confronto ci sono da rimarcare i 44 rimbalzi e i 35 assist di Philadelphia contro i rispettivi 33 e 26 degli Hornets che sono andati bene al tiro con il 50% ma hanno concesso troppo (57,5%) agli ospiti.
Adesso le cose, alla quarta sconfitta consecutiva, si complicano ulteriormente ma da Washington arrivava l’unica buona news della serata, cioè la vittoria al supplementare dei Wizards sugli Heat per 117-113 che dice di non arrendersi ancora, Nets e Suns saranno due avversarie più morbide sulla carta.

Alcune “Api” a inizio partita.

 
Palla a due vinta da Philadelphia, primo tiro di J.J. Redick che non entrava a causa della pressione di Batum sulla guardia avversaria mentre Howard giocava agli autoscontri con Embiid per non farlo entrare in possesso palla.
Sul ribaltamento il francese si arrestava e sparava alzandosi con eleganza da media distanza per realizzare il 2-0 a 11:20.
Il pareggio era firmato da Simmons che riuscendo a battere la difesa di MKG schiacciava.
Due tiri liberi per parte aumentavano le cifre ma poi era la volta dei Sixers con una tripla rapida di Saric quasi frontale su Walker, il quale si rifaceva parzialmente andandosi a prendere due FT, ma realizzandone solamente uno.
A 8:41 Williams giustificava la sua presenza in campo andando oltre l’emicrania che ne aveva messo in dubbio la parteciapzione alla partita colpendo da tre punti dalla diagonale sinistra.
Beli a 8:09 metteva la freccia del sorpasso con due punti e gli arbitri non chiamando un fallo su Williams in estensione con il braccio destro per l’appoggio, favorivano comunque involontariamente la schiacciata di Howard.
Un lungo tre di Saric produceva un in & out, dall’altra parte invece Williams si ritrovava a sparare dalla stessa mattonella con un po’ di spazia ottenendo lo stesso risultato:
Tre punti d’oro.
Da Simmons a Saric e da Saric a Simmons erano due azioni che permettevano ai Sixers di rientrare sul -2, gli Hornets però tornavano a segnare portandosi sul +5 con un ½ di MKG (18-13 a 5:36) per portarsi anche sul +6 quando Batum lavorava un pallone sulla sinistra dando a Kaminsky pronto a sparare dal corner sinistro tre punti per il 21-15.
Amir Johnson, non proprio un habitué della tripla ne provava una incerta avendo spazio e gli andava bene, poi era una rubata di un pressante McConnell su Kemba a fornire due punti in plastica schiacciata volante a Simmons per il -1 che tornava però -3 dopo un magnificente swooping hook di Howard.
McConnell però rimaneva on fire segnando un pullup e fornendo il materiale per l’appoggio ravvicinato d’Ilyasova che segnava il sorpasso sul 23-24.
Entrava Monk e segnava in entrata verticale con stile il 25-24 che Frank, dopo la steal di Lamb, allungava di due unità con un’entrata circolare per lo scoop ritardato.
Erano i 76ers però a finire forte.
Dopo aver trovato il pari a quota 29, J.J. Redick sulla destra colpiva da tre battendo la prima luce rossa per fissare il 29-32.

Graham in tuffo recupera un pallone a J.J. Redick.

 
Il secondo quarto iniziava slow per quanto riguardava le marcature.
Nel frattempo usciva Ilyasova per uno scontro frontale con Monk al quale veniva fischiato uno sfondamento.
Il canestro di Graham, raggiunto nel corner destro valeva tre punti grazie a precisione e concentrazione.
Sul 32-32 McConnell appoggiava in reverse layup oltre Zeller mentre la terna concedeva a J.J. Redick tre FT (fallo Graham) dei quali due andavano a segno.
Per rimediare allo svantaggio Lamb s’inventava un pullup 3 che valeva il -1 (35-36) prima che un catch n’shoot aperto da tre punti di Covington, trovato rapidamente da una drive sulla quale gli Hornets erano andati in rotazione, mandasse il tabellone sul 35-39.
Zeller, intuendo che l’entrata di Monk non sarebbe andata a buon fine, seguendo l’azione, riusciva a metter dentro in tap-in che unito al floater nel traffico del pitturato firmato Graham davano agli Hornets la possibilità di raggiungere il pari.
Il buon momento della nostra ala piccola di riserva continuava con un tuffo steal su J.J. Redick che stava reimpossessandosi di una palla vagante.
La palla poi finiva a sinistra a Lamb che non tradendo la fiducia dei compagni ci portava sul +3 con la bomba da oltre l’arco.
A 8:02 però una fastidiosa tripla del croato Saric ristabiliva l’equilibrio, parità che permaneva dopo i canestri del Tank e dell’europeo a stretto giro di posta.
Per un fallo sul tentativo d’inchiodata di Monk, il nostro numero uno entrando in lunetta metteva a referto altri due punti, dall’altra parte invece Saric si limitava
all’1/2 (reaching foul di Kaminsky) a 6:53.
Jeremy Lamb e il Tank andavano a vuoto mentre Covington aveva vita facile sparando oltre Walker a tre…
Sixers che trovavano un po’ d ritmo chiudendo con Simmons una giocata nata da una penetrazione; il tocco del rookie al vetro arrivava per tempo spingendo sul 48-52 gli ospiti.
A 3:52 MKG in entrata era affrontato fallosamente da Covington, l’azione si sviluppava con Marvin a provare una second chance da sinistra che s’infrangeva sul vetro mentre la nostra ala piccola continuava a protestare e veniva anche espulsa a 3:52 da una frettolosa e alquanto inadeguata terna.
Il tecnico a appannaggio di Belinelli era buono, gli Hornets sbandavano come una stella influenzata da un pianeta vicino incassando rapidamente punti.
J.J. Redick da tre faceva 48-56 prima che Howard con un’entrata frontale con tocco al vetro facesse toccare quota 50 ai bianchi.
Embiid però s’inventava un lungo tiro dalla destra in uno contro uno vs Howard, quasi perfetto nella copertura. Simmons segnava e a Howard era fischiato il 14° tecnico (secondo nella NBA dietro a Green dei GSW) stagionale da degli isterici arbitri…
Ilyasova da tre punti aggravava la situazione sul -14 (50-64) mentre Phila imperversava permettendosi anche il lusso di sprecare una transizione con J.J. Redick che passando palla a tabella per l’accorrente Simmons se la vedeva intercettare da un difensore che dava il via alla veloce contro transizione di Charlotte chiusa in seconda battuta da Marvin Williams con due punti.
J.J. Redick segnando da tre faceva precipitare Charlotte sul -16.
Ormai con pochi secondi sul cronometro, gli Hornets trovavano comunque il tempo (extra pass di Williams ad allargare sulla sinistra) di mettere una tripla con Batum a 8 secondi dalla fine.
C’era addirittura il tempo per altre due marcature; la prima di McConnell in taglio sotto canestro direttamente da una rimessa laterale destra e quello improbabile di Howard che a un decimo dalla luce rossa riaccendeva le speranze blue shift degli Hornets che accorciavano sul -11 (59-71) all’intervallo.

Amir Johnson su MKG…

 
La ripresa era sostanzialmente il tentativo degli Hornets di riavvicinarsi.
In particolare Howard era un’ira di Dio.
Entrata convinta in schiacciata con finta iniziale che doveva correggere in corsa per l’appoggio sul fallo di Embiid.
Due punti, un FT mancato che non lo fermava…
A 11:17 Covington sull’uscita a ricciolo di Batum che estendeva il braccio rimaneva giù mentre Howard era fermato irregolarmente sotto canestro.
Un libero su due era solamente l’anticipazione della rubata di Kemba che faceva volare nel fast break Howard per la rabbiosa schiacciata che costringeva Brown al time-out a 10:52 sul 64-71.
Al rientro Covington batteva Kemba da due punti (più libero addizionale) e poi da tre per sei punti che facevano tornare gli Hornets su un lontano -13.
Graham splittava due liberi e un altro fast break di fisico perorato da Howard in uno contro uno vs Embiid era utile per guadagnare punti.
Howard continuava a giocare con orgoglio e buttandosi dentro come un carrarmato resisteva a due falli di Embiid per portare a casa un gioco da tre punti che a 9:02 faceva risalire gli Hornets sul 70-77.
Il divario si assottigliava più tardi nel quarto quando Williams, dalla mattonella diagonale (di destra questa volta) otteneva un rim/glass da tre punti per il 74-79.
Purtroppo Phila trovava sei punti rapidi con le triple di Covington e Saric.
Su quella del croato a 7:17 gli ospiti si portavano sul +11.
La situazione oscillava ma non si modificava più di tanto… si passava dal -14 con la tripla di Saric per tornare al -11 con un arcobaleno dal pitturato di Graham (83-94) per arrivare alla tripla finale di Batum che uscendo a sinistra dello schermo di Howard sparava efficacemente per fissare il 91-101, finale di quarto che indicava solamente un punticino recuperato agli ospiti.

Covington marcato da Walker.
Photo: Chuck Burton, AP

 
A inizio ultimo quarto le speranze scomparivano subito quando Embiid e Covington, realizzando due punti a testa, riportavano quasi al massimo vantaggio la squadra blu chiara.
Ilyasova recuperava anche un rimbalzo offensivo e sull’azione seguente, battendo Kaminsky dal corner destro per tre punti, faceva tornare sopra i 10 punti (98-110) i suoi, nel frattempo leggermente recuperati.
A 8:01 Walker incredibilmente metteva il suo primo tiro dal campo facendo vedere i sorci verdi in step back al suo marcatore, ma dall’altra parte Embiid, piccolo Lord di Londra, metteva l’indice davanti alla bocca per zittire il pubblico dopo aver segnato un canestro.
Kemba metteva a sedere Ilyasova in dribbling ma la giocata era fine a sé stessa, Covington da tre chiudeva definitivamente il match con l’ennesima tripla di serata (7:24, 110-115).
Il resto della gara era incentrato ormai su duelli personali e spettacolari.
Howard aveva la meglio su Ilyasova, ma il turco a rimbalzo faceva secco spesso Kaminsky per riuscir anche nell’occasione a chiudere con due punti (104-118).
L’alley-oop della linea del futuro di Phila (Simmons per Embiid) con passaggio proveniente da destra oltre Howard, era replicato dall’altra parte dalla coppia Walker/Howard, con il secondo a sprigionare un letale raggio gamma che andava oltre la sconfitta e mostrava al giovane l’esplosività dell’ex Magic, Hawks, ecc..
A 3:04 Monk arrivava dalla linea di fondo destra, in direzione opposta al tiro, per una correzione in schiacciata bimane agile e potente.
Ultimi bagliori di una partita che Phialdelphia portava a casa 114-128, senza rubare nulla ma agevolata nel momento della fuga decisiva dalla sbandata di Charlotte, presa di sorpresa da un’espulsione e da un paio di tecnici evitabili con un po’ di buon senso.
 
Pagelle
 
Walker: 4,5
5 pt., 3 rimbalzi, 7 assist. 1/9 al tiro. Aladár, è il piccolo genio di casa. Costruisce macchinari favolosi per viaggiare nello spazio arrabattandosi con quello che ha. Purtroppo a volte è pigro e svogliato, come gli capita in una puntata sul quale apprezzerà il “moto” recandosi sul paradiso artificiale di “Goduria”. Per Kemba non è semplicemente serata aldilà di un paio di numeri e un assist per Howard con 2 turnover e un -19 di plus/minus. Linguagio del corpo non buono, anche un paio d’errori alla lunetta che solitamente non commette. Anche in difesa non può tenere Covington (una SF/PF) se si alza al tiro, ma qui la scelta è di Clifford. Sbaglia partita per trovar la peggior prestazione stagionale.
 
Batum: 6
12 pt., 4 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata. Dal campo fa gli stessi numeri di Lamb, però perde tre palloni. E’ Em Zi Tren, il pronipote che fornisce ad Aladár istruzioni e macchina per viaggiare nello spazio. I suoi passaggi servono per trovare la via della retina. Va in doppia doppia proprio grazie a questi. Non tira nemmeno male, ma è troppo lento a difendere in alcuni frangenti, sembrando uscire da blocchi con superficialità o controlalre l’avversario in maniera un po’ blanda.
 
Kidd-Gilchrist: 6
5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Si fa odiare come il vicino Maris. Petulante… gli arbitri lo buttano fuori. Non so che gli avrà detto ma sull’azione aveva palesemente ragione a lamentarsi. Gioca 14 minuti provando a spingere la squadra in attacco, ottenendo 4 liberi.
 
Williams: 6
11 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Paula. Il fisico è quello. Ha un po’ di buon senso in più rispetto a Sandor ed è abbastanza precisa su certi aspetti. Anche Marvin infilando tre triple lo è ma non eccessivamente. 3/7 da 3 e 4/10 dal campo.
 
Howard: 7,5
30 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata, 3 stoppate. Fofi è il cane parlante di Aladár. Intelligente per essere un quadrupede è in grado di fare diverse cose. Howard anche e in serata fa quasi tutto bene rimanendo unico costante punto di riferimento per l’attacco di Charlotte finendo con un 12/17 dal campo. Patisce di più in difesa, dove comunque, rispetto ad altri compagni di squadra, giganteggia con tre stoppate anche se il dolore alla costola probabilmente lo limita a rimbalzo e non lo fa intervenire in certe dinamiche.
 
Monk: 6
9 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata.3/10 dal campo con un 1/6 da oltre l’arco che mostra ancora la mancanza di precisione e ritmo. Entra segnando subito con una penetrazione verticale chiusa con cambio mano rapido. Intercetta anche un buon pallone difensivo chiudendo la linea di fondo, però rimane inconcludente al tiro. Qualche piccolo progresso difensivo, anche se qualche ingenuità la commette.
 
Lamb: 6,5
10 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Grinfia. Il gatto di Cristina. Sonnacchioso, ma l’istinto felino di graffiare e artigliare c’è. Quando può lo fa, ma non è facile stando sempre sotto nel punteggio. 3/5 al tiro e 2/2 ai liberi lavorando per la squadra.
 
Kaminsky: 5
11 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 4/9 dal campo. Zio Oscar. Parla sempre in rima. Lui, finché trova il ritmo ci scrive sopra un buon pezzo, poi nel finale stona in difesa concedendo troppo a Ilyasova e andando anche a farsi stoppare nel traffico. Il -12 è reale perché la sua difesa lascia a desiderare nonostante le realizzazioni.
 
 
Zeller: 6
8 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Cristina. 4/4 dal campo con tre rimbalzi, e un tap-in. In 14 minuti forse avrebbe potuto lavorare meglio a rimbalzo. Dal campo non sbaglia nulla compreso un piazzato frontale. Rincalzo di un Howard in forma.
 
Graham: 6
12 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Sandor. Il capofamiglia. Millantatore, tuttavia qualche aspetto positivo ce l’ha. A livello offensivo nulla da eccepire, in difesa ricorre a tre falli lasciandosi sfuggire però Simmons nel finale che va a fare show in schiacciata. Dal campo finisce con un 5/9 che aiuta ma non sposta. 24 minuti in campo per sopperire all’espulsione di MKG che sostituisce degnamente.
 
Bacon: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Gioca 5 minuti senza tiri dal campo. Un rimbalzo difensivo.
 
Stone: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Uguale a Bacon, gioca solamente poco più di tre minuti.
 
Hernangomez: s.v.
1 pt., 1 rimbalzo, 1 stoppata in poco più di tre minuti. Dei tre entrata nel finale è quello che si nota di più ma è da rivedere. Chissà quando con Zeller sul parquet.
 
Coach S. Clifford: 5
Non c’è difesa e se non corregge quest’aspetto sarà dura. MCW e MKG, i due giocatori con il codice fiscale non ci sono e non possono aiutare la difesa, il problema però non sono i giocatori, ma l’atteggiamento. Bisogna andare a dar fastidio su ogni pallone per 48 minuti. Qualche canestro troppo facile è stato lasciato ai 76ers e non va bene… La buona serata di Covington è stata facilitata anche dalla marcatura posta sull’uomo dei Sixers da Walker che non aveva i cm per poterlo affrontare (185 cm contro 205…).

Game 64: Charlotte Hornets @ Toronto Raptors 98-103

 
Gloria victis (gloria ai vinti) è una locuzione latina che non va di moda.
Il Vae Victis invece racconta che le regole le fanno i vincitori, ma implicitamente significa di non cedere per non sottostare alle iniquità imposte.
La leggenda dice che Brenno, capo dei Galli Senoni, pronunciò la seconda locuzione (Vae Victis, ovvero “Guai ai vinti”).
La narrazione probabilmente è falsa ma vuole come autore/protagonista del “sacco di Roma” Brenno che, sentendo le lamentele dei romani che stavano ponendo dell’oro sulla bilancia con dei pesi truccati (a loro dire) da contrapporre a oro come tributo di guerra alla presa della città, si videro aumentare il peso dallo spadone posto ulteriormente dal capo dei galli che a quel punto pronunciò la famosa frase.
Marco Furio Camillo si riorganizzò e scacciò l’invasore, tutto sempre nella fumosa leggenda, atta probabilmente a screditare i galli.
Per fortuna nello sport non c’è bisogno di usare armi mortali ma altre “armi” (tecnica, velocità, esplosività, forza, astuzia, esperienza, intelligenza, tattica, ecc.) che nel nostro tribale inconscio simulano comunque una battaglia di quelle da tempi passati.
Le battaglie nella NBA sono 82 e gli esiti di una partita non sono definitivi, possono essere “ribaltati” per giungere all’obiettivo finale.
Nel caso di Charlotte lo scopo è la partecipazione ai Playoffs.
Scontata la L finale contro i primi della classe, vinta 4-0 la serie dai canadesi, gli Hornets sono tornati dal giro di tre trasferte senza nemmeno il classico pugno di mosche (sarebbe stato cibo gradito ai Calabroni) in mano, ma sicuramente hanno dimostrato di poter battere molte delle squadre che il calendario gli offrirà da qui alla fine, partendo da Phila in casa nella prossima.
Serve mantenere i nervi saldi e convinzione dei propri mezzi, in virtù della miglior prestazione complessiva contro i Raptors della stagione.
La terza sconfitta consecutiva preoccupa relativamente, solamente in termini numerici.
Sta ora alla squadra finire la stagione dimostrando di poter provare ancora a battagliare.
Toronto era fuori portata e ha finito con diversi uomini in doppia cifra (DeRozan 19, Valanciunas 18 e Ibaka 17 pt.
I primi tre), vincendo 50-46 a rimbalzo e piazzando 9 stoppate contro le 4 di Charlotte che ha faticato al tiro, specialmente da fuori dove il 5/23, pari al 28,3% non ci ha certamente favorito.
 

Gli starting five.

Nonostante la palla a due fosse vinta da Howard e il primo canestro realizzato sia stata opera di MKG in jumper da media distanza, Toronto iniziava bene, pareggiando subito per passare in vantaggio con DeRozan.
Charlotte, trovato il pareggio con Howard, tornava sotto lasciando a Ibaka, spazio per andare a schiacciare su un gioco a due.
Batum commetteva il primo errore della gara, Charlotte non trovava il ritmo mentre Toronto andava a bersaglio sempre al primo tentativo sino a mettere cinque punti consecutivi con Valanciunas (tre punti da tiro aperto su passaggi rapidi dei compagni e due in schiacciata) che portava sull’imbarazzante 4-13 la partita.
A 8:29 Clifford chiamava un time-out che interrompeva il ritmo della squadra di Casey la quale smetteva di segnare con regolarità mentre Batum andava a segno due volte con Batum che a 7:31 realizzava dalla baseline destra l’8-13. Ibaka rifilava una stoppata a testa alle nostre ali ma mancava nella stessa azione offensiva due tentativi da tre punti dal corner destro, così Batum a sinistra allungava un pallone sulla corsa di MKG che senza esitazione puntava a canestro trovando solo l’aiuto fuori tempo e falloso di Valanciunas.
La giocata era da tre punti ma a 5:53 l’ex Magic Ibaka cambiava mattonella sparando dalla diagonale destra trovando i tre punti per il 10-16.
Marvin segnava appoggiando da sinistra in corsa al vetro ma rispondeva Valanciunas in gancio trovando spazio in area contro Howard prima che a 4:11 un tap-out favorisse una second chance di Walker, il quale fronte a canestro, prima di tirare osservava la posizione dei piedi, incastrando comunque la freccia nel bersaglio andando oltre l’esitazione iniziale.
A 3:14 Lamb in taglio da destra riceveva dentro sorprendendo la difesa dei rossi per infilare il 17-18.
C.J. Miles passava dalla lunetta per ottenere due punti mentre Walker s’inventava uno zigzag in area chiuso con un elegante quanto inusuale scoop dai tempi non riconosciuti da Toronto.
DeRozan segnava n transizione, Lamb in jumper.
Il risultato si spostava sul 21-24 ma il gap non cambiava, tuttavia prima della fine del quarto c’era tempo per C.J. Miles per trovare altri due punti, quelli che fissavano il finale di quarto sul 21-26.

Toronto Raptors forward C.J. Miles (0) collides with Charlotte Hornets guard Jeremy Lamb on his way to the basket during the first half of an NBA basketball game, Sunday, March 4, 2018, in Toronto. (Frank Gunn/The Canadian Press via AP)

 
Il secondo periodo iniziava con due punti di Zeller restituiti a mezzo liberi da Wright (10:43), tuttavia Zeller si riproponeva come scorer mandando la palla a sbattere sul vetro per due punti trovati dai bordi a destra dell’area.
Una tripla in & out di C.J. Miles era manna per Charlotte che a 10:01 trovava due punti dalla lunetta con Lamb.
A 9:48 C.J. Miles con la classica uscita dal blocco laterale a ricciolo segnava tre punti difficili con un catch n’shoot ridendosela incredulo.
Kaminsky andando in area finiva per sbattere sull’austriaco Poeltl, il quale, commesso il terzo fallo lasciava spazio a Nogueira mentre il Tank realizzando le occasioni accorciava sul -2 (29-31).
Toronto però allungava, complice anche una schiacciata potente a una mano di C.J. Miles che salutava Graham in marcatura prima di chiudere in corsa.
Ulteriori due pt. Di VanVleet davano a Toronto il +7 prima che Lamb dalla media distanza trovasse spazio e tempo per chiudere in floater oltre due pressanti difensori che l’attorniavano.
A 5:36 l’arcobaleno di Kemba, bravo a resistere a una steal con le mani sulla palla del difensore, era canestro buono per il 38-41 ma VanVleet scappando a Kemba iniziava a produrre la fuga dei locali che in poco tempo accumulavano punti con una micidiale tripla di Ibaka (4:51) per chiudere il parziale di 8-0 con un’altra di DeRozan a 2:52.
40-49 interrotto da un ½ di Kemba ai liberi mail finale di tempo non portava benefici agli Hornets che chiudevano con un elbow jumper di Batum che serviva solamente per mantenere il -9 (43-52).
Eloquente il labiale di Kemba dopo la rossa luce. Parolaccia tra le più tipiche “anglofone” non essendo contento probabilmente di sé stesso (10pt., davanti a lui solo Lamb con 11) e degli esiti dei primi due quarti.

Lamb chiuderà con 16 punti, 11 nel primo. Qui in appoggio nella foto scatatta da Nick Turchiaro-USA TODAY Sports.

 
La partenza con un soft touch di DeRozan che galleggiando in aria batteva MKG e i 24 secondi non lasciava ben sperare per il terzo quarto, invece sul tocco da sotto del centro dei locali (favorito da una drive pass di DeRozan dalla baseline destra) che portava sul +13 la squadra di Casey, Charlotte iniziava una rimonta che partiva con 2 punti di Batum ai liberi, continuava con 4 punti ravvicinati di MKG,
transitando per una tripla di Kemba a 7:33 chiudendosi con con una stoppata di Valanciunas su MKG (abile a prendere il rimbalzo offensivo) che tuttavia non fermava l’azione poiché un tip layup shot di Howard a 6:58 riportava in partita Charlotte sul 56-58 (parziale di 11-0).
Casey chiamava un time-out e Charlotte tornava immediatamente fuori dal match prendendo uno 0-8 di parziale con le triple di Ibaka dall’angolo e di Valanciunas dalla diagonale destra con spazio prima del ritorno di Howard, oltre all’entrata di Lowry che battendo Marvin Williams faceva tornare i canadesi sul vantaggio in doppia cifra (56-66).
Vantaggio che oscillava tornando a cifra singola quando DeRozan faceva saltare Lamb e con un bel movimento da fermo si avvicinava per mancare l’appoggio fuori ritmo; sulla transizione l’open 3 di Kaminsky era valido per il -8 (69-77 a 1:47 dalla terza sirena).
Una giocata di Siakam da tre punti (fallo Lamb in area) a 1:33 ci riportava molto distanti e nel finale, nonostante un tecnico no damage (errore di DeRozan) contro Kemba, in arrivo c’erano due FT per VanVleet che non falliva fissando il 69-82 dopo 36 minuti.
 
Charlotte decideva comunque di giocarsi le sue carte nell’ultima frazione; che partiva con l’errore ravvicinato del Tank, il tap-out di Zeller che favoriva ancora Frank bravo a chiudere una giocata con due punti e libero addizionale a segno.
Una spinta verso il rientro arrivava dai cingoli del Tank che a 8:23 chiudeva un’azione che lo vedeva far impazzire Siakam con un reverse dribble dalla baseline sinistra prima di presentarsi vicino canestro battendo anche l’aiuto. Guadagnato anche il libero aggiuntivo, chiusa la seconda giocata da tre punti del quarto, gli Hornets sul 77-85 iniziavano a sperare di poter rientrare.
Frank recuperava un pallone in difesa e due FT sulla stessa azione.
Perfetto dalla linea, spostando il risultato sul -6 a 8:05, osservava l’ennesimo jumper a vuoto di MCW che tuttavia vedeva spuntare Zeller dietro il proprio marcatore a destra del canestro.
Il tap-in del compagno di bench serviva per il -4 (81-85). Casey chiamava il time-out a 6:51 per bloccare l’inerzia a favore degli Hornets e cercar di riconquistar punti.
A 5:25 Lamb prendeva un tecnico per essersi lamentato vistosamente per una steal non pulita di Lowry.
DeRozan questa volta andava a segno ma un Jeremy con un diavolo per capello intuiva dopo la rimessa a favore di Toronto (fallo precedente del numero 3 in difesa) un passaggio di VanVleet; lottando sulla sfera la conquistava, esitazione in area, contatto con Ibaka e giocata da tre punti complessivi che a 5:11 valeva l’86-88.
Una giocata importante per l’esito finale della gara la compiva Lowry che dopo una finta, sembrava essersi liberato di Kemba, il quale tornava come una molla su di lui costringendo la PG avversaria a un difficile tiro da tre punti (4:18) che tuttavia per nostra sfortuna s’inabissava.
Kemba aveva fretta e sbagliava un jumper, facendosi perdonare conquistando successivamente un rimbalzo difensivo sul quale Lowry lo travolgeva regalando due FT al capitano per l’87-91.
DeRozan da tre da destra oltre Batum quasi imitava il compagno di reparto a livello di difficoltà ma nonostante a :35.2 l’allungo di VanVleet dalla lunetta (92-99) più o meno lasciasse le chance che avrebbe Pierino di conquistare Belen, un big shoot di Kemba spostandosi in aria sulla bomba da tre proveniente da destra, riportava sul -4 la squadra in tenuta bianca.
A :17.0 secondi dal termine Walker avrebbe la possibilità di riportarci sul -3 (finta e fallo di Ibaka che aveva abboccato al pump fake di Walker) ma dopo il time-out tra i due liberi, Kemba mancava il secondo libeo, lasciando sul 96-100 il match.
Nello stillicidio di liberi finale, un paio d’errori dei Raptors consentivano al 2/2 di Lamb a :06.3 dalla fine di riportarci realmente a un solo possesso di distanza (98-101) seppur lungo.
Sulla rimessa passavano quasi 5 secondi, alla fine gli arbitri la davano buona e Lowry era fermato da Zeller con il fallo.
Il 2/2 toglieva le ultime speranze fissando il 98-103 finale con la bomba di Walker sulla sirena a spegnarsi sul ferro.
 
Pagelle
 
Walker: 6
27 pt., 6 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 8/23 al tiro e un 3/12 da fuori… Insiste troppo con la soluzione da oltre l’arco anche se cerca e trova un canestro notevole nel finale come regala altre perle andando un po’ sopra la media stagionale, ma è troppo frettoloso con un paio di conclusioni nell’ultimo quarto, sembrate quasi a voler replicare personalmente ai canestri della controparte Lowry. Deve essere più freddo e ragionare di più. Il libero mancato nel finale non lo considero, alla fine, non avrebbe spostato nulla. Discreta gara ma abbasso il voto questa volta per questa lacuna in certe situazioni sul possesso non sembra un clutch player, anche se quando s’infiamma è dura fermarlo.
 
Batum: 6
10 pt., 6 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Continua con percentuali da giocatore scarso. Nel finale non è fortunato su un tentativo di tripla ma forza anche un due punti in uno contro uno dalla destra. Influenza un tiro di Valanciunas toccandogli anche la sfera (credo) nell’ultimo quarto. Buoni gli assist ma complessivamente il tuttofare spreca troppe occasioni al tiro prendendosi la tripla di DeRozan in faccia nell’ultimo quarto.
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
8 pt., 4 rimbalzi. Finisce con 4/7 al tiro giocando 18 minuti. Si nota in serata che non è un giocatore completo. Non vede su una transizione sul lato debole Walker che salta letteralmente per farsi dare la palla da smarcato… Se gli capitano certe possibilità non le sfrutta, mancandogli ad esempio il tiro da fuori che pur, un paio d’anni fa aveva accennato con buoni risultati. Subito abortito si è trasformato in un difensore aggressivo ma normale. I rimbalzi ci sono, deve ricorrere a tre falli in serata.
 
M. Williams: 5
 
2 pt., 4 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca 21 minuti. Spara con 1/6 dal campo e in difesa dopo azione prolungata è troppo morbido nella chiusura di Lowry. Si piazza basso sule gambe se l’avversario parte da fermo fuori, ben predisposto, sta attraversando però una fase d’appannamento. Prende un paio di rimbalzi lunghi difensivi nella terra di mezzo senza rivali poi uno 0/3 con tripla storta da diagonale destra vista già in partenza.
 
Howard: 6
10 pt., 10 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Chiude con un 4/9 dal campo in 23 minuti. Rimane in panchina, chiude Zeller nell’ultimo quarto. Da verificare se i problemi alla costola si siano acuiti. Di sicuro se la gioca con Valanciunas, anche se il centro europeo è molto bravo in certi frangenti a batterlo. Sul tabellino è segnalata una sola stoppata benché me ne ricordi due su Valanciunas. Mistero. A ogni modo raggiunge il minimo sindacale per la doppia doppia, ai liberi rimane al 50% e commette solo un TO per fallo offensivo nell’1vs 1.
 
Lamb: 6,5
16 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/11 al tiro. Spesso contro Toronto Jeremy è stato positivo. Si ripete anche stanotte. Tecnico a parte, chiude il primo tempo come top scorer tra gli Hornets e aggiunge 5 pt. nel finale. Commette tre TO ma due sono sospetti (un fallo e un pallone deviato da un difensore oltre il fondo). 5 falli, ma in difesa ci prova sempre con passione, anche nel finale saltando a due mani davanti al tiratore. Bella la steal con conclusione da tre punti in due parti.
 
Kaminsky: 6
15 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. Finisce con 3/10 dal campo. Una forzatura ai 24, si va a prendere 8 liberi e non ne fallisce uno. Dal campo si vede nell’ultimo quarto quando mette un paio di tiri utili a rientrare.
 
C. Zeller: 6
6 pt., 7 rimbalzi, 1 rubata. Rientra come sa fare lui, con grinta. Spunta sui tap-in e in difesa lotta a rimbalzo con fortune alterne. Chiude al posto di Howard non facendolo rimpiangere per energia. ¾ dal campo, espulso per sesto fallo sull’ultima azione da punti (due FT di Lowry per il 98-103 finale), a lui è toccato l’ingrato compito. 24 minuti d’apparizione.
 
Carter-Williams: 5,5
4 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Si fa male alla spalla sinistra per un fallo di Lowry sull’alzata. Riesce a rientrare in campo con una fasci nera per la spalla in neoprene ma al tiro è sempre lui. Compensa con la difesa ma non del tutto.
 
Graham: 5
0 pt. (0/0). Toccata e fuga e una riga di zero completa nel tabellino. Me lo ricordo solo per essersi fatto scappare .J. Miles molto facilmente.
 
Coach Clifford: 6,5
I voti del team forse oggi sono stati un po’ più bassi del solito, usando un metro più rigidamente severo, calcando la mano sulla L, ma la squadra può superare le lacune e tornare a vincer presto. I time-out sono perfetti, le scelte dei singoli giocatori non sempre…Mentre chiudo il pezzo, Phila è avanti 83-72 a Milwaukee. Se dovesse vincere, avremmo “più a tiro” anche i Bucks un po’ in crisi, oltre agli Heat, a patto di vincere le prossime cruciali due partite…

Game 63: Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 99-110

 
Dall’impero Austro-ungarico a “ La Mia America” (libro che uscirà postumo in aprile), attraversando più di un secolo.
Questo è stato Gillo Dorfles, poliedrico “artista” che potrebbe essere benissimo protagonista di un romanzo di J.M. Guenassia per le sue frequentazioni dotte con personaggi importanti.
Nato a Trieste nel 1910 quando ancora sventolavano le bandiere con l’aquila nera su sfondo giallo dell’impero (padre goriziano, madre genovese) e deceduto ieri all’età di 107 anni, tra i suoi innumerevoli interessi professionali é stato in grado di capire e anticipare i tempi, esternando negli anni ’60 che l’arte non sarebbe più stata fruibile da una ristretta cerchia elitaria, ma “qualsiasi” opera avrebbe potuto farsi arte.
Tra le altre cose che ricordava ad esempio, realizzazioni al computer.
Presentato da molti come colui che ha sdoganato il kitsch (la cosiddetta arte di cattivo gusto), ricordava che l’arte, l’estetica è questione di gusti.
A lui che oltre essere critico d’arte, amava dipingere (dicendo modestamente di non essere un artista), anche perché rimasto folgorato da Klee e Kandinsky, un arte che andasse alla ricerca di un ente, di un senso, che avesse una propria dimensione, astratta dalla pur bella arte del realismo.
Diceva di aver dimenticato la prima parte di secolo e di stare dimenticando la seconda perché voleva vivere nel futuro.
Sicuramente conosceva benissimo l’importanza del passato, ma voleva andare avanti con spirito ottimista di chi ha vissuto il secolo breve costellato da terribili guerre e conflitti.
Lo stesso devono fare gli Hornets, dimenticando la prima parte dell’anno puntellata da L e, voltando pagina mostrare quella tempra che Dorfles (origine austriaca) ha avuto.
Gli Hornets hanno giocato una buona partita (con energia e anche buone giocate corali) per tre quarti, ma senza cercare scuse (vi sono dei demeriti nel finale di alcuni componenti della squadra), i 5 falli fischiati prematuramente a Howard e un arbitraggio che in certi momenti è sembrato a senso unico, in un ambiente indiavolato da playoffs, sono stati elementi che hanno contribuito pesantemente alla rimonta dei Sixers con Clifford espulso, ciliegina sulla torta, a 12 secondi dalla fine…
Una partita giocata quasi interamente avanti per tre quarti che i Calabroni hanno perso subito di mano quando sono finiti sotto, tornando a vecchi problemi.
Punteggio allargatosi nel finale con gli Hornets che in serata, se avessero messo qualche FT in più del 20/32 finale, avrebbero potuto giocarsela sino alla fine.
Una finalina persa quando mancano 19 partite alla fine per gli Hornets e che langue ora sul 28-35.

Le prime 12 posizioni a Est. Ieri Miami è stata battuta dai Los Angeles Lakers, stanotte Orlando dopo un OT ha strappato la vittoria a Detroit e nella sfida tra “pericolanti” playoffs, ha avuto la meglio Indiana, con Milwaukee un po’ in crisi. Proprio Miami e Milwaukee, se Charlotte trovasse il ritmo, potrebbero essere le due squadre da riassorbire per strovare una seed playoffs, anche se bassa.

Per portare oltre quota .500 la classifica ora servirà un 14-5.
Stima ottimistica ma quasi realistica se pensiamo che molte delle prossime avversarie non avranno molto da dire, ma gli Hornets non dovranno sbagliare più un colpo.
Purtroppo la prossima trasferta è a Toronto, squadra che quest’anno ci ha messo più che in difficoltà.
Tra  le negatività da elencare c’è da inserire qualche problema a rimbalzo (non da questa sera, dopo esser stati uno dei migliori team ed esserlo ancora nella classifica generale), con Phila a catturarne 46 contro i 39 di Charlotte.
21-17 gli assist e 0-5 le stoppate.
Per Philadelphia (alla tredicesima vittoria casalinga consecutiva e reduce dalla vittoria in contro i Cavs) Embiid ha chiuso con 23 punti e 15 rimbalzi, mentre J.J. Redick e Ilyasova hanno chiuso con 18 pt. le loro prestazioni pur dovendo gestire un back to back.
 
Sulla prima palla a due, al Wells Fargo Center, Howard raggiungeva la sfera.
L’azione si sviluppava con Howard che intelligentemente passava in diagonale da destra a sinistra sul taglio di MKG che arrivava solo all’appuntamento per la schiacciata sotto il ferro.
Simmons pareggiava immediatamente con un cookie shot, Williams replicava con un tiro a una mano rapido e sicuro ma Embiid metteva il quarto tiro della partita segnando da fuori e portando per la prima volta in vantaggio i ragazzi di Brett Brown.
Charlotte andava a vuoto, Covington, pescato rapidamente con un passaggio sotto, no (reverse layup), mentre a 10:00 dalla fine del primo quarto Walker riavvicinava i nostri scivolando sul pitturato per approfittarne con un alzata lesta.
Sette secondi più tardi Simmons beneficiava di due FT (non sprecati), tuttavia passavano altri 16 secondi e Batum, fornendo il ventiduesimo assist stagionale per la schiacciata di Howard (bravo a girare dietro a Embiid), riusciva a riavvicinare gli Hornets sull’8-9.
Segnava Phila, ma pareggiava Batum dalla destra sfruttando un granitico blocco di Dwight.
Saric dal pitturato forzava oltre una buona difesa di Williams trovando comunque il vantaggio, replicava Kemba a 7:21 che arrestava rapidamente con lo step back la sua penetrazione e batteva un disorientato Saric (13-13) prima che Brown a 7:20 chiamasse il timeout.
Ilyasova segnava ma al venticinquesimo secondo.
Dopo l’annullamento era Kemba a trovare con un veloce scarico orizzontale Batum che sulla sinistra non ci pensava scaricando nella retina il tentativo da tre per il 16-13 (6:39).
Simmons con l’elbow jumper da due rispondeva, Walker gelava ancora Saric mentre Simmons, riuscendo ad appoggiare oltre MKG continuava a tirare l’elastico.
Holmes stoppava di giustezza Kemba in entrata, così sulla transizione a 5:30 Covington scaricava da tre per il sorpasso.
Un lavoro a due tra Walker e Howard con blocco del secondo e tripla del capitano dalla top of the key, consentiva ai Calabroni di tornare avanti (21-20) prima che Belinelli in entrata segnasse il +1 Phila.
Dall’altra parte però MKG in entrata nel pitturato accentrava la difesa dei Sixers, scarico a destra e tripla di Walker per il 24-22 che consigliava a Brown il secondo tim-out per cercare di bloccare Walker.
A 3:48 però era Kaminsky a trovare la tripla allungando sul +5, mentre dall’altra parte da una dribble drive Phila pescava Ilyasova libero con spazio dalla diagonale destra, bravo a replicare al tank (27-25).
Howard si salvava con il terzo fallo su Embiid ma doveva uscire dal campo.
L’1/2 del talentuoso centro avversario faceva “guadagnare” un punto a Charlotte che vedeva entrare Hernangomez e prendersi due tiri Batum, il quale imitava però il C avversario.
MCW forzava l’entrata e un tocco con il corpo di Embiid portava la nostra PG di riserva a battere nuovamente due FT per Charlotte.
2/2 e allungo sul 30-26.
Embiid nel finale ci provava tre volte ma rimediava due errori da fuori (influenzato dal nostro spagnolo) e due FT nel mezzo.
Un solo punto per lui con finale sul 30-27.

Howard contro Embiid è stato soltanto un accenno.
(AP Photo/Chris Szagola)

 
Il secondo quarto iniziava con un più morigerato Embiid a ridurre il raggio del suo tiro; l’elbow jumper oltre Hernangomez era da due e funzionava, così come la forzatura in uno contro uno di Hernangomez che era aiutato dal primo ferro per segnare i suoi primi due punti della serata.
Lamb intercettava un passaggio diretto verso l’angolo difeso dagli Hornets a destra e in attacco era trovato da Frank che scaricando fuori faceva trovare tempo al compagno per farlo mirare e trovare i punti del suo numero di maglia.
Frank faceva invece da sé con la finta che attardava Ilyasova, il quale sull’avvicinamento del Tank a centro area rientrava e commetteva fallo sul tiro.
2/2 per il 37-29.
Embiid non aveva ragione del nostro centro spagnolo, ancora in campo per i problemi di falli di Howard, quindi Covington in entrata riusciva a spostare anche Lamb prima d’appoggiare al vetro.
Charlotte sprecava un po’ in attacco con Lamb stoppato prima da Embiid oltre il fondo sul reverse.
Palla a Charlotte che ci riprovava con Jeremy a colpire il ferro dalla sinistra ma palla ancora portata oltre il fondo da i Sixers.
Nuovi 24 secondi con l’entrata di MCW bravo a far spendere al centrone avversario un fallo ma molto meno nelle realizzazioni con uno 0/2 che lasciava inalterato il punteggio.
Ne approfittava Belinelli a 7:36 che scaricava velocemente da tre per il 37-34 ma a 7:07 Frank costruiva con un passaggio rimbalzato verticale per Hernangomez che da sotto vedeva volare a terra sulla sua finta Embiid prima di schiacciare a due mani facendo alzare la panchina.
Lamb con un floater e Kaminsky con una tripla profonda che a 6:18 provocava gelicidio nella retina dei 76ers facevano toccare il +10 agli imenotteri (44-34).
J.J. Redick (primo tiro a bersaglio) e Simmons con l’appoggio da drive recuperavano 4 punti per i locali ma Batum con un lungo elbow jumper in uno contro uno da sinistra segnava nonostante non fosse un tiro consigliatissimo.
A 4:54 era ancora Frank a segnare con un soft touch frontale facendo riacquistare il vantaggio in doppia cifra per l’MJ team che toccava anche il +12 quando un’alzata di Batum in diagonale vedeva Frank accelerare il passo per staccarsi dal marcatore e raggiunger la sfera in volo a pochi passi sulla sinistra del canestro per l’appoggio al vetro (50-38).
I Sixers trovavano 5 punti di fila anche grazie a tre punti di J.J. Redick e nel finale si rimaneva lì.
Era annullato un canestro a MKG per sfondamento (per nulla d’accordo) ma Kemba si rifaceva per gli Hornets andando con il suo step back jumper dal centro destra facendo un altra vittima in marcatura (Simmons).
Simmons però chiudeva il tempo con una mazzata a una mano dopo essersi fatto spazio.
56-48 al riposo.

Charlotte Hornets’ Kemba Walker shoots as Philadelphia 76ers’ Richaun Holmes defends during the first half of an NBA basketball game Friday, March 2, 2018, in Philadelphia. (AP Photo/Chris Szagola)

 
Nella ripresa rientrava Howard, in campo per soli 9 minuti nel primo tempo.
J.J. Redick presentava subito i Sixers, vogliosi di rimonta, con una tripla, MKG realizzava dal lungo linea sinistro e poi Howard che sembrava però ancora freddo nonostante guadagnasse due FT per il terzo fallo di Embiid.
0/2 che era sfruttato proprio dal centro avversario che in corsa era pescato in area.
Prosecuzione e dunk a una mano.
Howard mancava un tiro e sulla transizione l’alzata per Embiid diventava una giocata da highlights per l’alley-oop appeso d’Embiid.
Kemba a 9:37 s’inventava un movimento per costringere J.J. Redick al fallo sul tentativo da tre.
Il capitano era solidamente concentrato.
Attributi cubici per il 3/3 dalla linea per respinger l’assalto dei locali (61-55).
Phila non mollava però e alcune scelte arbitrali discutibili, tra le quali una spinta di Saric sul rimbalzo offensivo ai danni di Marvin (non vista), tornava sul -1 con il canestro da second chance della SF avversaria.
Saric mancava il sorpasso e MKG in area si proteggeva con la spalla sinistra per realizzare un semi-gancio da due metri circa.
Embiid commetteva anche il quarto fallo quando Williams agganciava un pallone e si proponeva in coast to coast. Delittuoso lo 0/2 così come l’1/2 di MKG.
Per fortuna Batum si decideva ad andare in penetrazione battendo Covington e depositando il 66-60 in fing and roll ci dava un po’ di respiro.
Howard mancava due liberi ma il rimbalzo di MKG favoriva il riscatto di Dwight in left hook.
Era meraviglioso poi Kemba che decentrato sulla destra faceva saltare con la finta Ilyasova e in entrata andava a depositare oltre due difensori, Beli compreso (70-60).
A 4:02 l’apertura di Batum per Kaminsky era propizia per far cadere un altro tre punti nella retina avversaria (73-62). Batum continuava con la pioggia di fuoro dall’esterno, questa volta era un meteorite arrivato da un altro sistema solare a cadere dentro per il 76-62…
Ilyasova però segnava e gli arbitri chiamavano un fallo contro Howard in maniera sconsiderata.
Era il quinto e l’uscita del centrone favoriva il rientro dei 76ers.
Un time-out di Clifford a 2:18 con Phila sotto di 8 dava buoni esiti con i punti di Kemba e di Frank, lanciato lungo da MCW a subir fallo prima di mettere i due liberi.
Gli ultimi 4 punti del quarto però li metteva Embiid e si andava al terzo riposo sull’80-74.
Hernangomez faceva i conti con la rapidità di Embiid che sembrato fuori causa rientrava su di lui rifilandogli una stoppata, le mani veloci di MCW però recuperavano la sfera che Lamb riconvertiva in due punti.
Un paio di tiri di Embiid sparati a salve non fermavano Phila che con un sicuro layup in entrata di Covington di destra aiutava i suoi anticipando la tripla de -3 (82-79) ottenuta dalla stessa ala grande a 9:21.
Un fallo di Saric su Kaminsky era ben sfruttato da Frank per l’84-79.
Ilyasova con un giro nel pitturato e parabola alta riusciva ad andare oltre Covington.
Charlotte aveva una vampata con alcuni FT. Un 2/2 di Hernangomez e una tripla di Kemba, bravo a cambiare rapidamente direzione dietro lo schermo di Kaminsky per vedersi arrivare addosso Covington.
Punti che garantivano l’89-83.
Belinelli però segnava da due, Saric e Ilyasova (6:40) da tre e i locali passavano avanti sull’89-91 con un parziale di 0-8…
Saric spendeva un altro fallo su Lamb che con l’1/2 lasciava attardati i teal che passavano però avanti con MKG da sotto canestro.
Un fallo contro Williams dava la possibilità a Ilyasova di andare a bersaglio due volte a gioco fermo a 5:32.
Covington tentava di coprire ancora sul tiro di Kemba, questa volta sullo schemo, il tiro quasi frontale non entrava ma la PF avversaria franava su Walker.
2/3 e nuovo, ultimo vantaggio sul 94-93. Marvin sbagliava un runner e commetteva fallo su Ilyasova.
Due FT fortunosi che unitamente all’autostrada trovata da J.J. Redick portavano sul +3 i bianchi.
Charlotte prima d’uscire dal match trovava Howard che metteva facile andando dentro in schiacciata.
Una dunk easy di Simmons, con la difesa ad aprirsi per la seconda volta come il Mar Rosso restituiva il +3 ai locali. Charlotte, in una starna azione rallentata durante la quale si pensava potessimo chiamare il time-out andava dentro con Howard che sbagliava per sufficienza il tocco da sotto. Un back door di Ilyasova era chiuso dal lungo avversario in ottima maniera andando oltre l’allungo di Williams, un po’ impacciato…
Gli ultimi cenni di resistenza li dava Walker che fulminava Covington in crossover per trovar spazio sulla linea dei tre punti e far raggiungere a Charlotte i 99 punti contro i 101 della squadra di Brown.
Un’entrata di J.J. Redick valeva due punto perché gli arbitri vedevano forse i polpastelli di Williams ad allungare la traiettoria della palla sul secondo ferro, ma in goaltending… Uno sfondamento di MKG su un Ilyasova tutto spostato lateralmente era una persa pesante.
L’impaludamento di MKG lo rendeva nervoso, tanto più che una sua buona stoppata era segnalata come fallo per un contatto onesto con Simmons.
Tecnico e due liberi. Simmons allungava a quota 105 mentre Charlotte non si schiodava più, cercando di ricorrere al fallo per bloccare il cronometro.
A :23.3 Covington finiva in lunetta dopo aver visto geograficamente Clifford sul parquet a chiedere ai suoi di bloccare il gioco.
Facile allungare, facile anche per gli arbitri espellere un nervoso Clifford (non aveva tutti i torti) a :12.1 secondi dalla fine come ciliegina sulla torta di una partita abbastanza imbarazzante gestita dalla terna.
 
Pagelle:
 
Walker: 7
31 pt., 1 rimbalzo, 5 assist, 1 rubata. 11/21 con oltre 30 punti e come spesso accade con lui a fare gli straordinari, paradossalmente non si vince. L’ultimo ad arrendersi. Pare ispirato e in ritmo sin dall’inizio. Una penetrazione con finta che manda ai matti Ilyasova con conclusione tra due giocatori e una tripla dopo aver shackerato Covington, sono due perle. Non so che potrà inventarsi a Toronto ma contro squadre di bassa classifica potrà esserci utilissimo per tentare l’ultima spinta verso i playoffs.
 
Batum: 7
14 pt., 13 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. 5/9 dal campo. Non è lui al banco degli imputati. Rischia di andare in tripla doppia ma Clifford lo toglie dopo pochi minuti dall’inizio ultimo quarto per far rientrare Walker. Quando rientra sul parquet nell’ultima parte non incide più, sbagliando anche una tripla, ma prima era stato bravissimo. Una tripla da casa sua, tanti rimbalzi e buone giocate per Howard e Frank tra gli altri.

I tiri dal campo effettuati da Batum.
Si può evincere come abbia tirato meglio dai lati del campo.
I cerchi pieni viola rappresentano i tiri realizzati, quelli con interno non colorato, i tiri mancati.

Kidd-Gilchrist: 5,5
9 pt., 1 assist, 1 rimbalzo, 1 stoppata. 4/9 dal campo. -7. Forza nel terzo quarto un passaggio lungo linea di Simmons ma non sempre mi piace in difesa nonostante gli sforzi. Se in attacco è discreto ma commette uno sfondamento nel finale molto pesante, dietro prende pochi rimbalzi e in alcune situazioni è troppo passivo. Difficile dargli torto se ti fischiano contro falli inesistenti, però, nonostante l’attenuante del rientro, non è più l’MKG desiderato…
 
Williams: 4
2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate. ¼ al tiro. 5 falli. Bene solo nei palloni rubati, uno dei quali se lo ritrova in mano direttamente da un giocatore di Phila. Finisce (anche lento nel concludere una transizione sulla quale fa 0/2 in lunetta) male sbagliando un open 3, un runner, commettendo alcuni falli e facendosi battere da Ilyasova in back-door. Modello bradipo, dopo una prima parte sufficiente, si perde nel finale.
 
Howard: 5
6 pt., 6 rimbalzi, 2 assist. L’atteso scontro sbandierato dai media Howard/Embiid non c’è stato. Gli arbitri hanno pensato bene d’aggravare Howard oltre i suoi demeriti. Solo 25 minuti in campo con un 3/7 al tiro. Sbaglia 4 liberi su 4 e dopo una buona dunk, commette un errore fastidioso da sotto che ci taglia fuori.
 
Lamb: 5,5
8 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. 19 minuti con 3/7 al tiro. S’impegna ma viene battuto da gente, come il Beli che esce dallo schermo, nonostante i suoi rientri in salto. Il 3/7 ci può stare in attacco, con qualche minuto in più forse… Può fare meglio però complessivamente.
 
Kaminsky: 7
19 pt., 4 rimbalzi, 3 assist. 3/6 da fuori, 5/12 al tiro e un 6/6 dalla lunetta non scontato in una serata dai troppi errori a gioco fermo. Buone le sue triple, gli riesce anche qualche difesa individuale d’autorità. 26 minuti in campo di buona qualità.
 
Carter-Williams: 4,5
2 pt., 3 rimbalzi. Torna ad essere disastroso dal campo, proprio contro il team che lo ha lanciato. Se prende qualche rimbalzo e contribuisce nell’ultimo quarto a far metter la firma di Lamb su un canestro deviando un pallone appena recuperato dai Sixers, lo 0/6 al tiro, tra jumper ed entrate, lo rende una palla al piede.
 
Hernangomez: 6
6 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. Meglio rispetto alle prime uscite, specialmente nella prima parte. Trova spazio (16 minuti) per i problemi di falli di Howard. Contiene molto bene Embiid nei primi due quarti, è sfortunato e lascia un po’ a desiderare nel secondo tempo. Non proprio fantastico al tiro ma fa vedere buoni movimenti che gli europei con finte, ecc. sanno fare. Mette due liberi su due al contrario dello 0/4 dell’ultima sfida.
 
Graham: 6
2 pt., 1 rimbalzo. Torna al suo ruolo di bench player giocando solamente 8 minuti durante i quali è premiato da un +/- di +9. Due punti ai liberi grazie a un filtrante di Batum, poco altro.
 
Coach S. Clifford: 6
Lo capisco. Nervoso viene espulso. Troppe le decisioni arbitrali, come lo sfondamento non menzionato nel testo della partita, dato come blocking foul a Walker. La squadra regge per tre quarti ma se gli avversari la riagguantano sono dolori. Si fa fatica poi ad attaccare e soprattutto difendere, come se i giocatori non ci credessero più: La tempra c’è, le energie anche. E’ il credere di poter tornare a cambiare l’inerzia al match che manca. La classica punto a punto pesa con soffiata arbitrale sul fuoco…

Game 62: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 106-134

 
 
Era dall’aprile 2016 che gli Hornets non battono i Celtics e anche quest’anno la vittoria è rimandata.
Narra la leggenda che i Leprechaun nascondano il loro pentolone d’oro alle pendici dell’arcobaleno.
Per Charlotte quel pentolone gigante era trasformabile in un canestro da far divenire come si usa dire la classica (grande) vasca in cui infilare canestri facili.
Per il primo tempo ciò è avvenuto, anche se abbiamo chiuso sotto di 8.
I Celtics hanno trovato una serata ispirata dal loro uomo di punta Irving e il pentolone è diventato un miraggio così come l’arcobaleno alle cui pendici si disperde.
Le assenze di MKG e Zeller non hanno aiutato una squadra che ha accusato difensivamente il colpo.
Se gli Hornets hanno tirato con il 46,2% dal campo, l’altissimo 62,1% dei leprechaun non ha dato scampo a Kemba e compagni in difficoltà anche negli assist (24-31) e surclassati a rimbalzo con un 33-47 che non ammetteva repliche (Howard, problemi a una costola, nonostante una buona gara, ne ha recuperato solamente uno difensivo). Pochi i palloni gettati via dalle due quadre (7-10), mentre Boston con il suo 14/15 dalla lunetta ha utilizzato molto meglio i FT di Charlotte (13/22), colpita 12/20 da fuori.
Tra i singoli dei Celtics, dietro a Irving (34 pt.), si sono piazzati a pari merito come scorer, Brown e Morris con 15, tallonati da Monroe e Rozier con 14 a dimostrare la bontà della panchina di Stevens.
Non ci dobbiamo demoralizzare però per una L in un back to back giocato fuori casa contro un top team.
La prima parte della gara è stata ben giocata.
Per battere questi Celtics avrebbero dovuto errare qualcosa loro, ma non è stato così tuttavia dovendo rispondere alla vittoria dei raptors contro i Magic nella lotta per il primo posto.
Per Charlotte le (relative) belle notizie arrivavano dagli altri parquet:
La caduta dei Bucks, in trasferta contro i Pistons e dei Pacers ad Atlanta, oltre alla L di Washington casalinga, ampiamente prevista contro i Warriors.
In una giornata nella quale non si è vinto sono risultati che potrebbero comunque dare un po’ di morale in più per la trasferta/scontro di Phila.
Serve ricompattarsi e ripartire cercando una vittoria nelle prossime due difficile trasferte (PHI e BOS).
 
Partenza rapida delle due squadra, in particolare Boston, vinta la palla a due, non perdeva tempo trovando un alley-oop micidiale servito da Irving e chiuso da Baynes.
Batum sparava fuori ritmo da tre frontalmente ma andava lungo, Howard catturava il rimbalzo e correggeva con Baynes che andava a sbattere sul tronco del nostro centro. Due punti ma FT mancato.
Il 2-2 era rotto a 11:16 da Irving di tripla, poi era Brown da destra a battere in jumper Batum, Howard mancava il secondo tiro su tre per poi in aiuto ricorrere al fallo su una penetrazione di Brown che dalla lunetta non sbagliava estendendo il risultato sul 2-9.
Kemba era servito sullo scatto, da dietro Brown ricorreva al fallo per fermarlo sull’appoggio e aveva ragione perché il capitano splittava ma iniziava a mettersi in ritmo, suoi infatti, erano i due punti successivi con un pullup dei suoi. Baynes segnava con jumper frontale oltre Howard e Brown recuperando un pallone deviato da Batum segnava in turnaround dal pitturato nonostante il francese rientrasse anche frapponendosi tra il n°7 e il canestro.
A 8:56 però ci riprovava Kemba trovando ancora Kemba, questa volta da oltre l’arco ma il risultato era ancora il canestro.
Dall’altra parte Irving con un lungo due da destra batteva una buona difesa di Williams, stimolato dal duello con Walker che replicava con uno step back flash e tiro rapidissimo oltre il lungo Horford.
Altri tre punti che riavvicinavano gli Hornets (11-15).
Batum portava un’altra minaccia sulla destra, bound pass verticale per Kemba che si allargava leggermente e riceveva tagliando a L sulla baseline destra da dove appoggiava dalle parti del canestro per il -2…
Irving a 7:20 aumentava di due il suo bottino e Tatum riusciva a battere Graham portandolo sotto, i Celtics allungavano sul 13-19 e Clifford era costretto a chiedere il time-out a 6:42.
Quattro punti di Howard che andava sotto il canestro avversario usando il fisico facevano tornare gli Hornets sotto solamente di due, divario che rimaneva tale anche dopo lo scambio di cortesie tra Irving che riprendeva e segnava dopo esser stato stoppato da Batum e il francese stesso che appoggiava al vetro oltre la difesa di Brown.
A 4:05 Irving dalla diagonale sinistra metteva dentro da te ma Marvin Williams con un tiro “ombra” (stessa posizione quasi (dalla parte opposta del parquet ovviamente) non lasciava scappare i biancoverdi.
Irving era la punta di diamante dei suoi e in tre azioni offensive portava a casa 4 punti, così l’alley-oop di Carter-Williams, servito da Batum sullo scatto della nostra PG serviva solo per il 24-28, anche perché lo stesso MCW mancava un libero per il fallo di Irving sulla precedente deviazione volante.
A Morris rispondeva Howard, ispiratissimo, il quale andando dentro batteva Baynes in reverse layup ottenendo anche il fallo.
Realizzando l’aggiuntivo spostava il punteggio sul 27-30. Nel finale i Celtics guadagnavano qualche punto, ad esempio con Smart da tre a qualche decimo sotto i trenta secondi, Lamb replicava andando in uscita da un blocco; rimessa da fondo campo Celtics tesa di Batum, facile per Lamb andare a schiacciare.
Purtroppo però allo scadere Morris batteva la luce rossa portando il risultato sul 31-37.

Graham, partito titolare per l’assenza di MKG in quintetto, sorpreso da Tatum.
(AP Photo/Charles Krupa)

 
Ci sarebbe da migliorare la difesa, anche se i Celtics avevano dimostrato di mettere molta della loro bravura nelle marcature, invece la panchina non riusciva ad arginare la controparte; Monroe segnava, replicava MCW in entrata decisa, Hernangomez era disastroso commettendo passi in attacco, facendo fallo su Monroe (gioco da tre punti), mancando un tap-in su errore di Lamb e non riuscendo a fermare ancora Monroe che capiva di poter giocare di fisico andando sotto contro lo spagnolo.
Monk impalpabile in campo diveniva anche dannoso mancando un layup mentre dall’altra parte la ditta Mo & Mo continuava a colpire; questa volta era Morris da tre a si andava sotto di 14 (33-47) …
Gli Hornets ripartivano con il Tank e MCW in correzione da sotto dopo un altro errore di Lamb da sotto.
Rozier era bravo a battere al tiro MCW mentre dall’altra parte serviva il rientro del capitano (6:01) per battere la difesa dei Celtics; tre punti aperto dalla top of the key su una seconda possibilità per il 40-49.
I Celtics trovavano ottimi tiri a livello balistico; Morris, pur scegliendo un baseline jumper instabile da destra superava Walker mentre Frank con un great spin lasciava Rozier sul posto, passetto nel pitturato ed elegante pallone depositato a una mano.
Kemba con un pullup dalla media e una tripla in transizione (4:28) sulla quale non ci pensava due volte con Irving attardato per un errore da sotto, faceva rientrare i Calabroni sul -4 (47-51).
A 4:27 i Celtics chiedevano il time-out.
I Celtics ripartivano forte, specialmente con Irving, gli Hornets tentavano di resistere con Howard che a 2:48 abbatteva rudemente Baynes, gli arbitri non davano sfondamento e il nostro numero 12 si appendeva schiacciando di potenza il 53-57.
A 2:13 arrivava anche un off balance di Frank dal pitturato ma dall’altra parte Irving segnava toccando già i 22 pt. prima che Howard percorrendo la baseline da sinistra a destra andasse a segnare nuovamente e insospettabilmente di fino lasciando arretrato Baynes che subiva ancora uno stupendo reverse layup (1:36).
Il centro avversario però si rifaceva azzeccando un piazzato, Irvig allungava ma Kemba in corsa era più rapido di Baynes finendo in appoggio di destra al plexiglass per il 59-65.
Il primo tempo però a livello di marcature lo chiudeva Baynes in area per due punti che lasciavano i Calabroni arretrati di 8 all’intervallo.

Howard in schiacciata. Bene nei punti, male a rimbalzo.
(AP Photo/Charler Krupa)

 
L’inizio ripresa era un incubo.
Charlotte dimenticava tutto quanto di buono fatto nel primo tempo e non costruiva più.
Farraginosi attacco e difesa, lasciata a Boston l’inerzia eravamo colpiti da Baynes a 11:20 dallo spigolo destro dell’area poi da una steal con dunk in transizione di Brown su un passaggio telefonato in orizzontale, infine da Horford in area su Marvin prima che a 9:52 Batum in entrata passasse breve in salto a Howard lasciandolo libero di schiacciare.
Irving non si fermava segnando ancora da fuori, liberissimo e a 9:37 Clifford chiamava un time-out per riordinare le idee. La squadra non recepiva il messaggio perché a breve termine Boston tornava a colpire da fuori con Tatum (solo), abile a prendere e tirare dal corner destro su un ribaltamento di Horford.
Brown aggiungeva due punti dalla lunetta ma finalmente Batum riuscendo a mettere una tripla personale accorciava sul 65-81.
Horford restituiva la tripla e non contento della difesa, Clifford chiamava un altro time-out sul -19.
Lo step back di Walker a 6:57 non bastava certamente per recuperare un divario che aumentava nel quarto sino ad arrivare sul -24 a 5:37 con tre punti di Irving.
A 4:45 un’entrata di Brown con rilascio in floater, dopo essere andato a sbattere su Kemba era vista dagli arbitri come blocking del capitano, lasciandomi personalmente con molti dubbi, anzi…
Cambiava poco comunque… FT aggiuntivo mancato, ma per un’invasione di Howard, entrato in area in anticipo rispetto al libero, era data la possibilità all’esterno dei Celtics di convertire per portare la squadra di Stevens sul +27 (67-94). Una tripla di Lamb in transizione dalla diagonale sinistra e un passaggio basso filtrante da lato a lato del pitturato da Marvin a Howard davano al centro la possibilità d’appoggiare semplicemente per rendere il passivo meno pesante. Rozier con un mumbo andava oltre il difensore facendo toccare quota 100 ai Celtics già nel terzo quarto.
Lamb a 1:50 replicava dalla sua mattonella da tre punti segnando il settantanovesimo punto per la squadra del North Carolina ma Smart chiudeva con una bomba il quarto. Il punteggio recitava:
Hornets 79, Celtics 103.
Partita finita nonostante gli ultimi 12 minuti da giocare.
 
I Celtics segnavano per primi nell’ultimo quarto, Monk rispondeva con la tripla centrale schermandosi con il Tank (11:26 per l’82-105), poi la partita defluiva con qualche buon canestro di Rozier per i Celtics come quello a 10:38 in entrata e quello trovato facendo il classico giro del parquet per cambiare lato e uscire a ricciolo per il tiro da tre punti. Stone, appena entrato rimaneva in una posizione bassa non seguendolo ed era facile per lui mettere il tiro…
Panchina quindi in campo con Monk, Graham, Bacon e Hernangomez a completare ma se Bacon a 1:27 metteva dentro un mid-range con equilibrio (tre le sue realizzazioni), Hernangomez continuava ad avere difficoltà realizzative dimostrando un tocco imperfetto anche nel garbage time, seppur guadagnando qualche FT, sprecandoli…
Monk sparava a salve e la gara si chiudeva sul 106-134.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
23 pt., 5 assist. In 24 minuti fa 9/13 dal campo. Partita ottima in attacco, in difesa ha di fronte Irving che si mette a fare il fenomeno in serata. Rimane poi a riposo quando la partita è andata. Non riesce a dare valido supporto poi nemmeno lui nel terzo quarto ma quando c’è solo o quasi Kemba come scorer (il quale fornisce comunque 5 assist) è un brutto segnale perché il resto della squadra non sta rendendo. E’ un episodio. ora bisogna che lui e la suadra tornino a giocare.
 
Batum: 5,5
7 pt., 5 rimbalzi, 10 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Il classico giocatore che non si sa se odiare o amare perché racchiude in sé, saggezza e stupidità. 3/11 dal campo con un 1/5 da fuori. Catch n’shoot rapidi stupidi non necessari e tiri un po’ forzati sono una componente, l’altra è quella di saper riconoscere il gioco e i movimenti dei compagni fornendogli assist precisi. Se poi hai Howard in squadra a mettere dentro i passaggi volanti sei facilitato. Un giocatore d’esperienza come lui però non può perseverare con tiri non selezionati.
 
Graham: 5
2 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. In 30 minuti limita Tatum che ne sta in campo 20 e segna 7 punti. Per il resto, rendimento un po’ inferiore in difesa. In attacco si fa stoppare un tiro quasi sulla sirena e l’1/5 complessivamente parla da sé, così come il -26 di plus/minus. Ricorre a 4 falli, nemmeno cattivi. Collisioni di gioco. Non facile sostituire MKG in una serata del genere.
 
M. Williams: 5
4 pt., 9 rimbalzi, 2 assist. 1/8 al tiro. Meglio, secondo me, di Graham in difesa, cattura anche rimbalzi ma al tiro è freddissimo splittando anche un paio di liberi dalla lunetta.
 
Howard: 6,5
21 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Fa senso vedere che Dwight è riuscito a catturare solo un rimbalzo difensivo, forse la costola si fa sentire, ma dall’altra parte si fa vedere eccome.
Tiene in piedi la baracca insieme a Kemba per due quarti. Lascia un po’ troppo spazio a Baynes e a i suoi piazzati, rimasto perfetto sino a un certo punto del match. Nel terzo qualche canestro ma anche errori.
10/15 al tiro, un solo turnover, tra i titolari il -15 è il miglior plus/minus…
 
Lamb: 5,5
10 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. Si sveglia troppo tardi. Un paio di triple e una buona stoppata ma ormai i Celtics son scappati…
 
Kaminsky: 6,5
16 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Buoni tiri, anche fuori equilibrio ed altri sbilenchi. Strano Tank. Tiene meglio Monroe lui nell’occasione che gli capita che Hernangomez. 5/10 dal campo, 6/6 ai liberi, peccato per lo 0/3 da fuori.
 
Carter-Williams: 6,5
14 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Abbastanza rognoso in difesa, riesce a trovare una serata dove rifila tre stoppate agli avversari… Non sbaglia sotto canestro andando in correzione o di forza con un 5/5 per lui quasi irreale più un 4/5 dalla lunetta. Buona gara e solo un -4 di plus/minus incassato, anche se nel secondo quarto è coinvolto nell’allungo Celtics, riuscendo però a dare un piccolo contributo per tornare più vicini.
 
Hernangomez: 4
0 pt., 6 rimbalzi. In 9 minuti commette 4 falli e fa 0/4 sia dal campo che ai liberi. Peggio dell’Howard da Vecchio Testamento. Non tiene Monroe in difesa e ha un tocco difettoso. Avrebbe dovuto esser nettamente un altro giocatore. Che sia la nemesi di Charlotte per il caso Cho?
 
Monk: 5
3 pt., 2 assist, 1 rubata. 1/7 dal campo. Entra già nel primo tempo ma è impalpabile. Non vedo miglioramenti nello sviluppo del suo gioco. Segna una tripla con schermo del Tank e poi sbaglia il resto.
 
Bacon: 6,5
6 punti, 1 rimbalzo. In 6 minuti fa ¾ al tiro chiudendo la partita nel garbage time. Almeno trova la mano riuscendo a far vedere scorsi di quello che ha mostrato in parte nella lega di sviluppo.
 
Stone: 5
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Entra e si perde nettamente Rozier non seguendolo per nulla. Ci “costa” 3 punti, ma la partita è finita. Non è facile entrare in partita quando non giochi proprio mai… Poco più di 4 minuti sul terreno.
 
Coach S. Clifford: 6
Non riesce a dare alla squadra l’impronta difensiva. Richiamata più volte anche in time-out vicini se necessario, il team sbanda ma molte volte sono canestri personali di bravura dei giocatori dei Celtics. È solo una sconfitta. Ricompattarsi e andare a Philadelphia in una gara più importante e alla portata rispetto a quella di stanotte.

Game 61: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 118-103

 
Gli Hornets per svoltare dovevano cacciare i fantasmi del 2017.
Un 2017 iniziato con una L contro i Bulls e finito con un bilancio complessivamente negativo, incluse altre due sconfitte proprio contro i Tori (una di un punto con un super Kemba che non riusciva tuttavia allo scadere a metter dentro il sorpasso e l’altra all’OT).
Per fare ciò i Calabroni dovevano mostrare la solidità con la quale hanno giocato le ultime partite.
Mostrarsi, apparire, sono verbi che sono l’etimo della parola fantasma.
Charlotte però doveva cancellare l’immagine spettrale, ambigua e diafana avuta lo scorso anno per voltare pagina e allontanare anche l’allucinazione Bulls.
Sul piano del risultato, dopo aver sofferto per almeno due quarti e mezzo, nulla da dire, l’incubo è stato ampiamente scacciato e ora ci si affaccia a una serie di trasferte non semplici.
Tornando alla partita… Charlotte ha accelerato nel finale e ha vinto sfruttando la maggior classe, precisione ed energia profusa, tuttavia la serata ha registrato gli infortuni di MKG (quasi immediato) e di Zeller (non rientrato nel secondo tempo).
Nel primo caso, dovesse trattarsi d’infortuni medio/lunghi, il numero 14 sarà rimpiazzato probabilmente da Lamb e Graham che stanno facendo altrettanto bene, se non di più, nel secondo caso Frank e Hernangomez potrebbero sostituirsi al recidivo centro, anche se lo spagnolo nei pochi minuti apparso, non è piaciuto.
Gli Hornets hanno quindi interrotto una serie di 4 sconfitte contro i Bulls e allungato la striscia vincente stagionale portandola a 5 partite, cosa che se non ricordo male, non accadeva dal 2016.
Tra gli ospiti diversi giocatori sono andati in doppia cifra ma LaVine con i suoi 21 punti è stato il più pericoloso.
Degni di menzione sono anche Valentine con 14 pt. e Portis che ha chiuso con una doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi, mentre per Charlotte i 31 pt. di Walker e i 24 di Howard, aiutati dai 15 di Lamb costituivano il nucleo (70 pt.) delle realizzazioni per coach Clifford.
Gli Hornets hanno catturato solo 35 rimbalzi contro i 44 dei Bulls, sopra anche negli assist (26-28), ma hanno tirato meglio con il 53,7% contro il 48,1% e hanno avuto meno turnover (14 contro 20).

Lo starting five di Chicago.

Il classico quintetto degli Hornets.

Hugo e le cheerleaders a inizio gara.

Partenza diesel per Walker che sulla prima azione della partita perdeva palla.
Al contrario Felicio partiva in maniera sprint segnando subito dal mid range lo 0-2 con un piazzato su un Howard svogliato nell’uscire.
Il nostro centro si faceva perdonare immediatamente in alley-oop lanciato da Batum.
Felicio con un altro piazzato, questa volta fronte a canestro dal punto più lontano del semicerchio dei liberi, colpiva per il 2-4 mentre Kemba si faceva stoppare dall’altra parte ma la palla schizzava sotto a Howard che sfruttava l’occasione per schiacciare, pareggiando.
Felicio, da sotto, ai 24 riusciva a evitare il tentativo di stoppata di Williams, firmando tutti e sei i primi punti dei Bulls.
Williams, a 9:10 invece metteva dentro la tripla per il sorpasso degli Hornets, che puntellavano lo score fino all’8-6 con Kemba a splittare due liberi per un blocking foul del centro avversario.
Lavine con un dribbling layup depositava oltre Howard per il pari (8-8), ma a 8:18 Kemba segnava da tre riportando sopra il team guidato da Clifford.
I Bulls continuavano a segnare cercando di tenere il passo; Lavine in jumper infilava l’11-10 ma un’altra tripla volante di Walker (7:08) era utile per il +4, anche se il finlandese dei Bulls replicava con la stessa arma a stretto giro di posta.
A 6:31, sulla linea di fondo sinistra, Howard tagliava dietro la difesa, Batum riconosceva la situazione da lontano e forniva la sfera al centro per il secondo alley-oop della sua gara…
Batum stoppava Lavine, ma Kemba ci pensava troppo sul tentativo da tre frontale e andava corto, dall’altra parte Dwight in aiuto stoppava Lavine all’ultimo secondo ma la sfera era preda di Felicio che convertiva i due punti…
Bulls sempre sotto di uno, ma l’entrata di Lamb era propizia a fornire immediatamente propellente per il decollo; tripla dalla diagonale sinistra per il 19-15 seguita da due punti di Dunn che tuttavia doveva vedere incassare i suoi un gancetto in turnaround nel pitturato opera di Williams.
Era sempre la nostra ala forte a darci ulteriore vantaggio, ancora merito di Batum, che da metà campo, sul rientro della difesa dei Bulls, capiva che vi sarebbe stato spazio sulla sinistra per un tiro da tre di Marvin, raggiunto dalla sfera, bravo a convertire con immediatezza per il 24-17.
MKG nel frattempo per un problema fisico al ginocchio usciva, entrava la panchina e i Bulls rimontavano segnando con l’ex Vonleh al vetro (oltre Batum) il 24-21 e pareggiando con un open 3 di Nwaba dalla destra.
I Bulls ripassavano avanti, venivano raggiunti da un’entrata con appoggio a una mano di Lamb che interrompeva il digiuno di punti degli Hornets, ma a poco dalla fine (:04.2) Valentine ghiacciava gli Hornets con la tripla che chiudeva il primo quarto sul 26-29.

Williams supera Dun in floater durante il primo tempo.
AP Photo/Bob Leverone

Howard schiaccia durante il primo tempo della partite.
(AP Photo/Bob Leverone)

 
Il secondo quarto non dava la sveglia a una panchina degli Hornets troppo passiva.
Un tecnico a Clifford dopo 11 secondi allontanava sul 26-30 gli ospiti che tuttavia continuavano ad avvantaggiarsi con un gancetto in entrata di Vonleh e una tripla di Portis per un parziale di 9-0 pro Bulls.
MCW, non al primo tiro errato (tripla mancata sul finire del primo quarto e altre due open prima del canestro da fuori di Portis) si faceva anche stoppare, per fortuna Graham dall’altra parte era un difensore amuleto; il tiro oltre di lui di Valentine s’infrangeva sul ferro ed MCW, nonostante un altro errore, conquistava il rimbalzo e depositando finalmente due punti, faceva ripartire l’attacco di Charlotte. Nwaba trovava due punti ma Kaminsky con un piazzato dal mid range leggermente a destra anticipava un arresto e tiro di Lamb su Portis che non riusciva per tempo a reagire (pensando a un’entrata del nostro numero 3) lasciando a Jeremy i due punti.
Tre ne trovava il Tank a 8:33 con un catch n’shoot notevole… -2, mentre dall’altra parte Graham teneva anche sul tentativo di Portis, tuttavia un per un fallo di MCW, l’ex Vonleh segnando dalla lunetta riportava la Wind City oltre il break.
MCW mancava ancora un open 3, più impegnato a costruirselo che altro e Vonleh, in avvicinamento, approfittava anche di uno scivolone a piedi uniti di Zeller per depositare il 35-41.
Clifford a 7:21 chiamava il time-out. Nove secondi dopo il rientro sul parquet, una produzione made in Kaminskyland (step back armonico da tre) riavvicinava i bianchi di casa, anche Lavine non riusciva a battere Graham, mentre dall’altra parte Zeller, raggiunto da un passaggio sotto canestro, fintava per subire il tocco di Payne.
Due punti e un FT mancato che facevano girare il tabellone sul 40-41 con Markkanen capace di ritoccare sul +3 per i neri andando oltre la difesa di Frank con tiro leggermente all’indietro dalla media.
Walker decideva d’infiammarsi e con quattro punti riportava sopra i Calabroni (44-43).
Iniziava una serie si sorpassi; Felicio su passaggio laterale, entrando come un treno depositava due punti, Kemba al vetro andava oltre il finlandese, Kemba con l’arresto e tiro segnava anche il 48-45.
Con in campo lo spagnolo Hernangomez per la prima volta nei minuti che contano, la partita non andava meglio; Felico lo batteva dopo uno spin dal post basso e da una drive, LaVine ricavava due FT per il sorpasso.
Walker intuiva l’entrata a ricciolo di Marvin libero da pressione, raggiunta la palla Williams puntava a canestro diretto dove liberava una dinamitarda schiacciata di destro per il 50-49.
Passavano avanti gli ospiti con due FT ma erano raggiunti da un ½ di Kaminsky che segnava la fine delle ostilità per quanto riguarda i punti segnati.
Perfetto equilibrio (51-51) al riposo dunque.

Walker si libera di Dunn grazie allo schermo di Howard e si prepara al tiro da tre punti…
(AP Photo/Bob Leverone)

 
Si rientrava nella ripresa con Howard in campo, alle prese con un piccolo problemino, chi invece rimaneva negli spogliatoi per un infortunio al ginocchio era ancora il recidivo Zeller…
Howard comunque iniziava alla grande stoppando Dunn e influenzandone un altro tiro, ripartenza con corsa in parallelo di Howard rispetto a quella di Kemba, palla alzata dal secondo per il primo vicino a canestro e alley-oop bruciante…
Markkanen con un po’ di sfacciataggine riusciva a trovare quella fortuna che aiuta gli audaci sul tocco a superare Howard.
Mentre a 10:28 una brutta difesa di Charlotte consentiva al finlandese di depositare facile in nuovo vantaggio per la squadra di Hoiberg (53-55).
Batum, seguendo Howard nella sua drive sulla baseline veniva raggiunto in area, fallo e due FT per il pari.
Nwaba fermava con il terzo fallo personale Howard che dividendo i liberi restituiva un minimo vantaggio alla squadra del N. Carolina la quale traeva beneficio da un’azione convulsa sulla quale Batum recuperando pala a metà campo lanciava lungo sulla contro-transizione Lamb ce solo, al volo depositava facilmente.
A Howard veniva assegnato un fallo contro Dunn sfruttato a metà dall’avversario dalla lunetta, sempre a Howard a 8:05 era annullato un poderoso alley-oop per una spinta di Valentine avvenuta prima del tiro tra i fischi del pubblico… Dalla possibile giocata da tre punti si passava invece al pari quando il finlandese scaricava una violenta schiacciata a una mano a 7:46.
Walker non se ne preoccupava troppo segnando da tre, ma i Bulls ancora una volta tornavano sul -1 e avrebbero la possibilità di pareggiare con un tecnico assegnato a Howard che tuttavia non era ben sfruttato da LaVine. Howard si rimetteva in moto in attacco; spin esterno su Felicio dal post basso sinistro per chiudere con perizia. Dwight era bersagliato dagli arbitri e riceveva contro una chiamata per intervento irregolare su Felicio che tuttavia dalla lunetta segnando un solo libero, lasciava attardata di 2 Chicago (63-61).
Lamb e Valentine si rispondevano, la partita rimaneva quindi incerta fino alla svolta data dal capitano che a 5:44, indovinando un tiro pesante con palla accolta dal ferro che quasi l’aveva fatta riposare sopra di sé, dava il via alla fuga decisiva.
Dunn a 5:33 sfondava su Walker (al secondo sfondamento preso in serata) e a 5:13 il capitano, scambiando sulla sinistra con Batum, dalla linea di fondo restituiva al francese che bombardava da tre dal lato per anticipare la bomba del Tank che spingeva i teal & purple sul 71-63.
Cambiava il vento nei confronti di Howard che udiva il fischio degli arbitri a suo favore completando una giocata da tre punti che faceva viaggiare gli Hornets sul 74-63 (4:49) con un parziale esteso sul 9-0…
LaVine da tre non si arrendeva, ma ancora Howard a 4:02 non incontrava serie opposizioni al suo ingresso nel pitturato da sinistra che gli consentiva di fisico di depositare il personale sedicesimo punto.
Portis maldestramente in possesso di palla buttava giù Batum, altro sfondamento che i Bulls pagavano caro perché Batum vedeva il passaggio in zona rossa di Howard (completamente libero) che si permetteva il lusso e la finezza di chiudere in reverse alley-oop per allietare i fan a 3:34 Portis era stoppato da Howard, ma sull’azione successiva i Bulls tornavano a segnare con un rapido spin di LaVine, bravo a battere Frank nel pitturato.
Nel finale a 1:09 LaVine stesso in transizione segnava l’82-75 ma era un semigancio di Howard dopo due passetti in corsa a far notare l’impotenza di Portis nel tenere Dwight. Il numero 5 avversario si rifaceva andando di tripla ma sull’ultima azione finale degli Hornets, un rimbalzo offensivo ci consentiva di tener palla sino alla fine del quarto; Kemba la gelava per poi realizzare a :03.9 dalla top of the key tre punti che restituivano ossigeno e chiudevano il quarto sull’87-78.
 
Dal +9 al +11 in avvio ultimo quarto con due FT, saltando più avanti, si passava anche sul +14 quando Lamb sulla sinistra lavorava un pallone mandando fuori tempo gli avversari per cedere poi, facendo la cosa giusta, a Graham che fronte a canestro e senza nessuno tra i piedi, scagliava la micidiale freccia del 94-80…
Lamb andava a chiuder una tripla sul lato, Howard prendeva il rimbalzo difensivo in maniera aggressiva, avanzava lanciando lungo e teso per lo stesso Lamb che dl post basso sinistro anticipava il difensore con un tiro sobrio ma efficace per il 96-81.
Non c’era più partita con i canestri di Kemba, Lamb e ancora Walker… a poco serviva la tripla di LaVine da destra, pur ben chiuso.
103-90 che diventava 111-95 quando Nwaba, tagliando in diagonale, tornava su Batum andando a sbattere di spalla sul tiro.
Giocata da tre punti del francese che in due tempi otteneva ciò che nel finale riuscivano a fare in un sol colpo ancora una volta Walker e Graham che guidavano senza rischi Charlotte alla vittoria finale per 118-103.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
31 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate. 11/19 al tiro compreso un 6/10 da fuori. Peccato per i 6 turnover, uno ad esempio nel finale in transizione con palla orizzontale lunga data a destra per un tiratore da tre inesistente con la squadra a schiacciarsi verso il centro. Roba da poco, come le difficoltà iniziali. Quando prende confidenza è letale sia da sotto che da oltre l’arco da dove bombarda spietatamente. Ha il merito di spingere fuori dalle secche Charlotte nel terzo quarto oltre che andare a recuperare due palloni in difesa per sfondamento. Servirà questo Kemba per le difficili tre trasferte contro top team dell’Est.
 
Batum: 6,5
10 pt., 7 rimbalzi, 12 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Pessimo 3/10 al tiro, ancor di più il/1/6 da fuori… Classica notte in cui non connetta, ma connette invece molto bene i compagni per mandarli a canestro con pregevoli assist mandati al destinatario con precisione anche da lande quasi inesplorate. Di tutto un po’, rimbalzi, un paio di steal… Speriamo continui così ed eviti di forzare qualche tiro non necessario.
 
Kidd-Gilchrist: s.v.
0 pt. (0/0), 1 rubata. Ruba un pallone in 6 minuti. Per il resto non ha il tempo di mettersi in moto. Potrebbe essere il tendine del ginocchio sinistro a dar fastidio. Vedremo gli sviluppi…
 
M. Williams: 7
14 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 5/8 al tiro e ¾ da fuori, +18 di +/-. Discreta partita di Marvin che s’impreziosisce grazie a pochi tiri mancati. Ciò che ci serve. Qualcuno di complementare che commetta pochi errori quando chiamato in causa…
 
Howard: 8
24 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 5 stoppate. Non cattura molti rimbalzi e i Bulls vincono la sterile lotta a rimbalzo, ma distribuisce 5 stoppate facendo subito capire la filosofia di fondo tratta dal not in my home di Mutombo. 4/5 dalla lunetta e 10/12 al tiro. Domina in attacco contro tutti i lunghi dei Bulls, specialmente Portis.
 
Lamb: 7
15 pt., 1 rimbalzo, 5 assist. Molto più concreto di altre partite, chiude con un 7/9 dal campo e un +13 di +/-. Partita nella quale fa bene la fase offensiva ma anche la difensiva. Ottimo terzo aiuto per coach Clifford.
 
Kaminsky: 6,5
11 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata in 22 minuti. 4/6 al tiro. Frank gioca qualche minuto in più (non del solito, ma nel finale di secondo quarto a subentrate allo spagnolo) per l’assenza di Zeller, prendendosi tuttavia pochi tiri. Finisce con un 4/6 dal campo e in doppia cifra. Altro buon aiuto per Clifford che quando ha una panchina così, deve preoccuparsi di poco.
 
Carter-Williams: 5
4 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Non molla e gliene do atto. Continui così tirando meglio però… Purtroppo l’1/11 dal campo e come l’ottiene, determina anche un voto, già alzato per un finale nel quale guadagna comunque due liberi, riesce a rubare un pallone… Bravo a rimbalzo ma le sue triple aperte (0/6) nelle quali sembra guardarsi i piedi prima di tirare e salire incerto ci hanno condizionato nel risultato per parte della gara. Soluzioni giuste per l’uomo sbagliato. Prende anche un tecnico per una reazione non indirizzata agli arbitri dopo l’ennesimo errore ravvicinato.
 
C. Zeller: 6
2 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Gioca 10 minuti finendo sotto di 4 nel plus/minus. Un buon canestro con finta, accompagnato però dall’errore al libero. Poi l’infortunio e i non rientro nella seconda parte di gara.
 
Graham: 7
7 pt., 2 rimbalzi, 4 rubate. 2/4 al tiro in 27 minuti. Sostituisce alla grande MKG. Difficile segnargli. Un muro che da sempre fastidio nel modo giusto sul tiro. Micidiale se servito smarcato. Servirà se MKG dovesse restar fuori per le prossime sfide.
 
Hernangomez: 5,5
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo. In tre minuti deve ricorrere a due falli. Clifford lo toglie inserendo il Tank nel finale del primo tempo. Poco in campo ma non piace in serata. Da rivedere perché il talento dovrebbe averlo ma sembra ancora un po’ avulso dal gioco. In difesa però deve dare di più.
 
Monk: s.v.
0 pt. (0/1). Clifford lo fa apposta per allungarmi la lista dei giocatori scesi in campo (inutilmente). Poco più di un minuto nel quale aggiunge un errore al tiro.
 
Bacon: s.v.
0 pt. (0/0), 1 assist. Come Monk, ma lui ha un assist all’attivo.
 
Coach S. Clifford: 6,5
La squadra è meno brillante ma ricalca un po’ la partita contro i Nets disputata poco tempo fa. Sicuramente la difesa è da rivedere. Ora dovrà vedere di recuperare gli infortunati e gestire al meglio quest’onda d’entusiasmo. L’energia c’è, non bisogna fermarsi alla prima avversità ma cercare di vincerne il più possibile, anche perché gli Heat, in Florida, in una gara spareggio, sono riusciti a prevalere di un punto su Phila. Se da una parte ciò mantiene le distanze invariate dall’ottavo posto, riavvicina la squadra della città dell’amore fraterno, con la quale avremo ben 4 scontri. Per stasera va bene così. Aiutato dai big e dai passaggi di Batum, dalle incursioni di Lamb e dalla difesa di Graham.

 

 

Game 60: Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 114-98

 
C’è un pezzo degli anni ’80 di Nick Kershaw (artista, cantante e songwriter inglese) intitolato The Riddle (l’Enigma), che ho sempre trovato molto affascinante.
Mi chiedevo però il significato di un testo apparentemente confuso o indirizzato in direzioni indefinite…
Ebbene… dopo anni fu lo stesso cantante a rivelare che quel testo non presentava soluzioni, per lui era “spazzatura”, un’“assurdità”, “cazzate” (le definizioni le dette lo stesso Kershaw) tipiche da prodotto anni ’80 (potremmo discuterne), ma rappresentavano un adattamento alla musica che era stata evidentemente partorita prima.
Eppure, nonostante la distruzione della sua opera a livello di testo, forse non sa che ha fornito non solo la base per vari remix (famoso quello di Gigi D’Agostino), ma ha avuto il merito di far riflettere e pensare tanti fan che hanno cercato di comprendere tra le righe un significato (ancor più misterioso e “incasinato” dal video che mostrava immagini che parevano esser prese da Alice nel paese delle meraviglie e con la presenza dell’Enigmista in tuta verde, nemico di Batman) che non c’era.
Tratto forse da un amore per l’espressionismo, incamerata la fotografia dall’esterno e violentemente rilasciata l’immagine che si è riverberata violentemente all’esterno, è l’impressione dell’artista sul mondo a far la differenza, in contrasto con la realtà oggettiva.
Se avessimo tentato di comprendere qualcosa sulla stagione di Charlotte, basandoci solo sulle presunte forze in campo, la tattica, gli infortuni… probabilmente saremmo rimasti delusi.
Battere alcune tra le squadre più forti (almeno a Ovest) e poi perdere reiteratamente gare punto a punto o contro team di non altro livello, avrebbe stordito anche il padre della psicanalisi.
Espressionismo dicevamo… un movimento il cui fulcro consiste nel produrre una ribellione dello spirito contro la materia, i giocatori nelle ultime partite, con le spalle al muro hanno iniziato a sfidare quella bassa percentuale appena al di sopra del 10% data come possibilità di partecipazione ai playoffs e con impegno, cuore e determinazione, stanno tracciando nuove imprevedibili traiettorie sfidando la legge numerica.
Hornets però che ora sono alla quarta vittoria consecutiva e sono sembrati da subito nettamente superiori ai Pistons durante la partita.
La squadra della Motor City probabilmente ha peggiorato la sua situazione nello scambio con i Clippers, si è notata infatti l’assenza di esterni brillanti pronti a colpire da fuori…
Griffin ha chiuso con 20 punti, Drummond e Bullock con 14 a testa ma Charlotte ha portato a casa la serie per 2-1 e sembra tra le due essere l’unica accreditata per andare a romper le uova nel paniere a Miami o a qualche altra squadra che ormai credeva d’avere i playoffs in tasca…
Il 16/35 da fuori ha aiutato molto Charlotte che in una gara con diversi turnover (18 CHA, 17 DET), ha vinto 47-41 a rimbalzo e 28-23 negli assist (9 di Batum) dimostrando d’aver ritrovato anche gioco di squadra.
 
Pronti, via… alla conquista dello spazio sulla palla a due, in qualche maniera la sfera finiva nella metà campo dei Pistons che partivano determinati…
Drummond con un appoggio al vetro particolare segnava il primo canestro, Ish Smith il secondo dalla FT line nonostante l’opposizione attiva di Walker.
Marvin, circumnavigando il fianco destro di Drummond depositava nella retina dopo aver mandato prima la sfera a toccare il vetro ma ancora i Pistons con Smith da sotto riuscivano a segnare il 2-6.
Difesa aggressiva con frequenti uscite di Griffin a disturbare/raddoppiare Walker, il quale, per tutta risposta, infilava proprio davanti al neoacquisto di Van Gundy il 4-6 in jumper.
A 9:36 il pallone rimaneva nei pressi del canestro dei Pistons (entrata di Walker non a segno), ci pensava Howard a riprendere e a ribadire a canestro per il pari…
I Pistons segnavano con Griffin, ma per la seconda volta in partita a Drummond erano fischiati i tre secondi nella nostra area.
Arrivava quindi l’occasione del pari con un passaggio saltato di Batum per l’infilata sul pick and roll di Howard e relativa slam dunk a una mano.
Marvin da destra con la tripla ci portava avanti e su un rimbalzo offensivo Howard metteva dentro il tredicesimo punto trovando l’asse con Batum che lo mandava nuovamente a canestro con un alley-oop sul quale in nostro numero 12 però doveva esaltarsi in volo per concretizzarlo…
Si andava sul 21-15 mentre Batum approfittava del raddoppio su Howard in modalità scatto da pick and roll per tirare in fade-away agilmente: 23-17…
Batum continuava a fornire assist: questa volta dalla sinistra un passaggio orizzontale tagliava la difesa dei Pistons che subivano la bimane di MCW, il quale era attivo anche in difesa andando a stoppare Griffin da dietro…
MCW metteva anche due liberi, Drummond mancava un potente alley-oop a una mano e dall’altra parte Kaminsky lo puniva dalla diagonale destra colpendo da tre con il centro non reattivo sull’alzata.
Il big man di Detroit si rifaceva conquistando un canestro da due punti nonostante il fallo di Frank.
Drummond però mancava il libero e sulla sirena, durante l’ultima azione a disposizione degli Hornets, spuntava nel traffico Zeller a tapinare un errore di Lamb…
32-17 era il finale di primo quarto…

Charlotte Hornets’ Michael Carter-Williams (10) blocks Detroit Pistons’ Blake Griffin (23) shot during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Sunday, Feb. 25, 2018. (AP Photo/Bob Leverone)(Photo: The Associated Press)

 
Il secondo iniziava ancora con un paio di punti dei Pistons, questa volta ottenuti a mezzo lunetta da Ennis.
Cody però replicava cambiando sport; con l’uomo davanti cercava spazio in maniera ortodossa, ne usciva un gesto atletico simile al getto del peso con palla a rimbalzare sul plexiglass e a finire in retina…
Tolliver mancava un tiro da due, rimbalzo, tripla di Nelson, classico in & out mentre Charlotte non falliva; ultimo passaggio a liberare Graham nell’angolo destro e preciso tiro che issava i viola sul 37-21.
Galloway da fuori era sfortunato come Nelson, Frank invece da posizione quasi frontale aveva il tempo per mirare e infilare un altro tiro pesante…
Ormai esaltatosi Frank si faceva spazio in avvicinamento tra un paio di giocatori, Galloway commetteva fallo, mentre Frank imitava una ballerina di Flamenco con braccio alzato sopra la testa; circus shot con libero aggiuntivo a bersaglio. Inizio meraviglioso degli Hornets tra gioco di squadra e prodezze personali di giocatori redivivi…
Bullock dopo lungo tempo sbloccava gli ospiti con due punti ma il risultato variava solamente sul 46-23.
C’era il tempo anche per un’entrata di MCW che da sotto canestro in salto passava al volo dietro la nuca il pallone per Zeller che dal pitturato ravvicinato infilava il piazzato…
A 6:41 anche Lamb, dopo diversi errori, infilava una tripla open dalla diagonale sinistra.
Ci riprovava Lamb ma non andava a segno, tuttavia intercettava la riapertura dei Pistons per il contropiede… Smith in entrata scomposta segnava il 51-27, ma nella battaglia delle PG Kemba aveva la meglio infilando una bomba fuori equilibrio dopo aver oltrepassato lo schermo di Howard e ripetendosi anche da tre a 4:50 con un deep 3, mandava Charlotte sul 57-29.
7/14 per gli Hornets e 0/6 per i Pistons da oltre l’arco era un dato chiaro…
Griffin in avvicinamento e poi Howard con uno spin, un arresto a mandar fuori tempo Drummond prima d’appoggiare di dx proteggendosi con il ferro, erano canestri che non cambiavano la sostanza, così come le repliche di Griffin e di MKG in coast to coast.
Blake perdeva la testa sulla rimessa rimettendo palla in gioco con i due piedi in campo, poi si metteva a protestare a 2:05 ma Kemba infilava due liberi facendo toccare agli Hornets il +30 (mai raggiunto in stagione simil divario).
I Pistons però rientravano di qualche punto andando a riposo sul 70-46…

Già a fine primo tempo il +/- della panchina dava l’idea della supremazia dei viola.

 
Il terzo quarto lo apriva Batum di tripla a 11:13, Howard a 10:04 segnando un libero su due infilava il 74-46 ma gli Hornets si addormentavano un po’ consentendo ai Pistons di rientrare.
A sugellare il buon momento ospite e il pessimo dei locali era Drummond in raddoppio su Kemba in palleggio, la sua steal con successivo passaggio dietro la schiena per sé stesso gli consentivano di lanciarsi in contropiede, Marvin tentava d’intervenire sul palleggio, ma un principio di crossover con una chiusura brillante consentivano alla squadra di Stan Van Gundy di raggiungere il 74-51.
Per riavviare il motore degli Hornets serviva una tripla di Batum per farci toccare quota 77, c’era ancora qualche scoria del sonnifero nel sangue degli Hornets però che incassavano una tripla di Bullock in transizione alla quale rimediava Williams ripagando con la stessa moneta per l’80-60.
Era sempre Bullock con due punti a riavvicinare i Pistons sul -16 (80-64), ci pensava ancora Batum tracciano un passaggio teso e rischioso ma perfetto per il back-door di Howard che riusciva a battere la spietata marcatura di Drummond con l’alley-oop stretto a sinistra del canestro. Batum stoppava Griffin in aiuto ma iniziavano a piovere decisioni a favore dei Pistons che Clifford e giocatori contestavano (qualcuna a torto, qualcuna a ragione), comunque a 3:23 arrivavano due FT a favore di Smith ma lo 0/2 lasciava la partita sull’82-66 salvando Charlotte da un possibile principio di serio rientro della formazione della Motor City…
A 2:57, partendo dalla sinistra con finta, Kemba arrestava il palleggio poco più avanti trovando un importante banker, Kaminsky a 2:21 infilava la tripla ma Ennis replicava immediatamente ultimando le ultime resistenze dei grigi. Kemba a 1:52 passava sulla sinistra del blocco portato da Howard rompendo il raddoppio, palleggio a testa bassa e volo alla sinistra di Tolliver (aspettava lo sfondamento) svitando l’anca sinistra in ascensione per chiudere in appoggio con la stessa mano tra l’incredulità di qualche fan.
Libero aggiuntivo per il 90-69, 21 pt. di vantaggio ripristinati…
Si finiva con una tripla di Batum che vedeva il fondo del secchiello mentre Ennis, sull’uscita dal blocco, era aggressivo finendo addosso al francese che portava a casa l’azione da 4 pt., anche se era “Geremia Agnello” (Lamb) a finire sul tabellino come ultimo realizzatore del quarto con un’elegante rilascio in avvicinamento per ritoccare il punteggio fino al 96-71.

Walker va dritto contro Drummond…
(AP Photo/Bob Leverone)

 
L’ultimo quarto poteva riservare poche insidie ma a mettere la parola fine sulla partita ci pensava ancora lui: Jeremy Lamb, il quale, dopo aver visto una tripla di MCW e un semigancio di Zeller finiti dentro, andava a forzare Griffin al quinto fallo.
Ne approfittava poco dopo per colpire da tre dalla diagonale destra, proprio con l’ex Clippers in marcatura più passiva per non esser buttato fuori…
Il nostro numero 3 si ripeteva dal corner sinistro facendo toccare il margine, glaciale per i Pistons, di 32 punti.
La macchina di Marchionne era in panne, Griffin segnava in schiacciata ornamentale arrivando a quota 18, ma si prendeva un tecnico per spinta a Zeller successivamente (sull’inerzia, ma spinta voluta) ai passi fischiati dall’arbitro. Anche Tolliver rifilava una mazzata a Frank sotto il canestro dei Pistoni in un uno contro uno, ma c’era poco da dire.
Partita finita con la panchina in campo, poi con la panchina profonda ne approfittavano gli uomini di Van Gundy per render lo strappo più dignitoso.
114-98 era il punteggio finale, ma il divario è sembrato dall’inizio molto più netto dello score finale…
 
Pagelle
 
Walker: 7
17 pt., 1 rimbalzo, 6 assist, 1 stoppata. 5/11 dal campo. Kemba regala sempre qualche perla come un’entrata e una tripla fuori equilibrio. Un po’ sotto media perché non vuole strafare. Prende meno tiri ma è più attivo in difesa. Un paio di difese nelle quali gli scappa Smith, per il resto attento e pronto e disponibile a ceder anche palla. Altruista.
 
Batum: 8
15 pt., 5 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 5/10 al tiro. Lo so… non sembra vero ma per me (non solo per me, è stato il miglior giocatore premiato da Sprite) è stato il migliore. Assist in serie già dal primo quarto trovando l’intesa anche con Howard finalmente. Segna subito da tre nel terzo quarto e ancora quando si stavano riavvicinando gli ospiti, dandogli anche la spallata nel finale di terzo quarto con un’azione da quattro punti. 5 rimbalzi, 3 rubate, una stoppatona a Griffin… Qual è il vero Batum? Noi ci auguriamo questo sino a fine stagione…
 
Kidd-Gilchrist: 6
6 pt., 2 rimbalzi. 3/6 al tiro in 20 minuti. Una difesa tarantolata a tratti ma non sempre adeguata nei 20 minuti. Bullock dalla destra gli mette in faccia una tripla un po’ troppo semplice, tuttavia ci prova. Peccato per lo 0/2 ai liberi, bello il coast to coast con il quale batte Griffin.
 
M. Williams: 6,5
8 pt., 7 rimbalzi in 23 minuti. Non gioca moltissimo, ma come nella precedente partita indovina una tripla al momento giusto. In difesa contiene bene e cattura anche parecchi rimbalzi per i suoi standard attuali.
 
Howard: 7,5
17 pt., 12 rimbalzi con 8/10 al tiro. Non sbaglia quasi nulla, anche perché Batum gli propone alley-oop in serie, ma lui è più bravo di Testsuya e del Brain Condor di Mazinga sull’agganciamento, non semplice… Vince ancora il duello con Drummond che in attacco ha timore di lui e affretta tiri andando fuori ritmo. Doppia doppia da favola ancora una volta.
 
Lamb: 7
11 pt., 5 assist, 1 rubata. +34 di +/-… Non parte benissimo mancando tre conclusioni, poi trova una tripla e altre due nel finale. Nel mezzo c’è anche tanta difesa a disturbare tiratori e se deve ricorrere al fallo non lesina, tanto che Clifford gli fa capire di non eccedere in alcune circostanze. Un plus/minus clamoroso…
 
Kaminsky: 7
13 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/9 al tiro. Buona partita incentrata sul 3/5 da fuori per quanto riguarda i punti. Attivo a rimbalzo, conquista anche quello sull’errore di Drummond dalla lunetta. Un circus shot spettacolare nel primo tempo, fortunoso ma voluto. Altra buona serata per il risveglio del Tank che in difesa tiene meglio. Va K.O. su una mazzata di Tolliver ma si rialza…
 
Carter-Williams: 7,5
10 pt., 3 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate, 1 stoppata. +24 di +/-… Big night per il redivivo MCW. Parte bene tra punti, palle recuperate con voglia e anche una clamorosa stoppata rifilata a Griffin. Un air-ball da tre e un palleggio non riuscito sul lato sinistro sono le note negative. Nell’ultimo quarto trova anche la tripla, oltre ad assist pregevoli sfornati in precedenza…
 
Graham: 6
4 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Bella la tripla dall’angolo, poi splitta due FT e manca un paio di tiri da sotto (in serie) nel finale, dopo essersi preso il suo rimbalzo. Può essere importante in alcune partite come sfogo, ma va anche ad attaccare il canestro, tuttavia da sotto deve affinare la mano, così come ai liberi…
 
C. Zeller: 7
13 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata. 6/9 al tiro. Equilibrato in difesa, va a dar fastidio anche nell’area avversaria dove recupera anche falli da trattenuta o rimbalzi (3 dei 5 sono offensivi). Partita nella quale fa valere il suo tocco ravvicinato nonostante non sia semplice. Nel finale garantisce solidità con un canestro e un rimbalzo difensivo in sequenza.
 
Monk: 5,5
0 pt. (0/5). Circa 6 minuti in campo finendo con uno 0/5 dal campo. Se vuole ottenere qualche minuto in più deve far meglio di così anche se stai giocando con una squadra che se non è quella casuale di giornata trovata con gente al campetto che forse più o meno conosci, poco ci manca per l’affiatamento… MCW sta rendendo di più attualmente…
 
Hernangomez: s.v.
0 pt. (0/2). Si prende una stoppata netta e sbaglia un tiro in tre minuti. Da rivedere con più tempo in campo a disposizione.
 
Bacon: s.v.
0 pt. (0/0). Tre minuti e riga di zero nel tabellino.
 
Coach S. Clifford: 7,5
Squadra rimessa a nuovo e tirata a lucido che gioca una delle partite, o almeno, un primo tempo spettacolare e fortunato con schemi e giocatori “nuovi” nello spirito. Non so che sia successo ma questa squadra al momento sembra rinata, lontana parente di quella impaurita che perdeva tutti i finali punto a punto… Spareggio vinto, ora bisogna mantenere i piedi per terra e continuare a giocare così…

Game 59: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 122-105

 
Non c’era nemmeno il tempo di riflettere dopo aver gioito per la vittoria casalinga sui Nets.
Si viaggiava in direzione capitale per affrontare una partita contro i Wizards in back to back per entrambe le squadre che nella notte precedente erano uscite entrambe vincenti, con i padroni di casa capaci d’imporsi 110-103 sul “terreno” dei Cavaliers nonostante l’assenza di Wall.
Un muro era proprio quello da abbattere da parte degli Hornets per sperare d’ottenere una clamorosa qualificazione ai playoffs anche da ultima seed.
Un muro come quello che un padre di una ragazza uccisa nell’ultima o meglio… la penultima sparatoria con troppi morti in una scuola statunitense si è trovato davanti in un incontro al quale era presidente il presidente Trump, il quale mentre ascoltava le parole del padre che chiedeva di far qualcosa mal celava una faccia disinteressata e beffarda, un po’ come quella di vecchi manager navigati che in un bordo ring da wrestling sono pronti a commettere qualsiasi tipo di scorrettezza (naturalmente nel wrestling è tutto preordinato).
Ovvio che se la National Rifle Association, la potentissima lobby che riunisce i costruttori d’armi, finanzia la tua campagna elettorale (per la verità finanzia indistintamente sia democraici che Repubblicani, anche se in questi ultimi trova maggiori sostenitori della necessità d’armarsi), le soluzioni non possono essere trovate, non solo per radice storica e culturale (ieri ad esempio vedendo la tripla di Walker, Howard ha simulato un pistolero che rinfodera le sue colt nel cinturone, ma finché rimane lì la cosa…
D’altra parte anche noi parliamo di bombe o usiamo talvolta un lessico militare), ma anche per mancanza di volontà derivante da un conflitto d’interessi palese.
Conflitto anche di Washington che con Indiana alle calcagna e i Cavaliers a portata, Washington cercava di non perder la quarta piazza e il fattore campo e al contempo migliorare la propria posizione, ma i “disperati” Hornets andavano a creare un nuovo fronte di conflitto, accerchiando la capitale.
Gli ex Bullets (le Pallottole) finivano al tappeto ancora una volta.
Charlotte, se ieri contro i Nets sembrava limitarsi e non convincere appieno, questa sera ha dominato dall’inizio alla fine.
E’ vero che ogni partita ha una storia a sé, noi sembriamo avere un buon feeling contro i Maghi quest’anno (3-0 e serie vinta), ma la squadra è apparsa in buona forma, quindi il sogno può continuare, avendo vinto anche questa “finale”…
I 41 rimbalzi contro i 36 dei locali hanno aiutato, così come una solida gestione della spicchiata (soli 8 i TO contro i 14 dei Wizards) e se complessivamente dal campo siamo sotto di poco in percentuali che comunque si avvicinano al 50% per ambo le squadre, da fuori abbiamo fatto nettamente meglio con il 43,6% contro il 36% dei Maghi…
A poco sono serviti i 33 punti di Beal e i 16 di Porter Jr., la manovra a tenaglia e i bombardamenti da fuori hanno favorito gli Hornets, bravi a non far tornare in partita gli avversari.
 
Partenza “sparata” di Charlotte nonostante la prima palla sia dei Wizards.
Dopo due tentativi dei Maghi a vuoto con Howard abile a stoppare Gortat e a creare sul secondo attacco degli Hornets un’azione da tripla aperta per Marvin che non sbagliava da tre (11:12), il nostro centro si ripeteva su Satoransky, ma il centro polacco che aveva seguito l’azione correggeva per il 3-2.
Washington in vantaggio con Morris e l’appoggio dal centro dell’area, ma Marvin scattando sulla sinistra riceveva il passaggio di Kemba fermo dietro di lui, così scagliando la seconda tripla ci riportava avanti.
Porter Jr. mi allarmava segnando ancora dal rosso pitturato, ma MKG a tutta velocità ci riportava sopra appoggiando di dx al vetro andando a battere Gortat con urlo paralizzante.
A 9:03 un semplice lob altissimo (volontario di Batum) dall’esterno era trasformato da Howard in alley-oop.
Dopo un buon reverse layup di Morris, Charlotte iniziava a staccarsi; Batum colpiva lungo dalla linea destra, Marvin cambiando strategia colpiva il ferro in entrata, ma recuperando il rimbalzo appoggiava a canestro correggendo l’errore, una transizione 4 contro uno guidata da Batum con passaggio poi restituito all’ultimo da Howard, consentiva al francese d’appoggiare e di ricevere anche il fallo.
A 7:00 minuti con il libero aggiuntivo, Charlotte raggiungeva il 17-10.
Tre secondi dopo scattava l’allarme rosso per Brooks che chiamava un time-out.
Si succedevano rapidamente gli alley-oop di Morris e di Howard, poi Beal segnando da tre innalzava il punteggio sul 19-15.
Walker mancava il primo tiro della serata ma in difesa dava fastidio a Morris e Satoransky che finivano per perdere un pallone a testa.
Nel frattempo MKG dal palleggio tirava fuori un pullup dalla baseline destra che infilava armonioso così come la tripla di Williams, sul quale sbatteva Morris in uscita a 4:45.
Marvin celebrava da terra e anche se sbagliava il libero (corto), Charlotte volava sul +9 (24-15).
Una gran difesa di Marvin su Beal consentiva la lettura del passaggio forzato di Beal, Kemba intercettava e MKG segnava in transizione…
Oubre Jr. da tre dalla diagonale destra riduceva lo scarto così come Satoransky in entrata battendo Kemba.
Scattava quindi anche il primo time-out per gli Hornets a 3:20 sul 26-20.
Al rientro arrivava un altro alley-oop sull’asse Batum/Howard, il francese armava anche Kaminsky e Lamb ma i loro tiri da fuori non entravano, al contrario di quella di Batum frontale un paio di passi dietro la linea con la difesa ad aspettarsi l’ennesimo passaggio dentro (in questo caso per Zeller).
Quattro punti dei Wizards facevano un po’ più felice Brooks che vedeva i suoi riavvicinarsi (31-24), poi nell’ultimo minuto Lamb intercettava un pass di Meeks verso Oubre venendo trattenuto da quest’ultimo.
Primo fallo nei due minuti finali e mancata transizione.
Jeremy però si rifaceva segnando da ben oltre la linea, tutto spostato a sinistra battendo la luce rossa.
La sua tripla spaziale chiudeva sul 36-26 il primo quarto.

Lamb fermato irregolarmente da Oubre Jr. durante il primo tempo della partita.
Jeremy farà una buona gara chiudendo con 13 punti.
(AP Photo/Nick Wass)

 
Panchina di Charlotte pronta per il secondo con l’apertura di tripla dopo 20 secondi di Kaminsky, un MCW aggressivo colpiva in faccia Meeks sul tentativo di floater.
Flagrant 1 per gli arbitri.
Due FT a segno per il n°20 avversario e palla in mano ai rossi che tuttavia si facevano rubare l’ennesima palla, questa volta era Graham a proporsi in coast to coast con terzo tempo all’europea, appoggio al vetro e fallo di Frazier che non era stato a scuola di walzer.
42-28 dopo l’addizionale rintuzzato da due FT di Mahinmi, ma MCW in modalità aggressiva anche in attacco, sterzava di anca in salto producendosi in un fade-away tra Porter e Mahinmi, arrivava un tocco, il canestro e il libero aggiuntivo trasformato successivamente per il 45-40…
Un open 3 di Kaminsky ci portava sul +18 (48-30) ma Beal rispondeva da fuori, il vantaggio oscillava comunque in doppia cifra, anche perché il Tank metteva a posto il mirino continuando a cannoneggiare da fuori.
Terza tripla di serata a 8:05 dopo un TO dei Wizards che portava il parziale dei turnover a 18-2…
Frank non si fermava andando a impiegare i cingolati in penetrazione sulla sinistra, sul tocco in avvicinamento, Beal, Gortat e Oubre Jr. e la loro selva di mani alzate a contrastare palla e giocatore non serviva
No a nulla, Frank si esaltava resistendo a tutto.
Si passava rapidamente a una battaglia ai liberi quindi che lasciava Charlotte con buon margine di vantaggio mentre il tempo scorreva.
Oubre Jr. trovava involandosi in solitaria la dunk poiché ben fuori area Lamb mancava l’intercetto sul passaggio a raggiungere l’esterno dei Maghi.
Poco male se Lamb si rifaceva nei panni di assist man; finta di corpo sul posto a far saltare Gortat, cambio di posizione del corpo e assist sul back-door di MCW proveniente da dx che segnava così due punti facili.
MKG andando a ricciolo a disegnare una u passando sotto il ferro, tornando in dietro si voltava e segnava in modalità ravvicinata per far cifra tonda sul 60-40.
Kemba mancava un paio di tiri (0/5) e Beal ne approfittava per appoggiare in atletico appoggio il 60-45.
Ancora un paio di falli ci consentivano un ½ di Marvin ai liberi più un 1/1 di Kemba, scaturito da un tecnico a Brooks che lamentava la chiamata, perfetta degli arbitri per toco sul gomito destro di MKG, il quale con un 2/2 infilava il 64-47, “cancellato” dalla tripla di Porter a stretto giro di posta. Kemba andava a prendersi da solo la tripla infischiandosene dell’altezza di Satoransky infilando così il suo primo FG. Dal +17 si passava al +12 appena prima della sirena, quando l’ennesima rimessa gettata con sufficienza in campo (Batum verso Howard che si allontanava) era intercettata da Beal che rapidamente si portava nell’angolo sinistro battendo per un decimo il cronometro.
67-55 all’intervallo.

Frank segna nonostante l’impiego di tre difensori…
Brad Mills-USA TODAY Sports

 
Charlotte rientrava incassando un open 3 di Morris a sinistra ma reagiva con una giocata da tre punti di Howard che seguiva Kemba, l’errore in estensione sull’appoggio consentiva al nostro centro di passare avanti a Gortat (pessimo tagliafuori) e di appoggiare subendo fallo dallo stesso.
Canestro importante e tripla di Kemba a 10:21 per riallontanare i fantasmi di dannosi rientri…
Sul 73-58 Charlotte non perdeva la testa, MKG toglieva le castagne dal fuoco a Charlotte andando a pochi secondi dallo scadere dei 24 in appoggio in entrata con la solita determinazione.
Beal però segnava 4 punti consecutivi e sull’errore di Morris arrivava il tap-in di Porter con la difesa degli Hornets che avrebbe dovuto coprire meglio.
Clifford se ne accorgeva e chiamava il time-out con il ghiaccio tornato ad assottigliarsi a 8:30 (75-66).
Beal mandava a segno dopo la pausa anche una tripla ma mancavano l’azione successiva, MKG catturava in due tempi il rimbalzo e innescava un’importante tripla di Williams per il 78-69.
A 7:17 Kemba andava a contatto con il Polish Hammer, non contento della chiamata (4° fallo personale).
Il 2/2 dalla lunetta anticipava una tripla, sempre a firma del capitano prima che Beal (6:43) segnasse due punti dietro un blocco di Gortat scattava lasciando indietro MKG, facile il jumper.
Iniziava una fase confusa in cui si alzava il ritmo ma si abbassava la qualità, per vedere un altro canestro occorreva attendere Porter a 4:20…
A 3:28 Walker si portava in giro il difensore con movimento ampio circolare per tornare in area a segnare pur svitando la spalla destra per trovare la retina nell’uno contro uno.
Howard da sotto il ferro fintava l’appoggio a sx, cambio peso e appoggio in reverse a destra oltre Gortat… questi Hornets giocavano bene insomma…
Walker s’involava saltando da triplista mentre ai lati i tentativi di stoppata di Beal e Porter facevano solamente da cornice attiva al gesto atletico del capitano…
Sempre Walker a 1:55 si accendeva ormai definitivamente colpendo da tre…
Punti importanti perché, nonostante l’89-73 momentaneo, i Wizards riuscendo ad accorciare di qualche punto, avrebbero potuto tornare pericolosi a inizio ultimo quarto con la nostra instabile panchina in campo.
In realtà le distanze si riducevano ma a 12 punti, conservando quindi integralmente il vantaggio accumulato nel primo tempo.

Charlotte Hornets forward Frank Kaminsky (44) gestures after his basket during the second half of an NBA basketball game past Washington Wizards forward Markieff Morris (5), Friday, Feb. 23, 2018, in Washington. (Nick Wass/Associated Press)

 
L’ultimo quarto partiva con due punti di Beal per il 94-84. Rispondeva immediatamente Lamb che riceveva da Kaminsky un bound pass verticale sulla fascia sinistra; il resto lo faceva lo scatto di Jeremy che passando dietro Oubre Jr. lo lasciava attardato per arrivare in schiacciata magnetica a contatto con il ferro.
Lamb in entrata a sinistra era spinto da Mahinmi.
Altri due Ft per Charlotte mandati a bersaglio a 11:00 dalla fine.
Frank si sentiva caldo ma mancava la tripla, nessun problema se Lamb a rimbalzo conquistava la sfera per smistarla poi ancora a Frank che nel frattempo si era spostato nell’angolo sinistro; schermo di Lamb, ricezione e tripla del Tank, giochi quasi decisi sul 101-84…
Morris, Lamb e una tripla di Porter mandavano il match sul 105-89, Charlotte era brava a far trascorrere i minuti centrali del quarto congelando il match, diversi rimbalzi offensivi e un fallo guadagnato non ci facevano rischiare nulla, poi improvvisamente, dal ritmo lento, si passava all’improvvisata di Lamb che con uno scatto fulmineo centrale prendeva il centro dell’area per decollare trasfigurandosi in volo in Michael Jordan.
Pazzesca la sfida alla forza di gravità con il veleggiare elegante e la potente hammer a una mano che faceva gioire tutta la panchina.
109-93 che Walker aggiornava a 5:55 di tripla.
Non ne avevano più i Wizards vittoriosi in casa Cavs la sera prima, così Frank si ripeteva due volte da fuori per aumentare il bottino personale, si finiva sul 122-105 grazie al quale il sogno di rimonta di Charlotte può proseguire.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
24 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 8/17 dal campo. Partenza lenta di Kemba con uno 0/5 dal campo. Si sblocca con un libero e va a segno con una tripla su Satoransky da classificare come pezzo di bravura. In palleggio suona molto meglio dei bonghi del protagonista della canzone di Elio “Parco Sempione”, però fa venir mal di testa ugualmente a chi lo contrasta. Accesosi nel secondo tempo trova canestri importanti nel terzo quarto per completare il gioco di Charlotte e resistere al pericoloso rientro della squadra di Brooks.
 
Batum: 7
8 pt., 6 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate. 3/8 dal campo. Come al solito cerca di fare un po’ tutto ma lo fa decisamene meglio. Interessante qualche difesa come quella a inizio terzo quarto nella quale devia a Morris un pallone che recupereremo. Nel primo tempo trova l’asse portante con Howard e fornisce palloni per gli alley-oop del nostro mastodontico centro.
 
Kidd-Gilchrist: 7
14 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Solido con 6/8 dal campo. Non è più velocissimo se deve passare dietro un blocco, ogni tanto va fuori equilibrio in rotazione, ma anche lui contribuisce. Gioca con calma andando con convinzione a sfidare anche il lungo se necessario e i risultati gli danno ragione in attacco.
 
M. Williams: 7
15 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. 5/9 dal campo con un 4/7 da tre. Si specializza in bombe. Cia iuta a staccarci nel primo tempo e ne mette una nel momento più delicato della rimonta de Maghi. Provvidenziale.
 
Howard: 6,5
11 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. 5/9 dal campo. Discreta gara di Dwight che parte con due stoppate. Riesce ad arrivare in doppia cifra nei punti sprecando poco e ottenendo l’ennesimo gioco da tre punti. Pochi i rimbalzi però.
 
Lamb: 7,5
13 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 4/9 dal campo. +18 di plus/minus. L’arma (sportiva) aggiunta. Letale, segna sulla sirena del primo quarto un clamoroso triplone, poi nell’ultima parte segna 4 punti e regala anche una schiacciata da top ten dell’anno per gli Hornets. Atletico, chiude dovendo forzare ai 24 e con una persa per passi ma ormai la gara era stata vinta.
 
Kaminsky: 8
23 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. 8/15 al tiro. +24 di plus/minus. Big night per Frank che spara da fuori con un 6/9 clamoroso. Anche in fase di passaggio è ispirato. Abbassa le percentuali con un paio di forzature necessarie ai 24 ma è una partita importante in attacco.
 
Carter-Williams: 6,5
9 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 18 minuti. 3/7. Spende 5 falli perché rimane costantemente aggressivo. A volte eccede, comunque sfiora la doppia cifra. Il fisico non l’aiuta. Parte meglio, più concretamente, nella seconda parte meno bene ma il giudizio è positivo. Cattura anche un rimbalzone nell’ultimo quarto con personalità.
 
Zeller: 6
2 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. Tre falli, su uno vittima di una chiamata pro Beal da tutela All-Star. Poco importa, complessivamente chiude con un 1/3, buon impegno, alcuni rimbalzi utili. Un po’ impreciso e mani scivolose come avesse del sapone su un’azione nella quale sembra che voglia lasciar continuamente in gioco la sfera che alla fine recupera…
 
Graham: 6
3 pt., 1 rubata in 14 minuti. Una steal con transizione è quasi tutto. Gli fischiano una persa per un piede fuori dalla linea laterale destra.
 
Monk: s.v.
0 pt. (0/0). Saluta il parquet.
 
Bacon: s.v.
0 pt. (0/3), 1 rimbalzo. In poco più di un minuto riesce a prendersi tre tiri e a non infilarne nemmeno uno. Soprassediamo…
 
Hernangomez: s.v.
0 pt. (0/0). Vedi Monk ma con un turnover…
 
Coach S. Clifford: 7,5
Sembra tornata una squadra dopo la pausa benefica dell’All-Star Game. Sono passate solamente due partite ma la squadra sta girando bene tra schemi e giocatori che si esaltano. La riprova della squadra che gioca è Walker, che fino a quasi alla fine del primo tempo era rimasto a zero punti, ma la squadra era avanti in doppia cifra nonostante la performance del capitano fosse iniziata in sordina. C’è vita su Marte se battagliamo…
Video recap: